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ANNUNCI DI LAVORO E INSERZIONI PUBBLICITARIE. ATTENZIONE A COME SI RACCOLGONO I DATI

I giornali che pubblicano inserzioni pubblicitarie e annunci di lavoro devono verificare l'esatta provenienza dei dati.

Il principio è contenuto in un provvedimento del Garante su un ricorso di un cittadino i cui dati, relativi ai propri numeri telefonici, erano stati riportati, a più riprese e a sua insaputa, su un giornale di inserzioni pubblicitarie gestito da una società editrice. A seguito di tali annunci di lavoro, l'interessato aveva ricevuto numerose chiamate in ambito familiare e lavorativo. L'interessato si era, perciò, rivolto alla società editrice per chiedere informazioni sulla provenienza dei dati e sulle modalità con cui veniva accertata l'identità dei richiedenti le inserzioni. Non avendo ritenuto soddisfacenti le risposte fornite dalla società, aveva presentato ricorso al Garante per bloccare l'ulteriore pubblicazione dei dati che riteneva utilizzati senza il suo consenso e per far accertare, in riferimento alla mancata indicazione della loro origine, le modalità con cui essi erano stati raccolti a fini di inserzioni pubblicitarie. Il ricorrente aveva inoltre chiesto il risarcimento del danno.

Nel corso dell'istruttoria avviata dal Garante la società aveva evidenziato di avere già dato assicurazione al ricorrente che non avrebbe più pubblicato i numeri delle sue utenze telefoniche e che, preso atto del suo dissenso, avrebbe annotato al proprio interno tali numeri in modo da non prenderli più in considerazione in qualsiasi forma. Non era, comunque, in grado di identificare la persona che aveva richiesto l'inserzione, ricevuta telefonicamente senza verificare l'identità del richiedente, così come avverrebbe anche presso altre testate giornalistiche in caso di inserzioni pubblicitarie gratuite. Aveva, inoltre, sostenuto che il trattamento dei dati poteva avvenire senza consenso perché effettuato nell'ambito dell'esercizio della professione giornalistica.

Preso atto della dichiarazione della società che aveva assunto formale impegno a non divulgare più i dati e a tenerli in evidenza in modo da evitarne ulteriori utilizzazioni nell'ambito della propria attività, il Garante ha dichiarato non luogo a provvedere per quanto riguarda la richiesta volta a prevenire ulteriori eventuali diffusioni dei dati dell'interessato.

Per quanto riguarda, invece, la specifica questione relativa alla raccolta di dati per inserzioni pubblicitarie nell'ambito dell'attività giornalistica, l'Autorità ha ritenuto le inserzioni estranee a tale attività ma relative ad un attività commerciale. Ha, pertanto, deciso di avviare un autonomo procedimento per verificare alcuni aspetti di carattere generale del trattamento relativo alla pubblicazione di tali inserzioni, in particolare per quanto concerne le modalità di raccolta dei dati e la verifica della loro esattezza e provenienza.

Il Garante ha, infine, precisato che la richiesta di risarcimento dei danni non è ammissibile dinanzi all'Autorità, ma va rivolta al giudice ordinario.