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TLC: IN GERMANIA VIETATO CONSERVARE I DATI DI TRAFFICO INTERNET PER TARIFFE "FLAT"

Non è possibile conservare i dati di traffico Internet oltre il termine della connessione se l’abbonato usufruisce di una tariffa "flat". Una sentenza del tribunale di Darmstadt dello scorso 26 gennaio, di cui hanno dato notizia vari organi di stampa (http://www.telepolis.de/r4/artikel/21/21872/1.html), ha respinto l’appello presentato da T-Online (il principale operatore di TLC in Germania) contro la sentenza con cui, in prima istanza, il tribunale distrettuale (Amtsgericht) della stessa città aveva stabilito che la conservazione degli indirizzi IP è illegale qualora l’abbonato abbia una tariffa "flat", ossia basata sul pagamento di un importo forfettario.

Il caso era nato dall’azione intentata da un abbonato contro T-Online, in relazione ad un procedimento istituito contro tale abbonato per supposta apologia di reato (poi conclusosi con l’assoluzione piena dell’imputato). T-Online aveva conservato i dati del traffico Internet dell’abbonato in questione, nonostante in Germania la Legge sulla protezione dei dati nei servizi telematici (del 1997, poi emendata nel 2001) obblighi i fornitori di servizi Internet ad offrire la navigazione in forma anonima ovvero attraverso pseudonimi, e consenta di conservare o comunque raccogliere dati personali (come i dati di traffico) soltanto in via eccezionale, ossia qualora risulti indispensabile per consentire la fornitura del servizio telematico e la relativa contabilizzazione. Si tratta di un principio affermato anche nella direttiva europea in materia di privacy e comunicazioni elettroniche (2002/58/CE, Art. 6 e Art. 7).

In entrambi i gradi di giudizio la corte ha affermato l’illegittimità della raccolta indiscriminata dei dati di traffico effettuata da T-Online, poiché assolutamente non necessaria ai fini della contabilizzazione nei contratti basati su tariffe "flat". Inoltre, il tribunale di Darmstadt ha precisato che il service provider dovrà cancellare i dati di connessione immediatamente dopo il termine della connessione stessa.

La sentenza, come sottolineato da vari commentatori, avrà riflessi sull’intera gestione dei dati di traffico da parte di T-Online, che dovrà, allo stato della legislazione, modificare le prassi attualmente seguite per ottemperare alle indicazioni dell’autorità giudiziaria.