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LE AUTORITA' GARANTI EUROPEE RIUNITE AD HELSINKI

Dal 14 al 16 aprile scorsi si è svolta ad Helsinki la conferenza annuale delle quindici Autorità Garanti per la protezione dei dati personali europee organizzata per discutere temi di carattere generale e mettere a confronto esperienze e problematiche nel campo della privacy.

Le quindici Autorità fanno parte del gruppo consultivo previsto dalla Direttiva europea 95/46 sulla riservatezza dei dati, con il compito di favorire l'attuazione della direttiva nei diversi Paesi membri e di proporre alla Commissione Europea misure a favore della tutela dei diritti e delle libertà delle persone nei diversi settori. L'Autorità Garante italiana era rappresentata dal presidente Stefano Rodotà e dal prof. Ugo De Siervo.

Diversi e di grande rilevanza i temi affrontati durante la conferenza: le prospettive di sviluppo a livello di Unione Europea per quanto riguarda la protezione dei dati personali, l'attuale dibattito tra UE e USA riguardo al trasferimento dei dati personali (gli Stati Uniti non garantiscono un adeguato livello di protezione rispetto all'Europa), le problematiche relative all'introduzione nel sistema europeo dell'Accordo di Schengen alla luce del Trattato di Amsterdam, la possibilità di uniformare le metodologie di verifica del rispetto delle leggi sulla privacy nei diversi paesi dell'Unione, le carte elettroniche, la questione dei dati genetici anche rispetto al "caso Islanda", paese dove è stata recentemente approvata una legge che stabilisce la cessione ad una società di ricerca medica del DNA dell'intera popolazione nazionale.

Stefano Rodotà nel suo intervento ha messo in luce la particolarità dell'esperienza del nostro Paese, in particolare per quanto riguarda il ruolo di vigilanza e promozione assunto della Autorità e le strategie e gli strumenti di comunicazione adottati per lo sviluppo e la diffusione di una cultura della privacy presso tutte le articolazioni della società. Il modello "collaborativo" utilizzato dal Garante italiano nei rapporti con la pubblica amministrazione, con i soggetti economici, con le associazioni di settore, sia professionali che dei consumatori, e, in alcuni casi, con la stessa consultazione dell'opinione pubblica rappresenta un modello esportabile negli altri Paesi dell'Unione.
L'Italia è stato uno tra i primi Paesi ad avere recepito la Direttiva europea e a potersi porre, in questo modo, all'avanguardia anche rispetto a nazioni con maggiore tradizione nel campo della privacy.

Il tema trattato dall'altro componente dell'Autorità, Ugo De Siervo, è stato quello dei codici di deontologia, da promuovere in determinati settori e per diverse categorie professionali ed imprenditoriali, strumento di grande interesse previsto dalla Direttiva europea per garantire un'adeguata tutela della riservatezza dei dati.
Anche in questo settore, con l'adozione, in particolare, del codice di deontologia dei giornalisti, entrato in vigore lo scorso 18 agosto, l'Italia può porsi come esempio. De Siervo ha messo in evidenza come sotto il termine di codice deontologico vi siano, in realtà, diversi modelli di riferimento e di procedure, e si è soffermato sul problema della necessaria "convivenza" tra codici comunitari e codici nazionali.

La conferenza, a cui hanno partecipato come osservatori l'Islanda e la Norvegia, ha chiuso i suoi lavori votando un ordine del giorno in cui si è espressa solidarietà al Garante tedesco, di recente al centro di una polemica sui poteri attribuitigli, con il quale si è riaffermato il diritto-dovere delle Autorità di garanzia di intervenire su tematiche di interesse generale.