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INVALIDI. NESSUNA PATOLOGIA SULLA TESSERA ELETTORALE

Sulla futura tessera elettorale degli invalidi non deve essere annotata alcuna informazione relativa alle loro infermità. E questo per evitare il rischio che dati sullo stato di salute dell’elettore possano essere rivelati, anche accidentalmente, a terzi per motivi diversi da quelli strettamente legati allo svolgimento delle operazioni elettorali. Per essere ammessi all’esercizio del voto assistito basterà che la tessera riporti un codice o un simbolo, che potrà figurare anche sulla futura tessera elettorale.

Questa l’indicazione dell’Autorità che è stata recepita da un emendamento presentato dal Governo durante l’esame, in Commissione Affari Costituzionali del Senato, di un disegno di legge che si propone di agevolare l’esercizio del diritto di voto agli elettori gravemente infermi.

L’indicazione del Garante era contenuta in una risposta fornita al Ministero dell’interno che si era rivolto all’Autorità chiedendo un parere su alcuni emendamenti alla legge elettorale predisposti dalla stessa Commissione. Il Ministero aveva sollevato alcune perplessità sull’articolato predisposto dalla Commissione che prevedeva l’annotazione obbligatoria, sulla carta di identità, di ogni tipo di invalidità, anche di quelle evidenti, per consentire agli elettori con gravi infermità l’esercizio del voto assistito senza avere la necessità di esibire ogni volta la certificazione medica. L’Amministrazione riteneva, infatti, che l’annotazione dei dati relativi allo stato di salute nel documento d’identità solo per poter accedere all’esercizio del diritto di voto assistito, non fosse in linea con i principi essenziali di tutela della riservatezza.

L’Autorità ha condiviso questa interpretazione affermando che l’annotazione dai dati relativi alla salute nel documento di identità risulterebbe una misura ingiustificata rispetto ai principi generali in materia di tutela della privacy, che prevedono limiti di pertinenza e non eccedenza nel trattamento dei dati personali rispetto alle finalità perseguite (art. 9 comma 1, legge n. 675/96). L’Autorità, inoltre, pur ritenendola positiva, ha proposto di modificare la bozza predisposta dal Ministero che prevedeva l’annotazione sulla tessera elettorale, su richiesta dell’interessato, della dicitura "diritto al voto assistito". Ed ha suggerito quanto recepito dal Governo e poi approvato in questi giorni dalla Commissione, e cioè che la dicitura fosse sostituita con l’apposizione di un codice o di un simbolo che non permettesse l’immediata conoscenza dei dati sull’infermità.

Con l’occasione il Garante ha ricordato al Ministero dell’Interno di aver auspicato, già dall’aprile 2001, un riesame dell’intera questione riguardante la nuova tessera elettorale, specie per i problemi connessi alla scheda cartacea, non pienamente conforme ai principi della legge 675/96 per ciò che riguarda la tutela dei diritti della personalità dell’elettore.