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ELENCHI TELEFONICI E PRIVACY

Violati i diritti di un abbonato che non voleva comparire: spese del ricorso e risarcimento danni per il gestore telefonico

Chiede un numero di telefono riservato, per motivi di sicurezza personale, e si ritrova invece sull'elenco degli abbonati, sia cartaceo, sia on line. Ora il gestore telefonico dovrà rifondere le spese del procedimento direttamente all'abbonato costretto a rivolgersi al Garante per tutelare la sua riservatezza. L'abbonato può anche chiedere il risarcimento del danno anche non patrimoniale, al giudice civile.

La vicenda riguarda l'intestatario di una utenza telefonica riservata il quale dopo aver verificato che il suo numero compariva sull'elenco telefonico cartaceo e on line ne ha chiesto la cancellazione al servizio clienti della società. Nonostante le assicurazioni ricevute, poiché il numero continuava a comparire sull'elenco on line, dopo una nuova richiesta di cancellazione rimasta senza risposta, ha presentato ricorso al Garante.

Il gestore, che in un primo momento aveva ritenuto corretto il proprio operato, a seguito di ulteriori contestazioni dell'abbonato aveva poi dichiarato all'Ufficio del Garante di aver effettuato nuove ricerche dalle quali era emerso che effettivamente la richiesta dell'abbonato relativa ad un'utenza riservata, era stata disattesa per un disguido nella fase di inserimento manuale dei dati del cliente nei sistemi commerciali aziendali. La società telefonica assicurava, comunque, di aver provveduto al cambio del numero telefonico riservato, di aver cancellato il nominativo dagli elenchi e di aver intanto riconosciuto al cliente un indennizzo pari a quattro mensilità del canone come previsto dal contratto.

Il Garante ha accertato che l'inclusione negli elenchi cartacei e on line di dati che dovevano rimanere riservati per espressa richiesta del cliente, ha comportato, a causa di una chiara negligenza, una violazione dei diritti dell'interessato. L'abbonato ha quindi il diritto, ove ricorrano i presupposti, di chiedere il risarcimento del danno al giudice civile e in quella sede spetterà alla società telefonica dimostrare di aver adottato tutte le misure idonee per evitarlo.

Alla società che ha provveduto alla cancellazione del nominativo solo dopo la presentazione del ricorso sono state addebitate le spese del procedimento.

Dichiarata invece inammissibile la specifica richiesta del cliente di avere copia del contratto poiché una tale richiesta non rientra tra quelle proponibili ai sensi della legge sulla privacy.