Newsletter del 23 marzo
Garante per la protezione
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AGENZIE IMMOBILIARI: NO ALLE DISCRIMINAZIONI

Vietato l’uso di dati su razza, religione, abitudini sessuali

È vietato schedare la clientela in base all’origine razziale, alle convinzioni religiose o alle preferenze sessuali. Il principio è stato affermato dal Garante che ha vietato ad una agenzia immobiliare di utilizzare questo genere di dati personali perché trattati in modo illecito, al di fuori dei casi autorizzati dall’Autorità e in violazione anche delle norme sulla parità di trattamento tra le persone che vieta espressamente le discriminazioni razziali nella fornitura di beni e servizi, con particolare riferimento all’alloggio.

La società non potrà più raccogliere informazioni su razza, religione o vita sessuale delle persone che la contattano per la compravendita o la locazione di una casa, né utilizzare quel genere diinformazioni già in suo possesso. Nel corso degli accertamenti, disposti dal Garante nell’ambito del programma diispezioni nei confronti di alcuni settori e categorie professionali, è emerso che l’agenzia, oltre ai dati necessari per adempiere al proprio mandato (dati anagrafici, indirizzo, numero di telefono ecc.), raccoglieva, senza consenso, anche altri dati personali delicatissimi perché, a suo dire, alcuni proprietari non avrebbero gradito affittare a extracomunitari o a omosessuali, o perché alcuni condomini avrebbero preferito evitare la presenza di musulmani.

Nel vietare il trattamento il Garante, con il provvedimento di cui è stato relatore Giuseppe Chiaravalloti, ha ritenuto che la società immobiliare abbia operato in modo illecito, discriminatorio e lesivo della dignità delle persone, in contrasto con quanto stabilito dal Codice della privacy e dalle autorizzazioni generali in materia di trattamento di dati sensibili. Lecita, secondo il Garante, solo la raccolta di informazioni relative ad handicap o patologie invalidanti in quanto effettuata dall’agenzia per escludere dalle trattative immobili con barriere architettoniche o privi di ascensore.

Il Garante ha inoltre prescritto, alla società di riformulare l’informativa, in particolare quella on line, specificando chiaramente per quali finalità usa i dati personali, e di mettere in condizioni la clientela di esprimere liberamente la propria volontà sull’invio di materiale pubblicitario e sull’uso della posta elettronica a fini di marketing.

Copia degli atti è stata inviata all’autorità giudiziaria affinché valuti l’eventuale ipotesi di illecito trattamento di dati a fini di profitto.