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EPISTOLARI, ARCHIVI STORICI E TUTELA DEI DATI

Pubblicare o diffondere, anche su Internet, dati personali utilizzati a fini scopi, di ricerca e di statistica, è possibile se rientra nel trattamento finalizzato in esclusiva alla pubblicazione o alla diffusione occasionale di articoli, saggi ed altre manifestazioni del pensiero. Non c'è, quindi, necessità di acquisire il consenso degli interessati. Infatti, in attesa dell'entrata in azione del previsto decreto legislativo che conterrà una definizione completa delle modalità di trattamento dei dati per fini storici, di ricerca e di statistica, la materia è regolata dall'art. 25 della legge 675/1996 che riguarda l'attività giornalistica. Il parere del Garante è stato espresso in seguito ad un quesito di un'università, interessata a divulgare una raccolta di corrispondenza indirizzata ad una personalità di spicco della letteratura italiana di questo secolo, ma riguarda anche altri casi in cui al Garante è stato chiesto come comportarsi in merito alla diffusione di ricerche di questo tipo.

Nell'ambito di tali pubblicazioni, a parte i riferimenti ai soggetti di particolare rilevanza sociale o pubblica che sono giustificati dalle esigenze di documentazione storica, si deve semmai valutare se o in quali casi eliminare i riferimenti che possano riguardare dati sensibili di altre persone citate. In questi casi è sufficiente l'omissione del cognome o di altri elementi che consentano l'identificazione.