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TECNOLOGIE E CITTADINANZA: LA SFIDA DEL XXI SECOLO

La Société pour la Philosophie de la Téchnique ha organizzato a Parigi, alla Sorbona, una giornata di studio "Tecnologie e cittadinanza: la sfida del XXI secolo".

Una delle relazioni di base è stata tenuta da Stefano Rodotà, che ha messo in evidenza come le tecnologie dell'informazione e della comunicazione stiano rimodellando l'insieme delle relazioni sociali, ridisegnando il quadro dei rapporti tra i cittadini ed i poteri pubblici e privati. L'insieme di questi fenomeni non può essere analizzato ricorrendo alle categorie ed alle opposizioni tradizionali: privacy contro trasparenza; legislazione contro autoregolamentazione; democrazia diretta contro democrazia rappresentativa. Sta emergendo, infatti, un nuovo e complesso sistema istituzionale, alla cui progressiva messa a punto concorrono una molteplicità di soggetti (pubblici e privati, nazionali e sovranazionali) ed una molteplicità di fonti (convenzioni internazionali e direttive europee, leggi nazionali, codici di autodisciplina, standards tecnici). Viviamo un clima di democrazia "continua", dove le tecnologie possono rafforzare le tendenze al governo oligarchico o una più forte partecipazione dei cittadini. I diritti fondamentali, individuali e collettivi, devono essere riformulati e rafforzati, respingendo le pressioni perché le regole ammissibili siano solo quelle che "mimano il mercato". Deve essere ben presente, in ogni caso, il pericolo di vedere la società della comunicazione degradarsi in società della sorveglianza e della classificazione.

I temi delle nuove dimensioni della sfera privata sono stati ripresi in una relazione dedicata a "Le guerre intorno alla privacy su Internet", tenuta nel corso di un incontro tra studiosi statunitensi e italiani, svoltosi a Torino, che ha analizzato i problemi dell'"Erosione della sovranità nel tempo dei media digitali". Rodotà ha sottolineato come "non sia più possibile considerare la privacy come un tema a sé. Esso rimanda ad un contesto che si fa via via più complesso, dove la cancellazione delle frontiere, che racchiudevano la sovranità nazionale, fa nascere nuove forme di sovranità, esercitate soprattutto dal sistema delle imprese che tendono a trasformare Internet in un gigantesco supermercato mondiale. Rischia così d'essere tradita la promessa di Internet come luogo d'una nuova, estesissima libertà, ed i naviganti sulla rete rischiano d'essere chiusi nel puro ruolo di consumatori di beni e servizi". Dev'essere, quindi, ripreso il tema della "cittadinanza elettronica", che esige, da una parte, intese internazionali a tutela della privacy; e, dall'altra, deve indurre a progettare un "Information Bill of Rights".