Convenzione per la salvaguardia dei

Diritti dellĠUomo e delle Libertˆ fondamentali

cos“ come modificata dal

Protocollo nĦ 11

 

Protocolli nn. 1, 4, 6 e 7

Il testo della Convenzione era stato modificato conformemente alle disposizioni del Protocollo nĦ 3, entrato in vigore il 21 settembre 1970, del Protocollo nĦ 5, entrato in vigore il 20 dicembre 1971 e del Protocollo nĦ 8, entrato in vigore il 1Ħ gennaio 1990. Esso comprendeva inoltre il testo del Protocollo nĦ 2 che, conformemente al suo articolo 5, paragrafo 3, era divenuto parte integrante della Convenzione dal 21 settembre 1970, data della sua entrata in vigore. Tutte le disposizioni che erano state modificate o aggiunte dai suddetti Protocolli sono sostituite dal Protocollo nĦ 11 a partire dalla data della sua entrata in vigore, il 1Ħ novembre 1998. Inoltre, a partire da questa stessa data, il Protocollo nĦ 9, entrato in vigore il 1Ħ ottobre 1994,  abrogato.

Cancelleria della Corte europea dei Diritti dellĠUomo

Novembre 1998

 

CONVENZIONE PER LA SALVAGUARDIA

DEI DIRITTI DELLĠUOMO E DELLE

LIBERTË FONDAMENTALI

(ROMA, 4.XI.1950)

 

I Governi firmatari, Membri del Consiglio dĠEuropa,

Considerata la Dichiarazione Universale dei Diritti dellĠUomo, proclamata dallĠAssemblea delle Nazioni Unite il 10 dicembre 1948;

Considerato che detta Dichiarazione mira a garantire il riconoscimento e lĠapplicazione universali ed effettivi dei diritti che vi sono enunciati;

Considerato che il fine del Consiglio dĠEuropa  quello di realizzare unĠunione pi stretta tra i suoi Membri, e che uno dei mezzi per conseguire tale fine  la salvaguardia e lo sviluppo dei Diritti dellĠUomo e delle Libertˆ fondamentali;

Riaffermato il loro profondo attaccamento a tali libertˆ fondamentali che costituiscono le basi stesse della giustizia e della pace nel mondo e il cui mantenimento si fonda essenzialmente, da una parte, su un regime politico effettivamente democratico e dallĠaltra, su una concezione comune e un comune rispetto dei Diritti dellĠUomo di cui essi si valgono;

Risoluti, in quanto governi di Stati europei animati da uno stesso spirito e forti di un patrimonio comune di tradizioni e di ideali politici, di rispetto della libertˆ e di preminenza del diritto, a prendere le prime misure atte ad assicurare la garanzia collettiva di alcuni dei diritti enunciati nella Dichiarazione Universale,

hanno convenuto quanto segue:

 

Articolo 1 - Obbligo di rispettare i Diritti dellĠUomo

Le Alte Parti Contraenti riconoscono ad ogni persona sottoposta alla loro giurisdizione i diritti e le libertˆ enunciati nel Titolo primo della presente Convenzione.

 

TITOLO 1 - DIRITTI E LIBERTË

Articolo 2 - Diritto alla vita

1 Il diritto alla vita di ogni persona  protetto dalla legge. Nessuno pu˜ essere intenzionalmente privato della vita, salvo che in esecuzione di una sentenza capitale pronunciata da un tribunale, nel caso in cui il reato sia punito dalla legge con tale pena.

2 La morte non si considera cagionata in violazione del presente articolo se  il risultato di un ricorso alla forza resosi assolutamente necessario:

a per garantire la difesa di ogni persona contro la violenza illegale;

b per eseguire un arresto regolare o per impedire lĠevasione di una persona regolarmente detenuta;

c per reprimere, in modo conforme alla legge, una sommossa o unĠinsurrezione.

Articolo 3 - Proibizione della tortura

Nessuno pu˜ essere sottoposto a tortura nŽ a pene o trattamenti inumani o degradanti.

Articolo 4 - Proibizione della schiavit e del lavoro forzato

1 Nessuno pu˜ essere tenuto in condizioni di schiavit o di servit.

2 Nessuno pu˜ essere costretto a compiere un lavoro forzato o obbligatorio.

3 Non  considerato Çlavoro forzato o obbligatorioÈ ai sensi del presente articolo:

a il lavoro normalmente richiesto ad una persona detenuta alle condizioni previste dallĠarticolo 5 della presente Convenzione o durante il periodo di libertˆ condizionale;

b il servizio militare o, nel caso degli obiettori di coscienza nei paesi dove lĠobiezione di coscienza  considerata legittima, qualunque altro servizio sostitutivo di quello militare obbligatorio;

c qualunque servizio richiesto in caso di crisi o di calamitˆ che minacciano la vita o il benessere della comunitˆ;

d qualunque lavoro o servizio facente parte dei normali doveri civici.

Articolo 5 - Diritto alla libertˆ e alla sicurezza

1 Ogni persona ha diritto alla libertˆ e alla sicurezza. Nessuno pu˜ essere privato della libertˆ, se non nei casi seguenti e nei modi previsti dalla legge:

a se  detenuto regolarmente in seguito a condanna da parte di un tribunale competente;

b se si trova in regolare stato di arresto o di detenzione per violazione di un provvedimento emesso, conformemente alla legge, da un tribunale o allo scopo di garantire lĠesecuzione di un obbligo prescritto dalla legge;

c se  stato arrestato o detenuto per essere tradotto dinanzi allĠautoritˆ giudiziaria competente, quando vi sono motivi plausibili di sospettare che egli abbia commesso un reato o vi sono motivi fondati di ritenere che sia necessario impedirgli di commettere un reato o di darsi alla fuga dopo averlo commesso;

d se si tratta della detenzione regolare di un minore decisa allo scopo di sorvegliare la sua educazione oppure della sua detenzione regolare al fine di tradurlo dinanzi allĠautoritˆ competente;

e se si tratta della detenzione regolare di una persona suscettibile di propagare una malattia contagiosa, di un alienato, di un alcolizzato, di un tossicomane o di un vagabondo;

f se si tratta dellĠarresto o della detenzione regolari di una persona per impedirle di entrare illegalmente nel territorio, oppure di una persona contro la quale  in corso un procedimento dĠespulsione o dĠestradizione.

2 Ogni persona arrestata deve essere informata, al pi presto e in una lingua a lei comprensibile, dei motivi dellĠarresto e di ogni accusa formulata a suo carico.

3 Ogni persona arrestata o detenuta, conformemente alle condizioni previste dal paragrafo 1.c del presente articolo, deve essere tradotta al pi presto dinanzi ad un giudice o ad un altro magistrato autorizzato dalla legge ad esercitare funzioni giudiziarie e ha diritto di essere giudicata entro un termine ragionevole o di essere messa in libertˆ durante la procedura. La scarcerazione pu˜ essere subordinata a garanzie che assicurino la comparizione dellĠinteressato allĠudienza.

4 Ogni persona privata della libertˆ mediante arresto o detenzione ha il diritto di presentare un ricorso ad un tribunale, affinchŽ decida entro breve termine sulla legittimitˆ della sua detenzione e ne ordini la scarcerazione se la detenzione  illegittima.

5 Ogni persona vittima di arresto o di detenzione in violazione di una delle disposizioni del presente articolo ha diritto ad una riparazione.

Articolo 6 - Diritto a un equo processo

1 Ogni persona ha diritto a che la sua causa sia esaminata equamente, pubblicamente ed entro un termine ragionevole da un tribunale indipendente e imparziale, costituito per legge, il quale sia chiamato a pronunciarsi sulle controversie sui suoi diritti e doveri di carattere civile o sulla fondatezza di ogni accusa penale formulata nei suoi confronti. La sentenza deve essere resa pubblicamente, ma lĠaccesso alla sala dĠudienza pu˜ essere vietato alla stampa e al pubblico durante tutto o parte del processo nellĠinteresse della morale, dellĠordine pubblico o della sicurezza nazionale in una societˆ democratica, quando lo esigono gli interessi dei minori o la protezione della vita privata delle parti in causa, o, nella misura giudicata strettamente necessaria dal tribunale, quando in circostanze speciali la pubblicitˆ possa portare pregiudizio agli interessi della giustizia.

2 Ogni persona accusata di un reato  presunta innocente fino a quando la sua colpevolezza non sia stata legalmente accertata.

3 In particolare, ogni accusato ha diritto di:

a essere informato, nel pi breve tempo possibile, in una lingua a lui comprensibile e in modo dettagliato, della natura e dei motivi dellĠaccusa formulata a suo carico;

b disporre del tempo e delle facilitazioni necessarie a preparare la sua difesa;

c difendersi personalmente o avere lĠassistenza di un difensore di sua scelta e, se non ha i mezzi per retribuire un difensore, poter essere assistito gratuitamente da un avvocato dĠufficio, quando lo esigono gli interessi della giustizia;

d esaminare o far esaminare i testimoni a carico ed ottenere la convocazione e lĠesame dei testimoni a discarico nelle stesse condizioni dei testimoni a carico;

e farsi assistere gratuitamente da un interprete se non comprende o non parla la lingua usata in udienza.

Articolo 7 - Nulla poena sine lege

1 Nessuno pu˜ essere condannato per una azione o una omissione che, al momento in cui  stata commessa, non costituiva reato secondo il diritto interno o internazionale. Parimenti, non pu˜ essere inflitta una pena pi grave di quella applicabile al momento in cui il reato  stato commesso.

2 Il presente articolo non ostacolerˆ il giudizio e la condanna di una persona colpevole di una azione o di una omissione che, al momento in cui  stata commessa, costituiva un crimine secondo i principi generali di diritto riconosciuti dalle nazioni civili.

Articolo 8 - Diritto al rispetto della vita privata e familiare

1 Ogni persona ha diritto al rispetto della propria vita privata e familiare, del proprio domicilio e della propria corrispondenza.

2 Non pu˜ esservi ingerenza di una autoritˆ pubblica nellĠesercizio di tale diritto a meno che tale ingerenza sia prevista dalla legge e costituisca una misura che, in una societˆ democratica,  necessaria alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al benessere economico del paese, alla difesa dellĠordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, o alla protezione dei diritti e delle libertˆ altrui.

Articolo 9 - Libertˆ di pensiero, di coscienza e di religione

1 Ogni persona ha diritto alla libertˆ di pensiero, di coscienza e di religione; tale diritto include la libertˆ di cambiare religione o credo, cos“ come la libertˆ di manifestare la propria religione o il proprio credo individualmente o collettivamente, in pubblico o in privato, mediante il culto, lĠinsegnamento, le pratiche e lĠosservanza dei riti.

2 La libertˆ di manifestare la propria religione o il proprio credo non pu˜ essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una societˆ democratica, alla pubblica sicurezza, alla protezione dellĠordine, della salute o della morale pubblica, o alla protezione dei diritti e della libertˆ altrui.

Articolo 10 - Libertˆ di espressione

1 Ogni persona ha diritto alla libertˆ dĠespressione. Tale diritto include la libertˆ dĠopinione e la libertˆ di ricevere o di comunicare informazioni o idee senza che vi possa essere ingerenza da parte delle autoritˆ pubbliche e senza limiti di frontiera. Il presente articolo non impedisce agli Stati di sottoporre a un regime di autorizzazione le imprese di radiodiffusione, cinematografiche o televisive.

2 LĠesercizio di queste libertˆ, poichŽ comporta doveri e responsabilitˆ, pu˜ essere sottoposto alle formalitˆ, condizioni, restrizioni o sanzioni che sono previste dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una societˆ democratica, alla sicurezza nazionale, allĠintegritˆ territoriale o alla pubblica sicurezza, alla difesa dellĠordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale, alla protezione della reputazione o dei diritti altrui, per impedire la divulgazione di informazioni riservate o per garantire lĠautoritˆ e lĠimparzialitˆ del potere giudiziario.

Articolo 11 - Libertˆ di riunione e di associazione

1 Ogni persona ha diritto alla libertˆ di riunione pacifica e alla libertˆ dĠassociazione, ivi compreso il diritto di partecipare alla costituzione di sindacati e di aderire ad essi per la difesa dei propri interessi.

2 LÔesercizio di questi diritti non pu˜ essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono stabilite dalla legge e che costituiscono misure necessarie, in una societˆ democratica, alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, alla difesa dellĠordine e alla prevenzione dei reati, alla protezione della salute o della morale e alla protezione dei diritti e delle libertˆ altrui. Il presente articolo non osta a che restrizioni legittime siano imposte allĠesercizio di tali diritti da parte dei membri delle forze armate, della polizia o dellĠamministrazione dello Stato.

Articolo 12 - Diritto al matrimonio

A partire dallĠetˆ minima per contrarre matrimonio, lĠuomo e la donna hanno il diritto di sposarsi e di fondare una famiglia secondo le leggi nazionali che regolano lĠesercizio di tale diritto.

Articolo 13 - Diritto ad un ricorso effettivo

Ogni persona i cui diritti e le cui libertˆ riconosciuti nella presente Convenzione siano stati violati, ha diritto ad un ricorso effettivo davanti ad unĠistanza nazionale, anche quando la violazione sia stata commessa da persone che agiscono nellĠesercizio delle loro funzioni ufficiali.

Articolo 14 - Divieto di discriminazione

Il godimento dei diritti e delle libertˆ riconosciuti nella presente Convenzione deve essere assicurato senza nessuna discriminazione, in particolare quelle fondate sul sesso, la razza, il colore, la lingua, la religione, le opinioni politiche o quelle di altro genere, lĠorigine nazionale o sociale, lĠappartenenza a una minoranza nazionale, la ricchezza, la nascita o ogni altra condizione.

Articolo 15 - Deroga in caso di stato dĠurgenza

1 In caso di guerra o in caso di altro pericolo pubblico che minacci la vita della nazione, ogni Alta Parte Contraente pu˜ adottare delle misure in deroga agli obblighi previsti dalla presente Convenzione, nella stretta misura in cui la situazione lo richieda e a condizione che tali misure non siano in conflitto con gli altri obblighi derivanti dal diritto internazionale.

2 La disposizione precedente non autorizza alcuna deroga allĠarticolo 2, salvo il caso di decesso causato da legittimi atti di guerra, e agli articoli 3, 4 (paragrafo 1) e 7.

3 Ogni Alta Parte Contraente che eserciti tale diritto di deroga tiene informato nel modo pi completo il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa sulle misure prese e sui motivi che le hanno determinate. Deve ugualmente informare il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa della data in cui queste misure cessano dĠessere in vigore e in cui le disposizioni della Convenzione riacquistano piena applicazione.

Articolo 16 - Restrizioni allĠattivitˆ politica degli stranieri

Nessuna delle disposizioni degli articoli 10, 11 e 14 pu˜ essere interpretata nel senso di proibire alle Alte Parti Contraenti di imporre restrizioni allĠattivitˆ politica degli stranieri.

Articolo 17 - Divieto dellĠabuso di diritto

Nessuna disposizione della presente Convenzione pu˜ essere interpretata nel senso di comportare il diritto di uno Stato, un gruppo o un individuo di esercitare unĠattivitˆ o compiere un atto che miri alla distruzione dei diritti o delle libertˆ riconosciuti nella presente Convenzione o di imporre a tali diritti e libertˆ limitazioni pi ampie di quelle previste dalla stessa Convenzione.

Articolo 18 - Limite allĠapplicazione delle restrizioni ai diritti

Le restrizioni che, in base alla presente Convenzione, sono poste a detti diritti e libertˆ possono essere applicate solo allo scopo per cui sono state previste.

 

TITOLO II - CORTE EUROPEA DEI DIRITTI DELLĠUOMO

Articolo 19 - Istituzione della Corte

Per assicurare il rispetto degli impegni derivanti alle Alte Parti contraenti dalla presente Convenzione e dai suoi protocolli,  istituita una Corte europea dei Diritti dellĠUomo, di seguito denominata "la Corte". Essa funziona in modo permanente.

Articolo 20 - Numero di giudici

La Corte si compone di un numero di giudici pari a quello delle Alte Parti contraenti.

Articolo 21 - Condizioni per lĠesercizio delle funzioni

1 I giudici devono godere della pi alta considerazione morale e possedere i requisiti richiesti per lĠesercizio delle pi alte funzioni giudiziarie, o essere dei giureconsulti di riconosciuta competenza.

2 I giudici siedono alla Corte a titolo individuale.

3 Per tutta la durata del loro mandato, i giudici non possono esercitare alcuna attivitˆ incompatibile con le esigenze di indipendenza, di imparzialitˆ o di disponibilitˆ richieste da una attivitˆ esercitata a tempo pieno. Ogni questione che sorga in applicazione di questo paragrafo  decisa dalla Corte.

Articolo 22 - Elezione dei giudici

1 I giudici sono eletti dallĠAssemblea parlamentare in relazione a ciascuna Alta Parte contraente, a maggioranza dei voti espressi, su una lista di tre candidati presentata dallĠAlta Parte contraente.

2 La stessa procedura  seguita per completare la Corte nel caso in cui altre Alti Parti contraenti aderiscano e per provvedere ai seggi divenuti vacanti.

Articolo 23 - Durata del mandato

1 I giudici sono eletti per un periodo di sei anni. Essi sono rieleggibili. Tuttavia, per quanto concerne i giudici designati alla prima elezione, i mandati di una metˆ di essi scadranno al termine di tre anni.

2 I giudici il cui mandato scade al termine del periodo iniziale di tre anni sono estratti a sorte dal Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa, immediatamente dopo la loro elezione.

3 Al fine di assicurare, nella misura del possibile, il rinnovo dei mandati di una metˆ dei giudici ogni tre anni, lĠAssemblea parlamentare pu˜, prima di procedere ad ogni ulteriore elezione, decidere che uno o pi mandati dei giudici da eleggere abbiano una durata diversa da quella di sei anni, senza tuttavia che tale durata possa eccedere nove anni o essere inferiore a tre anni.

4 Nel caso in cui si debbano conferire pi mandati e lĠAssemblea parlamentare applichi il paragrafo precedente, la ripartizione dei mandati avviene mediante estrazione a sorte effettuata dal Segretario generale del Consiglio dĠEuropa immediatamente dopo lĠelezione.

5 Il giudice eletto in sostituzione di un giudice che non abbia completato il periodo delle sue funzioni, rimane in carica fino alla scadenza del mandato del suo predecessore.

6 Il mandato dei giudici termina al raggiungimento dellĠetˆ di 70 anni.

7 I giudici continuano a restare in carica fino alla loro sostituzione. Tuttavia essi continuano a trattare le cause di cui sono giˆ stati investiti.

Articolo 24 - Revoca

Un giudice pu˜ essere sollevato dalle sue funzioni solo se gli altri giudici decidono, a maggioranza dei due terzi, che egli non soddisfa pi i requisiti richiesti.

Articolo 25 - Ufficio di cancelleria e referendari

La Corte dispone di un ufficio di cancelleria i cui compiti e la cui organizzazione sono stabiliti dal regolamento della Corte. Essa  assistita da referendari.

Articolo 26 - Assemblea plenaria della Corte

La Corte riunita in Assemblea plenaria

a elegge per un periodo di tre anni il suo presidente ed uno o due vicepresidenti; essi sono rieleggibili;

b costituisce Camere per un periodo determinato;

c elegge i presidenti delle Camere della Corte che sono rieleggibili;

d adotta il regolamento della Corte, e

e elegge il Cancelliere ed uno o pi vice-cancellieri.

Articolo 27 - Comitati, Camere e Grande Camera

1 Per la trattazione di ogni caso che le viene sottoposto, la Corte procede in un comitato di tre giudici, in una Camera composta da sette giudici ed in una Grande Camera di diciassette giudici. Le Camere della Corte istituiscono i comitati per un periodo determinato.

2 Il giudice eletto in relazione ad uno Stato parte alla controversia  membro di diritto della Camera e della Grande Camera; in caso di assenza di questo giudice, o se egli non  in grado di svolgere la sua funzione, lo Stato parte nomina una persona che siede in qualitˆ di giudice.

3 Fanno altres“ parte della Grande Camera il Presidente della Corte, i vice-presidenti, i presidenti delle Camere e altri giudici designati in conformitˆ al regolamento della Corte. Se la controversia  deferita alla Grande Camera ai sensi dellĠarticolo 43, nessun giudice della Camera che ha pronunciato la sentenza pu˜ essere presente nella grande Camera, ad eccezione del presidente della Camera e del giudice che siede in relazione allo Stato in causa.

Articolo 28 - Dichiarazioni di irrecevibilitˆ da parte dei comitati

Un comitato pu˜, con voto unanime, dichiarare irricevibile o cancellare dal ruolo un ricorso individuale presentato ai sensi dellĠarticolo 34 quando tale decisione pu˜ essere adottata senza ulteriori accertamenti.

La decisione  definitiva.

Articolo 29 - Decisioni delle Camere sulla ricevibilitˆ ed il merito

1 Se nessuna decisione  stata adottata ai sensi dellĠarticolo 28, una delle Camere si pronuncia sulla ricevibilitˆ e sul merito dei ricorsi individuali presentati ai sensi dellĠarticolo 34.

2 Una delle Camere si pronuncia sulla ricevibilitˆ e sul merito dei ricorsi governativi presentati in virt dellĠarticolo 33.

3 Salvo diversa decisione della Corte in casi eccezionali, la decisione sulla ricevibilitˆ  adottata separatamente.

Articolo 30 - Rimessione alla Grande Camera

Se la questione oggetto del ricorso allĠesame di una Camera solleva gravi problemi di interpretazione della Convenzione o dei suoi protocolli, o se la sua soluzione rischia di dar luogo ad un contrasto con una sentenza pronunciata anteriormente dalla Corte, la Camera, fino a quando non abbia pronunciato la sua sentenza, pu˜ rimettere il caso alla Grande Camera a meno che una delle parti non vi si opponga.

Articolo 31 - Competenze della Grande Camera

La Grande Camera

a si pronuncia sui ricorsi presentati ai sensi dellĠarticolo 33 o dellĠarticolo 34 quando il caso le sia stato deferito dalla Camera ai sensi dellĠarticolo 30 o quando il caso le sia stato deferito ai sensi dellĠarticolo 43; e

b esamina le richieste di pareri consultivi presentate ai sensi dellĠarticolo 47.

Articolo 32 - Competenza della Corte

1 La competenza della Corte si estende a tutte le questioni concernenti lĠinterpretazione e lĠapplicazione della Convenzione e dei suoi protocolli che siano sottoposte ad essa alle condizioni previste dagli articoli 33, 34 e 47.

2 In caso di contestazione sulla competenza della Corte,  la Corte che decide.

Articolo 33 - Ricorsi interstatali

Ogni Alta Parte contraente pu˜ deferire alla Corte qualunque inosservanza delle disposizioni della Convenzione e dei suoi protocolli che essa ritenga possa essere imputata ad unĠaltra Alta Parte contraente.

Articolo 34 - Ricorsi individuali

La Corte pu˜ essere investita di un ricorso da parte di una persona fisica, unĠorganizzazione non governativa o un gruppo di privati che sostenga dĠessere vittima di una violazione da parte di una delle Alte Parti contraenti dei diritti riconosciuti nella Convenzione o nei suoi protocolli. Le Alte Parti contraenti si impegnano a non ostacolare con alcuna misura lĠesercizio effettivo di tale diritto.

Articolo 35 - Condizioni di ricevibilitˆ

1 La Corte non pu˜ essere adita se non dopo lĠesaurimento delle vie di ricorso interne, come inteso secondo i principi di diritto internazionale generalmente riconosciuti ed entro un periodo di sei mesi a partire dalla data della decisione interna definitiva.

2 La Corte non accoglie alcun ricorso inoltrato sulla base dellĠarticolo 34, se:

a  anonimo; oppure

b  essenzialmente identico ad uno precedentemente esaminato dalla Corte o giˆ sottoposto ad unĠaltra istanza internazionale dĠinchiesta o di risoluzione e non contiene fatti nuovi.

3 La Corte dichiara irricevibile ogni ricorso inoltrato in base allĠarticolo 34 quando essa giudichi tale ricorso incompatibile con le disposizioni della Convenzione o dei suoi protocolli, manifestamente infondato o abusivo.

4 La Corte respinge ogni ricorso che consideri irricevibile in applicazione del presente articolo. Essa pu˜ procedere in tal modo in ogni stato del procedimento.

Articolo 36 - Intervento di terzi

1 Per qualsiasi questione allĠesame di una Camera e o della Grande Camera, unĠAlta Parte contraente il cui cittadino sia ricorrente ha diritto di presentare osservazioni per iscritto e di partecipare alle udienze.

2 NellĠinteresse di una corretta amministrazione della giustizia, il presidente della Corte pu˜ invitare ogni Alta Parte contraente che non sia parte in causa o ogni persona interessata diversa dal ricorrente, a presentare osservazioni per iscritto o a partecipare alle udienze.

Articolo 37 - Cancellazione

1 In ogni momento della procedura, la Corte pu˜ decidere di cancellare un ricorso dal ruolo quando le circostanze permettono di concludere:

a che il ricorrrente non intende pi mantenerlo; oppure

b che la controversia  stata risolta; oppure

c che per ogni altro motivo di cui la Corte accerta lĠesistenza, la prosecuzione dellĠesame del ricorso non sia pi giustificata.

Tuttavia la Corte prosegue lĠesame del ricorso qualora il rispetto dei diritti dellĠuomo garantiti dalla Convenzione e dai suoi protocolli lo imponga.

2 La Corte pu˜ decidere una nuova iscrizione a ruolo di un ricorso se ritiene che le circostanze lo giustifichino.

Articolo 38 - Esame in contraddittorio del caso e procedura di regolamento amichevole

1 Quando dichiara che il ricorso  ricevibile, la Corte

a prosegue lĠesame della questione in contraddittorio con i rappresentanti delle Parti e, se del caso, procede ad unĠinchiesta per il cui efficace svolgimento gli Stati interessati forniranno tutte le facilitazioni necessarie;

b si mette a disposizione degli interessati al fine di pervenire ad un regolamento amichevole della controversia che si fondi sul rispetto dei diritti dellĠuomo quali sono riconosciuti dalla Convenzione e dai suoi protocolli.

2 La procedura descritta al paragrafo l.b  riservata.

Articolo 39 - Conclusione di un regolamento amichevole

In caso di regolamento amichevole, la Corte cancella il ricorso dal ruolo mediante una decisione che si limita ad una breve esposizione dei fatti e della soluzione adottata.

Articolo 40 - Udienza pubblica e accesso ai documenti

1 LĠudienza  pubblica a meno che la Corte non decida diversamente a causa di circostanze eccezionali.

2 I documenti depositati presso lĠufficio di cancelleria sono accessibili al pubblico a meno che il presidente della Corte non decida diversamente.

Articolo 41 - Equa soddisfazione

Se la Corte dichiara che vi  stata violazione della Convenzione o dei suoi protocolli e se il diritto interno dellĠAlta Parte contraente non permette se non in modo imperfetto di rimuovere le conseguenze di tale violazione, la Corte accorda, se del caso, unĠequa soddisfazione alla parte lesa.

Articolo 42 - Sentenze delle Camere

Le sentenze delle Camere divengono definitive conformemente alle disposizioni dellĠarticolo 44, paragrafo 2.

Articolo 43 - Rinvio dinnanzi alla Grande Camera

1 Entro un termine di tre mesi a decorrere dalla data della sentenza di una Camera, ogni parte alla controversia pu˜, in situazioni eccezionali, chiedere che il caso sia rinviato dinnanzi alla Grande Camera.

2 Un collegio di cinque giudici della Grande Camera accoglie la domanda quando la questione oggetto del ricorso solleva gravi problemi di interpretazione o di applicazione della Convenzione o dei suoi protocolli, o comunque unĠimportante questione di carattere generale.

3 Se il collegio accoglie la domanda, la Grande Camera si pronuncia sul caso con sentenza.

Articolo 44 - Sentenze definitive

1 La sentenza della Grande Camera  definitiva.

2 La sentenza di una Camera diviene definitiva

a quando le parti dichiarano che non richiederanno il rinvio del caso dinnanzi alla Grande Camera; oppure

b tre mesi dopo la data della sentenza, se non  stato richiesto il rinvio del caso dinnanzi alla Grande Camera; oppure

c se il collegio della Grande Camera respinge una richiesta di rinvio formulata ai sensi dellĠarticolo 43.

3 La sentenza definitiva  pubblicata.

Articolo 45 - Motivazione delle sentenze e delle decisioni

1 Le sentenze e le decisioni che dichiarano i ricorsi ricevibili o irricevibili devono essere motivate.

2 Se la sentenza non esprime in tutto o in parte lĠopinione unanime dei giudici, ogni giudice avrˆ diritto di allegarvi lĠesposizione della sua opinione individuale.

Articolo 46 - Forza vincolante ed esecuzione delle sentenze

1 Le Alte Parti contraenti si impegnano a conformarsi alle sentenze definitive della Corte sulle controversie nelle quali sono parti.

2 La sentenza definitiva della Corte  trasmessa al Comitato dei Ministri che ne sorveglia lĠesecuzione.

Articolo 47 - Pareri consultivi

1 La Corte pu˜, su richiesta del Comitato dei Ministri, fornire pareri consultivi su questioni giuridiche relative allĠinterpretazione della Convenzione e dei suoi protocolli.

2 Tali pareri non devono riguardare questioni inerenti al contenuto o alla portata dei diritti e libertˆ definiti nel Titolo I della Convenzione e nei protocolli, nŽ su altre questioni su cui la Corte o il Comitato dei Ministri potrebbero doversi pronunciare in seguito alla presentazione di un ricorso previsto dalla Convenzione.

3 La decisione del Comitato dei Ministri di chiedere un parere alla Corte  adottata con un voto della maggioranza dei rappresentanti che hanno il diritto di avere un seggio in seno al Comitato.

Articolo 48 - Competenza consultiva della Corte

La Corte decide se la richiesta di un parere consultivo presentata dal Comitato dei Ministri sia di sua competenza a norma dellĠarticolo 47.

Articolo 49 - Motivazione dei pareri consultivi

1 Il parere della Corte  motivato.

2 Se il parere non esprime in tutto o in parte lĠopinione unanime dei giudici, ogni giudice avrˆ diritto di allegarvi lĠesposizione della sua opinione individuale.

3 Il parere della Corte  trasmesso al Comitato dei Ministri.

Articolo 50 - Spese di funzionamento della Corte

Le spese di funzionamento della Corte sono a carico del Consiglio dĠEuropa.

Articolo 51 - Privilegi ed immunitˆ dei giudici

I giudici beneficiano, durante lĠesercizio delle loro funzioni, dei privilegi e delle immunitˆ previsti dallĠarticolo 40 dello Statuto del Consiglio dĠEuropa e dagli accordi conclusi in base a questo articolo.

 

TITOLO III - DISPOSIZIONI VARIE

Articolo 52 - Inchieste del Segretario Generale

Ogni Alta Parte Contraente, su domanda del Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa, fornirˆ le spiegazioni richieste sul modo in cui il proprio diritto interno assicura lĠeffettiva applicazione di tutte le disposizioni della presente Convenzione.

Articolo 53 - Salvaguardia dei diritti dellĠuomo riconosciuti

Nessuna delle disposizioni della presente Convenzione pu˜ essere interpretata in modo da limitare o pregiudicare i Diritti dellĠUomo e le Libertˆ fondamentali che possano essere riconosciuti in base alle leggi di ogni Parte Contraente o in base ad ogni altro accordo al quale essa partecipi.

Articolo 54 - Poteri del Comitato dei Ministri

Nessuna disposizione della presente Convenzione porta pregiudizio ai poteri conferiti al Comitato dei Ministri dallo Statuto del Consiglio dĠEuropa.

Articolo 55 - Rinuncia a strumenti alternativi di composizione delle controversie

Le Alte Parti Contraenti rinunciano reciprocamente, salvo compromesso speciale, ad avvalersi dei trattati, delle convenzioni o delle dichiarazioni tra di esse in vigore allo scopo di sottoporre, mediante ricorso, una controversia nata dallĠinterpretazione o dallĠapplicazione della presente Convenzione ad una procedura di risoluzione diversa da quelle previste da detta Convenzione.

Articolo 56 - Applicazione territoriale

1 Ogni Stato, al momento della ratifica o in ogni altro momento successivo, pu˜ dichiarare, mediante notifica indirizzata al Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa, che la presente Convenzione si applicherˆ, con riserva del paragrafo 4 del presente articolo, su tutti i territori o su determinati territori di cui esso cura le relazioni internazionali.

2 La Convenzione si applicherˆ sul territorio o sui territori designati nella notifica a partire dal trentesimo giorno successivo alla data in cui il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa avrˆ ricevuto tale notifica.

3 Sui detti territori le disposizioni della presente Convenzione saranno applicate tenendo conto delle necessitˆ locali.

4 Ogni Stato che abbia presentato una dichiarazione conformemente al primo paragrafo del presente articolo pu˜, in qualunque momento, dichiarare, relativamente ad uno o a pi territori indicati in tale dichiarazione, di accettare la competenza della Corte ad esaminare ricorsi di persone fisiche, organizzazioni non governative o gruppi di privati a norma dellĠarticolo 34 della Convenzione.

Articolo 57 - Riserve

1 Ogni Stato, al momento della firma della presente Convenzione o del deposito del suo strumento di ratifica, pu˜ formulare una riserva riguardo ad una determinata disposizione della Convenzione, nella misura in cui una legge in quel momento in vigore sul suo territorio non sia conforme a tale disposizione. Le riserve di carattere generale non sono autorizzate ai sensi del presente articolo.

2 Ogni riserva emessa in conformitˆ al presente articolo comporta una breve esposizione della legge in questione.

Articolo 58 - Denuncia

1 UnĠAlta Parte Contraente pu˜ denunciare la presente Convenzione solo dopo un periodo di cinque anni a partire dalla data di entrata in vigore della Convenzione nei suoi confronti e dando un preavviso di sei mesi mediante notifica indirizzata al Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa, che ne informa le altre Parti Contraenti.

2 Tale denuncia non pu˜ avere lĠeffetto di svincolare lĠAlta Parte Contraente interessata dagli obblighi contenuti nella presente Convenzione per quanto riguarda qualunque fatto suscettibile di costituire una violazione di tali obblighi, da essa posto in essere anteriormente alla data in cui la denuncia  divenuta efficace.

3 Alla stessa condizione, cesserebbe dĠesser Parte alla presente Convenzione qualunque Parte Contraente che non fosse pi Membro del Consiglio dĠEuropa.

4 La Convenzione pu˜ essere denunciata in conformitˆ alle disposizioni dei precedenti paragrafi per quanto riguarda ogni territorio in relazione al quale sia stata dichiarata applicabile in base allĠarticolo 56.

Articolo 59 - Firma e ratifica

1 La presente Convenzione  aperta alla firma dei Membri del Consiglio dĠEuropa. Essa sarˆ ratificata. Le ratifiche saranno depositate presso il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa.

2 La presente Convenzione entrerˆ in vigore dopo il deposito di dieci strumenti di ratifica.

3 Per ogni firmatario che la ratificherˆ successivamente, la Convenzione entrerˆ in vigore dal momento del deposito dello strumento di ratifica.

4 Il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa notificherˆ a tutti i Membri del Consiglio dĠEuropa lĠentrata in vigore della Convenzione, i nomi delle Alte Parti Contraenti che lĠavranno ratificata, nonchŽ il deposito di ogni altro strumento di ratifica avvenuto successivamente.

5 Fatto a Roma il 4 novembre 1950 in francese e in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sarˆ depositato presso gli archivi del Consiglio dĠEuropa. Il Segretario Generale ne trasmetterˆ copie autenticate a tutti i firmatari.

 

PROTOCOLLO ADDIZIONALE

(PARIGI, 20.III.1952)

 

I Governi firmatari, Membri del Consiglio dĠEuropa,

Risoluti ad adottare misure idonee ad assicurare la garanzia collettiva di certi diritti e libertˆ oltre quelli che giˆ figurano nel Titolo I della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dellĠUomo e delle Libertˆ fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (qui di seguito denominata Çla ConvenzioneÈ),

Hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1 - Protezione della proprietˆ

Ogni persona fisica o giuridica ha diritto al rispetto dei suoi beni.

Nessuno pu˜ essere privato della sua proprietˆ se non per causa di pubblica utilitˆ e nelle condizioni previste dalla legge e dai principi generali del diritto internazionale.

Le disposizioni precedenti non portano pregiudizio al diritto degli Stati di porre in vigore le leggi da essi ritenute necessarie per disciplinare lĠuso dei beni in modo conforme allĠinteresse generale o per assicurare il pagamento delle imposte o di altri contributi o delle ammende.

Articolo 2 - Diritto allĠistruzione

Il diritto allĠistruzione non pu˜ essere rifiutato a nessuno. Lo Stato, nellĠesercizio delle funzioni che assume nel campo dellĠeducazione e dellĠinsegnamento, deve rispettare il diritto dei genitori di provvedere a tale educazione e a tale insegnamento secondo le loro convinzioni religiose e filosofiche.

Articolo 3 - Diritto a libere elezioni

Le Alte Parti Contraenti si impegnano ad organizzare, ad intervalli ragionevoli, libere elezioni a scrutinio segreto, in condizioni tali da assicurare la libera espressione dellĠopinione del popolo sulla scelta del corpo legislativo.

Articolo 4 - Applicazione territoriale

Ogni Alta Parte Contraente, al momento della firma o della ratifica del presente Protocollo o in ogni altro momento successivo, pu˜ presentare al Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa una dichiarazione che indichi i limiti entro cui si impegna ad applicare le disposizioni del presente Protocollo sui territori di cui cura le relazioni internazionali, designati nella stessa dichiarazione.

Ogni Alta Parte Contraente che abbia presentato una dichiarazione in virt del paragrafo precedente pu˜, di volta in volta, presentare una nuova dichiarazione che modifichi i termini di ogni dichiarazione precedente o che ponga fine allĠapplicazione delle disposizioni del presente Protocollo su di un qualsiasi territorio.

Una dichiarazione presentata conformemente al presente articolo sarˆ considerata come presentata in conformitˆ al paragrafo 1 dellĠarticolo 56 della Convenzione.

Articolo 5 - Relazioni con la Convenzione

Le Alte Parti Contraenti considereranno gli articoli 1, 2, 3 e 4 del presente Protocollo come articoli addizionali alla Convenzione e tutte le disposizioni della Convenzione si applicheranno di conseguenza.

Articolo 6 - Firma e ratifica

Il presente Protocollo  aperto alla firma dei Membri del Consiglio dĠEuropa, firmatari della Convenzione; esso sarˆ ratificato contemporaneamente alla Convenzione o dopo la ratifica di questĠultima. Esso entrerˆ in vigore dopo il deposito di dieci strumenti di ratifica. Per ogni firmatario che lo ratificherˆ successivamente, il Protocollo entrerˆ in vigore dal momento del deposito dello strumento di ratifica.

Gli strumenti di ratifica saranno depositati presso il Segretariato Generale del Consiglio dĠEuropa che notificherˆ a tutti i Membri i nomi di quelli che lo avranno ratificato.

Fatto a Parigi il 20 marzo 1952 in francese e in inglese, i due testi

facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sarˆ depositato presso gli archivi del Consiglio dĠEuropa. Il Segretario Generale ne trasmetterˆ copia autenticata ad ognuno dei Governi firmatari.

 

PROTOCOLLO NĦ 4 CHE RICONOSCE

ALCUNI DIRITTI E LIBERTË OLTRE

QUELLI CHE GIË FIGURANO NELLA

CONVENZIONE E NEL PROTOCOLLO

ADDIZIONALE ALLA CONVENZIONE

(STRASBURGO, 16.IX.1963)

 

I Governi firmatari, Membri del Consiglio dĠEuropa,

Risoluti ad adottare misure idonee ad assicurare la garanzia collettiva di diritti e libertˆ oltre quelli che giˆ figurano nel Titolo I della Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dellĠUomo e delle Libertˆ fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (qui di seguito denominata Çla ConvenzioneÈ) e negli articoli da 1 a 3 del primo Protocollo addizionale alla Convenzione, firmato a Parigi il 20 marzo 1952,

Hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1 - Divieto di imprigionamento per debiti

Nessuno pu˜ essere privato della sua libertˆ per il solo fatto di non essere in grado di adempiere ad unĠobbligazione contrattuale.

Articolo 2 - Libertˆ di circolazione

1 Chiunque si trovi regolarmente sul territorio di uno Stato ha il diritto di circolarvi liberamente e di fissarvi liberamente la sua residenza.

2 Ognuno  libero di lasciare qualsiasi Paese, compreso il proprio.

3 LĠesercizio di tali diritti non pu˜ essere oggetto di restrizioni diverse da quelle che sono previste dalla legge e che costituiscono, in una societˆ democratica, misure necessarie alla sicurezza nazionale, alla pubblica sicurezza, al mantenimento dellĠordine pubblico, alla prevenzione delle infrazioni penali, alla protezione della salute o della morale o alla protezione dei diritti e libertˆ altrui.

4 I diritti riconosciuti al paragrafo 1 possono anche, in alcune zone determinate, essere oggetto di restrizioni previste dalla legge e giustificate dallĠinteresse pubblico in una societˆ democratica.

Articolo 3 - Divieto di espulsione dei cittadini

1 Nessuno pu˜ essere espulso, a seguito di una misura individuale o collettiva, dal territorio dello Stato di cui  cittadino.

2 Nessuno pu˜ essere privato del diritto di entrare nel territorio dello Stato di cui  cittadino.

Articolo 4 - Divieto di espulsioni collettive di stranieri

Le espulsioni collettive di stranieri sono vietate.

Articolo 5 - Applicazione territoriale

1 Ogni Alta Parte Contraente, al momento della firma o della ratifica del presente Protocollo o in ogni altro momento successivo, pu˜ presentare al Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa una dichiarazione che indichi i limiti entro cui si impegna ad applicare le disposizioni del presente Protocollo sui territori di cui cura le relazioni internazionali, designati nella medesima dichiarazione.

2 Ogni Alta Parte Contraente che abbia presentato una dichiarazione in virt del paragrafo precedente pu˜, di volta in volta, presentare una nuova dichiarazione che modifichi i termini di ogni dichiarazione precedente o che ponga fine allĠapplicazione delle disposizioni del presente Protocollo su di un qualsiasi territorio.

3 Una dichiarazione presentata conformemente al presente articolo sarˆ considerata come presentata in conformitˆ al paragrafo 1 dellĠarticolo 56 della Convenzione.

4 Il territorio di ogni Stato sul quale il presente Protocollo si applica in virt della ratifica o dellĠaccettazione da parte di tale Stato e ciascuno dei territori sui quali il Protocollo si applica in virt di una dichiarazione sottoscritta dallo stesso Stato conformemente al presente articolo, saranno considerati come territori distinti ai fini dei riferimenti al territorio di uno Stato di cui agli articoli 2 e 3.

5 Ogni Stato che abbia reso una dichiarazione in conformitˆ ai paragrafi 1 o 2 del presente articolo pu˜, in qualsiasi momento successivo, dichiarare, relativamente ad uno o pi dei territori indicati in tale dichiarazione, di accettare la competenza della Corte a pronunciarsi sui ricorsi di persone fisiche, di organizzazioni non governative o di gruppi di privati, come previsto dallĠarticolo 34 della Convenzione, a norma degli articoli da 1 a 4 del presente Protocollo o di alcuni di essi.

Articolo 6 - Relazioni con la Convenzione

Le Alte Parti Contraenti considereranno gli articoli da 1 a 5 di questo Protocollo come articoli addizionali alla Convenzione e tutte le disposizioni della Convenzione si applicheranno di conseguenza.

Articolo 7 - Firma e ratifica

1 Il presente Protocollo  aperto alla firma dei Membri del Consiglio dĠEuropa, firmatari della Convenzione; esso sarˆ ratificato contemporaneamente alla Convenzione o dopo la sua ratifica. Esso entrerˆ in vigore dopo il deposito di cinque strumenti di ratifica. Per ogni firmatario che lo ratificherˆ successivamente, il Protocollo entrerˆ in vigore dal momento del deposito dello strumento di ratifica.

2 Gli strumenti di ratifica saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa che notificherˆ a tutti i Membri i nomi di quelli che lo avranno ratificato.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente Protocollo.

Fatto a Strasburgo il 16 settembre 1963 in francese e in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sarˆ depositato presso gli archivi del Consiglio dĠEuropa. Il Segretario Generale ne trasmetterˆ copia autenticata ad ognuno degli Stati firmatari.

 

PROTOCOLLO NĦ 6 RELATIVO

ALLĠABOLIZIONE DELLA PENA DI MORTE

(STRASBURGO, 28.IV.1983)

 

Gli Stati membri del Consiglio dĠEuropa, firmatari del presente Protocollo alla Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dellĠUomo e delle Libertˆ fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (qui di seguito denominata Çla ConvenzioneÈ),

Considerato che gli sviluppi intervenuti in diversi Stati membri del Consiglio dĠEuropa indicano una tendenza generale a favore dellĠabolizione della pena di morte,

Hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1 - Abolizione della pena di morte

La pena di morte  abolita. Nessuno pu˜ essere condannato a tale pena nŽ giustiziato.

Articolo 2 - Pena di morte in tempo di guerra

Uno Stato pu˜ prevedere nella propria legislazione la pena di morte per atti commessi in tempo di guerra o in caso di pericolo imminente di guerra; tale pena sarˆ applicata solo nei casi previsti da tale legislazione e conformemente alle sue disposizioni. Lo Stato comunicherˆ al Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa le disposizioni rilevanti della legislazione in questione.

Articolo 3 - Divieto di deroghe

Non  autorizzata alcuna deroga alle disposizioni del presente Protocollo ai sensi dellĠarticolo 15 della Convenzione.

Articolo 4 - Divieto di riserve

Non  ammessa alcuna riserva alle disposizioni del presente Protocollo ai sensi dellĠarticolo 57 della Convenzione.

Articolo 5 - Applicazione territoriale

1 Ogni Stato, al momento della firma o al momento del deposito del suo strumento di ratifica, dĠaccettazione o dĠapprovazione, pu˜ indicare il territorio o i territori sui quali si applicherˆ il presente Protocollo.

2 Ogni Stato, in qualunque altro momento successivo, mediante una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa, pu˜ estendere lĠapplicazione del presente Protocollo ad ogni altro territorio indicato nella dichiarazione. Il Protocollo entrerˆ in vigore per questo territorio il primo giorno del mese che segue la data di ricezione della dichiarazione da parte del Segretario Generale.

3 Ogni dichiarazione fatta in virt dei due paragrafi precedenti potrˆ essere revocata, per quanto riguarda ogni territorio designato in siffatta dichiarazione, mediante notifica indirizzata al Segretario Generale. La revoca avrˆ effetto a decorrere dal primo giorno del mese che segue la data di ricezione della notifica da parte del Segretario Generale.

Articolo 6 - Relazioni con la Convenzione

Gli Stati Contraenti considerano gli articoli da 1 a 5 del presente Protocollo come articoli addizionali alla Convenzione e tutte le disposizioni della Convenzione si applicheranno di conseguenza.

Articolo 7 - Firma e ratifica

Il presente Protocollo  aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio dĠEuropa, firmatari della Convenzione. Esso sarˆ sottoposto a ratifica, accettazione o approvazione. Uno Stato membro del Consiglio dĠEuropa non potrˆ ratificare, accettare o approvare il presente Protocollo senza avere simultaneamente o anteriormente ratificato la Convenzione. Gli strumenti di ratifica, dĠaccettazione o dĠapprovazione saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa.

Articolo 8 - Entrata in vigore

1 Il presente Protocollo entrerˆ in vigore il primo giorno del mese che segue la data alla quale cinque Stati membri del Consiglio dĠEuropa avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dal Protocollo conformemente alle disposizioni dellĠarticolo 7.

2 Per ogni Stato membro che esprimerˆ ulteriormente il suo consenso ad essere vincolato dal Protocollo, questo entrerˆ in vigore il primo giorno del mese che segue la data di deposito dello strumento di ratifica, dĠaccettazione o dĠapprovazione.

Articolo 9 - Funzioni del depositario

Il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa notificherˆ agli Stati membri del Consiglio:

a ogni firma;

b il deposito di ogni strumento di ratifica, dĠaccettazione o dĠapprovazione;

c ogni data dĠentrata in vigore del presente Protocollo conformemente agli articoli 5 e 8;

d ogni altro atto, notifica o comunicazione riguardante il presente Protocollo.

In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente Protocollo.

Fatto a Strasburgo il 28 aprile 1983 in francese ed in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sarˆ depositato presso gli archivi del Consiglio dĠEuropa. Il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa ne trasmetterˆ copia autenticata a ciascuno degli Stati membri del Consiglio dĠEuropa.

 

PROTOCOLLO NĦ 7

(STRASBURGO, 22.XI.1984)

 

Gli Stati membri del Consiglio dĠEuropa, firmatari del presente Protocollo,

Risoluti ad adottare ulteriori misure idonee ad assicurare la garanzia collettiva di alcuni diritti e libertˆ mediante la Convenzione per la Salvaguardia dei Diritti dellĠUomo e delle Libertˆ fondamentali, firmata a Roma il 4 novembre 1950 (qui di seguito denominata Çla ConvenzioneÈ),

Hanno convenuto quanto segue:

Articolo 1 - Garanzie procedurali in caso di espulsione di stranieri

1 Uno straniero regolarmente residente sul territorio di uno Stato non pu˜ essere espulso, se non in esecuzione di una decisione presa conformemente alla legge e deve poter:

a far valere le ragioni che si oppongono alla sua espulsione;

b far esaminare il suo caso; e

c farsi rappresentare a tali fini davanti allĠautoritˆ competente o ad una o pi persone designate da tale autoritˆ.

2 Uno straniero pu˜ essere espulso prima dellĠesercizio dei diritti enunciati al paragrafo 1.a, b e c del presente articolo, qualora tale espulsione sia necessaria nellĠinteresse dellĠordine pubblico o sia motivata da ragioni di sicurezza nazionale.

Articolo 2 - Diritto ad un doppio grado di giudizio in materia penale

1 Ogni persona dichiarata colpevole da un tribunale ha il diritto di far esaminare la dichiarazione di colpevolezza o la condanna da una giurisdizione superiore. LĠesercizio di tale diritto, ivi compresi i motivi per cui esso pu˜ essere esercitato,  disciplinato dalla legge.

2 Tale diritto pu˜ essere oggetto di eccezioni per reati minori, quali sono definiti dalla legge, o quando lĠinteressato  stato giudicato in prima istanza da un tribunale della giurisdizione pi elevata o  stato dichiarato colpevole e condannato a seguito di un ricorso avverso il suo proscioglimento.

Articolo 3 - Diritto di risarcimento in caso di errore giudiziario

Qualora una condanna penale definitiva sia successivamente annullata o qualora la grazia sia concessa perch un fatto sopravvenuto o nuove rivelazioni comprovano che vi  stato un errore giudiziario, la persona che ha scontato una pena in seguito a tale condanna sarˆ risarcita, conformemente alla legge o agli usi in vigore nello Stato interessato, a meno che non sia provato che la mancata rivelazione in tempo utile del fatto non conosciuto le sia interamente o parzialmente imputabile.

Articolo 4 - Diritto di non essere giudicato o punito due volte

1 Nessuno pu˜ essere perseguito o condannato penalmente dalla giurisdizione dello stesso Stato per un reato per il quale  giˆ stato assolto o condannato a seguito di una sentenza definitiva conformemente alla legge ed alla procedura penale di tale Stato.

2 Le disposizioni del paragrafo precedente non impediscono la riapertura del processo, conformemente alla legge ed alla procedura penale dello Stato interessato, se fatti sopravvenuti o nuove rivelazioni o un vizio fondamentale nella procedura antecedente sono in grado di inficiare la sentenza intervenuta.

3 Non  autorizzata alcuna deroga al presente articolo ai sensi dellĠarticolo 15 della Convenzione.

Articolo 5 - Paritˆ tra i coniugi

I coniugi godono dellĠuguaglianza di diritti e di responsabilitˆ di carattere civile tra di essi e nelle loro relazioni con i loro figli riguardo al matrimonio, durante il matrimonio e in caso di suo scioglimento. Il presente articolo non impedisce agli Stati di adottare le misure necessarie nellĠinteresse dei figli.

Articolo 6 - Applicazione territoriale

1 Ogni Stato, al momento della firma o al momento del deposito del suo strumento di ratifica, dĠaccettazione o dĠapprovazione, pu˜ designare il territorio o i territori sui quali si applicherˆ il presente Protocollo, indicando i limiti entro cui si impegna ad applicare le disposizioni del presente Protocollo su tale territorio o territori.

2 Ogni Stato, in qualunque altro momento successivo, mediante una dichiarazione indirizzata al Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa, pu˜ estendere lĠapplicazione del presente Protocollo ad ogni altro territorio indicato nella dichiarazione. Il Protocollo entrerˆ in vigore per questo territorio il primo giorno del mese successivo al termine di un periodo di due mesi dalla data di ricezione della dichiarazione da parte del Segretario Generale.

3 Ogni dichiarazione fatta in virt dei due paragrafi precedenti potrˆ essere revocata o modificata per quanto riguarda ogni territorio designato in tale dichiarazione, mediante notifica indirizzata al Segretario Generale. La revoca o la modifica avrˆ effetto a decorrere dal primo giorno del mese successivo al termine di un periodo di due mesi dalla data di ricezione della notifica da parte del Segretario Generale.

4 Una dichiarazione presentata conformemente al presente articolo sarˆ considerata come presentata in conformitˆ al paragrafo 1 dellĠarticolo 56 della Convenzione.

5 Il territorio di ogni Stato sul quale il presente Protocollo si applica in virt della ratifica, dellĠaccettazione o dellĠapprovazione da parte di tale Stato, e ciascuno dei territori sui quali il Protocollo si applica in virt di una dichiarazione sottoscritta dallo stesso Stato conformemente al presente articolo, possono essere considerati come territori distinti ai fini del riferimento al territorio di uno Stato di cui allĠarticolo 1.

6 Ogni Stato che abbia reso una dichiarazione conformemente ai paragrafi 1 o 2 del presente articolo, pu˜ in qualsiasi momento successivo, dichiarare, relativamente ad uno o pi dei territori indicati in tale dichiarazione, di accettare la competenza della Corte a pronunciarsi sui ricorsi di persone fisiche, o di organizzazioni non governative o di gruppi di privati, come previsto dallĠarticolo 34 della Convenzione a norma degli articoli da 1 a 5 del presente Protocollo.

Articolo 7 - Relazioni con la Convenzione

Gli Stati contraenti considerano gli articoli da 1 a 6 del presente Protocollo come articoli addizionali alla Convenzione e tutte le disposizioni della Convenzione si applicano di conseguenza.

Articolo 8 - Firma e ratifica

Il presente Protocollo  aperto alla firma degli Stati membri del Consiglio dĠEuropa che hanno firmato la Convenzione. Esso sarˆ sottoposto a ratifica, accettazione o approvazione. Uno Stato membro del Consiglio dĠEuropa non pu˜ ratificare, accettare o approvare il presente Protocollo senza aver simultaneamente o anteriormente ratificato la Convenzione.

Gli strumenti di ratifica, dĠaccettazione o dĠapprovazione saranno depositati presso il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa.

Articolo 9 - Entrata in vigore

1 Il presente Protocollo entrerˆ in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di due mesi decorrente dalla data in cui sette Stati membri del Consiglio dĠEuropa avranno espresso il loro consenso ad essere vincolati dal Protocollo conformemente alle disposizioni dellĠarticolo 8.

2 Per ogni Stato membro che esprimerˆ ulteriormente il suo consenso ad essere vincolato dal Protocollo, questo entrerˆ in vigore il primo giorno del mese successivo allo scadere di un periodo di due mesi decorrente dalla data del deposito dello strumento di ratifica, dĠaccettazione o dĠapprovazione.

Articolo 10 - Funzioni del depositario

Il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa notificherˆ agli Stati membri del Consiglio dĠEuropa:

a ogni firma;

b il deposito di ogni strumento di ratifica, dĠaccettazione o dĠapprovazione;

c ogni data dĠentrata in vigore del presente Protocollo conformemente agli articoli 6 e 9;

d ogni altro atto, notifica o dichiarazione riguardante il presente Protocollo.

e In fede di che, i sottoscritti, debitamente autorizzati a tal fine, hanno firmato il presente Protocollo.

Fatto a Strasburgo il 22 novembre 1984 in francese ed in inglese, i due testi facendo ugualmente fede, in un unico esemplare che sarˆ depositato presso gli archivi del Consiglio dĠEuropa. Il Segretario Generale del Consiglio dĠEuropa ne trasmetterˆ copia autenticata a ciascuno degli Stati membri del Consiglio dĠEuropa.