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CITTADINANZA ELETTRONICA.
IL PRESIDENTE DEL GARANTE INCONTRA IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PORTOGHESE

Stefano Rodotà si è incontrato a Lisbona con il Presidente della Repubblica portoghese, Jorge Sampaio, per discutere i problemi della società dell’informazione, ai quali il Portogallo, che dal 1 gennaio 2000 assumerà la presidenza dell’Unione Europea, intende attribuire una rilevanza particolare. L’incontro è avvenuto in occasione della conferenza su "Cittadini e società dell’informazione", dove Rodotà ha svolto la relazione "Per una cittadinanza elettronica. La democrazia e le nuove tecnologie della comunicazione", mettendo in evidenza particolare tre questioni: 1) il dilatarsi dell’idea di cittadinanza oltre i confini nazionali e le nuove possibilità di mobilitazione e di incidenza dei cittadini, come ha dimostrato la recente vicenda di Seattle, resa possibile dall’azione combinata di una forma tradizionale di mobilitazione (le dimostrazioni di piazza), dell’amplificazione televisiva e della preparazione mondiale su Internet; 2) i rischi della riduzione della democrazia ai soli referendum elettronici, ad un gioco di "sì o no" a domande poste da altri, mentre le nuove tecnologie mettono i cittadini in condizione di intervenire in tutto il processo di decisione; 3) i problemi dell’accesso alle tecnologie, che devono essere affrontati con urgenza per evitare nuove diseguaglianze tra i cittadini.

Precedentemente Stefano Rodotà aveva partecipato ad un incontro internazionale organizzato dall’Istituto di Studi Politici di Barcellona per discutere "La colonizzazione del cyberspazio". Rodotà è partito dalla constatazione che Internet, considerato finora come uno spazio di infinita libertà, si sta progressivamente trasformando in uno spazio dedicato al commercio. Questo sta già provocando forme di censura e di ridotta tutela dei diritti (della privacy in particolare). In questo senso, Internet si presenta come il luogo emblematico del conflitto tra logica dei diritti fondamentali e logica del mercato, che si è manifestato in modo particolarmente evidente nei negoziati tra Europa e Stati Uniti sui cibi transgenici e sulla protezione dei dati personali.