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VIA LIBERA DEL GARANTE AL DECRETO SULLA BANCA DATI DELLE AZIENDE AGRICOLE

Le pubbliche amministrazioni potranno accedere ai dati contenuti nell'anagrafe delle aziende agricole ma il trattamento delle informazioni dovrà avvenire nel rispetto dei principi previsti dalla legge sulla privacy. Ulteriori limiti all'accesso potranno, inoltre, derivare dalle disposizioni riguardanti la tutela delle notizie tratte da indagini statistiche.

Lo ha stabilito il Garante in un parere fornito su richiesta del Ministero dell'Industria in merito ad uno schema di decreto interministeriale che disciplina le modalità di acquisizione e di aggiornamento delle informazioni da inserire nel repertorio delle notizie economiche e amministrative (Rea) riguardanti gli esercenti le attività agricole.

Il provvedimento si inserisce nel più ampio contesto delle disposizioni adottate per valutare i costi di produzione e di rafforzamento delle imprese agricole registrate in apposite banche dati che fanno capo al Sistema informativo agricolo nazionale.

Rilevato che lo schema di decreto risponde, nel complesso, alla disciplina sulla protezione dei dati personali l'Autorità ha chiesto al Ministero dell'industria di apportare alcune modifiche volte, in primo luogo, ad individuare il tipo di informazioni che potranno essere acquisite dalla banca dati del Rea.

Tra queste ha sottolineato l'Autorità, rientrano certamente le informazioni riguardanti le persone, i beni o gli atti certificativi che provengono da registri, elenchi o documenti pubblici, mentre restano escluse dalle operazioni di acquisizione dei dati le ulteriori informazioni raccolte a fini statistici.

Queste ultime, infatti, sono sottoposte ad un particolare regime di tutela (previsto dal decreto legislativo. n. 281/1999) che il Garante ha chiesto di citare espressamente nel decreto.

L'Autorità ha, infine, sottolineato l'esigenza che il trattamento delle informazioni destinate a confluire nella banca dati del Rea sia sottoposto all'adozione delle misure minime di sicurezza (identificazione dell'utente, uso di password, autorizzazione all'accesso alle funzioni, registrazione degli ingressi etc.) previste dal regolamento governativo n. 318/1999 ora interessato da una proposta di proroga in discussione alla Camera dei Deputati.