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TELEMARKETING NEL RISPETTO DELLA PRIVACY

Le società che svolgono campagne pubblicitarie attraverso sistemi di promozione telefonica o "telemarketing" hanno l'obbligo, al momento della registrazione dei dati o, comunque, all'atto del contatto telefonico, di informare i cittadini sulle finalità e sulle modalità del trattamento. Inoltre, devono acquisire il consenso espresso delle persone contattate se i dati utilizzati non provengono da elenchi pubblici conoscibili da chiunque. Il mancato rispetto delle norme sull'informativa e il consenso, previste dalla legge sulla privacy, rende, infatti, illeciti la raccolta e l'utilizzo dei dati.

Il principio è stato affermato dall'Autorità Garante nell'ambito di una decisione riguardante una serie di reclami presentati da alcune persone contattate da un istituto privato che promuoveva la partecipazione a corsi di lingue straniere. Gli interessati avevano lamentato la circostanza che, nel corso delle promozioni, non erano stati informati sulle modalità del trattamento dei dati previsto dalla legge 675/96, né era stato richiesto il loro consenso.

Nel corso del procedimento avviato dall'Autorità, l'istituto aveva fatto sapere di non aver fornito preventivamente l'informativa prevista dalla legge n.675 del 1996 perché l'operatore verificava innanzitutto se la persona era interessata o meno alla promozione, riservandosi, solo in un secondo momento, di dare l'informativa. Inoltre, non era stato richiesto il consenso degli interessati in quanto i dati erano ricavati da elenchi pubblici ritenuti conoscibili da chiunque, come le liste elettorali e gli elenchi telefonici. Una volta effettuata la promozione, l'istituto, inoltre, avrebbe provveduto alla cancellazione dei dati.

Il Garante non ha ritenuto corretta l'impostazione seguita dall'istituto secondo la quale alle persone da contattare telefonicamente non veniva fornita l'informativa neanche al momento del primo contatto telefonico. Ha anzi sottolineato, che, analogamente a quanto avviene per quelle effettuate per posta, per le promozioni commerciali telefoniche le società del settore sono obbligate anch'esse, al momento della registrazione dei dati o comunque del contatto telefonico, ad indicare agli interessati le principali caratteristiche del trattamento dei dati, anche se temporaneo (circostanza che può verificarsi nel caso in cui la promozione venisse rifiutata). Tale obbligo può essere eseguito anche attraverso modalità semplificate, con un'informazione sintetica, ma efficace. Il mancato rispetto delle disposizioni sull'informativa comporta l'illiceità del trattamento.

Anche in caso di utilizzo di elenchi telefonici, banche dati distribuite al pubblico, compreso l'uso di cd (casi, cioè di dati raccolti presso terzi anziché presso gli interessati), le società di telemarketing devono fornire comunque l'informativa prevista dalla legge sulla riservatezza al momento della registrazione dei dati nei loro archivi.

L'Autorità ha, inoltre, colto l'occasione per ricordare l'esistenza di un altro importante obbligo del titolare del trattamento: quello di dare precisi riscontri senza ritardo alle richieste di accesso dei cittadini anche sulla provenienza dei dati. La mancata o imprecisa individuazione della fonte da cui i dati sono ricavati si riflette anch'essa sulla liceità della loro utilizzazione. Se, ad esempio, il dato di una persona non risulta effettivamente presente in registri, elenchi o documenti pubblici esso può essere utilizzato solo con il preventivo consenso dell'interessato.

Infine, allo scopo di evitare l'utilizzo illecito delle informazioni, il Garante ha segnalato la necessità per i committenti di designare le società alle quali affidano l'attività di telemarketing quali responsabili del trattamento dei dati delle persone da contattare e di individuare, di conseguenza, gli operatori incaricati dell'uso dei dati.