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ACCERTAMENTI FISCALI E TRIBUTARI. LE "REGOLE" DEL GARANTE

Indagini bancarie mirate, no alla duplicazione delle banche dati, obbligo di consultazione del Garante sui provvedimenti che riguardano il trattamento dei dati personali

Indagini bancarie mirate, no alla duplicazione delle banche dati, obbligo di consultazione del Garante sui provvedimenti che riguardano il trattamento dei dati personali. Queste, in sintesi, le indicazioni contenute in un articolato provvedimento che il Garante ha adottato, il 25 maggio scorso, riguardo ad alcune disposizioni introdotte dalla recente legge finanziaria per il 2005 volte a potenziare il patrimonio informativo a disposizione degli organi preposti ai controlli fiscali e alla riscossione dei tributi.

Il provvedimento, di cui è relatore Giuseppe Fortunato, ha affrontato diverse questioni relative alla raccolta, alle modalità e all’uso dei dati a fini di accertamento fiscale e tributario, in particolare riguardo all’esigenza di evitare massicce raccolte di informazioni per via telematica e la duplicazione di banche dati.

Per quanto riguarda le indagini bancarie, l’Autorità ha affermato che, nel quadro di un efficiente sistema di trasmissione delle informazioni necessarie alle indagini bancarie, lo scambio dei dati personali per via telematica deve comunque avvenire nel rispetto dei principi di necessità e di proporzionalità nel trattamento dei dati che giustificano solo verifiche mirate e in casi selettivamente individuati: quindi, niente raccolte indiscriminate di dati.

Per quanto riguarda le comunicazioni all’anagrafe tributaria il Garante, sottolineando che numerosi decreti di attuazione delle norme sull’anagrafe tributaria, riguardanti la comunicazione di una serie di dati, sono stati adottati senza il previsto parere dell’Autorità, ha richiamato particolare attenzione sul fatto che la mancanza del parere determina un vizio dell’atto, con conseguenze sui dati trattati che possono essere inutilizzabili, tanto più se il loro trattamento è difforme dai principi del Codice. Questo determinerebbe, peraltro, una responsabilità diretta di chi li usa.

Allo scopo, poi, di evitare inutili duplicazioni di archivi presso l’anagrafe tributaria, l’Autorità ha chiesto all’amministrazione finanziaria di verificare la possibilità di accedere telematicamente ai dati necessari agli accertamenti direttamente presso le varie banche dati pubbliche e private.

Il Garante ha fornito, inoltre, precise indicazioni anche riguardo l’uso e la conservazione dei dati personali in altri ambiti, quali l’anagrafe dei conti e dei depositi bancari, le dichiarazioni stragiudiziali, la cessione fabbricati, la riutilizzazione commerciale delle informazioni catastali e ipotecarie, la trasmissione telematica dei certificati di malattia all’Inps.