Parere del Comitato economico e sociale in merito alla
"Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale e al Comitato delle regioni – e-Europe 2002: accessibilità e contenuto dei siti Internet delle amministrazioni pubbliche"

(2002/C 94/04)

La Commissione, in data 25 settembre 2001, ha deciso, conformemente al disposto dell’articolo 262 del Trattato che istituisce la Comunità europea, di consultare il Comitato economico e sociale in merito alla communicazione di cui sopra.

La Sezione "Trasporti, energia, infrastrutture, società dell’informazione", incaricata di preparare i lavori in materia, ha formulato il parere sulla base del rapporto introduttivo del Relatore Cabra de Luna, in data 31 gennaio 2002.

Il Comitato economico e sociale ha adottato il 20 febbraio 2002, nel corso della 338a sessione plenaria, con 117 voti favorevoli, e un’astensione, il seguente parere.

1. Introduzione

1.1. L’accesso alle informazioni ed alle telecomunicazioni continua a rappresentare una sfida per 37 milioni di disabili in Europa, ma anche per persone con particolari necessità.

1.2. La mancanza di accessibilità è una delle caratteristiche principali del cosiddetto "digital divide" (l’"esclusione" digitale), già riscontrato in diversi documenti dell’UE, in particolare nel rapporto sulla "e-Inclusion" (1). Già nel documento "Verso un’Europa senza ostacoli per i disabili (2)", la Commissione ha sollevato la questione delle barriere all’accesso alla tecnologia dell’informazione.

1.3. Il documento della Commissione sull’accessibilità dei siti Internet pubblici e del loro contenuto rappresenterà il primo passo concreto per dare seguito alle dichiarazioni fatte in precedenza. Vi è da un lato una maggiore consapevolezza dei problemi dei disabili, come indicano ad esempio i dati di Eurobarometro (3), d’altro lato le soluzioni ai problemi dei disabili recheranno beneficio anche ad altri gruppi.

1.4. L’accesso all’informazione, secondo il Comitato, rap presenta un diritto umano fondamentale dei disabili, in assenza del quale essi non possono godere di alcun diritto sociale e politico. È quindi necessaria una strategia globale e coerente, che garantisca una vera e propria politica di sviluppo e di inclusione nei confronti dei cittadini con particolari esigenze.

Questa iniziativa, riconoscendo il fatto che la mancanza di informazioni provoca un elevato livello di esclusione, renderà le informazioni di gran lunga più accessibili.

1.5. La comunicazione rappresenta un buon esempio di come il dialogo transatlantico abbia recato benefici ai disabili, attraverso misure pratiche intese a garantire la non discrimina zione. Si tratta di un vero e proprio strumento pratico per attuare il principio di parità di accesso alle informazioni per tutti.

2. Sintesi della comunicazione della Commissione

2.1. Il "Piano d’azione e-Europe 2002", adottato al Consiglio europeo di Feira nel giugno 2000 (4), mira ad accelerare la diffusione di Internet, estendendone l’uso a tutti i settori della società europea, per consentire ai cittadini europei di usufruire e trarre vantaggio dalle opportunità offerte dalle tecnologie digitali. Uno degli obiettivi specifici del piano d’azione è quello di migliorare l’accesso ad Internet per i disabili: è questo il tema della comunicazione e delle raccomandazioni in essa contenute.

L'accesso alla rete ed ai suoi contenuti presenta numerosi problemi per molti dei 37 milioni di cittadini europei disabili.

Lo sviluppo dei servizi pubblici "on-line" comporta il rischio di esclusione sociale per un’elevata percentuale della popolazione.

2.2. L’approccio europeo inteso a garantire l’accessibilità delle informazioni su Internet è contenuto nel piano d’azione eEurope 2002 concordato al Consiglio di Feira del giugno 2000. Nel quadro dell’obiettivo 2c, il piano d’azione prevede cinque misure atte a promuovere la "partecipazione di tutti all’economia basata sulla conoscenza", sottolineando che, "...i siti web delle pubbliche amministrazioni degli Stati membri e delle istituzioni europee e i relativi contenuti devono essere impostati in maniera tale da consentire ai disabili di accedere alle informazioni e di sfruttare al massimo le opportunità offerte dal sistema di amministrazione on-line". Questa azione deve essere realizzata applicando le linee guida dell’iniziativa WAI (Web Accessibility Initiative) ai siti Internet delle pubbli che amministrazioni entro la fine del 2001.

2.3. Questa iniziativa rappresenta uno dei cinque settori di attività del Consorzio Mondiale del World Wide Web Consortium (detto anche W3C), il quale riunisce più di 500 organismi di oltre 30 paesi. Essa ha prodotto una serie di linee guida elaborate insieme al mondo dell’industria, della ricerca, delle pubbliche autorità e delle associazioni di disabili.

Le linee guida sull’accessibilità alla rete sono state elaborate con il supporto finanziario della Commissione europea nell’ambito del Quarto programma quadro per le applicazioni telematiche (Telematics Applications Programme o TAP), nonché grazie al finanziamento di diversi governi e di altri organismi. La loro esatta denominazione è World Wide Web Consortium/Web Accessibility Initiative (W3C/WAI), Web Content Accessibility Guidelines, version 1.0 (WCAG 1.0) (o WAI/W3C WCAG 1.0). Nella comunicazione esse vengono definite "Linee guida", e sono riconosciute come la norma mondiale de facto per la progettazione di siti Web accessibili. La realizzazione di aggiornamenti e di linee guida destinate ad altri settori dipenderà tuttavia dall’evoluzione della tecnologia e degli strumenti.

2.4. Le linee guida poggiano sul consenso di un’ampia gamma di soggetti. Coloro che forniscono informazioni pub bliche possono attenersi, su base facoltativa, ad un insieme di regole informali sotto forma di principi, strumenti e metodi. In questo modo i responsabili dell’informazione, i Web designers and developers dovrebbero essere in grado di rendere accessibili i siti Internet pubblici. Le linee guida dovrebbero rappresentare un insieme di regole dinamiche al passo con i più recenti sviluppi tecnologici, o addirittura in anticipo rispetto ad essi.

2.5. Il piano di azione e-Europe 2002 vede nell’adozione delle linee guida una prima tappa verso l’accessibilità ai disabili dei siti Web delle amministrazioni pubbliche europee e dei loro contenuti. Adottando le linee guida gli Stati membri e le istituzioni europee ribadiranno il proprio impegno ad integrare l’accessibilità di Internet nelle politiche nazionali ed istituzionali in materia di servizi di informazione pubblica, compreso l’eGovernment.

2.6. Contestualmente all’attuazione del piano di azione e- Europe 2002, nel quadro della partecipazione di tutti i cittadini alla società della conoscenza, il Gruppo di alto livello sull’occupazione e la dimensione sociale della società dell’informazione (ESDIS), composto da rappresentanti di tutti gli Stati membri, è stato incaricato di seguire questi sviluppi con l’ausilio di un gruppo di esperti sulla e-Accessibility.

Il Forum europeo dei disabili, che dà voce al movimento organizzato dei disabili in Europa, è stato invitato a partecipare alle attività di questo gruppo di esperti in qualità di osservatore. Il gruppo di esperti sulla eAccessibility ha descritto lo stato di avanzamento dell’adozione e dell’attuazione delle linee guida da parte degli Stati membri. Ha inoltre organizzato un esercizio di monitoraggio presso i 15 Stati membri, individuando esempi di buone prassi.

2.7. Dato il previsto potenziamento dei servizi Internet della Commissione, si prevede che il cosiddetto progetto Europa II sarà attuato nel periodo 2001-2004.

In questo contesto, l’accessibilità dei siti Internet delle istituzio ni europee è attualmente in fase di revisione, tenuto conto del termine di adozione delle linee guida fissato per la fine del 2001.

A complemento e supporto degli sviluppi della politica europea, negli ultimi 10 anni è stato svolto un lavoro di ricerca e sviluppo tecnologico volto a rispondere ai bisogni ed alle esigenze dei disabili.

Uno dei progetti finanziati dalla Commissione europea nel quadro del Programma di ricerca e sviluppo Applicazioni Telematiche (TAP) 1994-1998 è stato il progetto di iniziativa sull’accessibilità del Web (WAI), che ha contribuito alla produzione delle linee guida e di altre specifiche e strumenti per la promozione dell’accesso alla Rete.

Nell’ambito del programma "Tecnologie della società dell’informazione del Quinto programma quadro", la Commissione europea eroga aiuti finanziari al progetto intitolato Web Accessibility Initiative – Design for All (WAI-DA). Sempre più progetti di ricerca e sviluppo tecnologico all’interno di questo programma si rifanno alle linee guida sviluppate dall’iniziativa WAI.

2.8. La comunicazione descrive infine la situazione fuori dall’Unione europea. L’accessibilità di Internet costituisce parte integrante delle politiche di informazione delle amministrazioni pubbliche in Australia, in Canada e negli Stati Uniti. Alcuni paesi sono dotati di un quadro legislativo ad hoc che garantisce l’accessibilità dei siti Internet. I siti Internet federali negli Stati Uniti sono tenuti per legge ad essere accessibili dall’agosto 1998, quando fu emendata la sezione 508 del Rehabilitation Act, entrata in vigore nel giugno 2001. Questa legislazione ha importanti implicazioni per gli appalti pubblici delle tecnologie dell’informazione accessibili ai disabili.

La conferenza ministeriale europea tenutasi a Varsavia nel maggio 2000 ha sottolineato l’importanza di integrare gli impegni politici dell’Unione europea creando un piano di azione del tipo di e-Europe (e-Europe +) a cura dei paesi candidati all’adesione all’Unione europea e ad essi destinato. Il piano di azione e-Europe + affronta il tema dell’accessibilità di Internet e raccomanda l’adozione delle linee guida WAI (5).

2.9. La comunicazione in esame vuole essere un esempio dello sforzo comune necessario per eliminare le barriere sociali, ambientali, culturali, tecniche o di altro tipo, che si frappongono alla piena partecipazione dei disabili, per garantire che in Europa la società favorisca l’integrazione, con pari opportunità per tutti, e che le future tecnologie e i nuovi sistemi informativi non creino ulteriori difficoltà ai disabili.

La comunicazione formula poi una serie di osservazioni, frutto dell’esperienza tratta dall’adozione delle linee guida negli Stati membri e nelle istituzioni europee.

Le più importanti sono le seguenti:

– gli Stati membri e le istituzioni europee hanno convenuto di procedere allo scambio di informazioni e all’analisi comparata dei propri progressi, in base a criteri concorda ti, in materia di adozione e di attuazione delle linee guida.

Sarà opportuno controllare i risultati cos¹` ottenuti in materia di accessibilità dei siti Internet delle amministra zioni pubbliche e individuare le migliori prassi. Spetterà poi alla Commissione compilare e divulgare i risultati di questa iniziativa.

– Le amministrazioni nazionali dovranno cercare costante mente di rendere più accessibili le proprie pagine Internet e di esplorare metodi nuovi e migliori per diffondere i contenuti e i servizi Internet man mano che vengono sviluppate nuove tecnologie e nuove versioni delle linee guida.

– Gli Stati membri devono adottare misure adeguate per fare in modo che i siti Web pubblici a livello sia nazionale che locale e regionale, siano conformi alle linee guida.

– La Commissione proporrà alle altre istituzioni europee di creare un gruppo interistituzionale incaricato di promuo vere e garantire l’adozione, l’attuazione e il regolare aggiornamento delle linee guida all’interno delle istituzio ni europee.

– Si dovranno inoltre promuovere misure di sensibilizza zione e divulgazione, nonché azioni in materia di istruzio ne e formazione nel campo dell’accessibilità a Internet sia all’interno delle istituzioni europee che presso gli Stati membri.

– Gli organismi che beneficiano di finanziamenti delle istituzioni europee o degli Stati membri devono essere invitati a rendere accessibili i propri siti Internet.

– Si dovrà lanciare un’iniziativa di ampio respiro volta ad ottenere la totale accessibilità dei siti sia pubblici che privati nel corso del 2003, anno europeo dei disabili.

– Gli Stati membri e le istituzioni europee devono sviluppa re un dialogo permanente con i disabili ed i loro rappresentanti in modo da ottenere un feedback regolare e costante su questi temi.

3. Osservazioni generali

3.1. Il Comitato accoglie con favore la proposta relativa ad una politica europea intesa a rendere accessibili ai disabili i siti Internet pubblici e il loro contenuto. E`opportuno che tale iniziativa sia adottata in un momento in cui un numero sempre più elevato di informazioni è raggiungibile per via elettronica e i rischi di esclusione per quanti non hanno accesso a tali informazioni sono molto maggiori.

3.2. L’iniziativa dovrebbe garantire a tutti, negli Stati membri e a livello UE, un pieno accesso alle informazioni pubbliche, e quindi il diritto di agire nella società in quanto cittadini a pieno titolo. Il Comitato sottolinea l’importanza di fare riferimento ai diritti di non discriminazione e di inserimento dei disabili, sanciti dagli articoli 21 e 26 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea. Gli utenti disabili non devono essere obbligati a sostenere costi supplementari per accedere a Internet: gli Stati membri dovranno pertanto destinare congrui finanziamenti per azioni di sensibilizzazione e formazione di tali utenti e per l’acquisto, ove necessario, di strumenti tecnici di adattamento e assistenza.

3.3. Gli ostacoli tecnici e finanziari che limitano la piena partecipazione degli utenti disabili comportano delle sfide nel settore dell’informazione pubblica che, secondo il Comitato, devono essere affrontate con urgenza. Nelle conclusioni dei vertici di Lisbona e di Stoccolma, nonché attraverso l’iniziativa e-Europe, l’Unione europea ha riaffermato l’importanza di creare condizioni favorevoli per la partecipazione attiva e democratica di tutti i cittadini europei al processo decisionale.

A giudizio del Comitato è indispensabile che tali strategie comprendano anche i disabili.

3.4. Grazie alla partecipazione attiva alla vita della comunità i disabili avranno anche maggiori possibilità di candidarsi per un posto di lavoro nella pubblica amministrazione e di avvalersi dei servizi di avviamento al lavoro. Accedendo ai siti Internet pubblici, i disabili acquisiranno inoltre informazioni più complete in merito agli sviluppi politici e prenderanno più intensamente parte alla vita pubblica, integrandosi quindi maggiormente nel processo democratico della società.

3.5. Anche l’iniziativa e-Europe + è importante perché si concentrerà tra l’altro sulla questione dell’accesso alle informazioni pubbliche e sul diritto alla partecipazione dei cittadini dei paesi candidati.

3.6. Pur trattandosi di uno strumento volontario, l’attuazione della proposta introdurrà una standardizzazione dell’accesso, che, a sua volta, darà ai disabili la possibilità di fare un uso migliore della tecnologia di assistenza. Inoltre il sistema di accesso europeo, basato sugli stessi criteri in tutta l’Unione, permetterà l’utilizzazione di semplici strumenti di accesso.

3.7. Una delle principali sfide connesse all’attuazione delle linee guida dell’iniziativa WAI consiste nel raggiungere tutti i cittadini, compresi i disabili e gli anziani, e nel coinvolgere non soltanto i governi nazionali, ma anche le amministrazioni locali e regionali, che sono le più vicine alle esigenze prioritarie dei cittadini. Inoltre, l’applicazione delle linee guida e un sistema regolare di valutazione comparativa e di monitoraggio potrebbero comportare un’auspicabile semplificazione delle norme e delle procedure, che a sua volta renderebbe più facile per tutti accedere alle informazioni disponibili su Internet.

3.8. Il Comitato auspica inoltre che un’iniziativa di grande rilievo in occasione dell’anno europeo dei disabili 2003 contribuisca a rendere accessibili ai disabili non solo i siti Internet pubblici ma anche quelli privati.

3.9. Il Comitato si compiace del fatto che sia stato coinvolto il forum europeo sull’invalidità, al fine di assicurare un dialogo bilaterale interattivo tra le istituzioni europee e le organizzazioni di disabili o per disabili in Europa, nonché con singoli esperti disabili.

3.10. Fa osservare che l’accessibilità è fondamentale anche per gli anziani, in particolare per quelli che sono stati emarginati a causa dello sviluppo tecnologico.

3.11. Sarebbe opportuno utilizzare attivamente i program- mi di ricerca dell’Unione europea per accrescere l’accessibilità dei siti Internet per i disabili e gli anziani. Il Comitato ricorda altre iniziative dell’Unione europea in questo campo, in particolare il riferimento alla "e-inclusione" contenuto nella Proposta relativa al sesto programma quadro 2002-2006 di ricerca e sviluppo (6). In tale documento si afferma che le attività di ricerca sulla "e-inclusione" si concentreranno su sistemi che consentano l’accesso a tutti, su tecnologie senza barriere che garantiscano la piena partecipazione alla società dell’informazione e su sistemi di assistenza intesi a ripristinare funzionalità o a compensare disabilità, garantendo in tal modo una qualità della vita più elevata per i cittadini con esigenze particolari e per le persone che li assistono. Il Comitato sottolinea la necessità di integrare le linee guida WAI nel programma IDA per lo scambio e l’interoperabilità dei dati per via elettronica (7), soprattutto in considerazione della maggiore importanza recentemente attribuita agli utenti finali, in particolare ai disabili e agli anziani.

Il Comitato suggerisce inoltre di introdurre un programma specifico di attività congiunte di formazione destinate a creatori di siti Internet e a rappresentanti degli utenti disabili.

Per integrare gli interessi dei disabili occorre garantire un maggior coordinamento tra i programmi europei, ad esempio in materia di sicurezza di Internet.

4. Osservazioni specifiche

4.1. Il Comitato ritiene che gli argomenti trattati nella comunicazione dovrebbero essere oggetto di disposizioni obbligatorie; apprezza nondimeno l’approccio attuale, basato sull’impegno volontario delle amministrazioni pubbliche ai vari livelli, e si attende che gli Stati membri applichino senza indugio tutte le misure previste nella comunicazione e stabiliscano un sistema metodico di monitoraggio della loro attuazione. Nell’ottica della strategia di Lisbona, gli Stati membri dovrebbero inoltre introdurre una procedura sistematica di valutazione comparata (benchmarking).

4.2. Il Comitato sottolinea l’importanza di diffondere le linee guida dell’iniziativa WAI e promuoverne l’applicazione anche tra le altre organizzazioni, quali i sindacati e le associazioni imprenditoriali.

4.3. Il Comitato si impegna a rendere accessibile e di facile uso il proprio sito Internet, in modo da garantire a tutti i cittadini che hanno particolari esigenze un miglior accesso alle informazioni e al dibattito pubblico. Tale iniziativa sarà attuata, ove necessario con il sostegno della Commissione europea, prima del 2003, anno europeo dei disabili, conformemente alle linee guida dell’iniziativa WAI esposte nella comunicazio- ne. Cio` dovrebbe rappresentare un esempio di buone prassi in relazione ai principi dell’accessibilità.

4.4. Il Comitato fa osservare che la comunicazione dovreb- be occuparsi anche del settore, sempre più importante, del commercio elettronico destinato ai disabili. L’esistenza di pagine Internet inaccessibili, nonché le questioni relative alla protezione dei dati personali, all’integrità ecc., riguardano gli interessi dei consumatori disabili nel contesto dell’importanza crescente del commercio elettronico.

4.5. Il Comitato invita la Commissione e le altre istituzioni dell’UE a rendere accessibili le proprie pagine Internet, adottancampi do le linee guida WAI.

4.6. La comunicazione incoraggerà le pubbliche ammini- strazioni a estendere le loro iniziative per l’accessibilità ad altri campi, oltre che ai siti Internet. Cio` vale non soltanto per le amministrazioni nazionali, ma anche per quelle regionali e locali. Occorrerebbe inoltre introdurre il principio ´Design for Allª nei programmi didattici generali relativi all’istruzione in materia di tecnologie dell’informazione e della comunicazione ecc.

4.7. Applicando il principio dell’accessibilità di Internet a all’applicaziolivello europeo, si puo` fare in modo che i cittadini europei disabili sentano più fortemente l’idea dell’integrazione europea, sinora inaccessibile per molti, a causa degli ostacoli che impedivano di valutare le informazioni attraverso i siti Internet dell’UE.

4.8. I siti Internet pubblici inaccessibili rappresentano una vera e propria discriminazione nei confronti delle persone che non sono in grado di usarli e quindi di valutare le informazioni che contengono. Nel quadro del prossimo anno europeo dei disabili, il 2003, il Comitato raccomanda di inserire nella prevista direttiva specifica sull’invalidità una clausola contro tale tipo di discriminazione. Nel parere in merito alla proposta di decisione del Consiglio relativa all’anno europeo delle persone con disabilità 2003 (8), il Comitato ha raccomandato che una tale direttiva venga elaborata per l’anno europeo dei disabili.

4.9. Il Comitato prende atto del fatto che l’obiettivo principale dell’iniziativa della Commissione è di assicurare, in tutti i adottancampi e i settori di intervento, l’accesso dei disabili ai siti Internet pubblici. Tale accesso costituisce infatti un mezzo per integrare i disabili all’insieme dei programmi e delle politiche.

Nell’ambito di tale processo, l’iniziativa puo` condurre a un metodo aperto di coordinamento delle politiche e di scambio di buone prassi tra gli Stati membri dell’UE. In numerosi Stati membri si è obiettato che l’applicazione delle linee guida WAI comporterà un impegno finanziario eccessivo. Si tratta pero` di una considerazione errata, poiché, in realtà, attuare le linee guida sull’accessibilità comporta, e oltretutto solo nella fase iniziale, costi non di molto superiori a quelli che conseguirebbero alla loro mancata attuazione. Il Comitato ritiene che i governi nazionali dovrebbero destinare dei fondi all’applicaziolivello ne degli obiettivi esposti nella comunicazione, tenendo conto di tutti gli aspetti e di tutte le attività, compresa la formazione professionale dei dipendenti e il potenziamento dell’efficienza della pubblica amministrazione.

4.10. Si dovrebbe prestare particolare attenzione all’introduzione di terminali elettronici accessibili in tutti i luoghi nei quali i disabili potrebbero farne uso.

Bruxelles, 20 febbraio 2002.

Il Presidente
del Comitato economico e sociale
Göke FRERICHS



NOTE

(1) SEC (2001) 1428.
(2) COM(2001) 284 def. del 12 maggio 2000.
(3) Eurobarometro n. 55, 2 giugno 2001.
(4) Consiglio e Commissione europea: eEurope 2002 – Una società dell’informazione per tutti: Piano d’azione (14 giugno 2000).
(5) e-Europe +2003: piano d’azione elaborato dai paesi candidati con l’aiuto della Commissione UE, giugno 2001, pag. 18.
(6) COM(2001) 279 def.
(7) CES 25/2002, 16 gennaio 2002.
(8) COM(2001) 271 def. – 2001/0116 (CNS).