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PROPAGANDA ELETTORALE E PRIVACY GLOBALE

Su iniziativa italiana, i Garanti del mondo adottano una risoluzione che fissa i principi guida

Una dichiarazione sulla necessità del rafforzamento globale del diritto alla protezione dei dati personali e due risoluzioni, una sull’introduzione dei dati biometrici nei passaporti e nei documenti di identità, e un’altra, adottata su iniziativa italiana, sull’uso dei dati personali a fini di comunicazione e propaganda elettorale. Con questi documenti (consultabili su www.garanteprivacy.it) si è conclusa la 27^ Conferenza internazionale dei Garanti della privacy tenutasi a Montreux, sul lago di Ginevra, a metà settembre e alla quale hanno partecipato i rappresentanti delle autorità di protezione dati europee e degli altri continenti, esperti del settore, esponenti della società civile, studiosi. Oltre 300 delegati, tra cui i Garanti di 45 paesi, hanno discusso, in diverse sessioni di lavoro, dell’importanza della tutela delle libertà fondamentali nell’attuale contesto geopolitica, di Internet, biometrie, dello sviluppo di tecnologie invasive e della creazione delle biobanche. Per il Garante erano presenti il Presidente Francesco Pizzetti, il Vice Presidente Giuseppe Chiaravalloti, il Componente Giuseppe Fortunato e il Segretario generale, Giovanni Buttarelli.

Il prof. Pizzetti, ha presieduto la sessione "Biobanks and the Related Challenges" e nella relazione introduttiva ha trattato i delicati problemi che pongono le biobanche, strutture dove si conservano a scopi sanitari o di ricerca campioni biologici (dati genetici, tessuti, cellule, ecc.). Il controllo è stato il primo aspetto affrontato da Pizzetti. " Chi deve trattare i dati genetici? Come vigilare sui dati per garantire che siano utilizzati solo per gli scopi per cui sono stati donati?

Fino a che punto può essere esercitato il controllo dalle Autorità incaricate della protezione dei dati?" si è chiesto. E ancora, "cosa comporta per queste Autorità mettere a punto forme di controllo penetranti e incisive, anche dal punto di vista gestionale?". La seconda questione ha riguardato i rapporti tra le Autorità di protezione dei dati personali e i Comitati etici per la ricerca, in particolare riguardo a chi spetti stabilire le norme necessarie a garantire la corretta ricerca scientifica ed il rispetto dei diritti dei cittadini. Pizzetti ha prefigurato un rischio di sovrapposizione dei due organismi, rischio che "non può essere scongiurato affidando la responsabilità della regolamentazione ai Comitati anziché alle Autorità o viceversa". "Compiti, obiettivi e competenze degli uni e delle altre sono diversi. Urge una riflessione - ha concluso Pizzetti - su questi temi per sciogliere i nodi concettuali che ancora permangono".

Il segretario generale dell’Autorità, Giovanni Buttarelli, è intervenuto sul tema della comunicazione politica, nel quale ha illustrato anche il provvedimento adottato di recente dal Garante. Buttarelli si è soffermato, in particolare, sull’analisi dei principi guida per una propaganda elettorale rispettosa dei cittadini: necessità di raccogliere ed utilizzare solo dati indispensabili; di informare i cittadini su chi tratta i dati e sull’uso che ne viene fatto; di ottenere, nei casi previsti, consenso degli interessati quando si usano particolari forme di comunicazione (come i messaggi Sms o le e-mail); di raccogliere le informazioni da fonti lecitamente accessibili; di utilizzare i dati solo a fini di propaganda elettorale. Auspicabili, poi, secondo Buttarelli, l’adozione di un codice deontologico che disciplini in modo organico il marketing politico e l’individuazione di un decalogo di principi generali in cui tutte le Autorità possano riconoscersi pur nella diversità dei relativi ordinamenti.

La Conferenza mondiale dei Garanti si è conclusa, proprio con l’approvazione di una risoluzione sull’utilizzo di dati personali per la propaganda elettorale, adottata su iniziativa del Garante italiano. La risoluzione dei Garanti riafferma che la comunicazione politica costituisce uno strumento fondamentale per la partecipazione di cittadini, forze politiche e candidati alla vita democratica e fissa i principi guida a livello globale per bilanciare il diritto dei cittadini ad essere informati durante le campagne elettorali politiche ed amministrative con il rispetto della loro riservatezza e delle loro libertà fondamentali.