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RAPPORTI USA-UE: IMPORTANTE PRESA DI POSIZIONE DEI CONSUMATORI EUROPEI ED AMERICANI. INIZIATIVA DEL GARANTE PER UNA CONVENZIONE INTERNAZIONALE

La TACD (TransAtlantic Consumer Dialogue), una coalizione che riunisce sessanta fra le principali associazioni di consumatori degli USA e dei Paesi europei, ha adottato il 23 aprile scorso una risoluzione in cui si respinge l'adozione della proposta del "safe harbor" [lett. "porto sicuro"] e si raccomanda invece la definizione di una Convenzione internazionale sulla tutela della privacy per rispondere alle crescenti preoccupazioni dell'opinione pubblica in merito all'assenza di una tutela efficace della privacy nei flussi transfrontalieri di dati. La proposta del safe harbor punta a risolvere il problema del trasferimento dei dati dall'Europa agli USA, attualmente a rischio a causa della minore protezione presente oltreoceano rispetto a quella garantita nei paesi dell'Unione Europea, mediante l'accettazione volontaria da parte delle imprese americane di alcuni principi minimi.

La TACD ha affermato che la proposta di "safe harbor" attualmente allo studio del governo USA e dell'Unione europea non fornisce ai consumatori una tutela adeguata della privacy.

Jim Murray, direttore dell'Organizzazione europea dei consumatori (BEUC), con sede a Bruxelles, ha dichiarato che i consumatori hanno diritto a forme di riparazione legale per la tutela della riservatezza personale. "Non ci sembra che la proposta di safe harbor preveda strumenti attuativi adeguati a tutelare gli interessi dei cittadini europei. Inoltre non ci piacciono le procedure complicate che i consumatori saranno tenuti a seguire per perseguire chi viola la loro privacy."

La TACD ha invitato specificamente la Commissione europea e i Ministri riuniti nel Consiglio europeo a respingere la proposta di safe harbor, affermando che essa "vanificherebbe le finalità della direttiva dell'UE sulla protezione dei dati personali e comprometterebbe gli interessi dei cittadini europei in materia di privacy."

Fra le obiezioni sollevate rispetto alla proposta, la TACD ha indicato inoltre l'assenza di uno strumento efficace di applicazione e riparazione in caso di violazioni della privacy. La proposta non garantisce ai singoli consumatori la possibilità di accedere a dati personali detenuti dalle imprese.

Marc Rotenberg, direttore esecutivo dell'Electronic Privacy Information Center di Washington, ha dichiarato che la risoluzione della TACD sottolinea l'esigenza di un maggiore coinvolgimento dell'opinione pubblica nell'elaborazione della politica internazionale in materia di privacy. "Ormai non è più il tempo in cui governi e imprese potevano proporre interventi radicali che colpivano gli interessi dei consumatori in materia di privacy senza preoccuparsi di sentire in misura adeguata il parere dei diretti interessati."

La risoluzione sul safe harbor è una delle numerose risoluzioni che la TACD ha deliberato durante i due giorni della riunione tenutasi a Bruxelles.

Questo il testo della risoluzione adottata dal TACD:

"La proposta di un "safe harbor" attualmente all'esame degli Stati Uniti e dell'Unione europea non offre una tutela adeguata della privacy ai consumatori di USA ed Unione europea. Non contiene misure efficaci a fini attuativi e di riparazione in caso di violazioni della privacy. Impone ai consumatori oneri irragionevoli ed obbliga scorrettamente i cittadini europei a rinunciare al diritto, sancito per legge, di ricorrere alle rispettive autorità nazionali per perseguire eventuali violazioni della privacy. La proposta inoltre non garantisce ai singoli consumatori la possibilità di accedere ai dati personali ottenuti dalle imprese.

In conseguenza di ciò,

1. La TACD invita la Commissione europea e i Ministri riuniti nel Consiglio europeo a respingere la proposta di "safe harbor". La proposta vanificherà gli obiettivi della Direttiva UE sulla protezione dei dati e comprometterà gli interessi dei cittadini europei in materia di privacy.

2. La TACD raccomanda l'elaborazione e l'adozione di una Convenzione internazionale sulla tutela della riservatezza che contribuirà a garantire gli interessi di consumatori e cittadini nel XXI secolo in materia di privacy.

3. La TACD invita inoltre i governi nazionali a garantire che alle organizzazioni di consumatori sia riconosciuto un ruolo maggiormente centrale nella futura elaborazione di politiche e prassi internazionali in materia di privacy che tocchino gli interessi dei consumatori.

La posizione assunta dai consumatori è stata considerata con particolare attenzione dal Garante per la protezione dei dati. L'Autorità ritiene che l'eventuale approvazione dello schema del "safe harbor", in una versione modificata rispetto a quella attuale, possa essere utile per regolare i rapporti tra USA ed UE in attesa della messa a punto di una Convenzione internazionale.

A questo proposito, il Garante annuncia una sua iniziativa a livello internazionale, che si concreterà anche in un incontro pubblico a Roma, allo scopo di verificare la disponibilità dei Governi ad intraprendere questa utile via di confronto.