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INDICE DELLE ANAGRAFI: L'AUTORITA' CHIEDE PIU' GARANZIE PER I CITTADINI

La costituzione di quella che potrebbe diventare in futuro una vera e propria "anagrafe delle anagrafi" contenente oltre agli atti anagrafici e dello stato civile anche il codice fiscale dei cittadini richiede l'adozione di norme primarie che tutelino meglio la riservatezza e le modalità di utilizzo dei dati.

In un parere fornito su richiesta del Ministero dell'Interno, in relazione allo schema di decreto ministeriale che istituisce l'Indice nazionale delle anagrafi, il Garante ha sollecitato l'approvazione di una disciplina legislativa volta a regolamentare il flusso delle informazioni che saranno aggregate all'interno della nuova banca dati. L'istituzione dell'archivio rientrerebbe nell'ambito del Sistema di accesso e interscambio anagrafico (S.a.i.a.) tra alcuni Comuni predisposto dal Ministero sulla base di un progetto intersettoriale messo a punto dall'Autorità per l'informatica nella pubblica amministrazione (Aipa). Scopo dell'iniziativa è dotare il Ministero di uno strumento informatico che permetta di semplificare l'attività amministrativa e di gestire in modo più efficace i compiti ad esso attribuiti in materia di sorveglianza sulle anagrafi comunali e di immigrazione.

Il progetto prevede anche la trasmissione tra Comuni e altri enti pubblici di dati relativi alle variazioni anagrafiche sulla base di una convenzione-quadro stipulata dal Ministero con l'Associazione nazionale comuni italiani (Anci). L'Autorità, pur apprezzando le finalità di semplificazione e di riduzione dei costi amministrativi connesse alla creazione della banca dati, ha espresso alcune riserve e richiesto alcune garanzie sulla trasparenza dei flussi informativi, sull'uniformità della gestione dei dati e sul loro esclusivo utilizzo per le finalità per le quali essi sono stati raccolti. L'istituzione in via amministrativa dell'Indice, a giudizio del Garante, non consente, infatti, di dare piena attuazione ai principi previsti dalla legge sulla privacy per il trattamento di dati personali da parte di soggetti pubblici. In base a tali principi le misure volte a garantire la protezione delle informazioni, a definire le modalità di accesso all'archivio centralizzato delle anagrafi e quelle di utilizzo dei dati devono essere previste da apposite norme di legge o di regolamento.

La creazione di un indice informatico contenente l'elenco di tutti i cittadini integrato dai rispettivi codici fiscali e dall'indicazione del Comune di residenza, ha osservato l'Autorità, costituisce, invece, un sicuro elemento di novità rispetto alla disciplina vigente in materia di atti anagrafici e richiede pertanto una più compiuta definizione a livello legislativo degli scopi che l'amministrazione si ripromette di conseguire attraverso la nuova banca dati. Mediante queste norme, aggiunge il Garante, dovrebbe essere regolamentato in modo specifico anche l'obbligo, da parte dei Comuni, di trasmettere all'archivio centralizzato i dati presenti nelle rispettive anagrafi.

In attesa di un intervento del legislatore che affronti in maniera organica gli aspetti appena evidenziati, l'Autorità, allo scopo di favorire comunque la semplificazione sottesa alla costituzione dell'archivio, ha affermato che l'Indice nazionale delle anagrafi potrà essere attivato solo in via sperimentale, per un periodo di tempo definito e all'interno di un numero limitato di Comuni convenzionati. La banca dati non dovrà comunque essere accessibile da parte di soggetti diversi da quelli previsti dalla legge e i dati in essa contenuti dovranno essere utilizzati solo per fini di pubblica utilità.