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TUTELA DELLA RISERVATEZZA E RICERCA STATISTICA

Rispondendo con una lettera ad un articolo di Mario Pirani pubblicato su Repubblica del 10 maggio, il Presidente del Garante, Stefano Rodotà, ha colto l'occasione per fare il punto sui rapporti tra privacy e ricerca statistica. Questo il testo della lettera:

"Mario Pirani segnala al Garante l'opportunità di intervenire perché la ricerca statistica non abbia ingiustificabili limitazioni con l'argomento della tutela della privacy. Mi limito ad osservare:

  1. la disciplina dei dati sensibili in materia di ricerca non è di competenza del Garante, ma è affidata ad un decreto legislativo del Governo, sul quale esprimono un parere le competenti commissioni di Camera e Senato;
  2. il Garante ha dato una sua collaborazione e favorito il confronto tra i diversi interessati, cioè proprio quel che Pirani invoca nelle ultime righe del suo articolo. Si è trattato di non meno di venti riunioni. E' ovvio che, poi, le decisioni finali vengono prese dal Consiglio dei ministri;
  3. non può, dunque, essere il Garante a scegliere tra le contrapposte ragioni degli istituti pubblici e di quelli privati di ricerca statistica, anche se proprio il Garante ha indicato l'opportunità di prevedere codici di deontologia tanto per i soggetti pubblici che per quelli privati;
  4. le bozze di normativa in materia di ricerca prevedono una prima disciplina anche per chi si occupa di statistica e non fa parte del Sistema statistico nazionale attraverso uno strumento flessibile come il codice deontologico che cerca di coniugare precise garanzie con le prerogative specifiche di questa attività. Il Governo ha certamente tutte le opportunità per valorizzare ed incrementare questo tipo di norme senza incontrare ostacoli nella privacy;
  5. il riconoscimento del rilevante interesse pubblico della statistica è stato già inserito in un importante decreto legislativo approvato lo scorso 7 maggio dal Consiglio dei ministri.

Pirani, infine, coglie l'occasione per ribadire il fastidio per i molti moduli ricevuti. Vorrei che, insieme a lui, tutti i lettori sapessero che il problema ha preoccupato il Garante che, pur non avendo nessun obbligo di intervenire, ha, ad esempio, interpellato 800 banche e ha quindi messo a punto e proposto un modello di informativa e consenso per i clienti delle banche estremamente semplificato, contenuto in una pagina. Comunque, quei farraginosi moduli, diffusi nei settori più diversi, hanno già permesso a milioni (sì milioni, non migliaia) di cittadini di rifiutare in moltissimi casi l'invio di pubblicità o di materiali comunque non graditi."