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INTERVENTO DEL MINISTRO DELLE COMUNICAZIONI AL CONVEGNO SULLE NUOVE NORME IN MATERIA DI PRIVACY

Pubblichiamo l'intervento del Ministro Maurizio Gasparri in occasione di un convegno dedicato alle nuove norme sulla privacy (decreto legislativo n.467/2001) entrate di recente in vigore.

"Mi sembra di poter cogliere l'opportunità offerta da questa presentazione per condurre una breve riflessione sui rapporti tra Privacy e sistema delle Telecomunicazioni in Italia.

Le telecomunicazioni sono, senza dubbio alcuno, uno dei principali elementi propulsori della società contemporanea. Elemento che nasce dal particolare connubio tra l'esigenza della comunicazione interpersonale e le nuove tecnologie.

Dall'invenzione del telegrafo, prima, e del telefono poi, sino ai giorni nostri, le strade della comunicazione e delle tecnologie si sono incrociate molteplici volte, fino all'ultimo felice decennio che ha visto l'esplosione di nuovi e straordinari strumenti di alta tecnologia al servizio della Società dell'Informazione.

Così si è assistito all'introduzione dei telefoni cellulari di prima (ETACS), seconda (GSM) e prossimamente di terza generazione (con l’introduzione dello standard UMTS), alla creazione di nuove e potenti reti in fibra ottica, allo sviluppo della tecnologia digitale e satellitare sia per le trasmissioni televisive sia per le telecomunicazioni, abbiamo assistito allo straordinario sviluppo di Internet e della posta elettronica, strumenti dalla crescita e diffusione inarrestabile, e l'elenco potrebbe ancora continuare…

Di pari passo, il nostro sistema giuridico ha dovuto adeguarsi ai cambiamenti, attraverso l'emanazione di una fitta rete di leggi e regolamenti (tutti peraltro in fase di coordinamento con la prossima introduzione di un testo unico in materia) a garanzia di un mercato aperto, libero e flessibile che possa garantire al numero maggiore di attori di offrire, secondo le regole del libero mercato, i servizi più innovativi.

Non bisogna dimenticare che le telecomunicazioni, ad ogni livello e in considerazione di ogni diverso canale attraverso il quale vengono esercitate, sono un servizio pubblico. Non potrebbe d'altronde essere altrimenti, in considerazione del fatto che attraverso l'uso di esse il cittadino, in base alla nostra Costituzione, è messo nelle condizioni di esercitare più di uno dei diritti fondamentali della persona costituzionalmente garantiti: quali il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero, il diritto alla corrispondenza, il diritto di cronaca e il diritto di essere informato, solo per citarne alcuni.

In questo quadro si inserisce anche il d.P.R. n. 318/1997, che è il "Regolamento per l'attuazione di direttive comunitarie nel settore delle telecomunicazioni", il quale individua, tra le altre cose, come cosiddetta "esigenza fondamentale", da tenere in debito conto nell'esercizio dei servizi di telecomunicazioni, proprio la protezione dei dati personali.

Il mancato rispetto di tale "esigenza fondamentale" può portare fino alla revoca delle licenze e delle autorizzazioni per l'esercizio e la fornitura dei servizi di telecomunicazioni. Ecco dunque il primo e più importante terreno di incontro tra il diritto delle telecomunicazioni e il diritto alla privacy.

Inoltre, nel 1998 il legislatore nazionale, sempre in adempimento agli obblighi comunitari, ha emanato un decreto legislativo (n.171/1998) volto a disciplinare proprio i profili di convergenza tra privacy e telecomunicazioni.

Si è trattato di un provvedimento importantissimo, che ha introdotto le linee guida per attuare il pieno rispetto del diritto alla riservatezza degli abbonati ed utenti ai servizi di telecomunicazioni, con riferimento ai profili della fatturazione dettagliata, dei metodi alternativi di pagamento, dell'identificazione della linea chiamante, senza contare gli importanti profili relativi alle chiamate di disturbo e alle chiamate indesiderate.

A distanza di 4 anni dalla introduzione in Italia delle regole relative a privacy e telecomunicazioni, il Legislatore ha sentito la necessità di aggiornare la disciplina vigente attraverso il decreto legislativo n.467/2001 che, oltre ad aver introdotto tutta una serie di correttivi e di nuovi elementi nel sistema della protezione dei dati personali in senso ampio, ha altresì modificato ed integrato la disciplina in tema di privacy e telecomunicazioni.

Il commentario che siamo qui oggi a presentare focalizza la sua attenzione proprio sulle norme del decreto 467.

In particolare, nella parte che sento a me più vicina, ossia quella relativa a privacy e telecomunicazioni, il decreto 467 ha innovato molto la normativa precedente, nel tentativo di rendere più efficace la tutela della riservatezza degli utenti/abbonati, garantendo al tempo stesso per gli operatori del settore regole più certe e chiare.

Grazie alle nuove norme, ad esempio, diventa oggi un obbligo per gli operatori del settore fornire strumenti alternativi alla cosiddetta fatturazione post-pagata, proprio per garantire la massima riservatezza nelle comunicazioni interpersonali.

Lo stesso Ufficio del Garante potrà, adesso, intervenire in maniera ancora più netta, in caso di mancato adeguamento a tali nuovi obblighi, esercitando quella azione che gli è propria di controllo e garanzia per l'applicazione di regole poste a tutela di diritti fondamentali della persona, quale è appunto il diritto alla riservatezza.

Le nuove disposizioni obbligano inoltre gli operatori ad informare la clientela delle varie e diverse modalità di gestione della funzione c.d. di identificazione della linea chiamante.

Certo, la totale funzionalità della identificazione della linea chiamante dipenderà molto dalla effettiva diffusione sul mercato della tecnologia più idonea. Le regole ora sono comunque più chiare; gli operatori, al riguardo, hanno meno alibi rispetto al passato e lo stesso si può dire per gli utenti che possono fare miglior appello alle nuove norme.

Anche il Garante, il Parlamento ed il Governo, ciascuno nelle rispettive sfere di competenza in materia, dovranno continuare a lavorare, come finora è stato, affinché il binomio comunicazione e tecnologia possa davvero costituire una opportunità per la società tutta, nel senso di un generale miglioramento degli standard qualitativi della vita quotidiana, nel rispetto dei diritti e delle prerogative dei cittadini utenti e consumatori, da un lato, e degli operatori del settore, dall'altro lato".