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NON VIOLA LA PRIVACY PUBBLICARE DATI RESI NOTI DIRETTAMENTE DALL'INTERESSATO

Non viola i limiti al diritto di cronaca posti a tutela della privacy la diffusione su di un organo di stampa di circostanze, notizie e dati già resi noti dall'interessato attraverso "lettere aperte" inviate ad una pluralità indeterminata di soggetti. E' quanto affermato dal Garante in un provvedimento con cui è stata dichiarata la manifesta infondatezza di un ricorso presentato da un ricercatore universitario.

Il ricercatore si era rivolto al Garante chiedendo di far cessare la diffusione da parte di un quindicinale universitario di notizie relative ad un procedimento disciplinare avviato nei suoi confronti, notizie poi riprese da una emittente radiofonica locale.

Il ricorrente ha lamentato, in particolare, di aver manifestato telefonicamente, prima della pubblicazione, sia al giornalista sia al direttore della rivista la propria intenzione di far diffondere solo le proprie iniziali e non il nominativo per intero, inviando poi un telegramma di diffida alla divulgazione di notizie lesive della propria immagine e della sfera personale.

Nonostante tale diffida, il quindicinale, ad avviso del ricorrente, avrebbe comunque diffuso le notizie in modo diffamatorio e comunque senza il necessario consenso dell'interessato e senza che vi fossero i presupposti per esercitare il diritto di cronaca.

Il Garante ha innanzitutto ritenuto inammissibile il ricorso nei confronti dell'emittente radiofonica perché le notizie diffuse non riportavano alcun dato identificativo del ricorrente, ma riprendevano i titoli dell'articolo pubblicato sulla rivista.

Per quanto riguarda il quindicinale, il ricorso è risultato infondato. Il Garante ha infatti evidenziato che le disposizioni della legge sulla privacy non richiedono l'acquisizione del consenso per il trattamento e la diffusione dei dati, anche se sensibili, da parte di chi svolge attività giornalistica. L'articolo pubblicato sulla rivista ha riportato in termini di sostanziale correttezza notizie che erano state rese note direttamente dall'interessato attraverso le "lettere aperte" inviate a tutti i ricercatori della propria facoltà. L'attualità e la rilevanza delle informazioni riportate sono risultate confermate non solo da queste "lettere aperte", ma anche dal fatto che il procedimento disciplinare e quello giurisdizionale amministrativo si erano da poco conclusi.