Garante per la protezione
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CONTRIBUTI ASSISTENZIALI E DIRITTI DEI CITTADINI

Sì alla trasparenza ma senza la pubblicazione di dati sensibili

Il comune non può rendere pubblici i dati relativi alla salute delle persone individuate che usufruiscono di contributi socio-assistenziali.

Lo ha ribadito il Garante per la privacy in seguito ad una segnalazione nella quale si lamentava una presunta violazione della normativa sulla protezione dei dati personali da parte di un comune.

Il reclamo riguardava il trattamento di dati sensibili effettuato in materia di sovvenzioni socio-assistenziali.

L'amministrazione comunale, nel procedere all'erogazione di un contributo economico, aveva affisso all'albo pretorio e pubblicato sul proprio sito internet la deliberazione, nella quale veniva fatto esplicito riferimento alla patologia sofferta dal beneficiario, minore d'età.

Il Garante ha ricordato che la sola indicazione dell'erogazione del sussidio a favore di soggetti versanti in condizioni di salute problematiche è idonea a rivelarne lo stato di salute. Ha poi osservato che, pur essendo state oscurate alcune parti della deliberazione, quali il nome del minore beneficiario ed il tipo di intervento sanitario previsto, la persistenza delle generalità del padre, l'indicazione del rapporto di parentela tra quest'ultimo ed il beneficiario, costituiscono informazioni comunque idonee ad individuare il minore ed a rivelarne lo stato di salute.

È bene ricordare che è sempre vietato diffondere i dati idonei a rivelare lo stato di salute.

In risposta al richiamo del Garante, il comune ha adottato nuove misure per la pubblicazione delle deliberazioni. Nell'introdurre tali disposizioni è stata garantita la trasparenza dell'attività amministrativarelativa all'erogazione di contributi economici attraverso l'omissione dei dati personali e l'apposizione di diciture generiche o codici numerici sostitutivi.