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NUOVO SISTEMA INFORMATIVO SCHENGEN:
STRATEGIE PER IL FUTURO E DIRITTI DEI CITTADINI

Seminario del'Europarlamento. Pronta la nuova campagna informativa per gli Stati membri

Il Sistema Informativo Schengen (SIS) ed i suoi sviluppi futuri (il cosiddetto SIS II) sono stati oggetto di un seminario pubblico del Parlamento europeo organizzato lo scorso 6 ottobre dalla Commissione libertà e diritti dei cittadini. Dal Seminario è emersa l'indicazione della necessità di elaborare una strategia comune fra tutti i soggetti competenti a gestire il settore della giustizia e degli affari interni, al fine di garantire il rispetto dei principi della Convenzione Schengen in materia di protezione dei dati e, al contempo, l'efficacia ed il potenziamento del sistema.

Il SIS è stato istituito dalla Convenzione di applicazione dell'Accordo di Schengen per facilitare la tutela della sicurezza pubblica nei Paesi aderenti alla Convenzione, nei quali sono stati aboliti i controlli alle frontiere. Contiene, in particolare, i dati relativi a persone ricercate per essere tratte in arresto o estradate, o da porre sotto protezione (minori), a persone nei cui confronti esiste un divieto di ingresso nell'area Schengen, e a persone la cui identità è stata usata in modo fraudolento.

I lavori sono partiti da un'analisi della consistenza attuale delle informazioni contenute nel SIS e dalla considerazione dell'indubbia efficacia del sistema — due dei fattori che, insieme all'istituzione di soggetti incaricati di attività di polizia e giudiziarie a livello europeo (Europol, ossia l'ufficio europeo di polizia, ed Eurojust, la procura europea), all'allargamento dell'UE ad altri 10 Stati membri, ed alla necessità di tenere conto dei progressi tecnici, hanno indotto a ripensare la configurazione del SIS e la sua utilizzazione, soprattutto ampliando sia le categorie di dati da inserire sia la tipologia dei soggetti che possono accedervi (in particolare, appunto, Europol ed Eurojust). Questa versione ampliata e potenziata del SIS è denominata SIS II, e dovrebbe sostituire il SIS nella sua attuale configurazione a partire dal 2006.

Al Seminario hanno partecipato, oltre al rappresentante dell'Autorità Comune di Controllo (ACC) incaricata, in base alla Convenzione, di vigilare sul funzionamento del SIS, Parlamentari ed esperti italiani ed europei. In particolare, il Presidente del Comitato parlamentare di controllo per l'attuazione dell'Accordo di Schengen, l'on. Alberto Di Luca, il quale ha inquadrato i compiti di tale Comitato, anche in prospettiva e alla luce del corrente semestre italiano di presidenza dell'unione). L'ACC è composta di rappresentanti delle autorità nazionali competenti (per l'Italia, il Garante) ed è presieduta attualmente da Giovanni Buttarelli, segretario generale dell'Autorità Garante italiana.

Luc Vandamme, del Segretariato del Consiglio dell'UE, e Antonio Vitorino, Commissario responsabile del settore giustizia e affari interni, hanno esposto l'architettura attuale e prospettato gli sviluppi futuri del SIS. Vandamme ha ricordato, fra l'altro, che il SIS contiene attualmente oltre 11 milioni di schede, delle quali 1.200.000 riguardano persone segnalate (770.000 delle quali sono persone alle quali è vietato l'ingresso nell'area Schengen). Dal punto di vista del Consiglio, l'efficienza del SIS (con oltre 35.000 "hits" nel 2001, ossia casi nei quali è stato possibile identificare una persona o un oggetto come già segnalati nel sistema) impone di massimizzarne l'efficienza utilizzandolo anche per finalità diverse da quelle inizialmente previste (ad esempio, per supportare l'attività investigativa delle forze dell'ordine).

Su questo punto si è particolarmente soffermato proprio il presidente dell'ACC, Giovanni Buttarelli, per il quale è necessario tenere conto delle disposizioni fissate dalla Convenzione che ha istituito il sistema e garantire il rispetto dei principi di protezione dati. Secondo Buttarelli, si può modificare il sistema trasformandolo in una base di dati "intelligenti", ma occorre allora un lavoro organico, evitando duplicazioni e sovrapposizioni con gli altri archivi di Europol, del Sistema informativo doganale, di Eurodac: un'armonizzazione è, a giudizio del Presidente dell'ACC, possibile, benché impegnativa.

L'ACC si è occupata a più riprese del SIS II, e collabora attivamente con il Consiglio UE e le altre istituzioni interessate per garantire che la transizione avvenga senza perdere di vista i diritti fondamentali dei cittadini. Anche altri relatori (fra cui Marco Cappato, parlamentare UE, e Spiros Simitis, professore della Johann-Wolfgang-Goethe Universität di Francoforte sul Meno ed uno dei maggiori studiosi di privacy a livello mondiale) hanno sottolineato la necessità di tutelare diritti e libertà fondamentali soprattutto in previsione delle possibili interconnessioni fra i dati contenuti nel SIS e quelli di altri archivi (come Europol).

In particolare, è stata ribadita la necessità di facilitare l'accesso dei cittadini alle informazioni relative alle modalità di esercizio dei diritti loro riconosciuti dalla Convenzione Schengen, attraverso una più stretta collaborazione fra le autorità di protezione dati.

In vista di questo obiettivo, l'ACC-Schengen ha proprio di recente presentato il proprio sito web (http://www.schengen-jsa.dataprotection.org/) e la nuova campagna informativa per chiarire i meccanismi di funzionamento del sistema e facilitare il reperimento delle informazioni necessarie. (Per ulteriori informazioni: www.garanteprivacy.it)