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REFERTI E DIAGNOSI INCOMPRENSIBILI OSTACOLANO IL DIRITTO DEL PAZIENTE DI CONOSCERE I PROPRI DATI SANITARI

Referti e diagnosi redatti a mano dal medico, e oggetto di una richiesta di accesso da parte dell'interessato, devono essere forniti in modo da essere agevolmente comprensibili. Chiarezza della calligrafia e intelligibilità dei documenti sono, infatti, necessari per consentire al paziente un pieno esercizio del diritto di accedere ai propri dati personali conservati presso le strutture sanitarie.

Il principio è stato stabilito dall'Autorità nell'ambito di una decisione riguardante il ricorso presentato da un cittadino nei confronti di un ospedale che, non potendo rilasciare copia di un esame ecografico realizzato con tecnologie tali da non consentire la riproduzione delle immagini, aveva fatto osservare che i dati richiesti dal paziente potevano essere comunque desunti dal certificato relativo agli esiti dell'esame, peraltro risultato illeggibile.

A tale riguardo il Garante ha evidenziato che la legge sulla privacy effettivamente pone a carico del gestore della banca dati l'obbligo di comunicare all'interessato le informazioni richieste ma non quello di consegnare una copia integrale del supporto informatico o cartaceo in cui esse sono contenute (in questo caso il tracciato ecografico). Tale consegna è, infatti, dovuta solo se l'estrapolazione delle singole informazioni finisce per privare il destinatario di elementi essenziali per una esatta comprensione del loro significato o della loro natura.

I dati però, ha sottolineato l'Autorità, devono essere messi a disposizione di chi li richiede sempre in forma intelligibile e con modalità idonee ad agevolarne la comprensione. Poiché il certificato dell'ecografia era in parte illeggibile, il Garante ha invitato l'ospedale a facilitarne la consultazione e ha suggerito, a titolo di esempio, di riprodurne il contenuto in forma dattiloscritta.

In alternativa l'Autorità, prendendo atto della disponibilità già manifestata in tal senso dall'ospedale, ha rilevato che l'accesso ai propri dati personali da parte del paziente poteva essere comunque soddisfatto anche attraverso la visione diretta dei fotogrammi originali dell'esame ecografico stante l'impossibilità tecnica di riprodurli. In questo caso però, trattandosi di dati personali idonei a rivelare lo stato di salute del paziente, il Garante ha ricordato che la loro consultazione, sia pure in forma temporanea, deve avvenire per il tramite di un medico designato dall'interessato o dallo stesso ospedale.