Garante per la protezione
    dei dati personali

Newsletter

LE NORME SULL'USO DEI DATI SENSIBILI NELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Il Garante per la protezione dei dati personali ha esaminato lo schema di decreto legislativo approvato dal Consiglio dei ministri il 22 aprile scorso sul trattamento dei dati "sensibili" e giudiziari da parte dei soggetti pubblici. Lo schema è stato già inviato, come previsto, alle Camere e dovrebbe essere approvato entro l'8 maggio prossimo.

L'Autorità ha riconosciuto che il provvedimento introduce alcune importanti e necessarie garanzie che integrano quelle previste dalla legge n.675 del 1996. Pur in presenza, infatti, di una ricognizione obiettivamente complessa dei trattamenti effettuati dalle pubbliche amministrazioni, le scelte legislative hanno evitato soluzioni che sarebbero risultate contrastanti con il livello di tutela previsto dalla normativa comunitaria e con i presupposti della legge-delega, oltreché disarmoniche rispetto al quadro, ugualmente elevato, di garanzie che la legge n.675/1996 pone a carico dei privati e degli enti pubblici economici.

In merito al provvedimento il Garante ha formulato alcune proposte di miglioramento, in particolare riguardanti una più dettagliata individuazione delle finalità di rilevante interesse pubblico in base alle quali trattare i dati nel settore tributario e sanitario. Per quanto riguarda il settore sanitario, inoltre, il Garante ha auspicato che si provveda quanto prima al varo del decreto che renda effettiva la prevista disciplina sulla riservatezza dei dati nelle ricette mediche

Dando positivamente atto che nella fase di approvazione del decreto si è svolta una effettiva e concreta consultazione dell'Autorità, il Garante ha, infine, sottolineato la necessità che il bilanciamento tracciato tra la tutela dei diritti degli interessati e le esigenze delle pubbliche amministrazioni sia ora realizzato in concreto, attraverso la reale e tempestiva attuazione da parte di queste ultime delle misure previste dallo schema di decreto legislativo, in modo da rendere effettiva la trasparenza che esso stabilisce riguardo alle modalità di utilizzo dei dati "sensibili" da parte dei soggetti pubblici.