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"I NUOVI DIRITTI DI CITTADINANZA ELETTRONICA". MAURO PAISSAN ALLO SMAU DI MILANO

Che cosa sono, in concreto, i nuovi diritti di cittadinanza elettronica? Se lo è chiesto Mauro Paissan, uno dei quattro garanti per la privacy, nel corso del convegno "Internet e cittadino" svoltosi nell'ambito di Smau 2002 a Milano.

Si parla da tempo di "cittadino elettronico" e qualcuno ha anche coniato il termine "netizen" per indicare questa nuova dimensione del vivere e dell'operare sociale dove lo scambio di informazioni è il vero motore. Ma in una società governata dalle nuove tecnologie di raccolta, utilizzo e conservazione dei dati, lasciare tracce e essere seguiti da sistemi di controllo è ormai una componente inevitabile della nostra vita quotidiana.

Accanto alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie — ha ricordato Paissan - vanno dunque considerati anche gli aspetti legati all'ampliamento del controllo del cittadino e della cultura della classificazione. E' fondamentale nella cittadinanza elettronica ricercare un equilibrio tra il libero flusso delle informazioni e la tutela della privacy. Ma anche in modo tale da garantire al contempo la sicurezza della collettività. In questo senso, uno dei nodi cruciali della cittadinanza elettronica è, secondo il componente dell'Autorità, quello dell'anonimato in rete e la domanda ad esso collegata se esso debba essere assoluto, se debba essere sempre e comunque garantito.

L'analisi svolta da Paissan presenta necessariamente un quadro problematico, all'interno del quale tuttavia è possibile individuare alcuni tra i principi fondamentali per costruire la nuova cittadinanza nella società elettronica.

Piassan ha innanzitutto parlato del diritto "a leggere in rete in modo anonimo", il diritto cioè che nessuno possa controllare i siti che visito, che nessuno limiti la mia sfera di riservatezza e libertà di consultare pagine, documenti, immagini senza per questo venir discriminato o colpevolizzato per le mie scelte. E pur tuttavia è necessario che, in caso di indagine, magistratura e forze di polizia possano accedere a determinati dati personali.

Secondo diritto, quello di "scrivere in rete in modo anonimo". Ciascuno di noi ha il diritto che le proprie e-mail non vengano lette, ma allo stesso tempo deve anche poter risalire alla persona che ha lasciato quel testo nel caso in cui, per ipotesi, vi sia contenuta una diffamazione.

Terzo, il tema delicatissimo dei "location data", soprattutto con l'introduzione del sistema Umts che agevola la localizzazione geografica. Ebbene per questo tipo di tecnologia, il cui uso in partenza di utilità sociale potrebbe risolversi in una violazione della privacy, una delle soluzioni dovrebbe essere anche di tipo tecnologico: secondo Paissan, infatti, i gestori devono mettere in atto sistemi che consentano agli abbonati la disabilitazione del servizio di localizzazione, mediante funzioni semplici e gratuite.

Quarto punto, le garanzie contro il "furto di identità" ed in particolare, la possibilità di effettuare transazioni on line anonime con sistemi in grado cioè di salvaguardare da furti i dati contenuti nella carta di credito. Sicurezza che è necessaria, peraltro, per sviluppare l'e-commerce e la fiducia dei consumatori nell’acquisto sicuro in rete.

Quinto, il diritto di difendermi contro lo "spamming", cioè contro l'invio massiccio, spesso anonimo e soprattutto non richiesto di e-mail commerciali. Oggi nell'UE vige generalmente il principio dell'opt in, un sistema per il quale è necessario, prima dell'invio di comunicazioni commerciali, ottenere il consenso dell'utente.

Paissan ha poi toccato il punto delicatissimo del controllo delle e-mail dei lavoratori, ponendo la questione in termini problematici: da una parte c'è il diritto alla segretezza della corrispondenza sancita dalla Costituzione, dall'altra il diritto del datore di lavoro di controllare l'uso corretto degli strumenti di lavoro che mette a disposizione. A livello europeo, ha ricordato Paissan, si è data la prima indicazione di dotare il lavoratore di due indirizzi e-mail, uno lavorativo ed uno personale. Lo stesso discorso di bilanciamento di interessi va fatto riguardo alla possibilità del controllo sulle connessioni ad Internet sul posto di lavoro.

Un altro diritto da introdurre nella nuova cittadinanza elettronica è quello di non essere "guardato o proiettato in rete". Paissan ha fatto riferimento al sempre maggiore uso di videocamere o web cam installate in luoghi pubblici, spiagge o esercizi commerciali che mandato sul web immagini di cittadini ignari.

Ultimo, ma non meno importante, il diritto all'oblio. Il mondo di Internet consente ormai di rintracciare, avendo a disposizione un enorme archivio, tutto quanto è stato detto o fatto da chiunque. Ognuno di noi, ha detto Paissan, viene ricostruito anche in quelle parti del passato nelle quali magari non ci riconosciamo più o vorremmo superare. Questa ricostruzione senza limiti rappresenta un problema non da poco ad esempio nei processi di selezione del personale.