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PRIVACY E RIPRODUZIONE DI ORIGINALI FOTOGRAFICI

Anche il fotografo che realizza riproduzioni e ingrandimenti da originali fotografici viola la legge sulla privacy se al momento di effettuare gli scatti non dichiara la propria identità e l'effettivo utilizzo delle immagini. Il principio si applica anche nel caso in cui le foto siano conservate presso una persona diversa dall'interessato: per esempio i suoi familiari.

Lo ha stabilito il Garante in relazione al ricorso presentato da un noto personaggio dello spettacolo che si era rivolto all'Autorità per lamentare la violazione del diritto alla riservatezza da parte di un fotografo che aveva ripreso alcune immagini dall'album di famiglia conservato presso l'abitazione dei suoi genitori per poi pubblicarle su un settimanale. Secondo l'attrice il reporter aveva, infatti, omesso di dichiarare la propria qualifica professionale e, soprattutto, l'intenzione di realizzare un servizio di tipo giornalistico violando, così, il principio in base al quale la raccolta e il trattamento dei dati personali (tra cui rientrano anche le immagini) deve avvenire in modo lecito e secondo correttezza. Da parte sua il reporter, free lance di un'agenzia fotografica, sosteneva, invece, di aver operato con trasparenza e di aver dichiarato l'intenzione di realizzare un servizio fotografico sul personaggio.

Considerate le versioni opposte, l'accertamento dei fatti non poteva essere completato nel breve procedimento instaurato dal ricorso dell'interessata, e potrà essere quindi completato in sede giudiziaria. L'Autorità ha però colto l'occasione per ribadire alcuni principi che disciplinano l'esercizio del diritto di cronaca e il diritto alla riservatezza. Il Garante ha, innanzitutto, rilevato che il caso in questione rientra nell'ambito dell'esercizio della professione giornalistica e in particolare dei trattamenti temporanei di dati finalizzati esclusivamente alla pubblicazione di articoli, saggi e altre manifestazioni del pensiero, pur essendo stato effettuato da un reporter 'free lance' privo di un rapporto professionale stabile con gli operatori del mondo dell'informazione.

A tale riguardo il Garante ha ricordato che in base alla legge sulla privacy e alle norme del codice deontologico dei giornalisti anche il fotografo non professionista è tenuto a dichiarare la propria identità e ad informare l'interessato sull'utilizzo che intende fare dei suoi dati personali o delle immagini che lo riguardano. L'informativa può essere data in modo agevole: oltre a rendere palese la propria attività il giornalista non deve, infatti, fornire necessariamente tutte le altre informazioni che devono essere altrimenti rilasciate quando il trattamento viene effettuato per scopi diversi e può assolvere a tale obbligo anche attraverso i genitori o i familiari dell'interessato quando i suoi dati personali vengono raccolti presso terzi.

Il fotografo, sottolinea l'Autorità, non può, quindi, ricorrere, ad artifici o pressioni indebite per esercitare il diritto di cronaca che è comunque svincolato dal consenso dell'interessato. Solo se i dati e le immagini fotografiche sono stati raccolti in modo corretto e osservando l'obbligo di fornire la prevista informativa la loro successiva divulgazione e pubblicazione può avvenire nel rispetto delle norme sulla privacy.