TRIBUNAL DE JUSTICIA DE LAS COMUNIDADES EUROPEAS

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COURT OF JUSTICE OF THE EUROPEAN COMMUNITIES

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CÚIRT BHREITHIÚNAIS NA gCÓMHPHOBAL EORPACH

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EUROPEISKA GEMENSKAPERNAS DOMSTOL

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COMUNICATO STAMPA n. 90/08

16 dicembre 2008

 

Sentenza della Corte di giustizia nella causa C-524/06

Heinz Huber / Germania

UN REGISTRO CENTRALIZZATO DEGLI STRANIERI PUŮ CONTENERE

UNICAMENTE DATI PERSONALI STRETTAMENTE NECESSARI PER

L’APPLICAZIONE DELLA NORMATIVA SUL DIRITTO DI SOGGIORNO

 

Il trattamento e la conservazione di tali dati relativi ai cittadini dell'Unione a fini statistici o di lotta alla criminalitą Ź contrario al diritto comunitario

 

L’ordinamento tedesco ha istituito un registro centralizzato (Ausländerzentralregister, AZR) che raccoglie taluni dati personali relativi agli stranieri che soggiornano nel territorio tedesco per un periodo superiore a tre mesi. L’Ufficio federale per l’immigrazione e i rifugiati (Bundesamt für Migration und Flüchtlinge) Ź responsabile della gestione di tale registro e coadiuva, segnatamente, le pubbliche amministrazioni competenti per l’attuazione della normativa in materia di stranieri. In particolare, l’AZR Ź utilizzato a fini statistici e in occasione dell’esercizio, da parte dei servizi di sicurezza e di polizia e delle autoritą giudiziarie, di competenze in materia di azioni giudiziarie e di ricerche relative a comportamenti criminali o che mettano a rischio la pubblica sicurezza.

Il sig. Huber, cittadino austriaco, si Ź stabilito in Germania nel 1996 per esercitarvi la professione di agente assicurativo indipendente. Ritenendosi discriminato perché dati personali che lo riguardano figurano nel registro centralizzato, e in particolare perché per i cittadini tedeschi non esiste una banca dati corrispondente, il sig. Huber ha richiesto la cancellazione di tali dati.

La Corte d’appello amministrativa del Land Renania del Nord-Westfalia (Oberverwaltunsgericht für das Land Nordhein-Westfalen), cui Ź stata sottoposta la controversia, chiede alla Corte di pronunciarsi sulla compatibilitą con il diritto comunitario del trattamento di dati personali effettuato nell’ambito di un registro centralizzato.

La Corte di giustizia constata, innanzi tutto, che i dati in questione sono dati personali ai sensi della direttiva sulla tutela dei dati personali 1. In conformitą alla direttiva, il trattamento di questi dati Ź lecito solo se necessario all’esecuzione di un compito di interesse pubblico o connesso all’esercizio di pubblici poteri.

 

La Corte ricorda che il diritto di soggiorno di un cittadino dell’Unione nel territorio di uno Stato membro di cui egli non ha la nazionalitą non Ź incondizionato e puė essere soggetto a limitazioni. Cosď, il fatto che uno Stato membro disponga di informazioni e di documenti pertinenti relativi agli stranieri ed utilizzi un registro, al fine di coadiuvare le autoritą incaricate di applicare la normativa in materia di soggiorno risulta, in linea di principio, legittimo, a condizione che sia rispettato il requisito della necessitą a norma della direttiva sulla tutela dei dati personali.

La Corte conclude che un sistema di trattamento di dati personali di questo tipo Ź conforme al diritto comunitario se contiene unicamente i dati necessari per l’applicazione da parte di tali autoritą di detta normativa e se il suo carattere centralizzato consente un’applicazione piĚ efficace della normativa in materia di diritto di soggiorno dei cittadini dell’Unione europea non aventi la nazionalitą di detto Stato.

Per quanto riguarda la conservazione ed il trattamento di tali dati a fini statistici, la Corte osserva che il diritto comunitario non vieta agli Stati membri di adottare provvedimenti atti a consentire alle autoritą nazionali di essere esattamente informate circa i movimenti di popolazione sul loro territorio. Tali statistiche presuppongono la raccolta da parte degli Stati di una certa quantitą di informazioni. Tuttavia, l’esercizio di tale competenza non rende per questo necessarie la raccolta e la conservazione dei dati nominativi effettuate nell’ambito del registro in questione. Di conseguenza, la Corte dichiara che un siffatto trattamento dei dati personali non rispetta il requisito della necessitą ai sensi della direttiva.

Infine, quanto all’impiego dei dati contenuti nel registro per finalitą di lotta alla criminalitą, la Corte rileva, tra l’altro, che tale obiettivo concerne la repressione dei reati commessi, a prescindere dalla nazionalitą dei loro autori. Ebbene, il registro non contiene dati personali dei cittadini dello Stato membro interessato, quindi un impiego per finalitą di lotta alla criminalitą viola il divieto di discriminazione ed Ź dunque in contrasto con il diritto comunitario.

 

Note                                       

1 Direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio 24 ottobre 1995, 95/46/CE, relativa alla tutela delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali, nonché alla libera circolazione di tali dati (GU L 281, pag. 31).

 

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Il testo integrale della sentenza si trova sul sito Internet della Corte

http://curia.europa.eu/jurisp/cgi-bin/form.pl?lang=IT&Submit=rechercher&numaff=C-524/06

Di regola tale testo puė essere consultato il giorno della pronuncia dalle ore 12 CET.

Per maggiori informazioni rivolgersi alla dott.ssa Estella Cigna Angelidis tel. (00352) 4303 2582 fax (00352) 4303 2674

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