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IL GIORNALISTA NON VIOLA LA PRIVACY DEL MINORE SE E' IL GENITORE AD ESPORRE LE FOTO DEL FIGLIO

Se in un servizio televisivo vengono riprese le fotografie di un minore mostrate da uno dei genitori, non c'è violazione delle norme sulla riservatezza dei dati né del codice deontologico dei giornalisti.

Lo ha ribadito il Garante nella decisione con la quale ha respinto il ricorso di una donna che aveva lamentato la diffusione delle immagini della propria figlia da parte di una testata giornalistica radiotelevisiva in un servizio relativo al rimpatrio della minore a seguito di una decisione di un tribunale straniero.

Nel servizio veniva più volte citato il nome della bambina e venivano mostrate dal padre alcune fotografie che, ad avviso della donna, potevano stimolare anche una curiosità eccessiva. La ricorrente sottolineava, peraltro, la circostanza di non aver espresso, in quanto esercente la potestà genitoriale, il proprio consenso dalla divulgazione dei dati. Si era, pertanto, rivolta al Garante chiedendo di accertare le violazioni della legge sulla riservatezza dei dati e del codice deontologico dei giornalisti.

Al di là delle questioni di tipo procedurale, riguardo alla mancata preventiva richiesta di accesso ai dati della figlia da parte della ricorrente, il Garante, entrando nel merito, ha sottolineato come non si possano ravvisare violazioni della legge n.675 del 1996 né del codice di deontologia per l'attività giornalistica.

Le fotografie riprodotte nel filmato, pur riguardando un minore, sono state mostrate dal padre, per di più nel contesto di un servizio che rappresentava una complessa vicenda familiare che aveva destato in più di un'occasione il pubblico interesse, tale, quindi, da giustificare un'ampia informazione.