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ACCESSO AI DATI DEL DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA

Chiunque voglia verificare quali dati personali risultino nel CED del Dipartimento della Pubblica Sicurezza presso il Ministero dell'Interno può farlo presentando la richiesta direttamente al Dipartimento. Lo ha ribadito il Garante, rispondendo ad un reclamo con il quale alcune società hanno contestato la completezza delle informazioni trasmesse da una Prefettura ad alcune amministrazioni pubbliche appaltanti, che avevano richiesto il rilascio di comunicazioni o informazioni antimafia. Queste società hanno chiesto, quindi, di conoscere tramite il Garante i dati che lo riguardano in possesso del CED del Dipartimento della pubblica sicurezza e le modalità del loro trattamento.

Il Garante ha ricordato che, in base alla riformulazione dell'art. 10 della legge 121 del 1981 operata dall'art. 42 della legge sulla privacy, gli interessati possono esercitare il diritto di accesso direttamente presso il Dipartimento della pubblica sicurezza e chiedere all'Ufficio per il coordinamento e la pianificazione con sede a Roma, la conferma dell'esistenza di dati che li riguardano, la loro comunicazione e, qualora risultino trattati in violazione di una legge o di un regolamento, la loro cancellazione.

Nel caso in cui tali richieste non vengano accolte, o quando i dati non siano comunicabili (ad esempio, quando vi siano motivi di ordine pubblico o di prevenzione dei reati), gli interessati potranno comunque rivolgersi al Garante e chiedere di effettuare gli accertamenti previsti dalla legge sulla privacy (art. 32) per verificare la legittimità del trattamento e, se del caso, indicare le opportune modificazioni.

Gli interessati possono altresì rivolgersi al tribunale per chiedere di compiere gli accertamenti necessari e di ordinare la correzione, l'integrazione dei dati che risultino inesatti o incompleti o la loro cancellazione, ove trattati in violazione della legge.