Bruxelles, 6.3.2002

Parere della Commissione
sulla modifica dello statuto e delle condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del Mediatore

COM (2002) 133 definitivo

RELAZIONE

1. L'istituto del Mediatore, introdotto dal Trattato sull'Unione europea firmato a Maastricht, costituisce uno dei principali elementi alla base della cittadinanza europea e del rafforzamento del controllo democratico. I principi fondamentali che disciplinano tale organo sono dettati dall'articolo 195 del Trattato, che prevede che lo statuto e le condizioni generali per l'esercizio delle funzioni del mediatore siano fissati mediante decisione del Parlamento - nella fattispecie decisione del 9 marzo 19941.

2. Con lettera del 13 dicembre 1999 il Mediatore europeo ha presentato al Parlamento europeo una richiesta volta ad ottenere una modifica delle disposizioni del suo statuto in tema di accesso ai documenti e di audizione di testimoni.

3. Il Mediatore ha proposto tre modifiche all'articolo 3, paragrafo 2:

— eliminazione della possibilità di rifiutare di fornire informazioni al Mediatore su un fascicolo "per motivi di segreto professionale debitamente giustificati";

— eliminazione dell'indicazione in base alla quale i funzionari chiamati a testimoniare davanti al Mediatore "rendono dichiarazioni a nome delle loro amministrazioni e in base alle istruzioni di queste e restano vincolati dall'obbligo del segreto professionale";

— inclusione dei membri delle istituzioni e degli organi comunitari nella categoria dei soggetti tenuti a testimoniare davanti al Mediatore a richiesta di quest'ultimo.

Con una nota del 14 maggio 2001 indirizzata alla Sig.ra Teresa Almeida-Garrett, relatrice della commissione per gli affari costituzionali, il Mediatore ha fatto sapere che intendeva ritirare l'ultima delle richieste sopraelencate.

4. Il Parlamento, nel corso della sessione plenaria del 6 settembre 2001, ha esaminato la prima e la seconda richiesta del Mediatore.

Esso ha proposto la soppressione dell'eccezione del segreto professionale per l'accesso ai fascicoli e l'eliminazione dell'espressione "a nome delle loro amministrazioni e in base alle istruzioni di queste" in relazione alla testimonianza dei funzionari.

L'espressione "restano vincolati dall'obbligo del segreto professionale" è stata eliminata e sostituita dal testo seguente: "essi sono tenuti a fornire informazioni complete e veridiche".

5. Il Parlamento, discostandosi dalle proposte del Mediatore, ha proposto che il Mediatore non possa divulgare il contenuto di documenti, in tutti i casi in cui essi siano classificati "'SECRET' (segreto) o 'CONFIDENTIEL' (riservatissimo)".

6. Per quanto concerne peraltro l'accesso ai documenti provenienti da Stati membri, il Parlamento europeo è andato al di là delle richieste del Mediatore. È consentito l'accesso del Mediatore a tutti i documenti riservati previa informazione dello Stato membro interessato mentre in precedenza l'accesso a documenti provenienti da uno Stato membro e soggetti in tale Stato al segreto in virtù di una disposizione legislativa o regolamentare era consentito soltanto previo consenso di detto Stato membro e l'accesso agli altri documenti provenienti da uno Stato membro era consentito previa informazione dello Stato membro interessato.

7. La Commissione condivide le osservazioni espresse dal Parlamento in merito all'approfondimento della democrazia e all'esigenza di un ravvicinamento del cittadino alla vita comunitaria - posizione del resto espresso nel libro bianco sulla governance europea adottato dalla Commissione. In quest'ottica una maggiore apertura dei processi decisionali amministrativi è indubbiamente auspicabile.

8. La Carta dei diritti fondamentali sancisce peraltro il diritto ad una buona amministrazione, mentre la trasparenza dei processi decisionali costituisce uno dei principi che presiedono alle riforme in corso. È in questo nuovo contesto che è opportuno esaminare la proposta del Parlamento che invita a chiarire l'ambito dei poteri di inchiesta del Mediatore europeo.

Con una lettera del 16 ottobre 2001 il Parlamento europeo ha chiesto alla Commissione di formulare un parere su questi emendamenti, in forza dell'articolo 195, paragrafo 4, del trattato CE.

Accesso ai documenti

9. Per quanto concerne la soppressione dell'eccezione del segreto professionale per l'accesso ai fascicoli, è opportuno notare che la Commissione non si è mai avvalsa di tale eccezione. A seguito della proposta del Parlamento si potrebbe pertanto prevedere un adeguamento del diritto alla situazione di fatto, anche se è evidente che è stato possibile realizzare la trasparenza nei rapporti con il Mediatore nel quadro della legislazione europea vigente.

La Commissione non avanza del resto obiezioni di principio in rapporto alla concessione al Mediatore del permesso di consultare e riprodurre qualsiasi documento. Nell'applicazione pratica di tale principio, è tuttavia opportuno mostrarsi prudenti segnatamente in merito alle esigenze di rispetto della vita privata e di tutela dei segreti commerciali nonché a quelle connesse con le future evoluzioni istituzionali.

10. In questo quadro è fondamentale che il nuovo statuto colmi adeguatamente alcune lacune oggi esistenti: trattamento delle informazioni o dei documenti segreti/riservatissimi provenienti da organizzazioni internazionali o da uno Stato terzo, modalità di trasmissione dei segreti commerciali e dei dati di carattere personale. La Commissione approva pertanto che il Parlamento abbia proposto di inserire nello statuto del Mediatore il principio in virtù del quale in tutti i casi in cui i documenti sono classificati "SECRET" (segreto) o "CONFIDENTIEL" (riservatissimo), il mediatore non può divulgarne il contenuto. Auspica inoltre che si continui a rispettare la prassi attuale, la quale riserva esclusivamente al Mediatore l'accesso a determinate informazioni.

I servizi del Mediatore europeo dovranno comunque applicare norme di sicurezza assolutamente equivalenti a quelle contenute nei regolamenti interni del Consiglio e della Commissione2.

Più specificamente, è prevista una procedura di nulla osta preventivo per il personale della Commissione che debba accedere ad esempio ai documenti relativi alla cooperazione giudiziaria e di polizia in materia penale. Sarebbe pertanto opportuno prevedere il medesimo nulla osta per il personale dell'ufficio del Mediatore chiamato a consultare o riprodurre tali documenti.

11. Per quanto concerne i documenti provenienti dagli Stati membri, è importante garantire la coerenza con i principi contenuti nel nuovo regolamento n. 1049/2001, del 30 maggio 2001, del Parlamento europeo e del Consiglio, relativo all'accesso del pubblico ai documenti3, nonché nell'accordo quadro tra la Commissione e il Parlamento. Sarebbe opportuno un atteggiamento di cautela rispetto alla modifica proposta dal Parlamento. Il principio che prevede il previo accordo dello Stato membro interessato è in effetti contemplato dall'articolo 4, paragrafo 5, del regolamento n. 1049/2001 come pure dall'articolo 3.2 dell'allegato III dell'accordo quadro. Vanno infine nella stessa direzione la dichiarazione n. 35 allegata all'atto finale del Trattato di Amsterdam e le norme in materia di sicurezza citate nell'ultimo paragrafo del punto 10 del presente documento.

Audizione di testimoni

12. Per quanto concerne le testimonianze, è opportuno ricordare che l'attuale formulazione dell'articolo 3 dello statuto del Mediatore è conforme a quanto disposto dall'articolo 3, paragrafo 3, primo capoverso, della decisione del Parlamento europeo, del Consiglio e della Commissione, del 19 aprile 1995, relativa alle modalità per l'esercizio del diritto d'inchiesta del Parlamento europeo4. Il Parlamento intende, come il Mediatore, rendere ora più esplicito il riferimento a testimonianze "veritiere e complete" e nell'obbligo di testimoniare "in base ad istruzioni" sembra vedere una limitazione a questo principio. La Commissione può accettare che venga eliminata tale espressione, fatto salvo quanto segue.

13. Si ritiene importante infatti conservare, in una forma o in un'altra, il principio in base al quale i funzionari si esprimono non a titolo personale ma in quanto funzionari e forniscono quindi informazioni e spiegazioni su un fascicolo del quale sono responsabili nell'ambito dell'amministrazione. Nel testimoniare restano comunque vincolati dagli obblighi derivanti dallo statuto dei funzionari delle Comunità europee e dall'articolo 287 del trattato CE.

Per concludere la Commissione è invitata ad adottare il progetto di parere allegato.

NOTE

1 Decisione 94/262/CECA, CE, Euratom, GU L 113 del 4.5.1994, pag. 15.
2 Decisione della Commissione 2001/844/CE, CECA, Euratom del 29 novembre 2001, GU L 317 del 3.12.2001, pag. 1; decisione del Consiglio 2001/264/CE del 19 marzo 2001, GU L 101 dell'11.4.2001, pag. 1.
3 GU L 145 del 31.5.2001, pag. 43.
4 Decisione 95/167/CE, Euratom, CECA, GU L 113 del 19.5.1995, pag. 2.


Parere della Commissione
sulla modifica dello statuto e delle condizioni generali di esercizio delle funzioni del Mediatore

La Commissione,

visto l'articolo 195, paragrafo 4, del trattato che istituisce la Comunità europea,

vista della risoluzione del Parlamento europeo del 6 settembre 2001 sulla modifica dell'articolo 3 dello statuto del Mediatore,

FORMULA IL SEGUENTE PARERE:

La Commissione condivide ampiamente i principi adottati dal Parlamento europeo, fatte salve le seguenti osservazioni:

1. Per quanto concerne la modifica proposta dal Parlamento europeo in tema di soppressione dell'eccezione del segreto professionale per l'accesso ai fascicoli, è opportuno rispettare le esigenze di rispetto della vita privata, di tutela dei segreti commerciali e delle informazioni riservate, nonché le esigenze connesse con le future evoluzioni istituzionali.

In quest'ottica è fondamentale che la nuova formulazione dell'articolo 3 preveda che il Mediatore non possa divulgare il contenuto dei fascicoli in tutti i casi in cui essi siano riservati. Occorrerebbe inoltre precisare che alcuni documenti potranno essere trasmessi al Mediatore a condizione che non vengano comunicati a soggetti terzi, ivi compreso il ricorrente, laddove essi siano tali da recare pregiudizio al buon funzionamento dell'istituzione. Sarebbe altresì opportuno che le informazioni riservate dell'Unione europea trasmesse al Mediatore fossero da quest'ultimo trattate conformemente a norme equivalenti a quelle applicate in seno al Consiglio ed alla Commissione; in particolare, analogamente a quanto previsto per i funzionare di queste istituzioni, sarebbe opportuno prevedere un nulla osta per il personale dell'ufficio del Mediatore chiamato a consultare o riprodurre tali documenti.

Per quanto concerne i documenti provenienti dagli Stati membri, è opportuno garantire la coerenza con i principi contenuti nel nuovo regolamento n. 1049/2001 del Parlamento e del Consiglio, relativo all'accesso del pubblico ai documenti, nonché nell'accordo quadro tra la Commissione e il Parlamento. Dovrebbe essere conservato il principio che prevede il previo accordo dello Stato membro interessato. La dichiarazione n. 35 allegata all'atto finale del Trattato di Amsterdam va nella stessa direzione.

2. Per quanto concerne le testimonianze, la Commissione può accettare l'eliminazione dell'obbligo di testimoniare in base ad istruzioni. Tuttavia è importante conservare il principio in base al quale i funzionari si esprimono non a titolo personale ma in quanto funzionari e forniscono quindi informazioni e spiegazioni su un fascicolo del quale sono responsabili. Restano comunque vincolati dagli obblighi derivanti dallo statuto dei funzionari delle Comunità europee e dall'articolo 287 del trattato CE.