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IN GERMANIA PROBLEMI PER LA PRIVACY DAI PEDAGGI AUTOSTRADALI

Il sistema di rilevamento automatico dei pedaggi autostradali di prossima adozione in Germania è al centro di un’aspra polemica. Con questo sistema, denominato TollCollect, commissionato dal Ministero federale dei trasporti e che ha avuto il parere favorevole del Garante federale per la protezione dei dati personali, ogni veicolo pesante che percorra un tratto sottoposto a pedaggio sarà individuato da un sistema di "ponti" (strutture erette in corrispondenza dei tratti autostradali in oggetto) e di "on-board-units (OBU)" (unità di bordo che interagiscono con il sistema e le apparecchiature installate su tali "ponti"), che ne verificheranno la posizione e la targa (quindi anche il proprietario e l’autista) e provvederanno automaticamente ad addebitare l’importo dovuto fino al momento in cui il veicolo lascerà il tratto autostradale a pedaggio. Tutti i veicoli, non soltanto quelli pesanti, saranno ripresi al passaggio presso un "ponte" e le immagini saranno immediatamente cancellate se risulterà che il veicolo non è di tipo pesante oppure ha a bordo un dispositivo "OBU" e che, pertanto, il pagamento del relativo pedaggio andrà a buon fine. I veicoli pesanti stranieri avranno la possibilità di pagare in anticipo il pedaggio (via Internet o presso i distributori di carburante), indicando il tragitto che intendono percorrere. Se un veicolo pesante straniero transita presso un "ponte" e non risulta il pagamento dell’importo dovuto, l’immagine videoregistrata sarà conservata e utilizzata come prova per il pagamento della relativa ammenda.

La Conferenza delle autorità di protezione dati della Germania (ogni Land dispone di un’autorità competente in materia) aveva avanzato dubbi già nel 2001, quando il progetto di legge relativo al sistema in questione era stato inizialmente presentato. In particolare, i Garanti dei Länder invitavano il governo a tenere conto dei principi di necessità — configurando il sistema in modo da evitare il trattamento di dati personali se non assolutamente necessario — e proporzionalità — evitando la videosorveglianza a tappeto di tutti i veicoli in transito, ed evitando di raccogliere i dati personali dei soggetti che risultano "in regola" (il documento è disponibile, in lingua tedesca, presso http://www.bfd.bund.de/information/DS-Konferenzen/62dsk_ent3.html). Principi affermati nella direttiva sulla protezione dei dati (95/46/CE) e recepiti da tutti gli Stati membri UE (dall’Italia attraverso la legge 675/1996 e, a partire dal 1 gennaio 2004, il decreto legislativo 196/2003 — il Codice della privacy).

Le associazioni per la difesa dei diritti civili, soprattutto attraverso la DVD (Deutsche Vereinigung für den Datenschutz, associazione tedesca per la protezione dei dati) chiedono adesso che il governo torni sui propri passi e ripensi radicalmente il progetto proposto dalla società privata cui è stato appaltato (alla quale, fra l’altro, era stato attribuito il premio "Grande Fratello" per la Germania nel 2002). Secondo le associazioni, i principi di necessità e proporzionalità ai quali aveva fatto riferimento la Conferenza delle autorità tedesche di protezione dati non avrebbero trovato attuazione nel sistema elaborato dalla società suddetta. Viene lamentata, inoltre, l’assenza di una vera discussione pubblica sui temi in questione, e la inadeguata valutazione dei potenziali rischi di questo sistema. C’è il sospetto, secondo le associazioni, che si sia data la preferenza ad un sistema nettamente più dispendioso e complesso di altri perché meglio in grado di far fronte alle (eventuali) richieste delle forze dell’ordine — garantendo una sorveglianza a tappeto e potenzialmente lesiva delle libertà individuali (basti pensare ai dati di localizzazione disponibili attraverso le rilevazioni dei "ponti" e le OBU, le quali, fra l’altro, incorporano anche un cellulare che consente di localizzare gli spostamenti del singolo veicolo). Niente in contrario a garantire il pagamento dei pedaggi autostradali, ma — a giudizio della DVD — è senz’altro possibile individuare modalità più rispettose dei diritti fondamentali dei cittadini.