DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA
19 settembre 1997, n. 318

Regolamento per l'attuazione di direttive comunitarie nel settore delle telecomunicazioni


IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

VISTO l'art. 87, comma quinto, della Costituzione;

VISTO il testo unico delle disposizioni legislative in materiapostale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvato con decretodel Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n. 156;

VISTO il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni31 gennaio 1983 relativo al piano nazionale di ripartizione delleradiofrequenze, pubblicato nel supplemento ordinario alla GazzettaUfficiale n. 47 del 17 febbraio 1983;

VISTE le convenzioni stipulate in data 1º agosto 1984 trail Ministero delle poste e delle telecomunicazioni e la societàSIP, Italcable e Telespazio, approvate con decreto del Presidentedella Repubblica 13 agosto 1984, n. 523, che disciplinano la concessionedi servizi di telecomunicazioni ad uso pubblico;

VISTO l'art. 17, comma 2, della legge 23 agosto 1988, n. 400;

VISTO l'art. 4, comma 1, della legge 9 marzo 1989, n. 86;

VISTO il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni6 aprile 1990 concernente il piano nazionale regolatore delletelecomunicazioni, pubblicato nel supplemento ordinario alla GazzettaUfficiale n. 90 del 18 aprile 1990;

VISTA la legge 29 gennaio 1992, n. 58, recante disposizioni perla riforma del settore telecomunicazioni;

VISTO il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni23 maggio 1992, n. 314, modificato dal decreto ministeriale 17aprile 1997, n. 160;

VISTO il decreto legislativo 9 febbraio 1993, n. 55, di attuazionedella direttiva n. 90/387/CEE;

VISTO il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni4 maggio 1993 recante modifiche al decreto ministeriale 31 gennaio1983, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 137 del 14 giugno1993;

VISTO il decreto legge 1º dicembre 1993, n. 487, convertito,con modificazioni, dalla legge 29 gennaio 1994, n. 71;

VISTO il decreto del Ministro delle poste e delle telecomunicazioni18 marzo 1994 di attuazione della direttiva n. 91/287/CEE, pubblicatonella Gazzetta Ufficiale n. 72 del 28 marzo 1994;

VISTO il decreto legislativo 2 maggio 1994, n. 289, di attuazionedella direttiva n. 92/44/CEE;

VISTA la convenzione stipulata in data 30 novembre 1994 tra ilMinistero delle poste e delle telecomunicazioni e la societàOmnitel Pronto Italia, approvata con decreto del Presidente dellaRepubblica 2 dicembre 1994, che disciplina l'espletamento delservizio pubblico radiomobile di comunicazione con il sistemain tecnica numerica denominato GSM, pubblicato nel supplementoordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 25 del 31 gennaio 1995;

VISTA la convenzione stipulata in data 16 dicembre 1994 tra ilMinistero delle poste e delle telecomunicazioni e la societàTelecom, approvata con decreto del Presidente della Repubblica22 dicembre 1994, che disciplina la realizzazione e la gestionedella rete per l'espletamento del servizio in tecnica numericaGSM, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficialen. 25 del 31 gennaio 1995;

VISTO il decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 103, di attuazionedella direttiva n. 90/388/CEE;

VISTO il decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre 1995,n. 420;

VISTA la legge 14 novembre 1995, n. 481;

VISTO l'art. 1, comma 2, del decreto legge 23 ottobre 1996, n.545, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 dicembre 1996,n. 650;

VISTO il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 614, di attuazionedella direttiva n. 91/263/CEE;

VISTO il decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 615, di attuazionedella direttiva n. 89/336/CEE;

VISTO il decreto legge 1º maggio 1997, n. 115, convertito,con modificazioni, dalla legge 1º luglio 1997, n. 189, recanteil recepimento della direttiva n. 96/2/CE sulle comunicazionimobili e personali;

SENTITO il Consiglio superiore tecnico delle poste e delle telecomunicazioni;

SENTITE le competenti Commissioni parlamentari;

UDITO il parere del Consiglio di Stato, reso nell'adunanza dellasezione consultiva per gli atti normativi del 30 giugno 1997;

VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 5 agosto 1997;

VISTO il rilievo della Corte dei conti - ufficio controllo attidi Governo - n. 25 del 15 settembre 1997, concernente l'articolo19 del decreto del Presidente della Repubblica 7 agosto 1997 relativoalla trasposizione delle direttive comunitarie in materia di telecomunicazioni;

RITENUTO di aderire al predetto rilievo e, conseguentemente, diadottare un nuovo decreto del Presidente della Repubblica in sostituzionedi quello emanato in data 7 agosto 1997;

VISTA la deliberazione del Consiglio dei Ministri, adottata nellariunione del 19 settembre 1997;

Sulla proposta del Ministro delle comunicazioni;

EMANA

il seguente regolamento:

Art. 1.
Definizioni

1. Ai fini del presente regolamento si intendono per:

a ) diritti speciali, i diritti concessi dauno Stato membro a un numero limitato di imprese, mediante ognistrumento legislativo, regolamentare o amministrativo che, all'internodi una determinata area geografica, limiti a due o piùil numero di dette imprese autorizzate a fornire un servizio oa svolgere un'attività, non conformandosi a criteri diobiettività, proporzionalità e non discriminazione,o designi, non conformandosi a tali criteri, varie imprese inconcorrenza, autorizzandole a fornire un servizio o a svolgereun'attività, o conferisca a ciascuna impresa, non conformandosia tali criteri, vantaggi legali o regolamentari che influisconosostanzialmente sulla capacità di qualsiasi altra impresadi fornire la stesso servizio di telecomunicazioni o di svolgerela stessa attività nella stessa area geografica in condizionisostanzialmente equivalenti;

b ) diritti esclusivi, i diritti concessi dauno Stato membro ad una impresa, mediante ogni atto legislativo,regolamentare o amministrativo che le riservi la facoltàdi fornire un servizio di telecomunicazioni o di effettuare un'attivitàall'interno di una determinata area geografica;

c ) esigenze fondamentali, i motivi di interessegenerale e di natura non economica che possono indurre uno Statomembro ad imporre condizioni relative all'installazione e all'eserciziodi reti di telecomunicazioni o alla fornitura di servizi di telecomunicazioni,eventualmente limitandone l'accesso. Tali motivi sono la sicurezzadi funzionamento della rete, il mantenimento della sua integritàe, in casi motivati, l'interoperabilità dei servizi, laprotezione dei dati, la tutela dell'ambiente e gli obiettivi dipianificazione urbanistica e territoriale nonché l'impiegoefficace dello spettro di frequenze e l'astensione da interferenzedannose fra sistemi di telecomunicazioni via radio e altri sistemibasati sulla tecnologia delle trasmissioni spaziali o terrestri.La protezione dei dati comprende la tutela dei dati personalie la riservatezza delle informazioni trasmesse o memorizzate nelrispetto della tutela dei diritti e delle libertà fondamentalie dei diritti di persone giuridiche, enti o associazioni;

d ) autorità nazionale di regolamentazione,l'organismo o gli organismi incaricati di svolgere le funzionidi regolamentazione, giuridicamente distinti e funzionalmenteindipendenti dagli organismi di telecomunicazioni; nel presenteregolamento l'organismo e denominato Autorità;

e ) organismo di telecomunicazioni, un entepubblico o privato, ivi comprese le consociate da essa controllate,al quale siano riconosciuti diritti, anche speciali ed esclusivi,per l'installazione e la fornitura di reti pubbliche di telecomunicazioninonché, se del caso, per la fornitura di servizi pubblicidi telecomunicazioni;

f ) utenti, i singoli, ivi compresi i consumatori,ovvero gli organismi che utilizzano o chiedono servizi di telecomunicazioniaccessibili al pubblico;

g ) abbonato, ogni persona fisica o giuridicache sia parte di un contratto con un fornitore di servizi di telecomunicazioniaccessibili al pubblico per la fornitura di detti servizi;

h ) rete di telecomunicazioni, un sistema ditrasmissione e, se del caso, le apparecchiature di commutazioneo le altre risorse che permettono la trasmissione di segnali trapunti terminali di rete definiti con mezzi a filo, radio, otticio altri mezzi elettromagnetici;

i ) rete pubblica di telecomunicazioni, unarete di telecomunicazioni utilizzata, in tutto o in parte, perfornire servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico;

l ) rete privata di telecomunicazioni, unarete di telecomunicazioni che non è utilizzata per fornireservizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico;

m ) rete telefonica pubblica fissa, una retepubblica di telecomunicazioni commutata che è impiegata,tra l'altro, per la fornitura del servizio di telefonia vocaletra i punti terminali della rete in postazioni fisse;

n ) sistema di comunicazioni mobili e personali,un sistema costituito dall'installazione e dalla gestione di un'infrastrutturadi reti mobili, collegate o meno ai punti terminali di una retepubblica di telecomunicazioni, ai fini della trasmissione e dellaprestazione di servizi di radiocomunicazione agli utenti mobili;

o ) segnali di rete televisiva via cavo, un'infrastrutturaterrestre per la diffusione o la distribuzione di radiotelevisivial pubblico;

p ) servizio di comunicazioni mobili e personali, un servizio, ad esclusione di quelli via satellite, che consistetotalmente o parzialmente nella realizzazione di radiocomunicazionicon utenti mobili e si avvale, totalmente o parzialmente, di sistemidi comunicazioni mobili e personali;

q ) servizio di trasmissione e telecomunicazioni, un servizio la cui fornitura consiste, in tutto o in parte,nell'instradamento di segnali su reti di telecomunicazioni,ivi compreso qualunque servizio interattivo anche se relativoa prodotti audiovisivi, esclusa la diffusione circolare dei programmiradiofonici e televisivi;

r )servizio pubblico di telecomunicazioni, un servizio di telecomunicazioni accessibile al pubblico;

s ) servizio di telefonia vocale, la fornituraal pubblico del trasporto diretto e della commutazione della vocein tempo reale, in partenza e a destinazione dei punti terminalidi una rete telefonica pubblica fissa, che consente ad ogni utentedi utilizzare I'apparecchiatura collegata al suo punto terminaledi tale rete per comunicare con un altro punto terminale;

t ) servizio telex, la fornitura al pubblico del trasporto diretto di messaggi telescritti, in partenza e a destinazionedei punti terminali della rete pubblica commutata, che consentead ogni utente di utilizzare l'apparecchiatura collegata al suopunto terminale di tale rete per comunicare con un altro puntoterminale;

u ) servizio di trasmissione di dati a commutazione di pacchetto o di circuito, la fornitura al pubblico deltrasporto diretto di dati in partenza e a destinazione dei puntiterminali di una rete pubblica commutata, che consente ad ogniutente di utilizzare l'apparecchiatura collegata al suo puntoterminale di tale rete per comunicare con un altro punto terminale;

v ) semplice rivendita di capacita, la fornitura al pubblico, come servizio distinto, del trasporto di datisu circuiti affittati comprendente soltanto la commutazione, iltrattamento, l'archiviazione di dati o la conversione di protocollonella misura necessaria per la trasmissione in tempo reale inpartenza e a destinazione della rete pubblica commutata; talefornitura non è configurabile come fornitura di rete pubblicadi telecomunicazioni;

w ) DCS 1800, lo standard paneuropeo per sistemaradiomobile di comunicazione in tecnica numerica operante nellabanda di frequenza attorno ai 1800 MHz;

x ) per sistema radiomobile di comunicazione in tecnicanumerica "GSM", lo standard paneuropeo operante nellabanda di frequenza attorno ai 900 MHz;

y ) telecomunicazioni numeriche senza filo, conformi alle norme europee di "DECT", lo standard per le telecomunicazioniETSI ETS 300 175;

z ) servizio universale, un insieme minimo definito di servizi di determinata qualità disponibile a tutti gliutenti a prescindere dalla loro ubicazione geografica e, tenutoconto delle condizioni specifiche nazionali, ad un prezzo accessibile;

aa ) condizioni di fornitura della rete aperta, le condizioni aperte ed armonizzate che riguardano l'accessoefficiente alle reti pubbliche ed, eventualmente, ai servizi pubblicidi telecomunicazioni nonché l'uso efficace delle reti edei servizi; fatta salva la loro applicazione caso per caso, lecondizioni di fornitura della rete aperta possono comprenderecondizioni armonizzate relative ai seguenti punti:

    1) le interfacce tecniche, ivi comprese, se del caso, la definizionee la realizzazione dei punti terminali di rete;

    2) le condizioni di utilizzazione;

    3) i principi di tariffazione;

    4) l'accesso alle frequenze ed a numeri, indi-rizzi, denominazioni;

ab ) interconnessione, il collegamento fisicoe logico di reti di telecomunicazioni utilizzate dal medesimoorganismo o da un altro organismo per consentire agli utenti diun organismo di comunicare con gli utenti della stesso o di unaltro organismo o di accedere ai servizi offerti da un altro organismo;

ac ) autorizzazione, l'abilitazione che conferiscead una impresa diritti e obblighi specifici per il settore delletelecomunicazioni e che consente alla medesima di fornire servizidi telecomunicazioni e, se del caso, di installare e di gestirereti di telecomunicazioni per la fornitura di siffatti servizi;le abilitazioni si distinguono in:

    1) autorizzazione generale: un'autorizzazione che,indipendentemente dal fatto di essere regolata da una disciplinaper categoria o da una normativa generale e di prevedereo meno una registrazione, viene ottenuta su semplice denunciadi inizio attività opera mediante l'applicazione dell'istitutodel silenzio assenso;

    2) licenza individuale: un'autorizzazione rilasciatadall'Autorità ad un'impresa per il conferimento di dirittispecifici ovvero per assoggettarla ad obblighi specifici che,se del caso, si aggiungono a quelli dell'autorizzazione generale;detta impresa non può esercitare i diritti di cui trattasiin assenza di previo provvedimento dell'Autorità;

ad ) comitato ONP, il comitato di cui all'art.1, comma I, lettera b), del decreto legislativo 2 maggio 1994,n. 289;

ae ) linee affittate, le infrastrutture ditelecomunicazioni che forniscono capacita di trasmissione trasparentefra punti terminali di rete e che non includono la commutazionesu richiesta, cioè le funzioni di commutazione che possonoessere controllate dall'utente nell'ambito della fornitura dellalinea affittata;

af ) punto terminale di rete, il punto fisiconel quale all'utente viene fornito un accesso alla rete pubblicadi telecomunicazioni; le posizioni dei punti terminali di retesono definite e costituiscono il limite delle reti pubbliche ditelecomunicazioni; per i servizi di comunicazioni mobili e personaliil punto terminale di rete è costituito dall'antenna fissacui possono collegarsi via radio le apparecchiature terminaliutilizzate dagli utenti mobili;

ag ) apparecchiatura terminale, un'apparecchiaturadestinata ad essere collegata mediante un sistema cablato, radio,ottico o altro sistema elettromagnetico ad una rete pubblica ditelecomunicazioni, vale a dire ad essere collegata direttamentead un punto terminale di una rete pubblica di telecomunicazionio interfunzionare con una rete pubblica di telecomunicazioni,in quanto collegata direttamente o indirettamente ad un suo puntoterminale per la trasmissione, il trattamento o la ricezione diinformazioni;

ah ) apparecchio telefonico pubblico a pagamento,un apparecchio telefonico ad uso pubblico che funziona mediantegettoni, monete, carte di credito o per l'addebito ovvero schedetelefoniche;

ai ) specifica tecnica, una specificazioneche figura in un documento che definisce le caratteristiche richiestedi un prodotto, quali i livelli di qualità, le prestazioni,la sicurezza e le dimensioni, comprese le prescrizioni applicabiliad un prodotto per quanto riguarda la terminologia, i simboli,le prove ed i metodi di prova, l'imballaggio, il marchio e l'etichettatura;

aj ) norma tecnica, una specifica tecnica adottatada un organismo normativo riconosciuto ai fini di un'applicazioneripetuta o continua, la cui osservanza non è obbligatoria;

al ) regola tecnica comune, una regola tecnicaderivata da norme tecniche internazionali o europee valide neiPaesi della Unione europea e contenente solo i requisiti essenziali,la cui osservanza è obbligatoria;

am ) notevole forza di mercato, la posizionedi un organismo che detenga oltre il 25% della quota di un particolaremercato delle telecomunicazioni in ambito nazionale o nell'ambitogeografico ove è autorizzato ad operare; l'Autorità,sentita l'Autorità garante della concorrenza e del mercato,può comunque stabilire che un organismo che detiene, nelrispettivo mercato, una quota inferiore o uguale al 25% dispongadi una notevole forza di mercato e, viceversa, che un organismodetentore, nel rispettivo mercato, di usa quota superiore al 25%non disponga di una notevole forza di mercato. In entrambi i casi,la decisione deve tener conto della capacita dell'organismo diinfluenzare le condizioni di marcato, del fatturato relativo alladimensione del mercato, del controllo dei mezzi di accesso agliutenti finali, dell'accesso alle risorse finanziarie, della suaesperienza nella fornitura di prodotti e di servizi sul mercato.

an ) servizi a chiosco, servizi offerti dacentri il cui accesso è generalizzato, ossia senza parolachiave identificativa dell'utente telefonico acquisitore dei servizi;

ao ) deficit sull'accesso, la differenza trai costi di installazione e gestione della rete locale, impiegataper fornire l'accesso, ed i ricavi derivanti dai contributi diattivazione e dai canoni di abbonamento, inclusa la remunerazionenormale del capitale impiegato;

ap ) easy access, possibilità dell'utentedi selezionare direttamente il vettore (operatore di lunga distanzao interurbano) modificando la preselezione effettuata dall'operatorein posizione dominante di mercato al momento della effettuazionedella chiamata;

aq ) equal access, possibilità dell'utentedi preselezionare in modo permanente o di selezionare di voltain volta il vettore (operatore di lunga distanza o interurbano);

ar ) pre-selezione del vettore, sistema chepermette all'operatore/fornitore di servizi locali di instradareautomaticamente le chiamate interurbane e internazionali di uncliente con il vettore interurbano scelto dal cliente, che nondeve digitare codici speciali di selezione del vettore stessoprima di ogni chiamata.

Art. 2.
Principi generali

1. L'installazione, l'esercizio e la fornitura di retidi telecomunicazioni nonchè la prestazione dei serviziad esse relativi accessibili al pubblico sono attivitàdi preminente interesse generale, il cui espletamento si fonda:

a ) sulla libera concorrenza e pluralità dei soggettioperatori, nel rispetto dei principi di obiettività, trasparenza,non discriminazione e proporzionalità;

b ) sul rispetto degli obblighi di fornitura del serviziouniversale;

c ) sulla tutela degli utenti e sulla loro libertàdi scelta tra i servizi forniti dai diversi operatori;

d ) sull'uso efficiente delle risorse;

e ) sulla tutela dei diritti e delle libertà fondamentali,nonchè dei diritti di persone giuridiche, enti o associazioni,in particolare del diritto alla riservatezza per quanto riguardail trattamento dei dati personali nel settore delle telecomunicazioni;

f ) sul rispetto della vigente normativa in materia ditutela della salute pubblica, dell'ambiente e degli obiettividi pianificazione urbanistica e territoriale, di concerto conle competenti autorità;

g ) sullo sviluppo della ricerca scientifica e tecnica,anche al fine di favorire la formazione in materia di telecomunicazioni.

2. Fatto salvo quanto previsto dal comma 3 sono aboliti:

a ) i diritti esclusivi per la prestazione di servizi ditelecomunicazioni, comprese l'installazione e la fornitura direti di telecomunicazioni necessarie alla prestazione di dettiservizi;

b ) i diritti esclusivi per la predisposizione e la prestazionedi servizi concernenti gli elenchi telefonici e di servizi diricerca nonchè per la pubblicazione degli elenchi;

c ) i diritti speciali che limitano, a due o più,il numero di imprese autorizzate a prestare servizi di telecomunicazionio a installare e fornire reti di telecomunicazioni, non conformandosia criteri di obiettività, proporzionalità e nondiscriminazione;

d ) i diritti speciali che designano, non conformandosia criteri di obiettività, proporzionalità e nondiscriminazione, più imprese concorrenti per la fornituradi servizi o per l'installazione o la fornitura di reti di telecomunicazioni;

e ) in particolare:

1) le restrizioni alla fornitura di capacità di trasmissioneper mezzo di reti televisive via cavo, al fine di consentire l'impiegodi reti cablate per la prestazione di servizi di telecomunicazionisu tutto il territorio nazionale in modo non discriminatorio ancheconsiderando quanto previsto all'art. 6, comma 6, lettera f).

2) le restrizioni per i sistemi di comunicazioni mobili e personaliin relazione all'installazione della loro infrastruttura, all'impiegodelle infrastrutture fornite da terzi e all'uso in comune di infrastrutture,di altri impianti e siti, fatta salva la possibilità dilimitare l'impiego di tali infrastrutture alle attivitàpreviste nel provvedimento amministrativo emanato dai competentiorgani per lo svolgimento delle suddette attività. Nell'ambitodelle predette infrastrutture sono incluse le frequenze radioad esse assegnate, ad eccezione di quelle asservite alla radiodiffusionesonora e televisiva. Qualora le predette infrastrutture sianofornite da terzi, che le utilizzano per la prestazione di servizidi utilità pubblica, ovvero siano finalizzate alla sicurezzadella vita umana e degli impianti, il Ministero competente allavigilanza del settore assicura che i predetti interessi pubblicivengano adeguatamente tutelati.

3) le residue restrizioni relative alla prestazione di servizidi telecomunicazioni mediante reti installate dal prestatore didetti servizi e mediante infrastrutture messe a disposizione daterzi o tramite la condivisione delle reti, di altre infrastrutturee di siti.

3. Fino al 1° gennaio 1998 vengono mantenuti i dirittispeciali ed esclusivi per la offerta del servizio di telefoniavocale e per l'installazione e la fornitura delle relative retipubbliche di telecomunicazioni, ad esclusione del servizio difonia vocale per gruppi chiusi di utenti. Possono essere rilasciateautorizzazioni provvisorie per la sperimentazione del serviziodi telefonia vocale e degli altri servizi di telecomunicazioninonché delle relative reti, comprendendo, se necessario,l'utilizzo di frequenze radio, qualora disponibili, e l'interconnessionecon altre reti.

4. Entro il 1°gennaio 1999 sono modificate, su iniziativadell'Autorità, le concessioni ad uso pubblico e le autorizzazionidi cui all'art. 184, comma 1 del codice postale esistenti al momentodell'entrata in vigore del presente regolamento, allineandolealle disposizioni in essa contenute.

5. Qualora l'applicazione delle disposizioni del presenteregolamento comporti modifiche delle condizioni delle concessionied autorizzazioni gia esistenti, rimangono valide le condizionidiverse da quelle che conferiscono diritti speciali o esclusivi,aboliti o da abolire ai sensi del presente regolamento, a condizionedi lasciare impregiudicati i diritti delle altre imprese stabilitianche dal diritto comunitario.

6. Fatte salve le disposizioni dei commi 4 e 5, gli obblighirisultanti dalle concessioni ed autorizzazioni esistenti alladata di entrata in vigore del presente regolamento, non conformialle disposizioni dello stesso, alla data del l° gennaio1999 sono privi di effetto.

7. Le condizioni relative alle autorizzazioni generalie al rilascio delle licenze individuali e quelle relative all'accessoalle reti di telecomunicazioni sono basate su criteri di obiettività,proporzionalità, non discriminazione e trasparenza.

8. Il numero delle licenze individuali può esserelimitato esclusivamente in relazione ad insufficienti disponibilitàdello spettro di frequenze e per il tempo necessario a renderedisponibili numeri sufficienti. Tale limitazione deve rispettarei principi di proporzionalità, obiettività, nondiscriminazione e trasparenza.

9. In materia di numerazione nel settore delle telecomunicazioni,le procedure per l'attribuzione dei singoli numeri e delle seriedi numeri devono essere trasparenti, eque e tempestive e l'attribuzionedeve venire in modo oggettivo e non discriminatorio, anche alloscopo di assicurare una effettiva concorrenza.

10. L'interconnessione delle reti pubbliche di telecomunicazionie, in particolare, l'interoperabilità dei servizi sonodisciplinate dal presente regolamento anche al fine di assicurarela fornitura del servizio universale in una situazione di mercatiaperti e concorrenziali.

11. La concessione di diritti di passaggio per la realizzazionedi reti pubbliche di telecomunicazioni avviene secondo principinon discriminatori, sì da garantire l'effettivitàdella concorrenza. Tutti i fornitori di tali reti hanno gli stessidiritti secondo le prescrizioni di cui all'art. 13.

12. L'Autorità vigila affinché, nell'usarela rete telefonica pubblica fissa per la fornitura di serviziche sono o possono essere prestati anche da altri soggetti, gliorganismi di telecomunicazioni osservino il principio di non discriminazione.

13. Ogni organismo di telecomunicazione deve fornire, arichiesta dell'Autorità, le informazioni necessarie a consentirel'applicazione del presente regolamento nei tempi e nei modi daessa definiti.

Art. 3.
Servizio universale

1. Il servizio universale di telecomunicazioni comprende:

a ) il servizio di telefonia vocale inteso, tra l'altro,come la fornitura agli utenti finali in postazioni fisse di unservizio che consente:

1) di effettuare e ricevere chiamate nazionali e internazionali;

2) le comunicazioni fax almeno del gruppo III, in base alle raccomandazionidell'UIT- T della serie T;

3) la trasmissione di dati nella banda vocale attraverso modemad una velocità minima di 2.400 bit/s, in base alle raccomandazionidell'UIT-T della serie V;

4) l'accesso gratuito ai servizi di emergenza;

5) la fornitura dei servizi tramite operatore;

b ) la fornitura dell'elenco degli abbonati limitatamentealla rete urbana di appartenenza;

c ) i servizi di informazione abbonati;

d ) la fornitura di apparecchi telefonici pubblici a pagamento,in coerenza con le esigenze degli utenti disabili ai sensi dellalegge 5 febbraio 1992, n. 104;

e ) la fornitura di un servizio a condizioni speciali ela fornitura di opzioni speciali per gli utenti disabili o conparticolari esigenze sociali;

f ) i collegamenti ed i servizi concernenti la cura diinteressi pubblici nazionali, con specifico riguardo ai servizidi pubblica sicurezza, di soccorso pubblico, di difesa nazionale,di giustizia, di istruzione e di governo; i relativi oneri sonoposti a carico del richiedente, fatte salve le eccezioni previstedalla legge.

2. Il contenuto del servizio universale può evolveresulla base del progresso tecnologico e degli sviluppi del mercatoe la relativa valutazione e la sua eventuale revisione sono effettuatealmeno ogni due anni dal Ministro delle comunicazioni, sentital'Autorità.

3. Il servizio universale è fornito alle condizionieconomiche stabilite secondo le procedure vigenti.

4. La società Telecom Italia è l'organismodi telecomunicazioni incaricato di fornire il servizio universalesul territorio nazionale. A partire dal 1° gennaio 1998 possonoessere incaricati della fornitura del servizio universale anchealtri organismi di telecomunicazioni che, nel rispetto delle condizionipreviste dal presente regolamento ed in particolare dall'art.6,comma 7, sono in grado di garantire la fornitura dei servizi dicui al comma 1 su tutto il territorio nazionale o su parte diessa a condizioni economiche accessibili a tutti e non discriminatorierispetto alla localizzazione geografica dell'utente.

5. Fermo restando quanto previsto dai commi 1 e 2, i singoliservizi facenti parte del servizio universale possono essere espletati,su tutto il territorio nazionale o su una parte di esso, previoconseguimento di licenza individuale o di autorizzazione generale.

6. Qualora, in base alle disposizioni del presente articolo,gli obblighi di fornitura del servizio universale rappresentinoun onere iniquo per l'organismo o gli organismi incaricati difornire il servizio universale, è previsto un meccanismoatto a ripartire il costo netto dei suddetti obblighi con altriorganismi che gestiscono reti pubbliche di telecomunicazioni,con fornitori di servizi di telefonia vocale accessibili al pubblicoe con organismi che prestano servizi di comunicazione mobili epersonali. Tale meccanismo non è applicabile quando:

a ) la fornitura delle obbligazioni di servizio universalenon determina un costo netto;

b ) il costo netto degli obblighi di fornitura del serviziouniversale non rappresenti un onere iniquo;

c ) l'ammontare del costo netto da ripartire non giustifichiil costo amministrativo di gestione del metodo di ripartizionee finanziamento dell'onere di fornitura degli obblighi di serviziouniversale.

7. Il meccanismo di cui al comma 6 è destinato esclusivamenteal finanziamento del costo netto degli obblighi del servizio universale,inteso come la differenza fra il costo netto derivante dalla situazionein cui un organismo è incaricato di assolvere agli obblighidel servizio universale rispetto a quella in cui non sia tenutoad assolvere a tale obblighi. Il calcolo del suddetto costo nettosi determina considerando gli elementi, di ricavo e di costo,prospettici incrementali di lungo periodo ed un rendimento ragionevolesul capitale incrementale impiegato per la fornitura dei serviziai clienti non remunerativi. Il calcolo tiene conto dei seguentifattori:

a ) costi relativi agli elementi dei servizi individuatidal comma 1 che possono essere forniti solo in perdita e che devonoessere evidenziati separatamente;

b ) costi relativi ad utenti finali o gruppi di utentifinali specifici che, tenuto conto del costo di fornitura dellarete e di prestazione dei servizi, dei ricavi percepiti e dellaeventuale perequazione geografica dei prezzi imposti, possonoessere serviti soltanto in perdita. In questa categoria rientranogli utenti finali e i gruppi di utenti finali che non sarebberoserviti da un operatore efficiente se questi non avesse l'obbligodi fornire il servizio universale. L'individuazione degli utentifinali o dei gruppi di utenti avviene a cura dell'organismo odegli organismi di telecomunicazioni incaricati di provvederealla fornitura degli obblighi di servizio universale con documentatamotivazione. Anche tale documentazione è sottoposta a controlloda parte dell'ente incaricato di verificare il calcolo del costanetto ai sensi del comma 10.

8. Ai fini di quanto previsto nel comma 7 non sono inclusinel calcolo del costo del servizio universale i seguenti fattori:

a ) il deficit di accesso di cui all'art. 7;

b ) il costo di fatturazione dettagliata e delle altreprestazioni supplementari allorché tali prestazioni sianoimposte quali obbligazioni ad altri operatori autorizzati a prestareil servizio di telefonia vocale;

c ) i costi delle prestazioni che sono fuori dalla portatadel servizio universale, tra i quali: la fornitura a scuole, ospedalio biblioteche di particolari servizi di telecomunicazioni stabiliticon decreto ministeriale; la compensazione ed il rimborso di pagamenti,o di costi amministrativi e di altri costi associati a tali pagamenti,effettuati a vantaggio di utenti qualora, fornendo loro il servizio,non siano stati rispettati i livelli di qualità specificati;il costo della sostituzione e della modernizzazione di apparecchiaturedi telecomunicazione nel corso del normale adeguamento delle reti;

d ) i costi dei servizi indicati nel comma 1, lettera f).

9. Non sono tenuti a contribuire alla ripartizione dell'oneredi fornitura degli obblighi di servizio universale:

a ) gli operatori privati che gestiscono reti private ditelecomunicazioni;

b ) gli operatori che offrono servizi di fonia vocale pergruppi chiusi di utenti;

c ) gli operatori che offrono servizi di trasmissione datie servizi a valore aggiunto.

10. Per determinare l'eventuale onere rappresentato dallafornitura del servizio universale, ogni organismo soggetto airelativi obblighi deve calcolare il costo netto degli stessi nelrispetto di quanto previsto dal presente articolo nonchédelle ulteriori prescrizioni che l'Autorità puòemanare, anche al fine di favorire l'applicazione del principiodi cui all'art. 2, comma 1, lettera g). Ogni organismo deve tenerea tal fine una contabilità conformemente a quanto previstodall'art. 8. Il calcolo del costo netto connesso con gli obblighidi fornitura del servizio universale è controllato da unsoggetto pubblico o privato con specifiche competenze, autonomorispetto all'organismo di telecomunicazioni, diverso dall'Autoritàe da questa incaricato. Il costo di tale controllo viene consideratocomponente addizionale degli oneri del servizio universale. Irisultati del calcolo del costo e le conclusioni dei controllicontabili da esplicitare in una articolata relazione di conformitàai criteri e principi del presente regolamento, sono acquisitidall'Autorità che provvede a metterli a disposizione delpubblico, anche al fine di approvarli.

11. Sulla base del calcolo del costo netto di cui al comma7, e della relazione di cui al comma 10, l'Autorità, tenutoanche conto degli eventuali vantaggi di mercato derivanti all'organismoincaricato, stabilisce se il meccanismo di ripartizione del costonetto degli obblighi di servizio universale sia giustificato.In tal caso il relativo onere è ripartito in base a criteridi oggettività, non discriminazione e proporzionalità,attingendo ad un fondo costituito presso il Ministero delle Comunicazionied alimentato dai soggetti di cui al comma 6.

12. Entro novanta giorni dall'entrata in vigore del presenteregolamento sono fissate dall'Autorità le procedure diapplicazione delle norme di cui al comma 11.

Art. 4.
Interconnessione

1. L'Autorità assicura, secondo le norme del presenteregolamento, l'interconnessione aperta ed efficace delle retipubbliche di telecomunicazioni di cui all'allegato A, ivi compresele reti televisive via cavo, nella misura necessaria ad assicurarel'interoperabilità dei servizi, di cui al medesimo allegatoA, agli utenti. In particolare l'Autorità promuove l'eliminazionedelle restrizioni relative ai diritti di interconnessione trale reti telefoniche pubbliche fisse, tra i sistemi di comunicazionimobili ad usa pubblico, tra le reti televisive via cavo e trai sistemi di linee affittate, sia tra le predette categorie sianell'ambito di ciascuna delle stesse.

2. Ogni organismo di telecomunicazioni, appartenente allecategorie di cui all'allegato B, situato nel territorio italianoo in altro Stato membro dell'Unione europea, ha il diritto e,se richiesto dagli organismi appartenenti a tali categorie, l'obbligodi negoziare con essi l'interconnessione con l'obiettivo di offrirei servizi di telecomunicazioni oggetto dell'autorizzazione. L'accordotra le parti interessate contiene le disposizioni tecniche e commercialiin materia di interconnessione. Le predette disposizioni si applicanoanche ai soggetti autorizzati dall'Autorità a svolgereattività di sperimentazione.

3. I gestori di sistemi di comunicazioni mobili e personalihanno il diritto di collegare i propri sistemi alla rete telefonicapubblica fissa. A tal fine, l'Autorità dispone controlliaffinché sia garantito l'accesso al necessario numero dipunti di interconnessione con la suddetta rete agli organismicui è stata rilasciata una licenza individuale per la prestazionedi servizi di comunicazioni mobili e personali, adoperandosi affinchéle interfacce tecniche offerte in tali punti di interconnessionesiano le meno restrittive fra quelle disponibili per le funzionidei servizi mobili.

4. L'Autorità può limitare, caso per casoe temporaneamente, l'obbligo di cui al comma 2, se esistono alternativepraticabili dal punto di vista tecnico e commerciale all'interconnessionerichiesta e se detta interconnessione non si rivela adeguata allerisorse disponibili per soddisfare la richiesta. Eventuali limitazionidi questo tipo imposte dall'Autorità devono essere motivatee rese pubbliche secondo la procedura prevista dall'art. 19, comma3, lettera b).

5. Nessuna richiesta di interconnessione può esserenegata da un organismo di telecomunicazioni di cui al comma 2ad altro organismo di cui allo stesso comma senza il previo accordodell'Autorità.

6. Le informazioni specifiche in ordine agli accordi concernentil'interconnessione sono messi, su richiesta, a disposizione dell'Autoritàe sono disponibili al pubblico ai sensi dell'art. 19, comma 3,lettera c).

7. Ai fini del comma 1, gli organismi di cui al comma 2notificati come aventi notevole forza di mercato in ambito nazionalecon riferimento ai servizi di interconnessione, sono tenuti a:

a ) osservare il principio di non discriminazione rispettoall'interconnessione offerta ad altri; essi devono applicare condizionianaloghe, in circostanze similari, agli organismi che si interconnettonoe forniscono servizi simili e devono fornire ad essi, alle stessecondizioni, le strutture per l'interconnessione nonchéle relative necessarie informazioni, garantendo la stessa qualitàche caratterizza i loro stessi servizi o quelli delle loro affiliateo dei loro interlocutori commerciali;

b ) rendere disponibili agli organismi che prevedono diinterconnettersi, su richiesta, tutte le informazioni e le specifichetecniche necessarie, al fine di agevolare la conclusione di unaccordo; le suddette informazioni devono comprendere anche eventualiprogrammi di modifica delle condizioni tecniche o economiche diofferta la cui attuazione è prevista entro i sei mesi successivi,salvo disposizione diversa dell'Autorità;

c ) comunicare tempestivamente all'Autorità gliaccordi di interconnessione, che, in ogni caso, devono essereresi disponibili su richiesta delle parti interessate, ad esclusionedegli aspetti relativi alla strategia commerciale delle parti.In ogni caso, deve essere messo a disposizione delle parti interessate,su richiesta, ogni utile particolare sulle condizioni economicheapplicate, sui termini e sulle condizioni di interconnessione.L'accesso alle informazioni è regolato dall'art. 19, comma3, lettera c);

d ) definire le condizioni economiche di interconnessionein modo che sia rispettato il principio dell'orientamento ai costi:gli organismi interessati devono dimostrare, anche su richiestadell'Autorità ed entro i termini da essa fissati, in modoanalitico e disaggregato, che le condizioni economiche applicatesono basate sui costi effettivi determinati ai sensi dell'art.8, commi 1 e 2. Per tenere canto degli effetti della sviluppodella concorrenza nel mercato dei servizi di telecomunicazioni,l'Autorità, previa consultazione con gli organismi di telecomunicazioniinteressati, stabilisce entro il 1° gennaio 1999, sulla basedegli studi e delle occorrenti valutazioni tecniche, le scadenzeper introdurre una metodologia volta alla determinazione dellepredette condizioni economiche, diversa da quella descritta all'art.8, comma 2, che tenga conto dei costi prospettici incrementalidi lungo periodo e includa la remunerazione normale del capitaleimpiegato per gli investimenti a tale fine utilizzati. Il tassodi remunerazione è fissato dall'Autorità tenendoconto del costo medio del capitale sostenuto dall'operatore edi quello di un investitore nel settore delle telecomunicazioniin Italia ovvero, anche a fini comparativi, in settori produttiviad alta tecnologia.

8. Le informazioni ricevute da un organismo che intendeinterconnettersi devono essere utilizzate, sotto la responsabilitàdi detto organismo, per il solo fine per cui sono state fornite.Esse non devono essere trasmesse a divisioni della stesso organismononché a terzi, inclusi le società affiliate a gliinterlocutori commerciali, ai quali tali informazioni potrebberooffrire un vantaggio concorrenziale.

9. Ciascun organismo di telecomunicazioni, notificato dall'Autoritàcome avente notevole forza di mercato di cui all'allegato A, parti1 e 2, è obbligato a provvedere sollecitamente alla pubblicazionedi un'offerta di interconnessione di riferimento. Questa devecomprendere la descrizione delle offerte di interconnessione disaggregateper componenti, in funzione delle esigenze di mercato, nonchéi termini e le condizioni relative. Differenti condizioni economiche,termini e condizioni di interconnessione possono essere stabilitiper differenti categorie di organismi quando tali differenze possonoessere oggettivamente giustificate sulla base del tipo di interconnessionefornito e delle eventuali condizioni indicate nelle licenze individualio nelle autorizzazioni generali. L'Autorità, su richiestadi una delle parti, provvede, sentita l'Autorità garantedella concorrenza e del mercato, alle iniziative intese ad accertareche tali differenze non comportino distorsioni della concorrenzae in particolare che l'organismo applichi, a norma del comma 7,lettera a), condizioni economiche, termini e condizioni di interconnessionenon discriminatori anche nei casi di interconnessione per la fornituradi servizi prestati da essa o da società sue controllateo collegate. L'Autorità, sentita, ove necessario, l'Autoritàgarante della concorrenza e del mercato, può imporre, oveciò sia giustificato, modifiche all'offerta di interconnessionedi riferimento.

10. La società Telecom Italia è tenuta apubblicare l'offerta di cui al comma 9, con la descrizione deicomponenti funzionali di base del servizio di telefonia vocalee della rete telefonica pubblica fissa, ivi compresi i punti diinterconnessione, le interfacce offerte in conformità conle esigenze del mercato e le condizioni di accesso di cui all'art.5.

11. L'allegato C fornisce, a titolo esemplificativo, unelenco di elementi per l'elaborazione da parte degli organismidi telecomunicazione di cui al comma 2 delle condizioni economiched'interconnessione nonché delle relative strutture. Qualoraun organismo tra quelli obbligati introduca modifiche all'offertad'interconnessione di riferimento pubblicata ai sensi del comma9, gli adeguamenti eventualmente richiesti dall'Autoritàhanno efficacia retroattiva, con decorrenza dalla data di introduzionedella modifica.

12. Le condizioni economiche di interconnessione devonoessere disaggregate e idonee ad evitare che il richiedente debbasostenere oneri non strettamente attinenti al servizio richiesto.

13. Qualora sia dovuto il contributo supplementare di accessoprevisto dall'art. 7, esso deve essere disaggregato ed individuatoseparatamente.

14. L'Autorità può fissare in anticipo lecondizioni relative alle aree di contenuto elencate nell'allegatoD, parte 1. Ogni organismo di telecomunicazioni è tenutoa inserire, salvo in casi motivati, gli elementi indicati nell'allegatoD, parte 2, negli accordi di interconnessione stipulati nonchétutti gli elementi della parte 1 che sono nella sua disponibilitànegoziale. L'Autorità può inoltre, in qualsiasimomento o su richiesta di una delle parti, fissare le scadenzeentro le quali devono essere concluse le trattative in materiadi interconnessione. Se non è raggiunto un accordo entroi termini assegnati, l'Autorità adotta misure cogenti perle parti, riguardanti soltanto gli aspetti per i quali non èstato già perfezionato l'accordo secondo le procedure daessa stabilite e rese pubbliche.

15. Le condizioni relative all'interconnessione, ove fissatein anticipo dall'Autorità, sono pubblicate secondo quantoprevisto nell'art. 19, comma 3, lettera b).

16. Tra le condizioni fissate dall'Autorità, oltrea quelle previste nell'allegato D parte 1, possono figurare quelleatte a garantire una concorrenza effettiva, quali: le condizionitecniche ed economiche; le condizioni di fornitura e d'impiego;la conformità alle norme pertinenti; la conformitàai requisiti essenziali; la tutela dell'ambiente; la conservazionedella qualità del servizio da punto a punto.

17. Quando un organismo titolare di licenza individualeper la fornitura di reti pubbliche di telecomunicazioni o perla prestazione di servizi di telecomunicazioni accessibili alpubblico stipula accordi di interconnessione con altri, l'Autoritàha facoltà di verificare tali accordi nella loro totalitàe di richiedere, in via eccezionale, sentita, ove necessario,l'Autorità garante della concorrenza e del mercato, laloro eventuale modifica per garantire la conformità alledisposizioni del presente regolamento.

18. Ogni organismo che interconnette proprie strutturealle reti pubbliche di telecomunicazioni è tenuto ad osservarela riservatezza delle informazioni trasmesse o archiviate.

Art. 5.
Condizioni di accesso alla rete

1. Ogni organismo autorizzato a fornire reti pubblichedi telecomunicazioni e servizi di telecomunicazioni accessibilial pubblico di cui all'allegato A, notificato tra quelli aventinotevole forza di mercato, deve soddisfare le richieste ragionevolidi accesso alla rete anche in punti diversi dai punti terminalidi rete secondo il quadro di riferimento riportato nell'allegatoE.

2. L'Autorità elabora e rende pubbliche appositeprocedure al fine di decidere, caso per caso e nei tempi piùbrevi, se sussistono le condizioni per consentire agli organismidi telecomunicazioni che gestiscono le reti telefoniche pubblichefisse di adottare misure quali il diniego dell' accesso alle suddettereti oppure la sospensione o la riduzione della disponibilitàdel servizio di telefonia vocale facendo valere l'inosservanzada parte dell'utente delle condizioni di uso. Tali procedure possonoinoltre prevedere che l'Autorità autorizzi a priori misurespecifiche nel caso di determinate violazioni delle condizionidi uso.

3. L'Autorità provvede affinché le proceduredi cui al comma 2 garantiscano un processo decisionale trasparente,in cui vengano rispettati i diritti delle parti. La decisioneè presa dopo aver offerto ad entrambe le parti la possibilitàdi esporre i propri argomenti. Il provvedimento, debitamente motivato,è notificato alle parti entro una settimana dalla sua adozione.

4. Qualora l'accesso o l'impiego della rete telefonicapubblica fissa siano soggetti a restrizioni in base alle esigenzefondamentali, l'Autorità provvede affinché le disposizioninazionali in materia specifichino in base a quali esigenze fondamentali,fra quelle elencate dall'art. 12, tali restrizioni siano possibili.L'Autorità cura la pubblicazione delle informazioni relativeall'accesso ed all'uso della rete telefonica pubblica fissa edal servizio di telefonia vocale secondo quanto previsto dall'art.19, comma 3, lettera b).

5. Ogni organismo che fornisce reti e presta servizi ditelecomunicazioni, notificato tra quelli aventi notevole forzadi mercato, ha l'obbligo di negoziare, su richiesta di un altroorganismo di telecomunicazioni, accordi in relazione ad un accessospeciale alla sua rete e alle condizioni in grado di risponderead esigenze specifiche. Gli accordi possono prevedere il rimborsoall'organismo di telecomunicazioni dei costi sostenuti per fornirel'accesso speciale richiesto. La determinazione di tali onerideve essere ispirata ai principi di orientamento ai costi.

6. L'Autorità ha facoltà di intervenire inqualsiasi momento, di propria iniziativa ovvero è tenutaa farlo su richiesta di una delle parti, al fine di garantireche le condizioni di accesso alla rete siano eque, ragionevolie non discriminatorie per entrambe le parti e che si producanobenefici per gli utenti, nonché, ove ciò sia giustificato,di apportare modifiche alle disposizioni degli accordi.

7. Informazioni specifiche in ordine agli accordi concernentil'accesso speciale alla rete sono, su richiesta, messe a disposizionedell'Autorità.

8. Qualora, in risposta ad una particolare richiesta, unorganismo di telecomunicazioni, notificato tra quelli aventi notevoleforza di mercato, ritenga che non sia ragionevole fornire l'accessospeciale alla rete richiesto deve chiedere, entro trenta giorni,con relazione contenente le motivazioni, l'autorizzazione dell'Autoritàper limitare o rifiutare l'accesso. Gli interessati devono esseresentiti dall'Autorità prima che sia emanato un provvedimento.Qualora venga negato l'accesso speciale alla rete, chi ha effettuatola richiesta deve essere tempestivamente informato dei motividel diniego.

Art. 6.
Autorizzazioni generali e licenze individuali

1. L'offerta al pubblico di servizi di telecomunicazionidiversi dalla telefonia vocale, dall'installazione e dalla fornituradi reti pubbliche di telecomunicazioni, comprese quelle basatesull'impiego di radiofrequenze, è subordinata ad una autorizzazionegenerale sulla base delle condizioni e dei criteri elencati nell'allegatoF. Tali condizioni devono essere oggettivamente giustificate inrelazione allo specifico servizio oggetto dell'autorizzazionee comportare il sistema meno oneroso per assicurare il rispettodelle esigenze fondamentali.

2. L'Autorità può modificare le condizionirelative ad un'autorizzazione generale nei casi oggettivamentegiustificati e in modo proporzionato. In tali casi le parti interessate,opportunamente informate, hanno facoltà di comunicare ilproprio punto di vista sulle modifiche proposte.

3. Prima di avviare il servizio, l'impresa che ritienedi essere in regola con le condizioni di un'autorizzazione generale,secondo quanto previsto dal comma 1, deve comunicare all'Autoritàla propria dichiarazione in tal senso annettendo tutte le informazionirelative al servizio, necessarie a verificare la conformitàalle condizioni stabilite. Nel caso in cui l'Autorità noncomunichi all'interessato un provvedimento negativo entro 4 settimanedal recepimento della dichiarazione, l'autorizzazione si intenderilasciata ai sensi dell'art. 20 della legge 2 agosto 1990, n.241, sulla base dell'istituto del silenzio -assenso. Nei casiespressamente individuati dall'Autorità ai sensi dell'art.22, comma 1, lettera f), l'interessato può dare immediatoinizio al servizio, ai sensi dell'art. 19 della legge 2 agosto1990, n.241. La dichiarazione predetta costituisce denuncia diinizio attività.

4. Qualora non risultino rispettate, sia in relazione aquanto disposto dal comma 3 sia successivamente, le condizioniposte dall'autorizzazione generale, l'Autorità comunicaall'impresa che non ha il diritto di avvalersi dell'autorizzazionegenerale e impone, in modo proporzionato, disposizioni specifichevolte ad assicurare il rispetto delle condizioni. L'impresa devesanare le irregolarità entro un mese a decorrere dall'interventodell'Autorità, potendo, al contempo, rendere noto il propriopunto di vista sull'applicazione delle condizioni. Se l'impresasana tempestivamente le irregolarità, l'Autorità,entro due mesi dall'intervento iniziale, adotta le conseguentideterminazioni. Se l'impresa resta inadempiente, l'Autorità,entro due mesi dall'intervento iniziale, conferma il proprio provvedimentoe ne indica le motivazioni. Il provvedimento è comunicatoall'impresa entro una settimana dall'adozione.

5. Il contributo richiesto alle imprese per la procedurarelativa all'autorizzazione generale copre esclusivamente i costiamministrativi connessi all'istruttoria, al controllo della gestionedel servizio e del mantenimento delle condizioni previste perl'autorizzazione stessa. La misura di tale contributo èfissata dall'Autorità con apposito provvedimento e resapubblica ai sensi delle normative vigenti ed in coerenza con ledisposizioni dell'art. 19, comma 3.

6. L'offerta di servizi diversi da quelli per i quali,ai sensi del comma 1, è prevista un'autorizzazione generalee di quelli che richiedano l'uso di risorse scarse, fisiche odi altro tipo, o che siano soggetti ad obblighi particolari, èsubordinata ad una licenza individuale. Una licenza individualeè richiesta, tra l'altro, per i seguenti casi:

a ) prestazione di servizi di telefonia vocale;

b ) installazione e fornitura di reti di telecomunicazionipubbliche comprese quelle che prevedono l'utilizzo delle frequenzeradio;

c ) prestazioni di servizi di comunicazione mobili e personali;

d ) assegnazione di frequenze radio o di specifiche numerazioni;

e ) imposizione di oneri e di condizioni inerenti allafornitura obbligatoria di servizi e reti di telecomunicazionipubblici tra i quali gli obblighi previsti per il servizio universale;

f ) imposizione di obblighi specifici alle imprese chedetengono una notevole forza di mercato per quanto riguarda l'offerta,su tutto il territorio nazionale, di linee affittate o di servizipubblici di telecomunicazioni.

7. Le condizioni per le licenze individuali, aggiuntiverispetto a quelle stabilite per le autorizzazioni generali, sonofissate secondo quanto indicato nell'allegato F, ove giustificato.

8. I diritti accordati in base ad un'autorizzazione generalee le condizioni della medesima non possono essere limitati o estesidalla concessione di una licenza individuale tranne nei casi obiettivamentegiustificati e in misura proporzionata, in particolare per riflettereobblighi inerenti alla fornitura del servizio universale e alcontrollo di una rilevante quota di mercato o per tenere contodegli obblighi inerenti alle offerte nel corso di una proceduradi licitazione.

9. L'Autorità può modificare le condizionipreviste per le licenze individuali in casi obiettivamente giustificatie in maniera proporzionata.

10. Per il rilascio delle licenze individuali puòessere previsto, in particolare nei casi di licitazione:

a ) che il richiedente sia costituito in societàdi capitali, anche cooperativa, con capitale interamente versatoal momento di presentazione della domanda non inferiore, al nettodelle perdite risultanti dal bilancio, al 10% del valore dell'investimentoda effettuare; tale società deve essere di nazionalitàitaliana ovvero di Stato appartenente all'Unione europea o all'Organizzazionemondiale del commercio (OMC). Il controllo della societàai sensi dell'art. 2359 del codice civile da parte di soggettidi cittadinanza o nazionalità di Stati non appartenentiall'Unione europea è consentito a condizione che dettiStati pratichino nei confronti dell'Italia un trattamento di reciprocità,fatte salve le limitazioni derivanti da accordi internazionali;

b ) che gli amministratori della società non sianostati condannati a pena detentiva per delitto non colposo superioreai sei mesi e non siano sottoposti a misura di sicurezza e diprevenzione.

11. Fermo quanto previsto nel presente regolamento, i rapportitra l'Autorità ed il titolare di una licenza individualesono da essa disciplinati regolando gli obblighi e i diritti deltitolare stesso, le garanzie di espletamento del servizio, ladisciplina di condivisione degli impianti, le ipotesi di rinnovo,di revisione e di estinzione anticipata del rapporto, il rispettodel soddisfacimento delle esigenze fondamentali.

12. Qualora un'impresa richiedente una licenza individualenon fornisca le informazioni che è tenuta a dare al finedi dimostrare il possesso dei requisiti prescritti, l'Autoritànon concede la licenza individuale, dandone comunicazione trascorsisessanta giorni dalla richiesta delle informazioni.

13. L'Autorità per rilasciare una licenza individuale:

a ) utilizza procedure aperte, non discriminatorie e trasparentie, a tal fine, sottopone tutti i candidati alle stesse procedure,se non esiste una ragione obiettiva per procedere differentemente;

b ) fissa limiti di tempo ragionevoli e, in particolare,comunica al richiedente il provvedimento adottato sulla domandaal più presto e comunque non oltre sei settimane dellaricezione della medesima. Tale limite di tempo è prorogatofino a quattro mesi in casi obiettivamente giustificati. Nel casodelle procedure di licitazione i termini possono essere prorogatifino a otto mesi. Tali limiti non pregiudicano quanto previstonegli eventuali accordi internazionali applicabili al caso dispecie relativamente al coordinamento internazionale delle frequenzee dei satelliti;

c ) nel caso di procedure di licitazione sottopone al Ministrodelle comunicazioni la proposta, da trasmettere alla Presidenzadel Consiglio dei Ministri, di costituzione di un comitato deiMinistri incaricato di coordinare la procedura stessa in particolareper quanto attiene al bando ed al disciplinare di gara. Il comitatodei Ministri, presieduto dal Presidente del Consiglio dei Ministri,è incaricato di selezionare i valutatori che devono procederealla verifica delle offerte di gara ed alla formazione della relativagraduatoria.

14. E' facoltà dell'Autorità di limitareil numero di licenze individuali per una categoria di servizidi telecomunicazioni al sussistere delle condizioni di cui alcomma 8 dell'art. 2. Fintantoché vi sono frequenze disponibili,l'Autorità è tenuta a rilasciare licenze individualiad ogni richiedente sulla base di procedure aperte, non discriminatoriee trasparenti.

15. Nell'ipotesi di cui al comma 14, l'Autorità:

a ) opera al fine di ottimizzare i vantaggi degli utentie di agevolare lo sviluppo della concorrenza;

b ) pubblica la decisione di limitare il numero di licenzeindividuali indicandone le ragioni;

c ) riesamina i limiti imposti a intervalli di tempo ragionevoliconsentendo alle parti interessate di illustrare le proprie ragionisui limiti previsti;

d ) sollecita, se del caso, la presentazione di domandedi licenze individuali;

e ) permette alle parti interessate di far conoscere ilproprio punto di vista sui limiti previsti;

f ) adotta criteri di selezione obiettivi, non discriminatori,dettagliati, trasparenti e proporzionali.

16. In particolare per i sistemi di comunicazioni mobilie personali, fermo restando quanto previsto dal comma 14, le condizionirelative alle licenze individuali:

a ) non devono contenere disposizioni diverse da quellegiustificate dalle esigenze fondamentali e, nel caso di sistemiaccessibili al pubblico, dalle condizioni di servizio pubblicosotto forma di regolamentazioni commerciali;

b ) devono garantire per i gestori delle reti mobili uncomportamento trasparente e non discriminatorio tra i gestoridelle reti fisse e mobili di proprietà comune;

c ) non devono comprendere restrizioni tecniche immotivate;

d ) consentono l'abbinamento di tecnologie per sistemimobili, in particolare qualora siano disponibili apparecchiaturemultistandard, tenendo conto dell'esigenza di garantire una concorrenzaeffettiva.

17. Fatto salvo il disposto dei commi 11 e 16, le licenzeindividuali relative ai servizi di comunicazioni mobili e personalicomportano, tra l'altro, i seguenti obblighi:

a ) dare avvio al servizio, entro il termine indicato dall'Autorità,assicurando con la propria rete radiomobile, senza alcun bisognodi preventiva certificazione da parte dell'Autorità e sottola propria responsabilità, la copertura del territorioe della popolazione eventualmente determinata;

b ) assicurare la copertura di aree specifiche, se richiestodall'Autorità con provvedimento motivato, per esigenzedi pubblica utilità;

c ) porre in essere tutte le misure idonee ad evitare interferenzecon altri utilizzatori autorizzati;

d ) assicurare i servizi essenziali e i servizi di emergenzapreviamente determinati dall'Autorità all'atto della licitazione;

e ) rispettare gli standard minimi di qualità delservizio stabiliti dai competenti organismi internazionali;

f ) corrispondere un indennizzo, da destinare alla coperturadegli oneri derivanti al Ministero della difesa a seguito dellemodifiche al piano nazionale di ripartizione delle radiofrequenzeeffettuate per le esigenze dei servizi di comunicazioni mobilie personali, aggiuntivo rispetto al contributo previsto al successivocomma 21;

g ) nel caso di mancato raggiungimento degli obiettivifissati nella licenza, corrispondere le penalità che sarannodeterminate nella predetta licenza.

18. Se il titolare di una licenza individuale non ottemperaa una delle condizioni indicate nella licenza stessa, l'Autoritàpuò sospendere, modificare o revocare la licenza individualeo imporre in maniera proporzionata misure specifiche per garantiretale ottemperanza. L'Autorità offre, in ogni caso, all'impresauna ragionevole opportunità per rendere noto il propriopunto di vista sull'applicazione delle condizioni e, eccetto chenei casi di violazioni ripetute da parte della suddetta impresa,può richiedere l'attuazione di disposizioni adeguate entroun mese a decorrere dal suo intervento. Se l'impresa ottemperaa quanto richiesto dall'Autorità, questa, entro due mesidal suo intervento iniziale, adotta le conseguenti determinazioni.Se l'impresa non ottempera a quanto richiesto, l'Autorità,entro due mesi dal suo intervento iniziale, conferma il proprioprovvedimento motivandolo. Il provvedimento è comunicatoall'impresa interessata entro una settimana dall'adozione.

19. Nel caso di interferenze indesiderabili tra una retedi telecomunicazioni che utilizza frequenze radio ed altri sistemi,l'Autorità prende immediate iniziative per risolvere ilproblema. In siffatto caso l'Autorità offre successivamenteall'impresa in questione una ragionevole opportunità perrendere noto il suo punto di vista e per proporre soluzioni all'interferenzaindesiderata.

20. Fatti salvi i contributi finanziari per la prestazionedel servizio universale conformemente all'art. 3, il contributorichiesto alle imprese per le procedure relative alle licenzeindividuali è esclusivamente finalizzato a coprire i costiamministrativi sostenuti per l'istruttoria, per il controllo dellagestione del servizio e del mantenimento delle condizioni previsteper le licenze stesse. La misura di tale contributo è fissatacon apposito provvedimento, da pubblicare secondo le normativevigenti ed in coerenza con le disposizioni dell'art. 19, comma3, lettera b).

21. In caso di utilizzo di risorse scarse, è infacoltà dell'Autorità imporre contributi finalizzatianche ad assicurare l'uso ottimale di dette risorse, tenendo ancheconto dei corrispondenti aspetti commerciali. I contributi devonoessere non discriminatori e tenere conto in particolare dellanecessita di incoraggiare lo sviluppo di servizi innovativi edella competitività. La misura dei contributi èfissata dall'Autorità con apposito provvedimento e resapubblica ai sensi delle normative vigenti ed incoerenza con ledisposizioni dell'art. 19, comma 3, lettera b).

22. Nel caso di richiesta per la prestazione di un nuovoservizio di telecomunicazioni, l'Autorità, non oltre seisettimane dal ricevimento della richiesta, adotta condizioni transitorieanche ai fini del rilascio di autorizzazioni provvisorie o respingela richiesta e informa l'impresa interessata delle proprie ragioni.Non appena possibile, sono stabilite le condizioni definitiveo sono indicate le ragioni del rifiuto.

23. Le informazioni sulle condizioni fissate per le autorizzazionigenerali e per le licenze individuali sono pubblicate ai sensidell'art. 19, comma 3, lettera b), nella Gazzetta Ufficiale dellaRepubblica italiana; è disposto l'inserimento dei riferimentidi tale pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale delle Comunitàeuropee.

24. Presso l'Autorità è tenuto un pubblicoregistro dei soggetti autorizzati a fornire i servizi di telecomunicazionie ad installare o fornire reti di telecomunicazioni.

25. Il rilascio delle licenze individuali previste perl'installazione delle reti pubbliche di telecomunicazioni costituiscedichiarazione di pubblica utilità, indifferibilitàe urgenza delle opere espressamente specificate per gli effettiprevisti dagli articoli da 231 a 239 del testo unico delle disposizionilegislative in materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni,approvato con decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo1973, n. 156, e deve contenere la previsione dei termini di inizioe compimento del procedimento e dell'opera. Qualora la licenzanon contenga l'indicazione dei predetti termini, prevista dall'art.13 della legge 25 giugno 1865, n. 2359, il procedimento espropriativoed i lavori devono essere compiuti entro il termine di due annidecorrente dal rilascio della licenza.

26. Gli impianti di telecomunicazioni diversi da quellidi cui al comma 25 e le opere accessorie occorrenti per la funzionalitàdi detti impianti, sempreché attengano all'installazionedi reti di telecomunicazioni debitamente autorizzate, possonoessere dichiarati di pubblica utilità con decreto del Ministrodelle comunicazioni, ove concorrano motivi di pubblico interesse.Si applicano le disposizioni di cui agli articoli 231, commi quartoe quinto, e da 232 a 239 del testo unico delle disposizioni legislativein materia postale, di bancoposta e di telecomunicazioni, approvatocon decreto del Presidente della Repubblica 29 marzo 1973, n.156.

27. Le licenze individuali di cui al presente articolohanno una validità non superiore a 15 anni e sono rinnovabili,conformemente alle norme vigenti al momento del rinnovo e previarichiesta da presentarsi almeno sei mesi prima della scadenza.I titolari di autorizzazioni generali e di licenze individualisono tenuti ad adeguarsi alle disposizioni di volta in volta emanateper la disciplina del settore delle telecomunicazioni.

28. Le licenze individuali e le autorizzazioni generalinon possono essere cedute a terzi, senza l'assenso dell'Autoritàcompetente al rilascio.

29. Le autorizzazioni generali e le licenze individualipossono essere rilasciate a persone ad imprese aventi cittadinanzao nazionalità di Paesi dell'Unione europea o di Paesi appartenentiall'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) o di Paesi coni quali vi siano accordi di reciprocità nei settori disciplinatidal presente regolamento, fatta comunque salva ogni eventualelimitazione derivante da accordi internazionali.

30. Le disposizioni del decreto legislativo 17 marzo 1995,n.103, del decreto del Presidente della Repubblica 4 settembre1995, n. 420, e del decreto legislativo 11 febbraio 1997, n. 55,relative alle condizioni per l'esercizio dei servizi ivi liberalizzati,continuano ad applicarsi fino alla pubblicazione, sulla base delpresente regolamento, delle corrispondenti condizioni di autorizzazione.I soggetti che prestano servizi di telecomunicazioni sulla basedelle predette disposizioni sono tenuti a conformarsi alle condizioniivi previste entro centoventi giorni della loro emanazione.

Art. 7.
Condizioni economiche di offerta

1. Le condizioni economiche per l'accesso e per l'uso diuna rete telefonica pubblica fissa e per i servizi di telecomunicazioniaccessibili al pubblico sulla suddetta rete osservano i principidi trasparenza, di obiettività e di orientamento ai costinel caso di operatori con una notevole forza di mercato nonchéi criteri di carattere generale stabiliti per la disciplina deiservizi di pubblica utilità dalla legge n. 481 del 1995e dalla delibera CIPE del 24 aprile 1996, pubblicata nella GazzettaUfficiale n. 118 del 22 maggio 1996.

2. Tenendo conto delle specifiche condizioni del mercatoe considerandola necessità di garantire la fornitura delservizio universale ad un prezzo accessibile, l'Autoritàpuò effettuare ovvero consentire, anche su proposta dell'organismoincaricato del servizio universale, interventi di riequilibriotariffario con l'obiettivo di realizzare una struttura tariffariaorientata ai costi.

3. Lo squilibrio risultante dalla struttura delle tariffetelefoniche, da rilevarsi entro l'1 gennaio 1998, può essereprogressivamente eliminato anche su proposta della societàTelecom considerando anche le condizioni di mercato e l'evoluzionetecnologica, entro il 31 dicembre 1999.

4. Qualora il riequilibrio tariffario non sia stato completatoentro l'1 gennaio 1998, la società Telecom è obbligataa trasmettere all'Autorità entro tale data una relazionein tal senso, sulla base di specifiche informazioni certificatedal soggetto di cui al comma 7. L'Autorità, anche considerandoil livello di concorrenzialità del mercato, istituisceentro novanta giorni dalla predetta data, un meccanismo atto aripartire l'eventuale deficit sull'accesso risultante dalle predetteinformazioni con gli organismi di telecomunicazioni che si interconnettonocon la rete telefonica pubblica fissa di Telecom Italia.

5. Il meccanismo di cui al comma 4, distinto da quelloriguardante la determinazione ed il finanziamento del costo nettodegli obblighi di servizio universale, deve basarsi su proceduree criteri obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionatie deve prevedere una chiara identificazione di ogni deficit dichiarato.

6. Il meccanismo di cui al comma 4 deve considerarsi provvisorioe non può essere applicato oltre l'1 gennaio 2000.

7. Il calcolo del deficit sull'accesso è controllatoda un soggetto pubblico o privato con specifiche competenze, autonomorispetto all'organismo di telecomunicazioni, diverso dall'Autoritàe da questa incaricato. I risultati del calcolo del deficit sull'accessoe le conclusioni dei controlli, anche contabili costituisconooggetto di una relazione a cura del suddetto soggetto. Tale relazioneè acquisita dall'Autorità che provvede a metterlaa disposizione del pubblico.

8. Sulla base del calcolo del deficit sull'accesso, dicui al presente articolo, l'Autorità applica il meccanismodi ripartizione. Il deficit è finanziato dai soggetti dicui al comma 4 tramite una quota supplementare alle condizionieconomiche di interconnessione definite secondo quanto previstodall'art. 4, comma 7, lettera d). La suddetta quota supplementaredeve essere calcolata proporzionalmente all'utilizzo della retetelefonica pubblica fissa e tenere conto di eventuali meccanismidi conguaglio derivanti dal mancato allineamento fra i tempi dientrata in vigore delle modificate condizioni economiche di offertaal pubblico e di tempi di calcolo e verifica del deficit nell'accessoai fini della determinazione della quota supplementare.

9. Le condizioni economiche di accesso e di uso di unarete telefonica pubblica fissa di telecomunicazioni devono esserestabilite indipendentemente dal tipo di applicazione da partedegli utenti, eccetto quando siano richiesti servizi o prestazionisupplementari. In via generale, spetta al gestore dalla cui infrastrutturala chiamata è originata definirne le condizioni economichedi offerta. Nel procedere alla revisione delle disposizioni vigentialla data di entrata in vigore del presente regolamento, l'Autorità,considerando l'evoluzione del quadro concorrenziale nel mercatodei servizi di telecomunicazioni, previa consultazione con gliorganismi di telecomunicazioni interessati, stabilirà entrol'1 gennaio 1999, sulla base degli studi e delle occorrenti valutazionitecniche, le modalità e le scadenze per definire la titolaritàdella tariffa relativa alle chiamate originate da una rete telefonicapubblica fissa e terminate sulle reti radiomobili in esercizioalla data di entrata in vigore del presente regolamento.

10. Le condizioni economiche relative a prestazioni supplementaririspetto alla fornitura del collegamento ad una rete telefonicapubblica fissa di telecomunicazioni ed alla fornitura del serviziodi telefonia vocale devono essere scorporate per evitare che l'utentepaghi prestazioni non richieste.

11. L'Autorità può consentire che venganoofferti agli utenti regimi di riduzione delle condizioni economichenormalmente applicate in relazione a situazioni di elevato volumedi traffico e può approvare condizioni economiche specialiper la fornitura di servizi di interesse sociale, quali quellidestinati ad utenti che li utilizzano in misura ridotta o a categoriesociali particolari.

12. Le variazioni delle condizioni economiche di offertasono oggetto di una adeguata informativa al pubblico con un congruoanticipo di tempo fissato dall'Autorità.

13. Le prestazioni effettuate a fronte di richieste diintercettazioni e di informazioni da parte delle competenti autoritàgiudiziarie sono obbligatorie, non appena tecnicamente possibileda parte dell'organismo di telecomunicazioni nei tempi e nei modiche questo concorderà con le predette Autorità.Le prestazioni relative alle richieste di intercettazioni vengonoremunerate secondo un listino, redatto per tipologie e fasce quantitativedi servizi, proposto dall'organismo di telecomunicazioni ed approvatodal Ministero delle comunicazioni di concerto con il Ministerodi grazia e giustizia.

Art. 8.
Contabilità dei costi

1. Ogni organismo di telecomunicazioni di cui all'allegatoB, notificato dall'Autorità come avente notevole forzadi mercato, deve provvedere non oltre 30 giorni dall'entrata invigore del presente regolamento affinché il sistema dicontabilità dei costi da essa utilizzato sia adeguatamentedettagliato secondo le indicazioni di cui all'allegato G.

2. Il sistema di cui al comma 1 deve consentire la disaggregazione,almeno, dei seguenti elementi:

a ) costi diretti sostenuti dall'organismo di telecomunicazioniper l'installazione, il funzionamento, la manutenzione e la commercializzazionedelle reti pubbliche e dei servizi di telecomunicazioni accessibilial pubblico;

b ) costi comuni, vale a dire quelli che non possono esseredirettamente attribuiti; tali costi sono imputati come segue:

1) in base all'analisi diretta della loro origine ogni volta checiò sia possibile;

2) se non è possibile un'analisi diretta, sulla base diun legame indiretto con un altra categoria o con un altro gruppodi categorie di costi direttamente attribuibili o imputabili;tale legame indiretto è basato su strutture dei costi comunianaloghe;

3) se non è possibile imputare la categoria dei consuminé in modo diretto né in modo indiretto, si applicaun parametro di attribuzione generale, determinato in base alrapporto fra le spese direttamente attribuite al servizio prevalentee quelle attinenti agli altri servizi; in tal caso deve esseredimostrata l'impossibilita di imputazione diretta e indiretta.

3. Possono essere applicati altri sistemi di calcolo deicosti, quali ad esempio i costi prospettici incrementali di lungoperiodo, se risultano adeguati ai fini dell'applicazione del presenteregolamento. A tale fine l'Autorità potrà emanarespecifiche direttive, previa consultazione con gli organismi ditelecomunicazione interessati.

4. Su richiesta dell'Autorità, che tratta i datiinforma riservata, ciascun organismo di telecomunicazioni, dicui al comma 1, deve rendere disponibile, una descrizione, edeventualmente informazioni specifiche, del sistema di contabilitàdei costi impiegato che precisi le principali categorie in cuisono raggruppati i costi nonché i criteri utilizzati perla loro imputazione, in particolare per il servizio di telefoniavocale. Un soggetto pubblico o privato con specifiche competenze,indipendente dagli organismi di telecomunicazioni diverso dall'Autoritàe da questa incaricato, verifica, salvo quanto disposto dall'art.3, comma 11, l'adeguatezza del suddetto sistema di contabilitàdei costi alle disposizioni del presente regolamento. Una relazionein tal senso deve essere prodotta a scadenze annuali da partedel suddetto soggetto e trasmessa, a cura dell'organismo di telecomunicazioni,all'Autorità. Il costo della suddetta verifica èda ricomprendersi, per le autorizzazioni generali, nel contributodi cui all'art. 6, comma 5 e, per le licenze individuali, in quellodi cui all'art. 6, comma 20.

5. Ogni organismo di telecomunicazioni incaricato dellafornitura del servizio universale è obbligato a tenereconti separati specificamente finalizzati alla determinazioneed alla trasparente rappresentazione degli oneri relativi agliobblighi di tale fornitura, fermo quanto previsto dall'art. 3.

6. Il bilancio di esercizio annuale di ciascun organismodi cui al comma 1, deve essere sottoposto a revisione contabileda parte di un ente indipendente, scelto tra quelli che risultanoiscritti all'apposito albo istituito presso la Commissione nazionaleper le società e la borsa ai sensi del decreto del Presidentedella Repubblica 31 marzo 1975, n. 136; il bilancio deve esserepubblicato secondo le norme vigenti.

Art. 9.
Separazione contabile

1. Ogni organismo che gestisce e fornisce reti pubblichedi telecomunicazioni e presta servizi di telecomunicazioni accessibilial pubblico o offre servizi di interconnessione ad altri servizi,di cui all'allegato A, notificato alla Commissione europea dall'Autoritàcome organismo detentore di una notevole forza di mercato, èobbligato a predisporre, entro 30 giorni dall'entrata in vigoredel presente regolamento, ed in ogni caso all'avvio del servizio,una contabilità separata per ogni attività svoltasia in relazione all'interconnessione, compresi i servizi di interconnessioneofferti all'interno del medesimo organismo e quelli forniti adaltri, sia per rendere disponibili conti distinti per le attivitàdi installazione ed esercizio delle reti rispetto a quelli relativialla prestazione dei singoli servizi offerti. Dette prescrizioninon si applicano ai predetti organismi il cui fatturato annuoattribuito alle attività di telecomunicazioni svolte inambito nazionale sia inferiore a trenta miliardi di lire néagli organismi che, pur realizzando un fatturato annuo superiorea 30 miliardi, non detengono una notevole forza di mercato.

2. Ogni organismo che, direttamente o indirettamente, forniscereti pubbliche di telecomunicazioni e presta servizi di telecomunicazioniaccessibili al pubblico e che detiene, in Italia ovvero anchein altro Stato membro dell'Unione europea, diritti speciali oesclusivi per la fornitura di servizi in settori diversi da quellodelle telecomunicazioni in ambito nazionale, è obbligatoa predisporre, entro 30 giorni dall'avvio del servizio, ovveroentro i 30 giorni successivi all'entrata in vigore del presenteregolamento, una contabilità separata in grado di evidenziaretrasparentemente i risultati economici e finanziari relativi aciascuna delle attività svolte nel settore delle telecomunicazioniovvero a provvedere ad una separazione strutturale per le suddetteattività di telecomunicazioni. L'organismo è inoltretenuto a predisporre ogni utile elaborazione al fine di comprovareche le condizioni di utilizzazione delle proprie infrastruttureper la gestione delle suddette attività avviene nel rispettodelle norme della concorrenza e da condizioni eque e non discriminatorie.L'Autorità può, anche sentita l'Autoritàgarante della concorrenza e del mercato, richiedere ogni modificadelle suddette condizioni al fine di assicurare una concorrenzaeffettiva nel settore delle telecomunicazioni. Dette prescrizioninon si applicano agli organismi il cui fatturato annuo attribuitoalle attività di telecomunicazioni svolte in ambito nazionalesia inferiore a settantacinque miliardi di lire.

3. L'organismo, titolare del diritto esclusivo di fornirel'infrastruttura della rete televisiva via cavo in una determinataarea geografica, è obbligato a predisporre, entro 30 giornidall'avvio del servizio, ovvero entro i 30 giorni successivi all'entratain vigore del presente regolamento, una contabilità separatain relazione alla sua attività di fornitore di capacitadi rete per i servizi di telecomunicazioni nel caso in cui realizziun fatturato superiore a settantacinque miliardi di lire sul mercatodei servizi di telecomunicazioni diversi da quelli di distribuzionedi programmi radiotelevisivi nell'area di cui trattasi.

4. Ogni organismo che fornisce reti pubbliche di telecomunicazionie presta servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico,notificato tra quelli aventi notevole forza di mercato, deve comunicareall'Autorità informazioni relative agli aspetti economicie finanziari della gestione. L'Autorità può pubblicare,oltre a quanto previsto dall'art. 19, comma 3, lettera c), detteinformazioni se possono contribuire ad un mercato aperto e concorrenziale,tenendo conto delle disposizioni vigenti in materia di trattamentodei dati e di riservatezza commerciale.

5. Un soggetto pubblico o privato con specifiche competenze,indipendente dall'organismo di telecomunicazioni e dall'Autoritàe da questa incaricato, verifica, salvo il disposta dell'art.3, comma 11, l'adeguatezza del sistema di separazione contabileadottato dall'organismo. Una relazione di conformità intal senso è trasmessa con cadenza annuale da parte delsuddetto soggetto all'Autorità. Il costo della suddettaverifica è da ricomprendersi, per le autorizzazioni generali,nel contributo di cui all'art.6, comma 5 e per le licenze individuali,nel contributo di cui all'art. 6, comma 20.

Art. 10.
Qualità dei servizi - Prestazioni supplementari

1. Ogni organismo di telecomunicazioni che fornisce retitelefoniche pubbliche fisse e servizi telefonici accessibili alpubblico è tenuto, anche sulla base delle indicazioni chesaranno fornite dall'Autorità e comunque previa comunicazionea quest'ultima, a fissare e pubblicare contestualmente alla pubblicazionedel bilancio annuale d'esercizio una relazione contenente quantoindicato nell'allegato H, nonché gli obiettivi relativiai tempi di fornitura e ai parametri di qualità del servizio.In rapporto a tali obiettivi l'organismo deve pubblicare annualmenteanche le definizioni inerenti ai suddetti parametri di qualitàdel servizio, i metodi di misurazione e le effettive prestazioni.L'Autorità ha facoltà di effettuare o disporre icontrolli necessari, nonché di rivedere almeno ogni treanni le definizioni, i metodi di misurazione e gli obiettivi.

2. Ogni organismo di telecomunicazioni che offre il serviziodi telefonia vocale è tenuto a fornire, compatibilmentecon la fattibilità tecnica e la convenienza economica,le prestazioni supplementari elencate nell'allegato I, punto 1,conformemente alle norme tecniche specificate nell'art. 14.

3. Ogni organismo di telecomunicazioni può fornirei servizi e le prestazioni supplementari elencate nell'allegatoI, punto 2, conformemente alle norme tecniche specificate nell'art.14,anche mediante la stipula di accordi commerciali con altri organismie, se del caso, con altri soggetti che forniscono il servizioo la prestazione supplementare, in modo da soddisfare le esigenzedegli utenti.

4. L'Autorità provvede affinché le date proposteper l'introduzione dei servizi e delle prestazioni di cui al comma3 e di ulteriori nuove prestazioni supplementari vengano fissatee pubblicate, ai sensi dell'art. 19, comma 3, lettera b), su propostadegli organismi di telecomunicazioni, tenendo conto del gradodi sviluppo della rete, della domanda di mercato e dei progressiin materia di normalizzazione.

5. Ogni organismo di telecomunicazioni è tenutoal rispetto della direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri27 gennaio 1994, pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 43 del22 febbraio 1994, in merito alla adozione e dalla pubblicazionedella propria carta dei servizi.

6. Ogni organismo di telecomunicazioni che installa edesercita reti pubbliche di telecomunicazioni e che presta serviziaccessibili al pubblico è tenuto a trasmettere semestralmenteall'Autorità, tenendo conto delle norme internazionali,una relazione contenente dati consuntivi sulla qualitàdei servizi resi ed a fornire ogni indicatore utile nonchéelementi di raffronto con il semestre precedente.

Art. 11.
Numerazione

1. L'Autorità definisce, previa consultazione degliorganismi di telecomunicazioni, i piani e le procedure in materiadi numerazione in modo da garantire un'effettiva concorrenza attraversol'assegnazione di numeri o serie di numeri adeguati per tuttii servizi pubblici di telecomunicazioni nei rispetto dei principidi cui al comma 9 dell'art. 2.

2. L'Autorità, se necessario, nel rispetto dei criteririchiamati nel comma 1, può disporre una diversa assegnazionedi numeri o di serie di numeri. Questi non possono essere oggettodi cessione tra organismi di telecomunicazioni senza l'assensodell'Autorità.

3. Ogni organismo di telecomunicazioni cui è stataattribuita una serie di numeri è tenuto a non operare indebitediscriminazioni nell'ambito delle sequenze di numeri utilizzateper fornire l'accesso ai servizi di altri operatori di telecomunicazioni.L'assegnazione dei numeri o serie di numeri è fatta dall'Autoritàsu richiesta degli operatori di telecomunicazioni autorizzatiai sensi dell'art.2, comma 3 e dell'art. 6 previa corresponsionedi un apposito contributo. Con provvedimento da adottare entrotre mesi dall'entrata in vigore del presente regolamento e dapubblicare ai sensi dell'art.19, comma 3, lettera b), l'Autoritàdetermina l'importo di tale apposito contributo e le modalitàe le condizioni di pagamento. Tale apposito contributo èfinalizzato esclusivamente a coprire i costi di gestione del procedimentoamministrativo collegato alla richiesta di assegnazione dei numerinonché delle attività di controllo ad essa relative.

4. L'Autorità predispone immediatamente uno studiofinalizzato a garantire la disponibilità di numeri adeguatiper tutti i servizi di telecomunicazioni. A tal fine, l'Autoritàprovvede a censire i numeri disponibili sulla base del piano dinumerazione nazionale vigente, comprendendovi anche quelli eventualmentead oggi non utilizzati all'interno dei distretti telefonici esistenti,anche al fine di garantire la immediata disponibilità diarchi di numerazione. L'Autorità si adopera affinchéil nuovo piano di numerazione nazionale sia definito immediatamenteed assicura che venga realizzato senza indugio ed in ogni casoentro il 31 dicembre 1999. A tale scopo è costituito condecreto del Ministro delle comunicazioni una commissione per lanormativa tecnica sulla numerazione delle telecomunicazioni incaricatadegli adempimenti al riguardo richiesti.

5. Al fine di garantire la piena interoperabilitàdelle reti e dei servizi su scala europea, l'Autorità rappresentala posizione nazionale in seno agli organismi internazionali incui vengono adottate decisioni in materia di numerazione, tenendoconto dei possibili sviluppi del settore in Europa.

6. L'Autorità dispone la realizzazione entro il31 dicembre 1997 di uno studio per garantire condizioni eque,non discriminatorie, trasparenti ed obbiettive per l'uso di alcuniprefissi o di alcuni codici abbreviati, in particolare ove questisiano impiegati per servizi di interesse pubblico generale (inumeri verdi, i servizi di addebito a chiosco, i servizidi consultazione elenchi e quelli di emergenza) o per garantire,al più tardi entro l'1 gennaio 1998, l'effettiva applicazionedella funzione di selezione dell'operatore (easy access).L'Autorità entro l'1 gennaio 2000 promuove condizioni eque,non discriminatorie, trasparenti ed obiettive per consentire l'effettivaapplicazione della funzione di preselezione dell'operatore(equal access).

7. L'Autorità promuove altresì la pubblicazionedei principali elementi del piano di numerazione nazionale e dellerelative modifiche nel rispetto dei limiti riguardanti la sicurezzanazionale, secondo quanto previsto dall'art. 19, comma 3, letterab).

8. Gli organismi di telecomunicazione sono tenuti a provvedere,nei tempi più brevi possibili, all'introduzione della portabilitàdel numero affinché gli utenti finali che ne facciano richiestapossano conservare il loro numero o i loro numeri nella rete telefonicapubblica fissa in un luogo specifico, a prescindere dall'organismoche fornisce il servizio. In ogni caso gli organismi di telecomunicazionidevono garantire che detta prestazione sia disponibile almenonei maggiori centri abitati entro l'1 gennaio 2001.

Art. 12.
Esigenze fondamentali

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 1, comma1, lettera c), nei casi di interconnessione alle reti pubblichedi telecomunicazioni e di prestazione di servizi di telecomunicazioniaccessibili al pubblico devono essere rispettate, anche sullabase di appropriate norme tecniche, le seguenti esigenze fondamentali:

a ) sicurezza delle operazioni di rete: ogni organismodi telecomunicazioni è tenuto ad adottare, anche su richiestadell'Autorità, le misure necessarie a garantire il mantenimentodella disponibilità delle reti pubbliche di telecomunicazionie dei servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico incaso di guasto catastrofico della rete o in casi di forza maggioree sottopone annualmente all'Autorità un piano di attuazionedi tali misure. Al verificarsi delle circostanze sopramenzionate,gli organismi interessati fanno quanto in loro potere per mantenereil servizio al massimo livello possibile e per rispondere allepriorità, di volta in volta, definite dall'autoritàcompetente. Motivi di sicurezza di funzionamento della rete nondevono dar luogo a restrizioni all'accesso e all'uso della retetelefonica pubblica fissa o delle altre reti pubbliche di telecomunicazioni,salvo le situazioni di emergenza sopra richiamate, nel qual casol'organismo di telecomunicazioni può adottare le seguentimisure intese a salvaguardare la sicurezza di funzionamento dellarete: interruzione del servizio; limitazione delle funzioni delservizio; diniego di accesso alla rete e al servizio a nuovi utenti.Ogni organismo di telecomunicazioni istituisce procedure per informareimmediatamente gli utenti e l'Autorità dell'inizio e dellafine della situazione di emergenza, nonché del caratteree della portata delle restrizioni temporanee e di fornitura delservizio. La necessità di rispondere a dette prioritànon costituisce un valido motivo per rifiutare la negoziazionedelle condizioni dell'interconnessione. L'Autorità, anchesu richiesta delle parti interessate, si accerta che le condizionidi interconnessione legate alla sicurezza delle reti al verificarsidi un incidente non siano sproporzionate né discriminatoriee si fondino su criteri obiettivi individuati in precedenza;

b ) mantenimento dell'integrità della rete: ogniorganismo di telecomunicazioni adotta, anche su richiesta dell'Autorità,le misure necessarie a garantire il mantenimento dell'integritàdelle reti pubbliche di telecomunicazioni. La necessita di mantenerel'integrità delle reti non rappresenta una giustificazionevalida: per rifiutare di negoziare le condizioni di interconnessione;per imporre restrizioni all'accesso e all'uso della rete telefonicapubblica fissa e delle altre reti pubbliche di telecomunicazioni;per salvaguardare tra l'altro le apparecchiature di rete, il softwareo i dati memorizzati. Le eventuali restrizioni, limitate allostretto necessario ai fini del normale funzionamento delle reti,sono basate su criteri obiettivi e applicate in modo non discriminatorio.Coerentemente a quanto sopra, l'Autorità vigila affinchéle condizioni di interconnessione destinate a salvaguardare l'integritàdelle reti siano proporzionate e non discriminatorie e si fondinosu criteri obiettivi individuati in precedenza;

c ) interoperabilità dei servizi: l'Autoritàpuò imporre condizioni negli accordi di interconnessionee di accesso alla rete onde garantire l'interoperabilitàdei servizi, ivi comprese le condizioni destinate a garantireuna qualità soddisfacente da punto a punto. Tra dette condizionifigurano l'adozione di norme tecniche o di specifiche tecniche.Per il servizio di telefonia vocale non è consentito imporrealtre restrizioni di uso per motivi attinenti all'interoperabilitàdei servizi se l'apparecchiatura terminale è stata omologatasulla base della procedura nazionale o di quella comunitaria.Le condizioni relative all'interoperabilità dei serviziprescritte dall'Autorità nei contratti che concernono l'interconnessionedelle reti pubbliche o l'accesso speciale alle reti devono esserepubblicate;

d ) protezione dei dati: nelle materie trattate dal presenteregolamento si applica la disciplina di cui alle leggi 31 dicembre1996 n. 675 e n. 676, nonché alle successive disposizioniche saranno emanate in materia, concernenti la tutela delle personee di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personali.

2. L'Autorità, qualora ritenga necessario imporrecondizioni basate sulle esigenze fondamentali negli accordi diinterconnessione e per l'accesso e l'uso della rete telefonicapubblica fissa, provvede alla loro pubblicazione secondo quantoprevisto nell'articolo 19, comma 3, lettera b).

Art. 13.
Diritti di passaggio e condivisione di impianti

1. Fermo restando quanto previsto dall'articolo 6, commi25 e 26, le autorità competenti alla gestione del suolopubblico non operano discriminazioni per quanto riguarda la concessionedi diritti di passaggio per l'installazione di reti pubblichedi telecomunicazioni. L'installazione delle infrastrutture e delleapparecchiature deve essere realizzata nel rispetto dell'ambiente,della qualità estetica dei luoghi adottando le soluzionimeno dannose per la proprietà privata e di beni pubblici.

2. Quando, in base alle norme vigenti, un organismo chefornisce reti pubbliche di telecomunicazioni e servizi di telecomunicazioniaccessibili al pubblico ha il diritto di installare strutturesu, al di sopra o al di sotto di terreni pubblici o privati, oquando esso può ricorrere a una procedura per l'espropriazioneo per l'uso di una proprietà, l'Autorità e, oveespressamente previsto, gli organismi territoriali competenti,possono promuovere l'uso comune di tali strutture e proprietàcon altri organismi che forniscono reti pubbliche di telecomunicazionie servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico, fermorestando quanto previsto al comma 1.

3. Qualora non sia possibile concedere nuovi diritti dipassaggio alle imprese che intendono fornire reti pubbliche ditelecomunicazioni anche a causa delle pertinenti esigenze fondamentali,l'Autorità e, ove espressamente previsto, gli organismiterritoriali competenti possono disporre l'accesso, a condizionieque, alle infrastrutture esistenti installate in virtùdei diritti di passaggio ed il cui raddoppio non è possibile.

4. Gli accordi per l'ubicazione e l'uso comune delle strutturesono oggetto di un accordo commerciale e tecnico tra le partiinteressate. L'Autorità interviene per dirimere le controversie,su richiesta di una delle parti interessate. In particolare puòemanare disposizioni in materia di uso comune delle strutturee delle proprietà, previe adeguate consultazioni nel corsodelle quali alle parti interessate è data la facoltàdi esprimere il proprio parere. Tali disposizioni possono comprendereindicazioni circa la ripartizione dei costi dell'uso comune dellestrutture e delle proprietà.

Art. 14.
Norme tecniche - Omologazioni

1. Ogni organismo di telecomunicazioni che fornisce retipubbliche di telecomunicazioni o presta servizi di telecomunicazioniaccessibili al pubblico è obbligato a tener conto dellenorme pubblicate nella Gazzetta ufficiale delle Comunitàeuropee ai fini dell'interfacciamento tecnico armonizzato, perla fornitura della rete aperta, per l'accesso alla rete, per l'interconnessionee per l'interfunzionalita. In mancanza di tali norme l'organismoè tenuto a fornire interfacce tecniche di interconnessionee di accesso e di funzioni di rete rispondenti alle seguenti normeo specifiche tecniche:

a ) norme europee adottate dagli organismi europei di normazionequali l'Istituto europeo per le norme di telecomunicazioni (ETSI)o il Comitato europeo di normalizzazione e il Comitato europeodi normalizzazione elettrotecnica (CEN/CENELEC), oppure, in assenzadi tali norme;

b ) norme o raccomandazioni internazionali adottate dall'UIT(Unione internazionale delle telecomunicazioni), dall'ISO (Organizzazioneinternazionale perla normazione) o dalla CEI (Commissione elettrotecnicainternazionale), oppure, in assenza di tali norme;

c ) norme e specifiche nazionali.

2. Per la connessione delle apparecchiature terminali allereti pubbliche di telecomunicazioni si applicano le disposizionidi cui alla legge 28 marzo 1991, n. 109, al decreto del Ministrodelle poste e delle telecomunicazioni 23 maggio 1992, n. 314,ed al decreto legislativo 12 novembre 1996, n. 614. Nei casi incui l'apparecchiatura terminale di utente non sia o non risultipiù conforme alle condizioni di omologazione, oppure presentidisfunzioni che possano danneggiare l'integrità della reteo creare un rischio fisico per le persone, si applica la seguenteprocedura:

a ) l'organismo di telecomunicazioni può sospenderela fornitura del servizio fino a che il terminale non venga disconnessodal punto terminale di rete;

b ) l'organismo di telecomunicazione informa immediatamentel'utente e l'Autorità della sospensione, specificando imotivi della stessa;

c ) non appena l'utente abbia assicurato che la predettaapparecchiatura terminale è stata disconnessa dal puntoterminale di rete, la fornitura del servizio è ripristinatatempestivamente e ne viene data idonea informazione.

Art. 15.
Protezione dei dati e tutela della riservatezza dellereti e delle comunicazioni

1. Per le problematiche attinenti alle misure di sicurezzaadottate dai fornitori di telecomunicazione accessibili al pubblico,ai dati personali relativi agli utenti e agli abbonati, all'identificazionedella linea chiamante e della linea collegata, nonché allechiamate a fini pubblicitari, si osservano le disposizioni dicui alle leggi 31 dicembre 1996, n.675 e n.676 e nei relatividecreti legislativi di attuazione.

Art. 16.
Rapporti con gli utenti

1. Ogni organismo di telecomunicazioni che fornisce serviziaccessibili al pubblico mediante reti di telecomunicazioni o sistemidi comunicazioni mobili è tenuto:

a ) ad utilizzare idonei schemi contrattuali con clausoleriferite alla descrizione degli specifici servizi forniti, airelativi livelli qualitativi che devono essere rispettati, almancato pagamento delle fatture, a qualsiasi conseguente interruzionedel servizio o disconnessione ed alle modalità di presentazionee trattazione dei reclami. Tali misure garantiscono che le eventualisospensioni dal servizio siano limitate, per quanto tecnicamentepossibile, al solo servizio interessato dal mancato pagamentoe che l'utente ne sia opportunamente preavvisato;

b ) a fornire diversi livelli analitici di fatturazionedettagliata su richiesta dell'utente, tenendo conto della sviluppodella rete o del sistema di telecomunicazioni e nel rispetto dellavigente legislazione. Le fatture dettagliate devono indicare adeguatamentela composizione degli addebiti. Le chiamate gratuite per l'utente,comprese le chiamate di emergenza, non compaiono nella fattura;

c ) a fornire, su richiesta, fermo restando quanto previstodall'articolo 12, comma 2, le informazioni complete e aggiornateconcernenti l'accesso e l'uso della rete telefonica pubblica fissae del servizio di telefonia vocale, in conformità al contenutodell'allegato L; per i servizi di comunicazioni mobili l'allegatoL costituisce utile riferimento;

d ) a comunicare agli utenti ed all'Autorità informazionisulle modifiche delle offerte di servizi esistenti e sulle nuoveofferte con almeno un mese di anticipo;

e ) ad indicare all'utente che ha chiesto il collegamentoalla rete telefonica pubblica fissa la data di attivazione delservizio.

2. Ogni organismo di telecomunicazioni informa gli utenti,su richiesta, in merito a norme o specifiche tecniche, in basealle quali sono forniti i servizi di telecomunicazioni e le prestazionisupplementari.

3. Ogni organismo di telecomunicazioni deve garantire chele offerte di servizi esistenti siano mantenute sul mercato perun congruo periodo di tempo e che la cessazione di un'offertao un cambiamento che ne modifichi il possibile uso possano averluogo solo dopo adeguato periodo di preavviso stabilito dall'Autorità.Tale preavviso è comunicato agli utenti interessati a curadell'organismo di telecomunicazioni.

4. Ogni organismo di telecomunicazioni è tenutoad informare in anticipo gli utenti, con mezzi adeguati, dei periodiin cui l'accesso o l'uso della rete pubblica di telecomunicazionipuò essere limitato o precluso a causa di interventi programmatidi manutenzione.

5. Ogni organismo di telecomunicazioni è tenutoad includere negli schemi di contratto le clausole contenute nellacarta dei servizi, di cui all'articolo 10, comma 5, relativamenteal servizio minimo fornito, alle modalità di indennizzoe di rimborso in caso di inosservanza dei livelli qualitatividel servizio stabiliti nel contratto, salva l'azionabilitàdegli ordinari rimedi previsti dall'ordinamento in caso di dannoderivante da inadempimento.

6. L'Autorità può proporre la modifica dellecondizioni contrattuali e delle condizioni di indennizzo e dirimborso applicate dagli organismi di telecomunicazione. I contrattidevono contenere indicazioni riguardanti modalità per avviareprocedure di conciliazione per la risoluzione di controversie.

Art. 17.
Elenchi abbonati e schede per la telefonia pubblica

1. L'Autorità provvede affinché:

a ) l'elenco degli abbonati al servizio di telefonia vocalesia reso disponibile, in uso gratuito, agli utenti, limitatamentealla rete urbana di appartenenza, su supporto cartaceo o elettronicoa richiesta, e lo stesso elenco sia aggiornato periodicamente;

b ) per ciò che riguarda i diritti degli abbonatirelativamente all'inserzione dei relativi nominativi negli elenchi,si osservano le disposizioni di cui alle leggi 31 dicembre 1996,n. 675 e n. 676 e relativi decreti legislativi di attuazione.

2. Ogni organismo di telecomunicazioni deve rendere disponibilied accessibili a condizioni eque, ragionevoli e non discriminatorie,su richiesta, le basi dei dati relativi agli elenchi pubblicidei propri abbonati al servizio di telefonia vocale anche al finedi consentire la realizzazione di elenchi telefonici generali.

3. Ogni organismo di telecomunicazione deve rendere disponibili,anche telematicamente, al centra elaborazione dati del Ministerodell'Interno gli elenchi di tutti i propri abbonati e di tuttigli acquirenti del traffico prepagato della telefonia mobile.

4. L'Autorità dispone affinché siano messia disposizione apparecchi telefonici pubblici a pagamento in gradodi soddisfare le ragionevoli esigenze degli utenti in terminisia di numero che di distribuzione e copertura geografica, daiquali sia possibile effettuare anche chiamate di emergenza. Lechiamate al numero unico europeo per chiamate di emergenza e lealtre chiamate di emergenza sono gratuite.

5. L'Autorità promuove l'introduzione graduale diapparecchi telefonici pubblici a pagamento armonizzati, inclusele interfacce di rete, conformi alle relative norme ETSI/CEN/CENELEC.

6. Le schede telefoniche prepagate armonizzate, da utilizzarenegli apparecchi telefonici a pagamento armonizzati nell'ambitodei Paesi dell'Unione europea, devono essere conformi alle relativenorma ETSI/CEN/CENELEC. Un riferimento alle norme armonizzateeuropee relative alle schede e alle apparecchiature deve esserepubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana,ai sensi dell'articolo 19, comma 3, lettera b).

Art. 18.
Conciliazione e risoluzione delle controversie

1. L'Autorità stabilisce procedure di conciliazionefacilmente accessibili e poco onerose per un'equa, tempestivae trasparente composizione delle controversie tra utenti ed organismidi telecomunicazioni e fra organismi di telecomunicazioni tradi loro. In caso di mancato accordo l'Autorità definisceil contenzioso mediante un atto vincolante tra le parti.

2. Un utente o un organismo di telecomunicazioni può,qualora la controversia interessi organismi di telecomunicazioniappartenenti ad altri Stati membri, ricorrere alla procedura diconciliazione mediante notifica scritta all'Autorità nazionaleed alla Commissione europea. Per le controversie riguardanti lacompetenza del comitato ONP, l'Autorità nazionale o laCommissione possono, se ritengono che vi siano i presupposti perun riesame, rinviare il caso al presidente del comitato ONP, comedescritto al comma 10.

3. L'Autorità può intervenire d'ufficio inqualsiasi momento ed è tenuta a farlo, se richiesta dauna delle parti, per le seguenti materie:

a ) accordi di interconnessione: fermo quanto previstoall'articolo 4 può indicare le questioni che devono essereoggetto di un accordo di interconnessione o fissare condizionispecifiche che una o più parti dell'accordo medesimo devonorispettare o, in via eccezionale, può richiedere modificazionidegli accordi di interconnessione gia conclusi, ove ciòsia giustificato ai fini di un'effettiva concorrenza e per garantirel'interoperabilità dei servizi a beneficio degli utenti;

b ) accordi di accesso speciale alla rete: fermo quantoprevisto all'articolo 5, può intervenire senza indugio,nell'interesse degli utenti, allo scopo di garantire che gli accordidi accesso speciale alla rete contengano condizioni rispondentiai principi di cui al medesimo articolo 5 e prevedano la conformitàalle norme applicabili, l'osservanza dei requisiti essenzialie il mantenimento della qualità da un punto terminale direte all'altro.

4. I provvedimenti dell'Autorità, adeguatamentemotivati, e le condizioni fissate dalla stessa sono rese pubblichesecondo le modalità dell'articolo 19, comma 3, letterab).

5. In caso di controversia in materia di interconnessionetra organismi di telecomunicazioni, su richiesta di una delleparti, l'Autorità si adopera per risolvere dette controversieanche in conformità alle procedure richiamate al comma1. A tal fine l'Autorità tiene conto, tra l'altro, di quantosegue:

a ) interesse degli utenti;

b ) obblighi o vincoli imposti alle parti dalla regolamentazione;

c ) interesse a promuovere offerte di mercato innovativee ad offrire agli utenti una vasta gamma di servizi di telecomunicazionia livello nazionale e comunitario;

d ) disponibilità di alternative valide, dal puntodi vista tecnico ed economico, all'interconnessione o all'accessospeciale richiesti;

e ) interesse a garantire disposizioni in materia di paritàdi accesso;

f ) necessita di conservare l'integrità della retepubblica di telecomunicazioni e l'interoperabilità deiservizi;

g ) tipo di richiesta rispetto alle risorse disponibiliper soddisfarla;

h ) posizioni relative di mercato delle parti;

i ) interesse pubblico;

l ) promozione della concorrenza;

m ) necessità di garantire il servizio universale.

6. Qualora gli organismi autorizzati a fornire reti pubblichedi telecomunicazioni e servizi di telecomunicazioni accessibilial pubblico non abbiano interconnesso le loro strutture, l'Autorità,nel rispetto del principio di proporzionalità e nell'interessedegli utenti, può imporre agli organismi interessati diinterconnettere le loro strutture al fine di proteggere interessipubblici fondamentali e può fissare le condizioni dell'interconnessione.

7. In caso di controversia in materia di interconnessionefra organismi che operano in base alle autorizzazioni rilasciatedal rispettivo Stato, ciascuna parte può deferire la controversiaalla propria Autorità, sempreché la controversianon sia di competenza di un'unica Autorità nazionale cheoperi in base al comma 5. Le Autorità interessate allavertenza coordinano la loro attività per risolvere la controversiasempre nel rispetto dei principi di cui al comma 5.

8. Se le autorità nazionali di regolamentazioneinteressate non concordano tra di loro una soluzione della controversiaentro sei mesi dal suo deferimento, una di esse può avvalersidella procedura descritta al comma 9, inviando una comunicazionescritta alla Commissione; di essa trasmette copia per conoscenzaalle parti e alle autorità nazionali di regolamentazioneinteressate. La decisione della Commissione ha forza vincolantesolo in caso di accordo di tutte le parti.

9. Nel caso di cui al comma 8, il presidente del comitatoONP, verificato che siano stati fatti tutti gli sforzi ragionevolia livello nazionale, avvia la seguente procedura:

a ) costituisce un gruppo di lavoro composto da almenodue membri del comitato ONP, da un rappresentante delle autoritànazionali di regolamentazione interessate, dal presidente stessoo da altro funzionario della Commissione da lui designato. Ilgruppo di lavoro è presieduto dal rappresentante dellaCommissione e si riunisce di norma entro dieci giorni dalla suaconvocazione. Il presidente del gruppo di lavoro può decidere,su proposta di qualsiasi membro del gruppo, di richiedere la consulenzadi uno o due esperti;

b ) il ricorrente, le autorità nazionali di regolamentazionedegli Stati membri interessati e gli organismi di telecomunicazioniinteressati hanno la possibilità di presentare osservazioniin forma scritta ed orale al gruppo di lavoro;

c ) il gruppo di lavoro si adopera affinché siaraggiunto un accordo tra le parti interessate entro sei mesi dalladata di ricevimento della notifica di cui al comma 8. Il presidenteprovvede ad informare il comitato ONP dei risultati di questaprocedura affinché quest'ultimo possa esprimere il suoparere.

Art. 19.
Pubblicazione

1. L'Autorità provvede alla predisposizione delleprocedure di rilascio delle licenze individuali per la prestazionedel servizio di telefonia vocale e per l'installazione e la fornituradelle reti pubbliche di telecomunicazioni, dandone preventivacomunicazione alla Commissione. Tali procedure saranno pubblicatesenza indugio dopo l'entrata in vigore del regolamento.

2. L'Autorità provvede affinché i principiapplicati per la ripartizione dei costi relativi alla fornituradel servizio universale siano accessibili al pubblico.

3. L'Autorità provvede alla pubblicazione:

a ) di una relazione annuale che riporti il costo calcolatodegli obblighi di servizio universale e specifichi i contributidovuti dalle parti interessate;

b ) delle informazioni di cui: all'articolo 4, commi 4,6, 7, 14 e 17; all'articolo 5, comma 4; all'articolo 6, commi20, 21 e 23; all'articolo 10, comma 4; all'articolo 11, commi3 e 7; all'articolo 12, comma 2; all'articolo 17, comma 5; all'articolo18, comma 4;

c ) degli uffici e degli orari nei quali gli interessati,a domanda e senza spese, possono attingere le informazioni aggiornaterelative alle materie di cui agli articoli 4, 5, 6, 7 e 9;

d ) delle informazioni relative alle procedure per le autorizzazionigenerali;

e ) del piano annuale di ripartizione delle frequenze riservateai servizi di comunicazioni mobili e personali e dei programmidi ampliamento e di assegnazione di tali frequenze, rendendo ilpiano stesso disponibile a richiesta.

4. L'Autorità, di propria iniziativa o su domandadi un soggetto interessato, se constata che il numero di licenzeindividuali può essere aumentato, pubblica tale informazione.

5. L'Autorità vigila sull'obbligo degli organismidi telecomunicazioni di pubblicare informazioni aggiornate edadeguate alle esigenze della clientela circa le condizioni tecnicheed economiche di accesso alla rete telefonica pubblica fissa edai servizi di telecomunicazioni accessibili al pubblico.

Art. 20.
Sistemi di comunicazioni mobili e personali

1. L'Autorità rilascia le licenze individuali perla gestione dei sistemi mobili operanti in base allo standardDCS 1800, fermo quanto previsto dall'articolo 2, comma 8 e dall'articolo6.

2. Nel rispetto di quanto stabilito all'articolo 2, comma7, l'Autorità rilascia le licenze individuali perle applicazionidi accesso alla rete pubblica di telecomunicazioni - telepoint;in particolare l'utilizzazione della standard DECT è ammessa,previo rilascio di licenza individuale:

a ) per l'accesso alle reti di telecomunicazioni;

b ) per la prestazione dei servizi mobili senza filo offertial pubblico in ambito locale.

3. Non sono fissate restrizioni sull'abbinamento di tecnologieo sistemi mobili, in particolare qualora siano disponibili apparecchiaturemultistandard. L'Autorità, nel consentire l'abbinamento,accerta che sia garantita la concorrenza tra organismi di telecomunicazioninei mercati interessati.

4. I titolari di licenze individuali per lo svolgimentodei servizi pubblici di comunicazioni mobili e personali possonoprovvedere direttamente alla installazione delle infrastruttureoccorrenti per il funzionamento del sistema di comunicazioni mobilie personali, nonché richiedere all'Autorità l'assegnazione,a titolo oneroso, delle frequenze disponibili per i collegamentiin ponte radio.

5. I titolari di licenze individuali per lo svolgimentodei servizi pubblici di comunicazioni mobili e personali possonoimpiegare anche le infrastrutture fornite da terzi e possono provvedereall'uso in comune delle infrastrutture, di altri impianti e siti,limitatamente alle attività oggetto della licenza.

6. La sperimentazione delle applicazioni in tecnologiaDECT è subordinata ad autorizzazione provvisoria dell'Autorità.

Art. 21.
Norme finali

1. Il presente regolamento lascia impregiudicate:

a ) le norme specifiche gia adottate in materia di diffusionedi programmi audiovisivi destinati al pubblico nonché delrelativo contenuto;

b ) le misure adottate in materia di difesa e per motividi pubblico interesse, segnatamente in relazione alla moralitàpubblica, alla pubblica sicurezza, ivi comprese le indagini sulleattività criminali, e all'ordine pubblico;

c ) le disposizioni in materia di tutela delle personee di altri soggetti rispetto al trattamento dei dati personalied in particolare la disciplina di cui alle leggi 31 dicembre1996, n. 675 e 676, nonché le attribuzioni demandate alGarante per la protezione dei dati personali anche riguardo allatematica della sicurezza.

2. Salvo quanto espressamente disposto dal presente regolamento,continuano ad applicarsi le vigenti disposizioni in materia ditelecomunicazioni. Continuano in particolare ad applicarsi, perle finalità di cui all'articolo 6, commi 20 e 21, e finoa diverso provvedimento dell'Autorità, le disposizionidi cui all'articolo 188 del codice postale.

3. Sono subordinati ad autorizzazione generale ovvero alicenza individuale, secondo le disposizioni del presente Regolamento,l'installazione di infrastrutture e l'esercizio di servizi ditelecomunicazioni ad uso privato di cui alle seguenti partizionidel libro quarto del codice postale: titolo primo, capo quarto;titolo terzo, capo secondo; titolo quarto, capo secondo.

4. Le concessioni e le autorizzazioni ad uso privato sonoadeguate in sede di rinnovo, ovvero, in ogni tempo, su iniziativadell'Autorità.

5. I titolari di concessioni ad uso privato ovvero di autorizzazionigia rilasciate alla data di entrata in vigore del presente regolamento,possono ottenere il rilascio di una autorizzazione di cui all'articolo6, alle condizioni ivi stabilite per l'uso proprio, istituzionaleovvero per l'offerta a terzi o al pubblico.

6. Il Gestore, entro trenta giorni dall'entrata in vigoredel presente regolamento, dovrà proporre all'Autoritàle condizioni tecniche ed amministrative che consentano di applicareai servizi radiomobili in tecnica DCS 1800 il principio in baseal quale spetta al Gestore dalla cui infrastruttura la chiamataè originata stabilire le condizioni economiche di offerta.Detta proposta dovrà ispirarsi, tra l'altro, ai seguenticriteri direttivi:

a ) indipendenza delle condizioni economiche di offertadal tipo di applicazione da parte degli utenti, eccetto quandosiano richiesti servizi o prestazioni supplementari;

b ) salvaguardia delle concorrenzialità del mercatodei servizi radiomobili;

c ) assoluta trasparenza di applicazione delle condizionieconomiche agli utenti;

d ) coerenza con le convenzioni vigenti per l'espletamentodei servizi radiomobili.

Art. 22.
Attribuzioni dell'Autorità

1. Fermo quanto previsto dal presente regolamento, l'ulterioredisciplina e le relative modalità di applicazione concernentile seguenti materie sono determinate dall'Autorità:

a ) individuazione dei soggetti aventi notevole forza dimercato;

b ) metodi di finanziamento degli oneri derivanti dall'obbligodi fornitura del servizio universale;

c ) accordi di interconnessione e relative informazioni;

d ) condizioni di accesso alle reti pubbliche di telecomunicazioni;

e ) condizioni per il rilascio di autorizzazioni generalie licenze individuali;

f ) individuazione dei casi in cui, in relazione alla presentazionedella dichiarazione prevista dall'articolo 6, comma 3, èconsentito il contestuale avvio del servizio;

g ) contributi e diritti per i procedimenti di rilasciodi autorizzazioni e di licenze;

h ) condizioni economiche dei servizi;

i ) qualità dei servizi;

l ) numerazione;

m ) ripartizione delle frequenze;

n ) modalità di sperimentazione dei servizi;

o ) modalità di irrogazione delle sanzioni.

Art. 23.
Competenze

1. Fino all'entrata in funzione dell'Autorità perle garanzie nelle comunicazioni competente per i settori oggettodel presente regolamento ed alla definizione delle corrispondentiattribuzioni, le funzioni ed i poteri previsti dal medesimo regolamentocompetono al Ministero delle comunicazioni.

2. Fino all'entrata in funzione dell'Autorità perle garanzie nelle comunicazioni, operano, con oneri a carico delbilancio del Ministero delle comunicazioni e presso il Ministerostesso, due commissioni con poteri consultivi competenti l'unanel settore dei sistemi e dei servizi di comunicazioni mobilie personali, l'altra nel settore delle reti e dei servizi diversi.Tali commissioni sono costituite dai rappresentanti dei fornitoridi servizi, delle associazioni degli utenti e da personalitàqualificate nominate dal Ministro delle comunicazioni.

3. Le commissioni di cui al comma 2 possono essere consultatedal Ministro delle comunicazioni e dall'Autorità per legaranzie nelle comunicazioni su tutte le questioni attinenti leprocedure di rilascio delle autorizzazioni generali e delle licenzeindividuali, le modifiche delle condizioni tecniche relative all'installazionedelle reti, le specifiche disposizioni tecniche ed economicherelative alla prestazione di servizi nel settore di competenza.

Il presente decreto, munito del sigillo della Stato, saràinserito nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblicaitaliana. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarlo e difarlo osservare.

Dato a Roma, addí 19 settembre 1997

SCALFARO

Prodi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Maccanico, Ministro delle comunicazioni