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NON E' POSSIBILE FARCANCELLARE I DATI CONSERVATI DAGLI UFFICI GIUDIZIARI

Non e' possibile far cancellare i dati conservatidagli uffici giudiziari per ragioni di archivio e documentazione.

Il Garante ha ritenuto inammissibile il ricorso diuna persona che si era lamentata del fatto che il Ministero digrazia e giustizia ed il Tribunale della sua città continuerebberoa detenere alcuni suoi dati personali relativi ad una vicendagiudiziaria conclusasi nel 1994 con un provvedimento di archiviazione.Secondo il ricorrente la conservazione di tali dati presso ilregistro generale della cancelleria del Tribunale comporterebbealcune conseguenze negative specialmente per quanto concerne losvolgimento di svariate pratiche amministrative, nei concorsipubblici e per il rilascio di documenti.

L'interessato aveva inoltrato una richiesta al Ministero,al Procuratore della Repubblica presso il Tribunale e al CED delDipartimento di pubblica sicurezza, ma poiché aveva ricevutoriscontro positivo solo da quest'ultimo, si era rivolto al Garanteaffinché provvedesse a far cancellare i dati, riguardantisia l'iscrizione del reato nel casellario giudiziale e sia laconseguente archiviazione, contenuti negli archivi del Tribunale.

Il Garante ha innanzitutto osservato che, a partel'esattezza o meno dell'individuazione del Ministero di graziae giustizia quale titolare del trattamento dei dati che nell'ambitodi un ufficio giudiziario sono connessi ai procedimenti penali,l'utilizzo delle informazioni al quale si riferisce il ricorsorientra tra quelli effettuati per ragioni di giustizia dagli ufficigiudiziari.

Per questo tipo di trattamenti l'art.4 della leggen.675 del 1996 ha reso applicabili solo alcune disposizioni, inattesa che, entro il 31 luglio 1999, il Governo emani il previstodecreto legislativo con alcune norme integrative in materia. Frale norme attualmente applicabili ai trattamenti di dati per finidi giustizia non sono comprese né quelle riguardanti idiritti di accesso alle banche dati, integrazione, rettifica ecancellazione dei dati (art.13), né quelle in materia diricorsi al Garante (art.29). In caso di violazione di queste normeè quindi possibile inviare all'Autorità una segnalazioneo un reclamo ma non è possibile proporre un ricorso.

Diverso il caso del CED del Dipartimento di P.S.,al quale l'interessato può accedere direttamente, e delcasellario giudiziale per il quali l'accesso è regolatoda procedure specifiche.

L'Autorità ha sottolineato che va operatauna netta distinzione tra i dati e le informazioni inserite negliarchivi del CED del Dipartimento di P.S. e la mera conservazionedi dati ed atti presso un ufficio giudiziario per ragioni di archivio o di documentazione dei procedimenti esauritisi.

Nel CED e nel casellario giudiziale la posizionedel ricorrente risulta opportunamente aggiornata perché,a seguito dell'archiviazione del reato, a carico dell'interessatonon risulta più nulla.

Diverso il caso degli uffici giudiziari, dove perragioni di archivio e documentazione deve rimanere traccia storicadei procedimenti. Tale permanenza non comporta affatto conseguenzepratiche negative per i concorsi pubblici e per il rilascio didocumenti, come asserito dal ricorrente, perché èla posizione nel casellario che, in determinati casi, puòessere richiesta in occasione di concorsi, colloqui di assunzioneecc.