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I GARANTI UE: INACCETTABILE LA PROPOSTA DI CONSERVARE I DATI SU TELEFONATE ED E-MAIL

Ferma presa di posizione dei Garanti per la privacy europei contro la proposta di introdurre in modo generalizzato, senza tener conto delle garanzie e dei limiti previsti da vari strumenti internazionali e comunitari (da ultimo, la direttiva n.2002/58/CE pubblicata il 31 luglio 2002), nuovi obblighi di conservazione di dati di traffico relativi alle telefonate, alle e-mail, agli sms, ai collegamenti con Internet, per finalità di polizia e di giustizia.

Le Autorità europee considerano infatti "sproporzionata ed inaccettabile" l'ipotesi avanzata dai governi europei di registrare sistematicamente, anche per finalità diverse da quelle di fatturazione o di pagamento delle interconnessioni, tutte le forme di telecomunicazione e comunicazione elettronica, mettendo a rischio la privacy dei cittadini europei. I Garanti hanno espresso la loro preoccupazione in una dichiarazione approvata in occasione della Conferenza internazionale di Cardiff (9-11 settembre 2002).

Questo il testo integrale della Dichiarazione sulla conservazione sistematica e obbligatoria dei dati di traffico:

Le Autorità europee per la protezione dei dati hanno rilevato con preoccupazione che nell'ambito del Terzo Pilastro dell'UE sono all'esame alcune proposte tali da comportare la conservazione sistematica e obbligatoria dei dati di traffico relativi a tutte le forme di telecomunicazione — durata, localizzazione, numeri utilizzati per chiamate telefoniche, fax, messaggi di posta elettronica, e per altri impieghi di Internet — per un periodo di un anno o più, allo scopo di consentire l'eventuale accesso da parte delle forze dell'ordine e degli organismi preposti alla sicurezza.

Le Autorità europee per la protezione dei dati dubitano fortemente della legittimità e liceità di misure dotate di tale ampiezza. Desiderano inoltre richiamare l'attenzione sui costi eccessivi che ciò comporterebbe per le imprese operanti nel settore telecomunicazioni ed Internet e sull'assenza di misure analoghe negli USA.

Le Autorità europee per la protezione dei dati hanno più volte sottolineato che una conservazione siffatta costituirebbe un'indebita compressione dei diritti fondamentali garantiti ai singoli dall'articolo 8 della Convenzione europea sui diritti dell'uomo, così come ulteriormente sviluppati nella giurisprudenza della Corte europea dei diritti dell'uomo (v. Parere 4/2001 del Gruppo di lavoro ex Articolo 29, istituito dalla direttiva 95/46/CE, e la Dichiarazione di Stoccolma dell'aprile 2000).

La tutela dei dati di traffico delle telecomunicazioni è prevista attualmente anche dalla Direttiva 2002/58/CE del Parlamento europeo e del Consiglio in materia di privacy e comunicazioni elettroniche (Gazzetta Ufficiale CE L201/37), in base alla quale il trattamento dei dati di traffico è consentito, in linea di principio, ai fini della fatturazione e dei pagamenti di interconnessione.

All'esito di una lunga e franca discussione, la conservazione dei dati di traffico per scopi connessi all'attività delle forze dell'ordine dovrebbe essere conforme alle rigide condizioni previste dall'articolo 15(1) della Direttiva — ossia, caso per caso, solo per un periodo limitato e purché necessaria, opportuna e proporzionata all'interno di una società democratica.

Pertanto, qualora sia necessario, in casi specifici, conservare dati di traffico, deve sussistere un’esigenza dimostrabile, il periodo di conservazione deve essere quanto più breve possibile, e le relative modalità devono essere disciplinate con chiarezza attraverso disposizioni di legge, in modo da offrire garanzie sufficienti contro accessi non autorizzati ed ogni altro tipo di abuso. La conservazione sistematica di dati di traffico delle più svariate tipologie per un periodo di un anno o anche maggiore sarebbe evidentemente sproporzionata e, quindi, in ogni caso inaccettabile.

Le Autorità europee per la protezione dei dati si attendono che il Gruppo di Lavoro ex Articolo 29 sia consultato prima dell’adozione di misure che possano eventualmente scaturire dal dibattito in corso nell’ambito del Terzo Pilastro.