Garante per la protezione
    dei dati personali

Newsletter

PROPAGANDA ELETTORALE ED ELENCHI DEGLI ISCRITTI ALLE ASSOCIAZIONI

L'uso a fini di propaganda elettorale dei dati personali degli iscritti ad associazioni di vario tipo incontra alcuni limiti. E' necessario, infatti, che tale uso sia previsto espressamente nello statuto dell'associazione o in una chiara informativa agli interessati, i quali devono essere messi in grado di acconsentire a tale uso, in riferimento a quanto contenuto nello statuto o nell'informativa.

Il principio è stato riaffermato dal Garante, anche sulla base di precedenti provvedimenti, nella decisione con la quale ha dichiarato fondato il reclamo di un cittadino. L'interessato aveva lamentato il fatto che il presidente di un organismo locale di un'associazione presso il quale è iscritto, avrebbe fornito i nominativi e gli indirizzi degli iscritti ad un candidato alle elezioni regionali dello scorso aprile, senza aver preventivamente richiesto né ottenuto il consenso degli interessati.

Nel corso dell'istruttoria avviata dall'Autorità, il presidente dell'organismo locale aveva però asserito di ritenere lecito il trattamento effettuato. In particolare, a suo avviso, non vi sarebbe stata alcuna trasmissione dei dati al candidato poiché egli stesso si era recato, con un floppy disk contenente i nominativi e gli indirizzi dei soci dell'organismo locale, presso il comitato elettorale del candidato, dove si era proceduto alla stampa di targhette adesive poi incollate su buste già predisposte per la spedizione. Questa procedura, ad avviso del presidente, configurerebbe un'ipotesi di mera "circolazione interna" delle informazioni che non sarebbe soggetta a particolari formalità.

Inoltre, il trattamento dei dati sarebbe avvenuto sulla base di un'informativa inviata dall'associazione nazionale tramite lettera circolare a tutte le sezioni territoriali per il successivo inoltro ai soci. Tale informativa avrebbe incluso anche i trattamenti di dati svolti per il raggiungimento di finalità di valore sociale e collettivo, nelle quali, ad avviso del presidente, sarebbe rientrato anche il sostegno a candidature di soci o di iscritti per favorire una rappresentanza dell'associazione nelle istituzioni.

Nell'esaminare il reclamo, l'Autorità ha innanzitutto osservato come la lettera circolare in questione non conteneva un'informativa precisa e puntuale, quanto piuttosto istruzioni generali per l'applicazione della disciplina sulla protezione dei dati. Nella circolare non si riscontrava, infatti, la presenza di tutti gli elementi richiesti dalle norme sulla privacy: in particolare, quelli relativi alle finalità per le quali i dati sono raccolti e diffusi, alle modalità di trattamento, alla natura obbligatoria o facoltativa dei dati, ai soggetti o alle categorie di soggetti ai quali i dati possono essere comunicati, ai diritti che i soci possono esercitare sui loro dati.

La circolare dell'associazione conteneva, invece, solo un generico richiamo alla necessità di "raggiungere le finalità connesse all'attività sociale", facendo sorgere equivoci ed incertezze negli interessati, senza rendere possibile l'individuazione delle precise finalità del trattamento.

Il Garante ha ritenuto, quindi, che il trattamento dei dati non sia stato svolto correttamente in quanto le finalità di sostegno alle varie candidature di soci o iscritti in occasione di consultazioni elettorali, che in linea generale possono essere lecitamente perseguite dall'associazione, non erano state indicate nella circolare né erano presenti nello statuto dell'associazione.

Riguardo al profilo della comunicazione dei dati, il Garante ha poi osservato che, benché utilizzate direttamente ed in presenza del presidente dell' organismo locale e per le sole operazioni di stampa delle targhette adesive e della apposizione delle stesse sulle buste già predisposte, le informazioni sono state comunque trattate anche presso persone che operavano per un soggetto esterno, il comitato elettorale, e che non avevano diritto ad accedere a tali informazioni.

Il Garante ha, pertanto, invitato l'associazione, in attesa di un'eventuale modifica delle norme statutarie che prevedano anche una specifica utilizzazione dei dati a fini di propaganda elettorale, a limitare i trattamenti alle finalità attualmente previste nello statuto e ad attuare in maniera corretta gli obblighi previsti dalla legge sulla protezione dei dati in materia di informativa e consenso, fornendo all'Autorità un preciso riscontro sulle misure adottate.