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INGIUNZIONE DI PAGAMENTO PER UNA ASL: NON HA FORNITO RISCONTRO AL GARANTE

Confermata la sanzione amministrativa pari a 1032 euro contestata a suo tempo dall'Autorità garante ad un'azienda sanitaria locale.

I fatti iniziano due anni fa quando la Asl convocava "a visita medico-legale per l'accertamento dello stato invalidante e dell'handicap" un ragazzo minorenne, utilizzando un foglio piegato, privo di busta - il cui contenuto poteva dunque facilmente essere letto da chiunque - che riportava non solo le generalità dell'interessato, ma anche l'oggetto della convocazione, informazioni personali, cioè, attinenti al suo stato di salute e soggetti ad una speciale tutela in quanto dati sensibili.

I genitori si appellavano al Garante, segnalando la circostanza e accusando la struttura sanitaria di aver violato la riservatezza dei dati personali del minore. La Asl, sollecitata più volte dall'Autorità a fornire chiarimenti sull'accaduto, non dava tuttavia alcuna risposta.

In ragione di tale comportamento, l'Autorità adottava nell'aprile scorso il provvedimento con il quale contestava alla Asl la violazione delle disposizioni della legge 675/1996 riguardanti la mancata risposta alla richiesta di informazioni o esibizioni di documenti (art. 39, comma 1) e applicava una sanzione pecuniaria di 1032 euro.

Da allora, però, ancora silenzio. La Asl, infatti, non pagava la multa né faceva pervenire documenti atti a giustificare il suo comportamento.

Di qui la decisione del Garante di una ordinanza ingiunzione nei confronti della azienda sanitaria per il pagamento della sanzione, ordinanza che è opponibile dalla Asl entro trenta giorni davanti al giudice di pace.