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DATI PASSEGGERI AEREI: PER PARLAMENTO UE TRASFERIMENTI NEGLI USA SOLO SE GARANTITI

Indicate le condizioni da rispettare. Necessario un accordo internazionale

Presa di posizione dell'Europarlamento contro il trasferimento dei dati dei passeggeri in volo verso gli Stati Uniti.

Il Parlamento europeo ha adottato il 9 ottobre scorso una risoluzione in cui chiede alla Commissione europea di stabilire quali dati possono essere trasferiti legittimamente alle autorità Usa. Nell'ambito delle norme antiterrorismo varate dopo l'11 settembre dalle autorità statunitensi, ve ne sono alcune in base alle quali le autorità Usa sono legittimate a richiedere alle compagnie aeree di fornire tutta una serie di informazioni sui passeggeri che volano o transitano negli Stati Uniti.

Il Parlamento ha indicato le condizioni da rispettare per procedere al trasferimento dei dati, ed ha chiesto alla Commissione (che ha condotto sinora negoziati con le autorità Usa) di vietare ogni trasferimento se tali condizioni non vengano rispettate. Il Parlamento ha anche invitato la Commissione a valutare la cooperazione fra Europa ed Usa nella lotta al terrorismo ed alla criminalità tenendo conto dell'esigenza di rispettare i diritti fondamentali, e ha sollecitato la definizione di un accordo internazionale nel cui ambito siano stabilite anche le garanzie per il trasferimento dei dati personali in questione.

Alla Risoluzione i parlamentari europei sono giunti dopo un'analisi delle informazioni fornite dalla Commissione rispetto al negoziato in corso, in particolare attraverso la valutazione dell'adeguatezza della protezione dei dati personali offerta negli Usa per le informazioni richieste. Il giudizio in merito è negativo, poiché, secondo il Parlamento, le finalità che giustificherebbero la raccolta e la memorizzazione dei dati restano dubbie e non si limitano alla lotta al terrorismo, con il rischio che i dati siano utilizzati per altri scopi; inoltre, il numero di dati richiesti (39 diversi elementi del Passenger Name Record, ossia la scheda contenente tutti i dati sui singoli passeggeri registrati nei sistemi di prenotazione aerea) appare eccessivo ed è in ogni modo sproporzionato rispetto alle finalità perseguite, come pure eccessivo è il periodo di conservazione dei dati (6-7 anni), in particolare per quanto concerne quelli relativi a persone che non comportano alcun rischio per la sicurezza del Paese. Inoltre, il Parlamento ritiene che gli "impegni" assunti dall'amministrazione Usa attraverso una "Dichiarazione di intenti" unilaterale presentata alla Commissione lo scorso 22 maggio, non configurino alcun obbligo vincolante, né sia possibile utilizzarli in sede giudiziaria da parte di singoli passeggeri che ritengano di avere subito una violazione dei propri diritti, senza contare che non sono disponibili altri strumenti efficaci di ricorso in sede extragiudiziaria ad autorità indipendenti. Il Parlamento giudica indispensabile fare chiarezza sul tema, sia per garantire i diritti dei cittadini sia per fornire alle imprese coinvolte un'indicazione coerente a livello europeo, anche sulla scorta delle raccomandazioni elaborate dalle autorità di protezione dati proprio su questo punto (durante la Conferenza internazionale di Sydney, v. Newsletter 8-14 settembre 2003, e nell'ambito del Gruppo di lavoro che riunisce le autorità europee di protezione dati, v. Newsletter 16-22 giugno 2003).