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RICORSI INAMMISSIBILI SENZA FIRMA AUTENTICATA

Quando un cittadino delega un proprio rappresentante oppure una associazione a presentare a suo nome un ricorso al Garante, secondo la particolare procedura di cui all'art. 29 della legge, sia la sua firma sia quella del rappresentante devono essere autenticate, altrimenti il ricorso è inammissibile.

Tale formalità, legata agli speciali effetti che derivano dall'accoglimento di un ricorso anche sul piano della responsabilità penale, non opera, comunque, per le segnalazioni e i reclami presentati dagli interessati, direttamente o su delega.

Lo ha ribadito il Garante accogliendo l’eccezione procedurale sollevata da una società privata, che non aveva ritenuto idonea, ai fini della presentazione di un ricorso, la procura sottoscritta da alcuni suoi lavoratori, ma non autenticata. I dipendenti si erano rivolti all’Autorità, tramite il segretario del sindacato di appartenenza, lamentando di non aver avuto riscontro alla richiesta, avanzata all’azienda, di visionare alcune schede di valutazione professionale redatte sul loro conto.

Nel riscontro chiesto dal Garante, e nella successiva audizione, la società eccepiva in primo luogo l’inammissibilità del ricorso e, per quanto riguardava il merito, precisava che nella società era in corso un processo di riorganizzazione aziendale. Per questi motivi era stato necessario acquisire notizie riguardanti i dipendenti di alcuni uffici al fine di poter individuare unità di personale con elevata potenzialità e le loro esigenze formative.

Nella sua pronuncia il Garante ha sottolineato innanzitutto, che il d.P.R. 501/98, con il quale si sono precisate le modalità di esercizio dei diritti di accesso ai dati personali indicate dall’art. 13 della legge 675/96, ha previsto, per esigenze di certezza, che la persona che esercita, su incarico dell’interessato, tali diritti dinanzi al titolare del trattamento, deve esibire o allegare copia della procura o della delega recante la sottoscrizione autenticata. In caso di successivo e formale ricorso ai sensi dell'art.29 della legge, che non sia presentato personalmente dall’interessato, il soggetto che lo sottoscrive per conto di quest’ultimo, deve produrre la propria sottoscrizione autenticata e allegare la procura speciale rilasciata.

Nel caso in esame, quest’ultimo presupposto non era stato rispettato perché il segretario del sindacato ha prodotto la propria firma autenticata da un legale, ma ha allegato un atto definito "mandato e procura speciale" con il quale è stato delegato a presentare ricorso per conto degli interessati, senza però che le firme di questi ultimi fossero autenticate, come invece necessario.

L'Autorità ha, dunque, dichiarato il ricorso inammissibile, chiarendo, tuttavia, che tale pronuncia non precludeva in alcun modo la tutela dei diritti e, in particolare, la possibilità per i dipendenti di esercitare il diritto di accesso ai propri dati personali trattati dall’azienda, nei modi che sono stati indicati, e di presentare eventualmente un nuovo ricorso.