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IL GARANTE ALLA XXI CONFERENZA MONDIALE SULLA PRIVACY

Il collegio del Garante ha partecipato alla 21a conferenza internazionale su "Privacy e protezione dei dati personali" che si è svolta quest'anno ad Hong Kong dal 13 al 15 settembre scorsi.

La conferenza, alla quale erano presenti membri delle Autorità per la privacy di Europa, Stati Uniti, Canada, Asia, Australia e Nuova Zelanda, esperti del settore, rappresentanti delle associazioni dei consumatori e delle grandi imprese, ha affrontato temi di grande interesse: la nuova cittadinanza nel prossimo millennio, i rischi per la privacy determinati dalle nuove tecnologie e dalla ricerca genetica, l'uso sempre più massiccio della videosorveglianza, la sicurezza dei consumatori e la difesa dei loro diritti nel cyberspazio, il problema dei flussi transfrontalieri di dati, i rapporti tra USA e UE, la cooperazione giudiziaria, le tecnologie al servizio della privacy (cifratura, autenticazione e certificazione digitale, software di protezione ecc.), i rapporti tra privacy e media, la definizione di standard di qualità nella protezione dei dati.

Nel suo intervento, in qualità di presidente della sessione dedicata ai diritti dei consumatori e il commercio elettronico, il Prof. Stefano Rodotà ha sottolineato come la tutela dei diritti dei consumatori nel mondo elettronico sia una questione cruciale. "Il futuro della privacy - ha affermato Rodotà - dipende dalle risposte che sapremo dare a questa domanda: la privacy è un merce come un'altra o un diritto umano fondamentale? può essere insomma venduta e scambiata in cambio di telefonate e computer gratis o abbiamo bisogno di regole che la salvaguardino in quanto bene inalienabile?" La privacy, per il presidente dell'Autorità Garante, non è, dunque, una questione puramente commerciale, ma attiene alla condizione umana. Anche le preoccupazioni per l'uso distorto di Internet, secondo Rodotà, non possono essere usate per eliminare le opinioni di minoranza e gli spazi di libertà, per lasciare libero campo solo alle esigenze di tipo economico, per far sì che Internet diventi esclusivamente uno spazio di vendita. "Sulla rete - ha concluso Rodotà - si è prima cittadini, e poi consumatori. 'Netizen', cittadino della rete, non è solo una parola, ma un nuovo concetto di dignità e libertà per l'età dell'informazione".

Rodotà ha colto l'occasione per annunciare che la prossima conferenza mondiale verrà organizzata in Italia dal Garante e si svolgerà a Venezia dal 28 al 30 settembre 2000. Al centro della conferenza, i temi di cruciale interesse nell'agenda del prossimo secolo: le nuove tecnologie dell'informazione e la società della sorveglianza, lo sviluppo di sistemi di difesa della privacy, le nuove frontiere nella protezione dei dati personali, quali le biotecnologie e l'ingegneria genetica, la possibilità di definire regole a livello internazionale, la cittadinanza sulla rete.

L'altro intervento dell'Ufficio del Garante è stato quello svolto dal segretario generale, Giovanni Buttarelli, che ha illustrato l'esperienza italiana nella ricerca di un equilibrio tra riservatezza dei dati e diritto di cronaca che ha condotto all'elaborazione di un codice di deontologia dei giornalisti. Tra le due opposte tendenze a regolamentare in maniera restrittiva da una parte, e a non regolamentare affatto dall'altra, l'Italia ha indicato in questo modo una terza via da percorrere per contemperare il rispetto della libertà di espressione con quello della riservatezza delle persone.

La conferenza è stata introdotta dal Garante per la privacy di Hong Kong, Stephen Lau. Tra gli interventi svolti nelle varie sessioni possono essere ricordati, tra gli altri, quello di Justice Kirby, giudice della High Court australiana, dedicato ai nuovi scenari che si aprono per la difesa dei diritti civili e della privacy nel villaggio globale; di Marc Rotenberg, direttore dell' EPIC (Electronic Privacy Information Center di New York), che ha affrontato il tema dei rischi di una "routinarizzazione" della sorveglianza nella società del Grande Fratello; di Elizabeth Hurley, ricercatrice all'Università di Harvard, sull'esigenza di un ritorno al controllo da parte dell'individuo sui propri dati; di Paul Kendall, consigliere generale del Dipartimento della Giustizia americano, sulle tensioni provocate dalle nuove tecnologie tra giustizia e privacy e sulla necessità di un uso appropriato delle informazioni; di Ann Cavoukian, dell'Autorità Garante canadese, su privacy e uso dei dati biometrici; di Pamela Chan, presidente del consiglio nazionale dei consumatori di Hong Kong, che ha sottolineato come la fiducia del consumatore sia fondamentale per lo sviluppo del commercio elettronico; di Bart De Schutter, professore di diritto e membro dell'Autorità Garante belga, che ha richiamato l'attenzione sui sempre più frequenti accordi di cooperazione tra polizie dei Paesi europei senza dibattito e verifica parlamentare. Sono stati presentati anche i risultati di una ricerca di Alan Westin, grande esperto statunitense di privacy e presidente del Centro per la ricerca sociale e legale, sulla fiducia dei consumatori nei confronti della gestione dei dati da parte del settore pubblico e privato, e quella dell'EPIC che, mettendo a confronto i sistemi giuridici europei e statunitensi, ha evidenziato come intere aree geografiche (dal Sud Africa, all'America Latina, all'area Asia-Pacifico) si stanno dotando di discipline sulla privacy guardando proprio al modello europeo.