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BIOMETRIA: QUALI BENEFICI PER I CITTADINI

A Dublino la conferenza organizzata da Commissione Ue e Presidenza irlandese

L'impatto crescente delle tecnologie biometriche sulla vita quotidiana dei cittadini, nell'UE e non solo, richiede un'analisi attenta delle questioni connesse per capire come conciliare sviluppo tecnologico a livello paneuropeo e rispetto per i diritti fondamentali, quali la privacy.

Questi i temi sui quali si confrontano a Dublino, il 14 e 15 giugno, esperti europei e di altri Paesi in una conferenza organizzata dall'European Biometrics Forum insieme alla Commissione europea ed alla presidenza Irlandese dell'Ue, per trattare tutti gli aspetti connessi all'uso della biometria in una prospettiva "europea" (http://www.eubiometricforum.com/).

Nelle quattro sessioni di lunedì 14 giugno e nelle tre di martedì 15, agli interventi dei relatori si succederanno le domande del pubblico nell'intento di generare un dibattito quanto più possibile ampio. E' significativo che ben tre sessioni affrontino tematiche connesse alla tutela della privacy: la prima, presieduta da Anne Carblanc della Privacy and Security Division dell'OCSE; la seconda, presieduta dal direttore dell'autorità ceca per la protezione dei dati, Karel Neuwirt; e la terza, dedicata all'interoperabilità ed agli standard, presieduta dal sottosegretario agli esteri del governo irlandese, John Neary.

Citiamo di seguito alcuni dei punti attualmente indicati nel programma:

- Benefici reali e potenziali delle tecnologie biometriche.

- Le conseguenze derivanti dalle istanze finalizzate alla creazione di sistemi di rilevazione biometrica su larga scala (passaporti, visti, controlli negli aeroporti). Ricordiamo, in proposito, la recente proposta di regolamento della Commissione europea relativa all'inserimento di identificatori biometrici nei visti richiesti da cittadini di Paesi terzi (25 settembre 2003), e la decisione del Consiglio Ue dell'8 giugno 2004, che sancisce la creazione del VIS — il sistema di informazione visti, contenente segnalazioni sui visti concessi ai cittadini extra-Ue.

- I requisiti giuridici da soddisfare per garantire il rispetto di diritti fondamentali dei cittadini, e gli approcci utili a garantire il rispetto della normativa in questione. Su questo tema, in particolare, è atteso l'intervento del nuovo Garante europeo per la protezione dei dati, Peter Hustinx, oltre che del Data Protection Commissioner irlandese, Joe Meade.

- Interoperabilità dei sistemi biometrici e definizione degli standard tecnologici, di sicurezza e concernenti la tutela della privacy ai fini della creazione di sistemi biometrici su larga scala.

- Sviluppi futuri in ambito Ue (in particolare con riguardo ai programmi di ricerca finanziati dall'Ue).

- SIS II, EURODAC e VIS : quali requisiti e quali problematiche devono essere tenuti presenti.

Come si vede, i temi proposti sono complessi così come complesse sono le questioni attualmente aperte. Vale la pena di ricordare che il Gruppo che riunisce i Garanti europei ha approvato nel 2003 un documento di lavoro nel quale si sottolinea che, in ultima analisi, qualsiasi utilizzazione di dispositivi biometrici debba essere preceduta dalla valutazione della proporzionalità di tale utilizzazione rispetto agli scopi che ci si prefigge di raggiungere. Si tratta di un principio fondamentale in materia di protezione dei dati, e l'auspicio è che durante i lavori della Conferenza se ne tenga adeguatamente conto.