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IL GARANTE: "VIA LA PAGINA WEB CON I DATI DEGLI ALUNNI HANDICAPPATI"

Immediata cancellazione da un sito Internet delle informazioni sulle malattie di alcuni alunni handicappati. Riserva di ulteriori accertamenti per verificare la liceità e la correttezza delle operazioni di raccolta e di utilizzazione dei dati e per valutare altresì i provvedimenti definitivi da adottare, anche ai fini dell’eventuale denuncia di reato.

Questo, in sintesi, il provvedimento d’urgenza con il quale il Garante, su segnalazione di alcuni genitori, è intervenuto per bloccare l’ulteriore diffusione di dati sanitari pubblicati sul sito web di un centro di documentazione didattica, che aveva sede presso la succursale di una scuola media statale.

Alla segnalazione che lamentava, oltre la diffusione dei nominativi degli alunni portatori di handicap, anche la descrizione dettagliata delle patologie sofferte da ciascuno di essi, ha fatto seguito l’accertamento preliminare eseguito dall’Ufficio del Garante. Dagli ulteriori accertamenti effettuati poi in sede di ispezione è emerso che, consultando la pagina Internet, accessibile attraverso il sito di un centro di documentazione scolastico, erano conoscibili, da chiunque, varie patologie di persone individuate nominativamente o appartenenti a classi, che venivano citate, di istituti scolastici.

Nel provvedimento collegiale che ha disposto il blocco dei dati, il Garante ha evidenziato la possibile violazione di diverse disposizioni della legge sulla privacy, ed in particolare dell’art. 23 che vieta la diffusione di informazioni sullo stato di salute degli interessati quando non sia necessaria per finalità di prevenzione, accertamento e repressione dei reati. Ritenendo, inoltre, necessario intervenire con urgenza, vista la particolare natura dei dati sanitari rilevati ed il concreto rischio che la permanenza sul sito di informazioni dettagliate potesse produrre un pregiudizio rilevante per gli alunni handicappati, l’Autorità ha ordinato anche l’immediata rimozione dei dati dalla pagina web.

Il Garante si è riservato, comunque, di effettuare ulteriori accertamenti per verificare la liceità e la correttezza dell’operato del centro di documentazione.

La legge sulla privacy, recentemente modificata dal decreto legislativo 467/2001, stabilisce che chiunque non rispetti il provvedimento di blocco del Garante è punito con la reclusione fino a tre anni.