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VIOLENZA SESSUALE. NON SEMPRE IL CONSENSO DEI GENITORI GIUSTIFICA LA PUBBLICAZIONE DI NOTIZIE SUI MINORI

Il giornalista deve comunque valutare l'opportunità di pubblicare le notizie sui minori anche nel caso in cui sia uno degli stessi genitori a rivelare informazioni sui propri figli. La salvaguardia della sfera privata e della personalità del minore è, infatti, sempre primaria rispetto al diritto di cronaca.

Il principio è stato ribadito in un provvedimento nel quale Autorità Garante ha giudicato non conforme alle regole sulla privacy la pubblicazione, da parte di un quotidiano, di informazioni molto delicate riguardanti una minore affidata ai servizi sociali di un Comune dal Tribunale per i minorenni che ne aveva disposto l’allontanamento dalla famiglia.

Il quotidiano aveva riportato un’intervista rilasciata dalla madre sulle presunte molestie sessuali che il marito avrebbe usato nei confronti della figlia. Il giornale aveva, inoltre, pubblicato, oltre ai dati identificativi della madre e all’indirizzo dove abita la famiglia, anche il nome della scuola frequentata dalla minore e una fotografia della madre intervistata che esponeva, a sua volta, una fotografia della figlia, resa in tal modo immediatamente identificabile.

Nell’esaminare la questione, l’Autorità ha affermato che la pubblicazione di queste informazioni non è conforme alle norme sulla tutela della riservatezza del minore ed, in particolare, con la necessità di garantire un armonico sviluppo della sua personalità e di evitare possibili influenze negative sulla sua crescita. Necessità, queste, che sono alla base di numerose disposizioni dei documenti sottoscritti dall’Ordine nazionale dei giornalisti, tra i quali la Carta dei doveri (8 luglio 1993), la Carta di Treviso (5 ottobre1990-25 novembre 1995) e dal codice deontologico dei giornalisti, entrato in vigore nell’agosto 1998.

L’Autorità ha inoltre precisato che, per quanto ci si trovi di fronte ad un caso nel quale era lo stesso genitore a rendere noti i fatti, la particolare vicenda avrebbe richiesto una specifica cautela da parte del giornalista e una sua autonoma valutazione circa gli effetti che la diffusione di quelle notizie avrebbe potuto determinare sulla minore. E questo specialmente in ragione della delicatezza della situazione in cui era coinvolta la minore, venendo in considerazione presunte molestie sessuali all’interno della famiglia.