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ACCORDO DI SCHENGEN. AUDIZIONE PARLAMENTARE DEL PRESIDENTE DEL GARANTE

Nell'ambito dell'indagine conoscitiva sull'integrazione dell'acquis di Schengen nella Unione Europea avviata dal Comitato parlamentare di controllo sull'attuazione ed il funzionamento della convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen, giovedì 8 luglio si è svolta l'audizione del Presidente dell'Autorità Garante per la protezione dei dati personali, Stefano Rodotà. L'acquis è il termine utilizzato per indicare tutte le norme, i regolamenti, le decisioni dell'Autorità di Controllo Comune (ACC) riguardanti l'attuazione della Convenzione di applicazione dell'accordo di Schengen.

Il Presidente Rodotà ha messo in guardia dai rischi di depotenziamento dell'Autorità di Controllo Comune (ACC) che vigila sul corretto uso della banca dati del Sistema d'Informazione di Schengen. (SIS). IL SIS è un archivio elettronico che centralizza tutte le informazioni riguardanti le persone ricercate o poste sotto sorveglianza, quelle sui veicoli rubati, sul traffico d'armi, sui documenti falsi e sul sequestro di banconote false. Il sistema si compone di sezioni nazionali e di un supporto tecnico, che ne assicura l'uniformità, situato a Strasburgo. Il controllo dell'archivio della sezione italiana del Sistema d'Informazione di Schengen, allo scopo di verificare che l'elaborazione e l'utilizzazione dei dati inseriti rispetti i diritti delle persone interessate, viene svolto in Italia dal Garante per la protezione dei dati personali.

In questa veste il Garante è chiamato a far parte dell'Autorità Comune di Controllo, l'organismo indipendente che raggruppa i rappresentanti dei Garanti della privacy dei Paesi che fanno parte dell'Accordo di Schengen ed ha il compito di fare in modo che questi Paesi rispettino la riservatezza dei dati.

"Sta accadendo - ha affermato Rodotà - che l'ACC viene indebolita: non ha un bilancio autonomo, non ha un proprio segretariato, non ha piena autonomia per quanto riguarda le riunioni: tutte questo rischia di pregiudicare l'efficacia dei controlli perché l'autonomia e l'indipendenza di un organo si può eliminare non solo cancellandone le prerogative ma anche condizionandone l'attività attraverso una limitazione delle risorse".

"Se si fanno passi indietro sulle garanzie dei cittadini e la trasparenza delle procedure - ha continuato Rodotà - si rischia di pregiudicare anche l'efficienza di queste banche dati. Per esempio, solo eliminando le informazioni sbagliate su richiesta degli interessati, si garantisce l'efficienza del sistema". Per questo, il presidente del Garante ha sottolineato al Comitato parlamentare "il ruolo che i parlamenti nazionali possono svolgere per cercare di evitare che si prendano decisioni a livello europeo che pregiudichino l'efficienza di questa Autorità, turbando l'equilibrio tra esigenze di sicurezza e garanzie di libertà". Rodotà ha anche ricordato che la stessa ACC ha rivolto raccomandazioni ai Governi, "ma tranne il ministero dell'Interno francese non ha risposto nessuno. Questo vuol dire che l'Autorità è considerata poco più di un festone, non un elemento effettivo del sistema europeo di controllo". E tutto questo mentre in Europa si stanno moltiplicando le raccolte di dati in funzione di prevenzione e di sicurezza come Europol e il sistema doganale europeo, e si annuncia quella di Eurodac, molto delicata, perché riguarda le impronte digitali di chi chiede. La moltiplicazione delle banche dati viene formalmente accompagnata dalla previsione di garanzie, che tuttavia è - indispensabile - rendere in ogni caso effettive".