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RICORSI AL GARANTE. NECESSARIA LA FIRMA AUTENTICATA

Per la presentazione del ricorso al Garante rimane l’obbligo di autenticazione della firma.

Lo ha precisato il Garante in risposta ad un quesito posto da un Comune. La disposizione concernente l'obbligo dell'autentica della firma dell'interessato, prevista in caso di presentazione di un ricorso, costituisce, infatti, una disciplina speciale, non abrogata dal D.P.R. n.445 del 28.12.2000, testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di documentazione amministrativa.

L'Autorità ha ricordato che il regolamento di organizzazione e funzionamento dell'Ufficio del Garante per la protezione dei dati personali, che disciplina anche la presentazione ed il contenuto del procedimento per i ricorsi avanzati al Garante, stabilisce (art.18) che il ricorso deve essere trasmesso all'Autorità mediante raccomandata e deve contenere, tra gli altri elementi, anche la sottoscrizione del ricorrente, autenticata a norma di legge. La mancata autenticazione della firma, peraltro, qualora non venga successivamente sanata, comporta l'inammissibilità del ricorso.

Tale obbligo trova la sua giustificazione nella peculiarità del procedimento attivato dal ricorso medesimo: con un tale strumento, infatti, gli interessati chiedono la tutela dei propri diritti, in alternativa ad una azione dinanzi all'autorità giudiziaria. Il requisito dell'autentica della firma, dunque, non può essere sostituito allegando, ad esempio, semplicemente una copia del documento di identità del ricorrente.

Attraverso il ricorso, ha spiegato l'Autorità, l'interessato sceglie, infatti, di attivare una specifica tutela di una serie di diritti e libertà fondamentali legati alla sfera dei dati personali (diritto di accesso ai dati, di integrazione e correzione, di opposizione al trattamento per motivi legittimi, di cancellazione dei dati stessi per violazione di legge etc.) attraverso un rimedio, comunemente definito di tipo "paragiurisdizionale". Il relativo procedimento non è soggetto alle ordinarie regole sul procedimento amministrativo, essendo regolato per espressa previsione di legge da apposite norme. In particolare, il ricordato art. 18, comma 1, del D.P.R. 501/1998 contempla appunto l'obbligo di autenticazione della firma per la presentazione del ricorso. Il D.P.R. 501 non compare infatti tra le norme espressamente abrogate dal Testo unico che fa, anzi, espressamente salve le disposizioni in materia di dati personali.

Al di là dei profili formali e procedurali, va però posta attenzione sul fatto che il ricorso non può essere considerato alla stregua di una mera istanza proposta ad una pubblica amministrazione. Gli speciali caratteri del procedimento in questione e la sua natura "paragiurisdizionale" sono stati, del resto, messi in evidenza da una recentissima sentenza della Corte di Cassazione (n.7341/2002).

La conferma del carattere "paragiurisdizionale" della procedura di presentazione del ricorso può, infine, essere rintracciata nel recente decreto legislativo n.467/2001 che ha introdotto una specifica fattispecie di reato riguardo alla falsità nelle dichiarazioni al Garante a somiglianza di quanto già previsto dinanzi all'autorità giudiziari ordinaria in sede civile e penale.