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PERIZIE MEDICHE. SANZIONI PER CHI COMUNICA DATI SANITARI SENZA IL TRAMITE DI UN MEDICO

Contestata una sanzione amministrativa di oltre cinquecento euro ad una società di assicurazioni per aver violato le disposizioni stabilite dalla legge sulla privacy in caso di comunicazioni di dati sullo stato di salute. L'assicurazione è stata "multata" per aver consegnato direttamente ad un suo assistito, che ne aveva fatto richiesta, copia di una perizia medica senza rispettare la disposizione che prevede la comunicazione di dati sanitari solo tramite il medico di fiducia dell'interessato o designato da chi detiene ed usa i dati, cioè da quello che la legge chiama "il titolare del trattamento".

L'assicurato era ricorso all'Autorità dopo aver chiesto invano alla società l'accesso ai suoi dati personali contenuti nella perizia medico legale redatta dal medico di fiducia dell'assicurazione. Solo dopo l'intervento del Garante, la società, pur fornendo giustificazioni sul suo comportamento omissivo, ritenute in parte fondate dal Garante, si dichiarava disponibile a soddisfare le richieste del suo assicurato e gli inviava copia della relazione di accertamento medico legale, con la descrizione delle circostanze del fatto, l'elenco della documentazione sanitaria, il referto di visita medica ed parere medico legale. Tuttavia la comunicazione di questi ultimi dati veniva effettuata dalla società direttamente all'interessato e non invece, secondo le modalità previste dalla legge 675/1996, avvalendosi di un medico designato.

Dopo aver, quindi, verificato i presupposti per l'applicazione della sanzione amministrativa prevista per questo tipo di violazione, l'Autorità ha quindi provveduto a contestare la violazione amministrativa stabilita in 516,46 euro.

L'assicurazione potrà provvedere al pagamento in misura minima pari a 516,46 euro, entro 60 giorni dalla contestazione della notifica o a far pervenire entro i primi trenta giorni memorie difensive.