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L'AUDIZIONE DEL PRESIDENTE DELL’ACC SCHENGEN AL COMITATO PARLAMENTARE DI CONTROLLO

Il Segretario generale del Garante, Giovanni Buttarelli, in qualità di Presidente dell'Autorità di Controllo Comune (ACC) Schengen, ha avuto il giorno 9 ottobre un'audizione presso il Comitato parlamentare di controllo Schengen, Europol e immigrazione, nell'ambito di un indagine conoscitiva su potenzialità e prospettive di Europol, l'ufficio che raccoglie le forze di polizia europee, istituito per prevenire e combattere il terrorismo e la criminalità internazionale.

L'Autorità di Controllo Comune Schengen - che riunisce i rappresentanti dei Garanti per la protezione dei dati personali dei Paesi che fanno parte dell'Accordo di Schengen del 1985 - vigila in particolare sul corretto funzionamento del Sistema d'Informazione Schengen, un archivio centralizzato situato a Strasburgo che ha corrispondenti banche dati nei singoli Paesi, in cui confluiscono informazioni riguardanti persone ricercate per l'arresto a fini di estradizione o segnalate, testimoni, persone e veicoli sottoposti ad una "sorveglianza discreta" o ad un controllo specifico, oggetti ricercati a fini di sequestro o di prova in procedimenti penali, banconote, ecc.

Di fronte ai membri del Comitato, Buttarelli ha innanzitutto tracciato un bilancio dell'attività di tutela che le Autorità per la protezione dei dati personali hanno svolto per Schengen ed Europol, a livello sia comunitario sia nazionale. Dopo aver richiamato l'attenzione su alcuni obiettivi di breve periodo da perseguire nel nostro Paese, ha poi affrontato il problema immediato dell'accesso, da parte di Europol ed Eurojust, al Sistema di Informazione Schengen (SIS). Per tale accesso, infatti, mancano ancora le condizioni giuridiche, come rilevato dallo stesso Buttarelli nella audizione presso il Parlamento Europeo tenutasi proprio il giorno prima a Bruxelles.

Buttarelli ha anche sottolineato come sia in considerevole aumento il numero delle richieste di accesso, ormai oltre 500, per rettifiche e cancellazioni avanzate da parte di cittadini stranieri, europei ed italiani alla sezione italiana del SIS. E' bene ricordare, a questo proposito, che le sezioni nazionali del Sistema sono poi sottoposte al controllo dell'autorità nazionale di protezione dei dati (in Italia, il Garante), per verificare che l'elaborazione e l'utilizzazione dei dati inseriti e scambiati rispetti i diritti delle persone interessate.

Dall'audizione presso il Comitato parlamentare è emersa la ferma necessità di un rilancio della cosiddetta "iniziativa italiana" nel Terzo Pilastro, tenendo conto delle decisioni strategiche che si impongono nel breve periodo rispetto alla costruzione del SIS II, di seconda generazione, e dei lavori per la nuova Convenzione europea che sono in atto in materia di cooperazione giudiziaria e di polizia.