Il Grande orecchio d'Europa spierà telefoni,
E-mail e Gsm

Ue, Usa e Canada lanciano il piano "Enfopol" per controllare tutte le telecomunicazioni

di
Raffaella Menichini

Accendete il cellulare, sollevate la cornetta, date il segnale del fax, cliccate sull'invio della vostra e-mail, ma prima ancora di avviare una conversazione, attenzione: pensate bene a quel che state per dire. Perché in un luogo segreto, in qualche angolo d'Europa, un gruppo di spioni elettronici potrebbe presto ascoltare, leggere, decriptare ogni vostro messaggio, con qualsiasi mezzo abbiate deciso di comunicare.

Potrebbe accadere non appena andrà in porto il piano Enfopol '98, un accordo di cooperazione tra polizie e agenzie di telecomunicazioni dell'Unione europea, con l'aggiunta di Usa, Canada, Australia, in discussione da almeno quattro anni tra i ministri degli Interni e della Giustizia dei Quindici con l'obiettivo di giungere a un sistema integrato di controllo anche dei mezzi di comunicazione più sofisticati utilizzati dagli utenti europei. I dettagli finali del piano - secondo le rivelazioni del domenicale britannico Observer e della rivista tedesca Telepolis - saranno messi a punto dal Consiglio Ue degli affari interni e di giustizia all'inizio del prossimo anno ed entro il 2000 i parlamenti nazionali potrebbero trovarsi a discuterli e a ratificarli come parte della legislazione nazionale sulle intercettazioni.

Il piano - sviluppo dell'angloamericano "Echelon" nato dalle intese postbelliche mirate a sventare le "congiure" della guerra fredda - si baserebbe su una serie di desiderata inviati dall'Fbi americana alla Ue cinque anni fa, poi recepiti dagli europei: 54 "richieste" su cui armonizzare le esistenti legislazioni in materia di intercettazioni. La base è una garanzia di totale, ininterrotto e istantaneo accesso alle informazioni su comunicazioni di ogni genere - telefonia fissa e mobile, e-mail, fax, pager, servizi interattivi via cavo, servizi telematici.

Saranno create, a questo scopo, speciali centrali di "ascolto" e registrazione dei dati, in località segrete e con sistemi di accesso sofisticatissimi, che potranno intercettare contemporaneamente le stesse telefonate. Per rendere ancora più rapido e sicuro il sistema di intercettazione, un gruppo segreto di esperti sta mettendo a punto un sistema di "marchiatura" dei cittadini, in grado di identificare gli individui ovunque si trovino. Il sistema consisterebbe in un'enorme banca dati che alle informazioni tradizionali - nomi, indirizzi, numeri telefonici - aggiungerebbe numeri di carta di credito, codici Pin, indirizzi E- mail, password per computer.

Un disegno che implica trasformazioni enormi anche nel modo in cui percepiamo i simboli delle nuove libertà di comunicazione: il cellulare, sintesi del movimento senza limiti, dovrebbe assumere le funzioni del "chip" spia. Il telefonino acceso sarà utilizzato dai nuovi sofisticati sistemi di sorveglianza per individuare la presenza di un soggetto nei diversi luoghi "coperti" dal roaming europeo.

Premessa indispensabile sarà, da una parte, la collaborazione da parte delle aziende di telecomunicazione operanti nei diversi paesi - ad esempio per l'accesso in "chiaro" ai sistemi criptati già in funzione nei sistemi di telecomunicazione Gsm, o per la messa a disposizione dei dati dei clienti - dall'altra, il perfezionamento delle garanzie per la privacy. "Per ora si tratta di una fase preparatoria, e noi non siamo stati ancora investiti del problema. - spiega il garante della privacy dell'authority italiana, Stefano Rodotà - Il piano prevede che siano disposte le tecnologie necessarie per rendere possibili le intercettazioni, ma non potrebbe in alcun modo modificare le regole nazionali: in Italia non si potrebbero svolgere intercettazioni al di fuori dell'autorizzazione dell'autorità giudiziaria. Ci si comincia però ad organizzare per far fronte a problemi specifici: ad esempio, esistono particolari tecnologie, come quella svedese utilizzata da Omnitel, che non consentono le intercettazioni utilizzando un sistema di codici che cripta le comunicazioni, proteggendone la privacy".

Il problema però non è solo tecnico: in Gran Bretagna e in Germania le associazioni che si occupano del diritto alla privacy e della trasparenza delle procedure giudiziarie - come l'inglese Statewatch - hanno già da anni denunciato la preparazione di un "grande orecchio" in Europa, e la Camera dei Lord ha preso visione dei piani di Enfopol. "Ovviamente la trasmissione internazionale di questi dati fa nascere parecchi problemi. - aggiunge Rodotà - Il ricorso a tecnologie sempre più raffinate esige un'attenzione particolare per le forme di tutela, sia per ciò che riguarda la strumentazione tecnica, sia per quanto riguarda le modalità di trattamento di queste informazioni. Su questo è necessaria la massima attenzione nelle sedi proprie, quelle parlamentari. E poi, quando si dovrà intervenire in materia di attuazione con regolamenti o atti amministrativi, il passaggio dal garante sarà indispensabile".

I tempi non sono però tanto lunghi, visto che a settembre l' Associazione dei college europei di polizia ha tenuto un primo seminario per studiare i nuovi sistemi di intercettazione, e all'inizio del '99 in Olanda le scuole di polizia della Ue affronteranno di nuovo il progetto: i "gruppi d'ascolto" stanno già nascendo.

(Ndr: ripreso da 'La Repubblica' di martedì 8 dicembre 1998)