CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA

REGOLAMENTO(CE) N. 515/97 DEL CONSIGLIO del 13 marzo 1997

relativo alla mutua assistenza tra le autorità amministrative degliStati membri e alla collaborazione tra queste e la Commissione per assicurarela corretta applicazione delle normative doganale e agricola

(Pubblicato sulla GUUE n. L 82 del 22.3.1997

 

IL CONSIGLIO DELL'UNIONE EUROPEA,

visto il trattato che istituisce laComunità europea, in particolare gli articoli 43 e 235,

visto il regolamento (CEE) n. 729/70del Consiglio, del 21 aprile 1970, relativo al finanzia- mento della politicaagricola comune (1), in particolare l'articolo 8, paragrafo 3,

vista la proposta della Commissione(2), visto il parere del Parlamento europeo (3), visto il parere del Comitatoeconomico e sociale (4),

considerando che la lotta contro lefrodi nell'ambito dell'unione doganale e della politica agri- cola comune esigeuna stretta collaborazione tra le autorità amministrative che, in ciascunodegli Stati membri, sono incaricate dell'esecuzione delle disposizioni adottatein ambedue i settori; che esso esige altresì un'adeguata collaborazione traqueste autorità nazionali e la Commissione, che ha il compito di vigilaresull'applicazione del trattato nonché sulle disposi- zioni adottate in virtù diesso; che una collaborazione efficace in questo campo deve rinforza- re inparticolare la protezione degli interessi finanziari della Comunità;

considerando che à pertanto opportunodefinire le regole in base alle quali le autorità ammini- strative degli Statimembri sono tenute a prestarsi mutua assistenza e a collaborare con laCommissione al fine di assicurare la corretta applicazione delleregolamentazioni doganale e agricola e la tutela giuridica degli interessifinanziari della Comunità, in particolare attraverso la prevenzione e laricerca delle infrazioni a tali regolamentazioni, nonché attraverso l'indivi-duazione di operazioni che siano o appaiano in contrasto con questeregolamentazioni;

considerando che il regolamento (CEE)n. 1468/81 del Consiglio, del 19 maggio 1981, relativo alla mutua assistenzatra le autorità amministrative degli Stati membri e alla collaborazione traqueste e la Commissione per assicurare la corretta applicazione dellaregolamentazione doganale o agricola (5), ha stabilito al riguardo un sistemadi stretta collaborazione tra le au- torità amministrative degli Stati membri etra queste e la Commissione; che detto sistema si à rivelato efficace;

considerando che à tuttavianecessario, tenuto conto dell'esperienza acquisita, sostituire inte- gralmenteil regolamento (CEE) n. 1468/81 allo scopo di rafforzare la collaborazione siatra le autorità amministrative incaricate nei singoli Stati membri di attuarele disposizioni adottate nel settore dell'unione doganale e della politicaagricola comune sia tra tali autorità e la Commissione; che, a tal fine occorrefissare nuove norme sul piano comunitario;

considerando che l'attuazione didisposizioni comunitarie relative alla mutua assistenza tra le autoritàamministrative degli Stati membri ed alla loro collaborazione con laCommissione al fine di assicurare la corretta applicazione delleregolamentazioni doganale e agricola non pre- giudica l'applicazione dellaconvenzione del 1967 per la mutua assistenza tra le amministra-

zioni doganali nei settori checontinuano a rientrare nella esclusiva competenza degli Stati membri; che talidisposizioni comunitarie non potrebbero peraltro pregiudicare l'applicazione,negli Stati membri, delle norme relative alla reciproca assistenza giudiziariain materia pena- le;

considerando inoltre che le normecomunitarie generali che stabiliscono un sistema di mutua assistenza ecollaborazione tra le autorità amministrative degli Stati membri e tra queste ela Commissione non si applicano se coincidono con quelle di regolamentispecifici, a meno che le norme generali non migliorino o rafforzino lacooperazione amministrativa; che, in particolare, l'attuazione del sistemainformativo doganale non pregiudica gli obblighi di informazione degli Statimembri nei confronti della Commissione previsti dai regolamenti (CEE, Euratom)n. 1552/89 (6) e (CEE) n. 595/91 (7) né la prassi delle schede d'informazionesulle frodi utilizza- te per diffondere le informazioni d'interessecomunitario;

considerando che una maggiorecollaborazione tra gli Stati membri rende peraltro necessario coordinare tra iservizi competenti le indagini e le altre azioni; che à pertanto indispensabileche la Commissione sia informata in modo più esauriente dagli Stati membri;

considerando che la Commissione devevigilare alla parità di trattamento degli operatori eco- nomici affinchél'applicazione del sistema di mutua assistenza amministrativa da parte degliStati membri non crei discriminazioni tra gli operatori economici stabiliti indiversi Stati mem- bri;

considerando che occorre precisaregli obblighi degli Stati membri nel quadro della mutua as- sistenzaamministrativa quando funzionari delle amministrazioni nazionali degli Statimembri effettuino indagini sull'applicazione della regolamentazione doganale eagricola per incarico o con l'autorizzazione di un'autorità giudiziaria;

considerando che occorre precisare lecompetenze degli agenti nazionali che effettuano inda- gini in un altro Statomembro; che occorre anche prevedere la possibilità per gli agenti dellaCommissione di presenziare, per quanto sia giustificato, ad un'indaginenazionale relativa alla mutua assistenza amministrativa e precisare le lorocompetenze;

considerando che à necessario, per lariuscita della cooperazione amministrativa, che la Commissione sia informatadelle informazioni comunicate tra gli Stati membri e i paesi terzi nel caso incui ciò presenti un interesse particolare per la Comunità;

considerando che ai fini di un rapidoe sistematico scambio delle informazioni comunicate alla Commissione ànecessario creare un sistema informativo doganale automatizzato sul pianocomunitario; che, in tale ambito, occorre altresì memorizzare le informazionisensibili relative a frodi e irregolarità in materia doganale o agricola in unabase di dati centrale accessibile agli Stati membri, facendo in modo dirispettare il carattere riservato delle informazioni scambia- te, conparticolare riguardo ai dati di carattere personale; che, a motivo dellalegittima sensi- bilità della questione, devono essere stabilite norme precisee trasparenti al fine di garantire le libertà individuali;

considerando che le amministrazionidoganali debbono quotidianamente applicare tanto le di- sposizioni comunitariequanto quelle non comunitarie, e che à pertanto opportuno disporre di un'unicainfrastruttura per l'applicazione di tali disposizioni;

considerando che le informazioniscambiate possono riguardare le persone fisiche e che il pre- sente regolamentodeve perciò realizzare nel suo ambito di applicazione i principi della prote-zione delle persone rispetto al trattamento, automatizzato o meno, dei lorodati di carattere personale; che i principi, quali figurano nella direttiva95/46/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 1995, relativaalla tutela delle persone fisiche con riguardo al tratta- mento dei datipersonali, nonché alla libera circolazione di tali dati (8), devono essereprecisa- ti e completati nel presente regolamento, rispettando i termini e lecondizioni di detta diretti-

va; che in attesa dell'applicazionedei provvedimenti nazionali di recepimento di tale direttiva, occorredispensare dall'applicazione delle disposizioni relative agli scambi di datinon automa- tizzati taluni Stati membri che, nella fase attuale, non dispongonodi norme di protezione ri- spetto a tali dati;

considerando che, per poterpartecipare al sistema di informazione doganale, gli Stati membri e laCommissione devono adottare una legislazione relativa ai diritti e alle libertàdelle perso- ne riguardo al trattamento dei dati personali; che, in attesadell'applicazione dei provvedi- menti nazionali che recepiscono la direttiva95/46/CE, gli Stati membri e la Commissione de- vono assicurare un livello diprotezione che si ispiri ai principi contenuti in tale direttiva;

considerando che, ai fini diun'adeguata protezione dei diritti delle persone interessate, à ne- cessariogarantire un controllo indipendente dei trattamenti dei dati nominativicontenuti nel sistema informativo doganale sia a livello di ciascuno Statomembro che nei confronti della Commissione;

considerando che à opportuno che laCommissione faciliti l'installazione e la gestione dei si- stemi informatizzatinegli Stati membri, in stretta collaborazione con questi ultimi;

considerando che à opportuno che laCommissione sia informata delle procedure giudiziarie o amministrative volte asanzionare il mancato rispetto delle disposizioni delle regolamentazionidoganale o agricola;

considerando che, al fine di attuarecerte disposizioni del presente regolamento, di favorire la realizzazione ed ilfunzionamento del sistema informativo doganale e di esaminare gli even- tualiproblemi che riguardano lo sviluppo della collaborazione amministrativaprevista dal pre- sente regolamento, à opportuno prevedere la creazione di uncomitato;

considerando che le disposizioni delpresente regolamento riguardano sia l'applicazione delle norme della politicaagricola comune sia quella delle regolamentazioni in materia doganale; che ilsistema creato dal presente regolamento costituisce un corpo comunitariocompleto; che, poiché le disposizioni specifiche del trattato in materiadoganale non hanno attribuito alla Comunità la competenza per creare unsiffatto sistema, à necessario ricorrere al disposto del- l'articolo 235,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

1. Il presente regolamento determinale condizioni alle quali le autorità amministrative incari- cate negli Statimembri dell'esecuzione delle regolamentazioni in materia doganale e agricolacollaborano tra loro e con la Commissione allo scopo di assicurare l'osservanzadi tali regola- mentazioni nell'ambito di un sistema comunitario.

2. Le disposizioni del presenteregolamento non si applicano qualora coincidano con disposi- zioni specifichedi altre regolamentazioni in materia di mutua assistenza e di collaborazionetra le autorità amministrative degli Stati membri e tra queste e la Commissioneper l'esecu- zione delle regolamentazioni doganale e agricola.

Articolo 2

1. Ai sensi del presente regolamentosi intende per:

- regolamentazione doganale,l'insieme delle disposizioni a carattere comunitario e delle di- sposizioniadottate per l'applicazione della regolamentazione comunitaria cui sonosoggetti l'importazione, l'esportazione, il transito ed il soggiorno dellemerci oggetto di scambi tra gli

Stati membri e i paesi terzi, nonchétra gli Stati membri per quanto riguarda le merci che non hanno lo statuscomunitario ai sensi dell'articolo 9, paragrafo 2 del trattato o per le qualile condizioni di acquisizione dello status comunitario costituiscono oggetto dicontrolli o di inda- gini complementari;

- regolamentazione agricola,l'insieme delle disposizioni adottate nell'ambito della politica a- gricolacomune e delle regolamentazioni specifiche adottate rispetto alle mercirisultanti dalla trasformazione di prodotti agricoli;

- autorità richiedente, la competenteautorità di uno Stato membro che formula una richiesta di assistenza;

- autorità interpellata, l'autoritàcompetente di uno Stato membro cui à indirizzata una richie- sta di assistenza;

- indagine amministrativa, qualsiasicontrollo, verifica o azione intrapresi da agenti delle auto- ritàamministrative di cui all'articolo 1, paragrafo 1 nell'esercizio delle lorofunzioni allo scopo di garantire la corretta applicazione delleregolamentazioni doganale e agricola e di accertare, se del caso, l'irregolaritàdi operazioni che sembrano ad esse contrarie, ad eccezione delle a- zioniintraprese su richiesta o sotto il diretto controllo di un organo giudiziario;il termine «in- dagine amministrativa» copre anche le missioni comunitarie dicui all'articolo 20;

- dati personali, qualsiasiinformazione riguardante una persona fisica identificata o identifica- bile; siconsidera identificabile una persona che può essere identificata direttamente oindiret- tamente in particolare con riferimento ad un numero di identificazioneo ad uno o più elementi specifici propri alla sua identità fisica, fisiologica,psichica, economica, culturale o sociale.

2. Ciascuno Stato membro comunicaagli altri Stati membri e alla Commissione l'elenco delle autorità competentidesignate a mantenere i rapporti ai fini dell'applicazione del presente re-golamento.

Nel presente regolamento,l'espressione «autorità competenti» comprende le autorità desi- gnate a normadel primo comma.

Articolo 3

Quando le autorità nazionalidecidono, sulla base di una domanda di assistenza amministrati- va o di unacomunicazione fatta a norma del presente regolamento, di intraprendere un'azio-ne comprendente taluni elementi cui si può ricorrere unicamente previaautorizzazione o ri- chiesta dell'autorità giudiziaria, devono esserecomunicati nel quadro della cooperazione am- ministrativa prevista dal presenteregolamento:

- le informazioni relativeall'applicazione della regolamentazione doganale e agricola che tali autoritàottengono, o, quantomeno,

- gli elementi essenziali dellapratica che consentono di porre fine ad una prassi fraudolenta.

Tuttavia, tale comunicazione deveessere preventivamente autorizzata dall'autorità giudiziaria se taleautorizzazione risulta necessaria in base al diritto nazionale.

TITOLO I

ASSISTENZA SU RICHIESTA

Articolo 4

1. L'autorità interpellata comunicaall'autorità richiedente, su richiesta di quest'ultima, tutte le informazioniche consentono di assicurare l'osservanza delle disposizioni previste dallerego- lamentazioni doganale e agricola ed in particolare quelle relative:

- all'applicazione dei dazi doganalie delle tasse di effetto equivalente, nonché dei prelievi a- gricoli e di altreimposizioni previste nel quadro della politica agricola comune o in quello deiregimi specifici applicabili ad alcune merci derivanti dalla trasformazione diprodotti agricoli;

- alle operazioni che fanno parte delsistema di finanziamento da parte del Fondo europeo a- gricolo di orientamentoe di garanzia.

2. Allo scopo di ottenere leinformazioni richieste, l'autorità interpellata, o l'autorità ammini- strativacui l'autorità interpellata si rivolge, procede come se agisse per contoproprio o su ri- chiesta di un'altra autorità del proprio paese.

Articolo 5

L'autorità interpellata fornisceall'autorità richiedente, su richiesta di quest'ultima, qualsiasi attestazione,documento o copia conforme di documento di cui dispone o che essa si procuraalle condizioni di cui all'articolo 4, paragrafo 2, e che si riferiscono adoperazioni cui si appli- cano le regolamentazioni doganale o agricola.

Articolo 6

1. Su richiesta dell'autoritàrichiedente, l'autorità interpellata notifica o fa notificare al destina-tario, nell'osservanza delle norme in vigore nello Stato membro in cui essa hasede, tutti gli atti o le decisioni adottate dalle autorità amministrative cheriguardino l'applicazione delle re- golamentazioni doganale e agricola.

2. Le richieste di notifica che indicanol'oggetto dell'atto o della decisione da notificare sono corredate da unatraduzione nella lingua ufficiale o in una delle lingue ufficiali dello Statomembro in cui ha sede l'autorità interpellata, lasciando impregiudicata lafacoltà per quest'ul- tima di rinunciare alla comunicazione di tale traduzione.

Articolo 7

Su richiesta dell'autoritàrichiedente, l'autorità interpellata esercita o fa esercitare, per quantopossibile, una speciale sorveglianza nella zona di azione dei propri servizi:

a) sulle persone delle quali si possaragionevolmente ritenere che commettano infrazioni alle regolamentazionidoganale e agricola e, in modo particolare, sugli spostamenti di queste per-sone;

b) sui luoghi in cui siano staticostituiti depositi di merci in condizioni tali da fare ragionevol- mentesupporre che essi siano destinati ad alimentare operazioni contrarie alleregolamenta- zioni doganale e agricola;

c) sui movimenti di merci segnalaticome possibile oggetto di operazioni contrarie alle rego- lamentazioni doganalee agricola;

d) sui mezzi di trasporto che si puòragionevolmente ritenere siano utilizzati per effettuare operazioni contrariealle regolamentazioni doganale o agricola.

Articolo 8

L'autorità interpellata comunicaall'autorità richiedente, su richiesta di quest'ultima, segnata- mente medianterelazioni e altri documenti o loro copie conformi o estratti, tutte le informa-zioni di cui essa dispone o che essa si procura alle condizioni di cuiall'articolo 4, paragrafo 2 riguardo ad operazioni constatate o progettate chesono o appaiono all'autorità richiedente contrarie alle regolamentazionidoganale o agricola, ovvero, se del caso, riguardo ai risultati dellasorveglianza esercitata a norma dell'articolo 7.

Tuttavia la comunicazione didocumenti originali e di reperti à effettuata solo se non à contra- ria alledisposizioni vigenti nello Stato membro in cui ha sede l'autorità interpellata.

Articolo 9

1. Su richiesta dell'autoritàrichiedente, l'autorità interpellata procede o fa procedere alle op- portuneindagini amministrative in merito alle operazioni che sono o appaionoall'autorità ri- chiedente contrarie alle regolamentazioni doganale o agricola.

Per effettuare tali indaginiamministrative, l'autorità interpellata o l'autorità amministrativa cuiquest'ultima si rivolge, procede come se agisse per conto proprio o surichiesta di un'altra au- torità del proprio paese.

L'autorità interpellata comunica irisultati di tali indagini amministrative all'autorità richieden- te.

2. Previo accordo tra l'autoritàrichiedente e l'autorità interpellata, degli agenti designati dal- l'autoritàrichiedente possono assistere alle indagini amministrative di cui al paragrafo1.

Gli agenti dell'autorità interpellatagarantiscono in qualsiasi momento lo svolgimento delle in- daginiamministrative. Gli agenti dell'autorità richiedente non possono, di propriainiziativa, esercitare i poteri di controllo spettanti agli agenti dell'autoritàinterpellata; essi hanno tutta- via accesso agli stessi locali e agli stessidocumenti cui hanno accesso questi ultimi, per loro tramite ed esclusivamenteai fini dell'indagine amministrativa in corso.

Allorché le disposizioni nazionali inmateria di procedura penale riservano certi atti ad agenti specificamenteindicati dalla legge nazionale, gli agenti dell'autorità richiedente nonparteci- pano a tali atti. Essi comunque non partecipano segnatamente alleperquisizioni domiciliari o all'interrogatorio formale delle personedisciplinato dalla legge penale. Essi hanno, tuttavia, accesso alleinformazioni così ottenute, alle condizioni previste dall'articolo 3.

Articolo 10

Previo accordo fra l'autoritàrichiedente e l'autorità interpellata e secondo le modalità fissate daquest'ultima, gli agenti debitamente autorizzati dalla prima possonoraccogliere, negli uffici in cui esercitano le loro funzioni le autoritàamministrative dello Stato membro in cui ha sede l'autorità interpellata, delleinformazioni relative all'applicazione delle regolamentazioni doga- nale eagricola necessarie all'autorità richiedente e risultanti dalla documentazionecui posso- no accedere gli agenti di detti uffici. Tali agenti sono autorizzatiad estrarre copia di tale do- cumentazione.

Articolo 11

Gli agenti dell'autorità richiedenteche sono presenti in un altro Stato membro in applicazione degli articoli 9 e10 devono essere in grado di produrre, in qualsiasi momento, un mandato scrittoin cui siano indicate la loro identità e la loro qualifica ufficiale.

Articolo 12

Gli accertamenti, gli attestati, leinformazioni, i documenti, le copie conformi a tutte le infor- mazioni ottenutedagli agenti dell'autorità interpellata e trasmessi all'autorità richiedentenei casi di assistenza di cui agli articoli da 4 a 11 possono essere invocaticome elementi di prova dagli organi competenti dello Stato membro dell'autoritàrichiedente.

TITOLO II

ASSISTENZA SPONTANEA

Articolo 13

Le autorità competenti di ciascunoStato membro prestano, alle condizioni enunciate agli arti- coli 14 e 15, lapropria assistenza alle autorità competenti degli altri Stati membri, senza chesia stata formulata la richiesta preventiva da parte di queste ultime.

Articolo 14

Quando lo reputino utile ai finidell'osservanza della regolamentazione doganale e agricola, le autoritàcompetenti di ciascuno Stato membro:

a) esercitano o fanno esercitare,nella misura del possibile, la speciale sorveglianza di cui al- l'articolo 7;

b) comunicano alle autoritàcompetenti degli altri Stati membri interessati, in particolare con relazioni ealtri documenti o con loro copie conformi o estratti, tutte le informazioni dicui di- spongono su operazioni che sono o che appaiono loro contrarie alleregolamentazioni dogana- le o agricola.

Articolo 15

Le autorità competenti di ciascunoStato membro comunicano senza indugio alle autorità competenti degli altriStati membri interessati qualsiasi informazione utile che si riferisce adoperazioni che sono o appaiono loro contrarie alle regolamentazioni doganale eagricola, in particolare le informazioni relative alle merci che necostituiscono l'oggetto nonché ai nuovi mezzi o metodi utilizzati pereffettuare tali operazioni.

Articolo 16

Le informazioni ottenute dagli agentidi uno Stato membro e trasmesse ad un altro Stato membro nei casi di assistenzadi cui agli articoli da 13 a 15 possono essere invocate come e- lemento diprova dagli organi competenti dello Stato membro destinatario di taliinformazioni.

TITOLO III

RELAZIONI CON LA COMMISSIONE

Articolo 17

1. Le autorità competenti di ogniStato membro comunicano alla Commissione, non appena ne dispongono:

a) ogni informazione che ritengonoutile relativamente:

- alle merci che hanno costituitooggetto o che si presume abbiano costituito oggetto di ope- razioni contrariealle regolamentazioni doganale o agricola,

- ai metodi ed ai procedimentiutilizzati o che si presume siano stati utilizzati per violare le re-golamentazioni doganale o agricola,

- alle richieste di assistenza, alleazioni intraprese e alle informazioni scambiate in applicazio- ne degliarticoli da 4 a 16 che possono evidenziare tendenze di frode nei settoridoganale o agricolo;

b) ogni informazione riguardanteinsufficienze o lacune delle regolamentazioni doganale o a- gricola chel'applicazione ha consentito di rilevare o di supporre.

2. La Commissione comunica alleautorità competenti di ogni Stato membro, appena ne di- spone, ogniinformazione tale da consentire loro di assicurare l'osservanza delleregolamenta- zioni doganale e agricola.

Articolo 18

1. Qualora operazioni contrarie o cheappaiono contrarie alle regolamentazioni doganale e a- gricola siano constatatedalle autorità competenti di uno Stato membro o presentino un parti- colareinteresse sul piano comunitario, segnatamente:

- qualora esse abbiano o possano averramificazioni in altri Stati membri, ovvero

- qualora dette autorità ritenganoche operazioni analoghe possano essere state effettuate anche in altri Statimembri,

dette autorità comunicano senzaindugio alla Commissione, di propria iniziativa o su richiesta motivata dellaCommissione stessa, qualsiasi opportuna informazione, se del caso sotto formadi documenti o di copie o estratti di documenti, occorrente per la conoscenzadei fatti ai fini del coordinamento, ad opera della Commissione, delle azionisvolte dagli Stati membri.

La Commissione comunica taliinformazioni alle autorità competenti degli altri Stati membri.

2. Qualora facciano ricorso alladisposizione di cui al paragrafo 1, le autorità competenti di uno Stato membropossono esimersi dal comunicare alle autorità competenti degli altri Statimembri interessati le informazioni di cui all'articolo 14, lettera b), eall'articolo 15.

3. Su richiesta motivata dellaCommissione, le autorità competenti degli Stati membri agisco- no come previstoagli articoli da 4 a 8.

4. Quando la Commissione ritiene chesiano state commesse irregolarità in uno o più Stati membri, essa ne informa lo(gli) Stato(i) membro(i) interessato(i) e questo(i) effettua(no) senza indugioun'indagine amministrativa cui possono assistere, alle condizioni enunciatedal- l'articolo 9, paragrafo 2 e dall'articolo 11 del presente regolamento,agenti della Commissione.

Lo o gli Stato(i) membro(i)interessato(i) comunicano senza indugio alla Commissione le con- clusioni cui à(sono) pervenuto(i) al termine dell'indagine.

5. Degli agenti della Commissionepossono raccogliere le informazioni di cui all'articolo 10 alle condizioni ivistabilite e di comune accordo.

6. Le disposizioni del presentearticolo non pregiudicano il diritto all'informazione e al controllo di cui laCommissione gode in virtù di altre normative vigenti.

TITOLO IV

RELAZIONI CON I PAESI TERZI

Articolo 19

Sempreché il paese terzo interessatosi sia giuridicamente impegnato a fornire l'assistenza necessaria perraccogliere tutti gli elementi comprovanti l'irregolarità di operazioni chesem- brano contrarie alle regolamentazioni doganale o agricola o perdeterminare l'ampiezza delle operazioni di cui si à constatata la non conformitàa tali regolamentazioni, le informazioni ot- tenute a norma del presenteregolamento possono essergli comunicate, nell'ambito di un'a- zione concertata,con l'accordo delle autorità competenti che le hanno fornite, nel rispetto del-le disposizioni interne applicabili al trasferimento di dati personali a paesiterzi.

La comunicazione à effettuata dallaCommissione ovvero dagli Stati membri, nell'ambito del- l'azione concertata dicui al primo comma; in ogni caso, nel paese terzo interessato à garanti- ta coni mezzi adeguati una salvaguardia equivalente a quella di cui all'articolo 45,paragrafi 1 e 2.

Articolo 20

1. Allo scopo di conseguire gliobiettivi del presente regolamento la Commissione può effet- tuare allecondizioni di cui all'articolo 19, missioni comunitarie di cooperazione e diindagine amministrative in paesi terzi in coordinamento e stretta cooperazionecon le autorità compe- tenti degli Stati membri.

2. Le missioni comunitarie nei paesiterzi di cui al paragrafo 1 si svolgono alle seguenti condi- zioni:

a) la missione può essere effettuatasu iniziativa della Commissione, eventualmente in base ad elementi informativiforniti dal Parlamento europeo, ovvero su richiesta di uno o più Stati membri;

b) partecipano alle missioni agentidella Commissione nominati a tale scopo e agenti a tal fine nominati dallo odagli Stati membri interessati;

c) la missione può inoltre essereeffettuata, con l'accordo della Commissione e degli Stati membri interessati,nell'interesse della Comunità, da agenti di uno Stato membro, segnata- mente inapplicazione di un accordo bilaterale di assistenza con un paese terzo; in talcaso, la Commissione à informata dei risultati della missione;

d) le spese di missione sono a caricodella Commissione.

3. La Commissione comunica agli Statimembri e al Parlamento europeo i risultati delle mis- sioni svolte a norma delpresente articolo.

Articolo 21

1. Le constatazioni effettuate e leinformazioni ottenute nel quadro delle missioni comunitarie di cui all'articolo20, segnatamente sotto forma di documenti comunicati dalle autorità compe-tenti dei paesi terzi interessati, sono trattate a norma dell'articolo 45.

2. Il disposto dell'articolo 12 siapplica, mutatis mutandis, alle constatazioni ed alle informa- zioni di cui alparagrafo 1.

3. Ai fini della loro utilizzazioneai sensi dell'articolo 12, la Commissione rilascia alle autorità competentidegli Stati membri, a richiesta di questi ultimi, i documenti originaliottenuti o co- pie autenticate degli stessi.

Articolo 22

Gli Stati membri informano laCommissione delle informazioni scambiate, nell'ambito della mutua assistenzaamministrativa, con i paesi terzi quando ciò rivesta, ai sensi dell'articolo18, paragrafo 1, un particolare interesse per il corretto funzionamento delleregolamentazioni do- ganale e agricola ai sensi del presente regolamento equando tali informazioni ricadono nel campo di applicazione del presenteregolamento.

TITOLO V

SISTEMA D'INFORMAZIONE DOGANALE

Capitolo 1

Istituzione di un sistemad'informazione doganale

Articolo 23

1. Č istituito un sistema informativoautomatizzato, denominato «sistema d'informazione do- ganale», in appresso «SID»,che risponde alle necessità delle autorità amministrative incari- catedell'applicazione delle regolamentazioni doganale o agricola, nonché alleesigenze della Commissione.

2. Il SID, a norma del presenteregolamento, ha lo scopo di agevolare la prevenzione, l'indivi- duazione e ilperseguimento delle operazioni che sono contrarie alle regolamentazioni dogana-le o agricola, rendendo più efficaci, mediante una più rapida diffusione delleinformazioni, le procedure di cooperazione e di controllo delle autoritàcompetenti di cui al presente regola- mento.

3. Le autorità doganali degli Statimembri possono utilizzare l'infrastruttura materiale del SID nell'ambito dellacooperazione doganale di cui all'articolo K.1 punto 8 del trattato sull'Unioneeuropea.

In tal caso la Commissione assicurala gestione tecnica di detta infrastruttura.

4. Le operazioni riguardantil'applicazione della regolamentazione agricola per le quali si de- vonoinserire informazioni nel SID sono determinate dalla Commissione secondo laprocedura di cui all'articolo 43, paragrafo 2.

5. Lo scambio di informazioni a normadegli articoli 17 e 18 non à disciplinato dalle disposizio- ni del presentetitolo.

6. Gli Stati membri e la Commissione,in appresso denominati «partner del SID», partecipano al SID alle condizionienunciate dal presente titolo.

Capitolo 2

Funzionamento e utilizzazione del SID

Articolo 24

Il SID consiste in una base di daticentrale cui si può accedere tramite terminali situati in ogni Stato membro epresso la Commissione. Il sistema comprende esclusivamente dati, compresi idati personali, necessari al raggiungimento del proprio scopo di cuiall'articolo 23, paragrafo 2, raggruppati secondo le seguenti categorie:

a) merci; b) mezzi di trasporto; c)imprese; d) persone; e) tendenze in materia di frode; f) competenzedisponibili.

Articolo 25

Sono stabiliti, secondo la proceduradi cui all'articolo 43, paragrafo 2, gli elementi da inserire nel SIDrelativamente a ciascuna delle categorie da a) a f) dell'articolo 24 per quantoneces- sario alla realizzazione dello scopo del sistema. Nelle categorie e) ef) non devono figurare in nessun caso dati personali. Nell'ambito dellecategorie da a) a d), le informazioni inserite co- me dati personali sono almassimo le seguenti:

a) cognome, cognome da nubile, nome epseudonimi; b) data e luogo di nascita; c) cittadinanza; d) sesso;

e) segni particolari oggettivi epermanenti;

f) motivo dell'inclusione dei dati;

g) azione proposta;

h) codice di allarme atto a segnalareche la persona ha già fatto uso di armi o di violenza ov- vero à sfuggita alleautorità;

i) numero d'immatricolazione delmezzo di trasporto.

Non sono ad ogni modo riportati idati personali che rivelino l'origine razziale od etnica, le o- pinionipolitiche, le convinzioni religiose o filosofiche, l'appartenenza sindacale,nonché i dati relativi alla salute o alla vita sessuale.

Articolo 26

Per l'attuazione del SIDrelativamente ai dati personali, devono essere osservati i seguenti principi:

a) la raccolta e qualsiasi altraoperazione di trattamento dei dati devono essere effettuate in modo leale elecito;

b) i dati devono essere raccolti perfinalità determinate e lecite ed utilizzati in modo compati- bile con lefinalità definite all'articolo 23, paragrafo 2 e non devono essere trattatisuccessi- vamente in maniera incompatibile con tali finalità;

c) i dati devono essere adeguati,pertinenti e non sovrabbondanti rispetto alle finalità per i quali sonotrattati;

d) i dati devono essere esatti e, senecessario, devono essere aggiornati;

e) i dati devono essere memorizzatiin una forma che consenta l'identificazione delle persone interessate soltantoper il periodo necessario al conseguimento delle finalità perseguite.

Articolo 27

1. I dati delle categorie da a) a d)dell'articolo 24 sono inseriti nel SID soltanto a fini di osser- vazione e direndiconto, di sorveglianza discreta o di controlli specifici.

2. Ai fini delle azioni di cui alparagrafo 1, i dati personali nell'ambito delle categorie da a) a d)dell'articolo 24 possono essere inseriti nel SID soltanto se, specialmentesulla base di pre- cedenti attività illecite, vi sono motivi sostanziali perritenere che la persona interessata abbia effettuato, stia effettuando oeffettuerà operazioni che sono in contrasto con le regolamenta- zioni doganaleo agricola e che presentano un particolare interesse sul piano comunitario.

Articolo 28

1. Se le azioni di cui all'articolo27, paragrafo 1 sono attuate, à possibile raccogliere e tra- smettere, in tuttoo in parte, le informazioni seguenti al partner del SID che ha suggerito taliazioni:

a) l'avvenuta individuazione dellamerce, del mezzo di trasporto, dell'impresa o della persona oggetto disegnalazione;

b) il luogo, l'ora ed il motivo delcontrollo; c) l'itinerario seguito e la destinazione del viaggio;

d) le persone che accompagnano lapersona in questione o gli occupanti del mezzo di traspor- to utilizzato;

e) i mezzi di trasporto utilizzati;f) gli oggetti trasportati;

g) le circostanze relativeall'individuazione della merce, dei mezzi di trasporto, dell'impresa o dellapersona.

Qualora tale genere di informazioni àraccolto nel quadro delle azioni di sorveglianza discreta, occorre adottaredelle misure intese a garantire che la natura segreta della sorveglianza nonsia compromessa.

2. Nel quadro dei controlli specificidi cui all'articolo 27, paragrafo 1, le persone, i mezzi di trasporto e glioggetti possono essere ispezionati, entro i limiti consentiti e a norma delleleg- gi, regolamenti e procedure dello Stato membro in cui ha luogod'ispezione. Se la legislazione

di uno Stato membro non consente talicontrolli specifici, questi sono automaticamente con- vertiti dal medesimoStato membro in un'osservazione e rendiconto ovvero in sorveglianza di- screta.

Articolo 29

1. L'accesso diretto ai dati del SID àriservato unicamente alle autorità nazionali designate da ciascuno Stato membroe ai servizi designati dalla Commissione. Tali autorità nazionali sono leamministrazioni doganali, ma possono comprendere anche altre autoritàcompetenti, in ba- se alle leggi, ai regolamenti ed alle procedure dello Statomembro in questione, ad agire per raggiungere lo scopo previsto all'articolo23, paragrafo 2.

2. Ciascuno Stato membro invia allaCommissione l'elenco delle autorità competenti designate che sono autorizzatead eccedere direttamente al SID e precisa, per ciascuna autorità, a quali datipuò avere accesso e per quali scopi.

La Commissione ne informa gli altriStati membri. Essa informa altresì tutti gli Stati membri degli elementicorrispondenti riguardanti i propri servizi autorizzati ad avere accesso alSID.

L'elenco delle autorità nazionali edei servizi della Commissione designati a tale scopo à pub- blicato, perinformazione, dalla Commissione nella Gazzetta ufficiale delle Comunitàeuropee.

3. In deroga al disposto deiparagrafi 1 e 2, il Consiglio, deliberando su proposta della Com- missione, puòdecidere di consentire l'accesso al SID ad organizzazioni internazionali oregio- nali purché, laddove ciò sia pertinente, sia parallelamente stipulato unprotocollo con tali or- ganizzazioni, a norma dell'articolo 7, paragrafo 3della convenzione tra gli Stati membri del- l'Unione europea sull'uso dellatecnologia dell'informazione a fini doganali. Per adottare tale decisione sitiene conto segnatamente di tutte le intese bilaterali o comunitarie esistentie del- l'adeguatezza del livello di protezione dei dati.

Articolo 30

1. I partner del SID possonoutilizzare i dati ottenuti dal SID soltanto per lo scopo previsto al- l'articolo23, paragrafo 2; essi possono, tuttavia, avvalersene a fini amministrativi o dialtro genere, previa autorizzazione del partner del SID che ha introdotto idati nel sistema e alle condizioni da questo stabilite. Un tale diversoutilizzo deve essere conforme alle leggi, ai rego- lamenti ed alle proceduredello Stato membro che intende servirsi dei dati e, se del caso, allecorrispondenti disposizioni applicabili in materia dalla Commissione e devetener conto dei principi indicati nell'allegato.

2. Fatto salvo il disposto deiparagrafi 1 e 4 del presente articolo e l'articolo 29, paragrafo 3, i datiprovenienti dal SID possono essere utilizzati soltanto dalle autorità nazionalidesignati da ciascuno Stato membro nonché dai servizi designati della Commissione,i quali sono compe- tenti, in base alle leggi, ai regolamenti ed alle procedureche ad essi si applicano, ad agire in relazione allo scopo di cui all'articolo23, paragrafo 2.

3. Ciascuno Stato membro invia allaCommissione l'elenco delle autorità designate di cui al paragrafo 2.

La Commissione ne informa gli altriStati membri. Essa informa altresì tutti gli Stati membri degli elementicorrispondenti riguardanti i propri servizi autorizzati a utilizzare il SID.

L'elenco delle autorità o dei servizidesignati a tale scopo à pubblicato dalla Commissione, per informazione, nellaGazzetta ufficiale delle Comunità europee.

4. I dati ottenuti dal SID possono,previa autorizzazione dello Stato membro che li ha inseriti nel sistema esubordinatamente alle condizioni da esso stabilite, essere comunicati adautorità nazionali diverse dalle autorità o servizi di cui al paragrafo 2, apaesi terzi ed a organizzazioni internazionali o regionali che desiderasseroservirsene. Ciascuno Stato membro adotta speciali misure per garantire lasicurezza dei dati trasmessi o forniti a servizi situati al di fuori del suoterritorio.

Le disposizioni di cui al primo commasi applicano, mutatis mutandis, nei confronti della Commissione qualora i datisiano stati inseriti nel sistema da quest'ultima.

Articolo 31

1. A meno che il presente regolamentonon stabilisca disposizioni più rigorose, l'inserimento dei dati nel SID àdisciplinato dalle leggi, dai regolamenti e dalle procedure dello Stato mem-bro che li fornisce e, se del caso, dalle corrispondenti disposizioniapplicabili in materia dalla Commissione.

2. A meno che il presente regolamentonon stabilisca disposizioni più rigorose, l'elaborazione dei dati provenientidal SID, compresa la loro utilizzazione o l'attuazione di qualsiasi azione dicui all'articolo 27 paragrafo 1 e suggerita dal partner del SID che ha fornitoi dati, à disciplina- ta dalle leggi, dai regolamenti e dalle procedure delloStato membro che elabora o utilizza tali dati e, se del caso, dallecorrispondenti disposizioni applicabili in materia dalla Commissione.

Capitolo 3

Modifica dei dati

Articolo 32

1. Soltanto il partner del SID che hafornito i dati ha il diritto di modificare, completare, cor- reggere ocancellare i dati che ha inserito nel SID.

2. Qualora un partner del SID che hafornito dei dati rilevi ovvero apprenda che i dati da esso inseriti sono difatto inesatti oppure che sono stati inseriti o memorizzati in violazione delpre- sente regolamento, esso modifica, completa, corregge o cancella nel modoidoneo i dati e ne informa gli altri partner del SID.

3. Se un partner del SID dispone diprove indicanti che un dato à di fatto inesatto, ovvero che à stato inserito omemorizzato nel SID in violazione del presente regolamento, esso ne infor- masenza indugio il partner del SID che lo ha fornito. Quest'ultimo controlla idati in questione e, ove necessario, la corregge o lo cancella senza indugio.Inoltre, esso informa gli altri par- tner della correzione o cancellazioneeffettuata.

4. Il partner del SID che, al momentodi inserire dati nel sistema, nota che la sua segnalazio- ne, quanto alcontenuto o all'azione richiesta, à in contrasto con una segnalazioneprecedente, ne informa immediatamente il partner che ha effettuatoquest'ultima. I due partner si adope- rano quindi di risolvere la questione. Incaso di disaccordo, rimane valida al prima segnalazio- ne, ma le parti diquella nuova che non sono in contrasto con la prima sono inserite nel siste-ma.

5. Fatte salve le altre disposizionidel presente regolamento, qualora, in uno Stato membro, un tribunale o un'altraautorità abilitata a tal fine e dipendente da tale Stato adotti una deci- sionedefinitiva di modificare, completare, correggere o cancellare i dati del SID, ipartner del SID agiscono in modo conforme.

In caso di contrasto tra talidecisioni dei tribunali o di altre autorità abilitate a tal fine, incluse ledecisioni di cui all'articolo 36 in materia di correzione o cancellazione, loStato membro che ha inserito i dati in questione li cancella dal sistema.

Le disposizioni di cui al primo commasi applicano, mutatis mutandis, qualora una decisione della Commissione inmerito a dati contenuti nel SID sia annullata dalla Corte di giustizia.

Capitolo 4

Conservazione dei dati

Articolo 33

1. I dati inseriti nel SID sonomemorizzati soltanto per il periodo necessario al raggiungimento dello scopoper cui sono stati inseriti. La necessità di conservarli à esaminata almenoannual- mente dal partner del SID che li ha forniti.

2. Durante il periodo di esame ilpartner del SID che ha fornito i dati può decidere di conser- varli finoall'esame successivo, qualora ciò sia necessario per il raggiungimento dei finiper cui sono stati inseriti. Fatto salvo l'articolo 36, qualora non sia decisodi conservare i dati, questi sono automaticamente trasferiti nella parte delSID il cui accesso à limitato a norma del para- grafo 4.

3. Il SID informa automaticamente ilpartner del SID che ha fornito i dati del previsto trasfe- rimento dei datimemorizzati nel SID ai sensi del paragrafo 2, con preavviso di un mese.

4. I dati trasferiti a norma delparagrafo 2 continuano ad essere memorizzati per un anno nel SID, ma, fattosalvo il disposto dell'articolo 36, ad essi possono accedere soltanto unrappre- sentante del comitato di cui all'articolo 43, nel quadrodell'applicazione del paragrafo 4 setti- mo, ottavo e nono trattino di talearticolo, nonché del paragrafo 5 di tale articolo, ovvero le autorità dicontrollo di cui all'articolo 37. Durante detto periodo, essi possonoconsultare i dati soltanto per controllare l'esattezza e la legittimità, dopodi ché i dati devono essere eliminati.

Capitolo 5

Protezione dei dati personali

Articolo 34

1. Qualsiasi partner del SID cheintenda ricevere dal SID o inserire in esso dati personali a- dotta, entro ladata di entrata in applicazione del presente regolamento, le disposizioninazio- nali o regole interne che si applicano alla Commissione che garantiscanola protezione dei di- ritti e delle libertà delle persone per quanto riguardal'elaborazione dei dati personali.

2. Un partner del SID può riceverne oinserirvi dati personali soltanto se nel suo territorio so- no entrate invigore le disposizioni relative alla protezione di detti dati di cui alparagrafo 1. Ciascuno Stato membro designa altresì preliminarmente una o piùautorità di controllo nazio- nali ai sensi dell'articolo 37.

3. Al fine di garantire la correttaapplicazione delle disposizioni del presente regolamento in materia diprotezione dei dati personali, ciascuno Stato membro e la Commissioneconsidera- no il SID quale un sistema di elaborazione di dati personali,soggetto alle disposizioni naziona- li di cui al paragrafo 1 e alledisposizioni più rigorose contenute nel presente regolamento.

Le regole interne che si applicanoalla Commissione, di cui al paragrafo 1, sono pubblicate nella Gazzettaufficiale delle Comunità europee.

Articolo 35

1. Fatto salvo l'articolo 30,paragrafo 1, l'utilizzazione da parte dei partner del SID dei dati personali daquesto provenienti per scopi diversi da quello di cui all'articolo 23,paragrafo 2 à vietata.

2. I dati possono essere duplicatisolo per motivi tecnici, purché tale operazione sia necessaria per la ricercadi informazioni ad opera delle autorità di cui all'articolo 29. Fatto salvo ildispo- sto dell'articolo 30, paragrafo 1, i dati personali inseriti da altriStati membri o dalla Commis- sione non possono essere copiati dal SID in altrisistemi di elaborazione di dati di cui siano re- sponsabili gli Stati membri ola Commissione.

Articolo 36

1. I diritti delle persone, perquanto riguarda i dati personali inseriti nel SID e, in particolare, il dirittoal loro accesso, sono esercitati:

- a norma delle leggi, regolamenti eprocedure dello Stato membro in cui sono fatti valere;

- a norma delle regole interne che siapplicano alla Commissione di cui all'articolo 34, para- grafo 1.

Qualora le leggi, regolamenti eprocedure dello Stato membro interessato lo prevedano, l'au- torità dicontrollo nazionale di cui all'articolo 37 decide in merito alla comunicazionedell'in- formazione e determina la procedura da seguire.

2. Un partner del SID cui sia statapresentata una richiesta di accesso ai dati personali può ri- fiutare taleaccesso se la comunicazione dei dati può compromettere la prevenzione,l'indivi- duazione ed il perseguimento di operazioni che sono contrarie alleregolamentazioni doganale o agricola. Uno Stato membro può anche rifiutare l'accessoin virtù delle proprie leggi, dei propri regolamenti e delle proprie procedurerelativi ai casi in cui tale rifiuto costituisce una misura necessaria per lasalvaguardia della sicurezza dello Stato, della difesa, della pubblicasicurezza o dei diritti e delle libertà altrui. La Commissione può rifiutarel'accesso qualora ciò costituisca una misura necessaria per la salvaguardia deidiritti e delle libertà altrui.

In ogni caso l'accesso à rifiutatodurante il periodo in cui sono svolte azioni per fini di osserva- zione e direndiconto o di sorveglianza discreta.

3. Qualora i dati personali, deiquali à stato richiesto l'accesso, siano stati forniti da un altro partner delSID, l'accesso à consentito soltanto se al partner che ha fornito i dati àstato con- sentito di esprimere un parere.

4. A norma delle leggi, regolamenti eprocedure di ciascuno Stato membro o delle norme in- terne che si applicanoalla Commissione, chiunque può chiedere che i dati personali che lo ri-guardano siano corretti o cancellati presso ciascun partner del SID, qualorasiano inesatti o siano stati inseriti o conservati nel SID in violazione delloscopo previsto all'articolo 23, para- grafo 2 o qualora non siano statiosservati i principi enunciati all'articolo 26.

5. Nel territorio di ciascuno Statomembro, chiunque può, a norma delle leggi, regolamenti e procedure dello Statomembro in questione, adire ovvero, se del caso, presentare un ricorso davantiai tribunali o alle autorità competenti a tal fine secondo le leggi, regolamentie proce- dure dello Stato membro in questione, per quanto riguarda i datipersonali del SID che lo ri- guardano, al fine di:

a) far correggere o cancellare datipersonali inesatti;

b) far correggere o cancellare datipersonali inseriti o conservati nel SID in violazione del pre- senteregolamento;

c) ottenere l'accesso a datipersonali; d) ottenere il risarcimento dei danni a norma dell'articolo 40,paragrafo 2.

Per quanto riguarda i dati inseritidalla Commissione, può essere proposto ricorso alla Corte di giustizia, a normadell'articolo 173 del trattato.

Gli Stati membri e la Commissione siimpegnano reciprocamente a eseguire le decisioni defini- tive che sonopronunciate dai tribunali, dalla Corte di giustizia o da altre autoritàabilitate a tal fine, che riguardano i punti a), b) e c) del primo comma.

6. I riferimenti alla «decisionedefinitiva», di cui al presente articolo e all'articolo 32, paragra- fo 5, noncomportano in nessun caso l'obbligo, per uno Stato membro o per la Commissione,di impugnare una decisione pronunciata da un tribunale o da un'altra autoritàabilitata a tal fine.

Capitolo 6

Controllo della protezione dei datipersonali

Articolo 37

1. Ciascuno Stato membro designa unao più autorità nazionali di controllo responsabili della protezione dei datipersonali, incaricate di effettuare il controllo esterno di tali dati inseritinel SID.

Le autorità di controllo, a normadelle rispettive legislazioni nazionali, devono esercitare una sorveglianza eeffettuare controlli esterni, per garantire che l'elaborazione el'utilizzazione dei dati inseriti nel SID non violino i diritti delle personeinteressate. A tal fine, le autorità nazio- nali di controllo hanno accesso alSID.

2. Chiunque può chiedere a qualsiasiautorità nazionale di controllo di verificare i dati perso- nali del SIDriguardanti la sua persona e l'uso che di essi à stato o à fatto. Tale diritto àdisci- plinato dalle leggi, dai regolamenti e dalle procedure dello Statomembro in cui à fatta la ri- chiesta. Se tali dati sono stati inseriti da unaltro Stato membro o dalla Commissione, la veri- fica à effettuata in strettacollaborazione con l'autorità nazionale di controllo di tale altro Stato membroo con l'autorità di cui al paragrafo 4.

3. La Commissione adotta tutte ledisposizioni necessarie all'interno dei propri servizi per ga- rantire uncontrollo della protezione dei dati a carattere personale che offra garanzie dilivello equivalente a quelli risultanti dal paragrafo 1.

4. Fino alla designazione di una o piùautorità create per le istituzioni e gli organismi comuni- tari, le attivitàdella Commissione in materia di norme di protezione dei dati di cuiall'articolo 34, paragrafo 1, all'articolo 36, paragrafo 1 e all'articolo 37,paragrafo 3 sono soggette al con- trollo del mediatore di cui all'articolo 138E del trattato nell'ambito della missione da quest'ul- timo conferitagli.

Capitolo 7

Sicurezza del SID

Articolo 38

1. Sono adottate tutte le adeguatemisure tecniche e organizzative necessarie per mantenere la sicurezza:

a) dagli Stati membri e dallaCommissione, ciascuno per quanto di propria competenza, per quanto riguarda iterminali del SID situati nei loro rispettivi territori e presso gli ufficidella Commissione;

b) del comitato di cui all'articolo43, per quanto riguarda il SID ed i terminali situati nella sede stessa del SIDed utilizzati per i fini tecnici e per i controlli di cui al paragrafo 3.

2. In particolare, gli Stati membri,la Commissione e il comitato di cui all'articolo 43 adottano misure intese a:

a) impedire a qualsiasi persona nonautorizzata di accedere alle installazioni utilizzate per l'e- laborazione deidati;

b) impedire che i dati e i relativisupporti siano letti, duplicati, modificati o ritirati da persone nonautorizzate;

c) impedire l'introduzione nonautorizzata di dati e qualsiasi consultazione, modifica o cancel- lazione didati non autorizzata;

d) impedire che persone nonautorizzate possano accedere ai dati del SID mediante dispositivi per latrasmissione dei dati;

e) garantire, per quanto riguardal'utilizzazione del SID, che le persone autorizzate possano accedere soltantoai dati di loro competenza;

f) garantire che sia possibileverificare e stabilire a quali autorità si possano trasmettere i dati mediantei dispositivi di trasmissione;

g) garantire che sia possibileverificare e stabilire a posteriori quali dati siano stati inseriti nel SID,quando e da chi, e verificare le consultazioni;

h) impedire qualsiasi lettura,duplicazione, modifica o cancellazione non autorizzata di dati du- rante latrasmissione degli stessi o il trasporto dei relativi supporti.

3. A norma dell'articolo 43, il comitatoverifica che le ricerche effettuate fossero consentite e siano state svolte dautenti autorizzati. Almeno l'1 % di tutte le consultazioni costituisconooggetto di controllo. Nel sistema à introdotto un estratto di taliconsultazioni e controlli, utiliz- zato esclusivamente per dette verifiche.Esso à cancellato dopo sei mesi.

Articolo 39

1. Ciascuno Stato membro designa unservizio che sarà responsabile delle misure di sicurezza di cui all'articolo 38per quanto riguarda i terminali situati nel proprio territorio, delle funzionidi riesame di cui all'articolo 33, paragrafi 1 e 2, oltre che in generale,della corretta attuazione del presente regolamento, nella misura necessaria anorma delle proprie leggi, regolamenti e procedure.

2. La Commissione designa nel proprioseno, per quanto la riguarda, i servizi responsabili del- le misure di cui alparagrafo 1.

Capitolo 8

Responsabilità e pubblicazioni

Articolo 40

1. Il partner del SID che ha inseritodei dati nel sistema à responsabile dell'esattezza, dell'ag- giornamento edella legittimità degli stessi. Inoltre, ciascuno Stato membro o, secondo ilcaso, la Commissione à responsabile dell'osservanza dell'articolo 26.

2. Ciascun partner del SID àresponsabile, secondo le proprie leggi, regolamenti e procedure nazionali o ledisposizioni comunitarie equivalenti, del danno arrecato ad una persona tramitel'uso del SID nello Stato membro in questione o presso la Commissione.

La responsabilità sussiste anchequando il danno à stato provocato dal fatto che il partner del SID che hafornito i dati ha inserito dati inesatti ovvero li ha inseriti nel sistema inviolazione del presente regolamento.

3. Se il partner del SID contro cui àstata intentata un'azione in relazione a dati inesatti non à quello che li haforniti, i partner interessati ricercano un accordo sull'eventuale proporzionedelle somme versate a titolo di risarcimento che il partner che ha fornito idati rimborserà al- l'altro partner. Le somme concordate sono rimborsate surichiesta.

Articolo 41

La Commissione pubblica nellaGazzetta ufficiale delle Comunità europee una comunicazione relativaall'attuazione del SID.

TITOLO VI

PROTEZIONE DEI DATI NELLO SCAMBIO DIDATI NON AUTOMATIZZATO

Articolo 42

Le disposizioni che si applicano agliscambi e all'elaborazione automatizzati di dati si applica- no, mutatismutandis, agli scambi e all'elaborazione non automatizzati di dati.

TITOLO VII

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 43

1. La Commissione à assistita da uncomitato composto di rappresentanti degli Stati membri e presieduto dalrappresentante della Commissione.

2. Il rappresentante dellaCommissione sottopone al comitato un progetto delle misure da a- dottare. Ilcomitato formula il suo parere sul progetto entro un termine che il presidentepuò fissare in funzione dell'urgenza della questione in esame. Il parere àformulato alla maggio- ranza prevista all'articolo 148, paragrafo 2 deltrattato per l'adozione delle decisioni che il Consiglio deve prendere suproposta della Commissione. Nelle votazioni in seno al comitato, ai voti deirappresentanti degli Stati membri à attribuita la ponderazione fissatanell'articolo precitato. Il presidente non partecipa al voto.

La Commissione adotta le misurepreviste qualora siano conformi al parere del comitato.

Se le misure progettate non sonoconformi al parere del comitato, o in mancanza di parere, la Commissionesottopone, senza indugio al Consiglio una proposta in merito alle disposizioniadottate. Il Consiglio delibera a maggioranza qualificata.

Se il Consiglio non ha deliberatoentro il termine di tre mesi a decorrere dalla data in cui gli à statasottoposta la proposta, la Commissione adotta le misure proposte, trannequalora il Consiglio si sia pronunciato a maggioranza semplice contro talimisure.

3. La procedura definita al paragrafo2 si applica segnatamente per: a) decidere gli elementi da includere nel SID,come previsto all'articolo 25;

b) determinare le operazioni relativeall'applicazione della normativa agricola per le quali si devono inserireinformazioni nel SID, come previsto all'articolo 23, paragrafo 4.

4. Il comitato esamina qualsiasiproblema relativo all'applicazione del presente regolamento che il suopresidente può sollevare di propria iniziativa o su richiesta delrappresentante di uno Stato membro, segnatamente per quanto riguarda:

- il funzionamento della mutuaassistenza prevista dal presente regolamento su un piano ge- nerale,

- la fissazione delle modalitàpratiche per la trasmissione delle informazioni di cui agli articoli 16 e 17,

- le informazioni comunicate allaCommissione in applicazione degli articoli 17 e 18 al fine di trarne gliinsegnamenti, di determinare le misure necessarie per metter fine alleoperazioni contrarie alle regolamentazioni doganale o agricola che sono stateconstatate e, se del caso, di proporre le modifiche delle disposizionicomunitarie esistenti o l'elaborazione di disposizioni complementari,

- la predisposizione di indagini daessere svolte dagli Stati membri e coordinate dalla Commis- sione nonché dellemissioni comunitarie previste dall'articolo 20,

- le misure adottate persalvaguardare la riservatezza delle informazioni, e segnatamente dei datipersonali, scambiate ai sensi del presente regolamento, diverse da quelle previstedal ti- tolo V,

- la realizzazione e il buonfunzionamento del SID e tutte le misure tecniche ed operative inte- se agarantire la sicurezza del sistema,

- la necessità di conservare i datinel SID,

- le misure decise per salvaguardarela riservatezza delle informazioni registrate nel SID ai sensi del presenteregolamento e segnatamente i dati personali, e per garantire il rispetto de-gli obblighi che gravano sui responsabili dell'elaborazione,

- le misure adottate in applicazionedell'articolo 38, paragrafo 2.

5. Il comitato esamina qualsiasiproblema che il funzionamento del SID possa porre alle auto- rità di controllodi cui all'articolo 37. In tal caso, si riunisce con una composizione ad hoccui partecipano rappresentanti designati da ciascuno Stato membro e provenientidalla o dalle sue autorità nazionali di controllo. Anche il mediatore di cuiall'articolo 37, paragrafo 4, o il suo rappresentante possono partecipare, dipropria iniziativa e se lo ritengono compatibile con la loro missione, a taliriunioni del comitato con la sua composizione ad hoc. Il comitato si riu- niscenella sua composizione ad hoc almeno una volta all'anno.

6. Ai fini del presente articolo, ilcomitato ha accesso diretto ai dati inseriti nel SID e può uti- lizzarli direttamente.

Articolo 44

Fatte salve le disposizioni di cui altitolo V relative al SID, la trasmissione dei documenti previ- sti dal presenteregolamento può essere sostituita dalla trasmissione di informazioni ottenute,in qualunque forma e ai medesimi fini, a mezzo dell'informatica.

Articolo 45

1. Le informazioni comunicate inqualsiasi forma in applicazione del presente regolamento hanno carattereriservato, ivi compresi i dati memorizzati nel SID. Esse sono coperte dal se-greto d'ufficio e godono della protezione accordata a informazioni di naturaanaloga dalla legi- slazione nazionale dello Stato membro che le ha ricevute odalle disposizioni corrispondenti che si applicano agli organi comunitari.

Le informazioni di cui al primo commanon possono, in particolare, essere trasmesse a perso- ne diverse da quelleche, negli Stati membri o nell'ambito delle istituzioni comunitarie, sonotenute per le loro funzioni a conoscerle o a servirsene. Esse non possononeppure essere uti- lizzate a fini diversi da quelli previsti dal presenteregolamento, a meno che lo Stato membro o la Commissione che le ha fornite, oche le ha registrate nel SID, non vi abbia espressamen- te acconsentito, fattesalve le condizioni stabilite da detto Stato membro o dalla Commissione e nellamisura in cui tale comunicazione o utilizzazione non sia contraria alledisposizioni vi- genti nello Stato membro in cui ha sede l'autorità che le haricevute.

2. Fatte salve le disposizioni di cuial titolo V relative al SID, le informazioni relative alle per- sone fisiche egiuridiche costituiscono oggetto delle comunicazioni contemplate dal presenteregolamento soltanto nella misura strettamente necessaria ai fini dellaprevenzione, dell'indi- viduazione o del perseguimento di operazioni contrariealle regolamentazioni doganale o agri- cola.

3. I paragrafi 1 e 2 non ostano acchéle informazioni ottenute in applicazione del presente re- golamento sianoutilizzate in azioni giudiziarie o in procedimenti avviati successivamente perinosservanza delle regolamentazioni doganale o agricola.

L'autorità competente che ha fornitodette informazioni à immediatamente informata di tale utilizzazione.

4. Quando uno Stato membro notificaalla Commissione che, al termine di un supplemento d'indagine, risulta che unapersona fisica o giuridica, il cui nome gli à stato comunicato in vir- tù delledisposizioni del presente regolamento, non à stata implicata in una irregolarità,la Commissione ne informa senza indugio coloro ai quali i dati normativi inquestione sono stati comunicati sulla base del presente regolamento. La personainteressata non sarà quindi più trattata come persona implicatanell'irregolarità in base alla prima notifica.

Quando i dati a carattere personalerelativi a detta persona si trovano nel SID, essi devono esserne ritirati.

Articolo 46

Ai fini dell'applicazione delpresente regolamento gli Stati membri adottano ogni disposizione utile:

a) per assicurare, sul piano interno,un efficace coordinamento tra le autorità amministrative di cui all'articolo 1,paragrafo 1;

b) per stabilire, sul piano dei lororapporti reciproci e nella misura necessaria, una diretta co- operazione tra leautorità da essi specificamente abilitate a tal fine.

Articolo 47

Gli Stati membri possono decidere distabilire di comune accordo, per quanto necessario, le modalità atte adassicurare il corretto funzionamento della mutua assistenza prevista dal pre-sente regolamento, segnatamente al fine di evitare qualsiasi interruzione nellasorveglianza di persone o di merci che potrebbe essere pregiudizievole allaconstatazione di operazioni con- trarie alla regolamentazione doganale oagricola.

Articolo 48

1. Il presente regolamento non imponealle autorità amministrative degli Stati membri di pre- starsi assistenza nelcaso in cui tale assistenza possa essere pregiudizievole all'ordine pubbli- coo ad altri interessi essenziali, in particolare in materia di protezione dei dati,dello Stato membro in cui hanno la loro sede.

2. Qualsiasi rifiuto di assistenzadeve essere motivato.

La Commissione à informata senzaindugio di qualsiasi rifiuti di assistenza e delle motivazioni addotte.

Articolo 49

Fatto salvo il diritto all'informazionedi cui la Commissione gode in virtù di altre regolamenta- zioni vigenti, gliStati membri comunicano alla Commissione le decisioni amministrative o giu-diziarie, o gli elementi essenziali di queste, relative all'applicazione disanzioni per inosservan- za delle regolamentazioni doganale o agricola nei casiche hanno costituito oggetto di comuni- cazioni a norma degli articoli 17 e 18.

Articolo 50

Fatte salve le spese relativeall'applicazione del SID, nonché le somme previste a titolo di ri- sarcimentoall'articolo 40, gli Stati membri e la Commissione rinunciano ad ogni pretesadi rimborso delle spese risultanti dall'applicazione del presente regolamento,salvo le eventuali indennità corrisposte agli esperti.

Articolo 51

Il presente regolamento nonpregiudica l'applicazione negli Stati membri delle norme di pro- cedura penalee disposizioni relative all'assistenza giudiziaria in materia penale, ivicomprese quelle relative al segreto istruttorio.

Articolo 52

1. Il regolamento (CEE) n. 1468/81 àabrogato.

2. I riferimenti al regolamentoabrogato si intendono come riferimenti al presente regolamen- to.

Articolo 53

1. Il presente regolamento entra invigore il terzo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficialedelle Comunità europee.

Esso si applica a decorrere dal 13marzo 1998.

2. Tuttavia, le disposizionidell'articolo 42 si applicheranno alla Danimarca, all'Irlanda, al Re- gno Unitoe alla Svezia solo allorché vi sarà una normativa comunitaria di applicazione atutti i dati contemplati dal presente regolamento e contenuti.

A decorrere dalla data diapplicazione in tutti gli Stati membri della normativa di cui al primo comma,l'articolo 42 sarà abrogato e la deroga prevista al primo comma cesserà diprodurre i suoi effetti.

Se, entro cinque anni, la suddettanormativa non si applicherà ancora, sarà redatta una rela- zione dallaCommissione, eventualmente corredata da proposte.

Gli Stati membri potranno subordinarel'elaborazione non automatizzata dei dati personali che essi possono comunicareai quattro Stati membri di cui al primo comma al rispetto di norme in materiadi protezione dei dati, equivalenti a quelle che essi stessi applicano perquanto concerne l'elaborazione non automatizzata di detti dati, fintantochéquesti quattro Stati mem- bri non applicheranno le disposizioni dell'articolo42.

Il presente regolamento àobbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascunodegli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, addì 13 marzo1997.

Per il Consiglio

Il Presidente

M. PATIJN

 

 

NOTE                                     

(1) GU n. L 94 del 28. 4. 1970, pag.13. Regolamento modificato da ultimo dal regolamento (CEE) n. 2048/88 (GU n. L185 del 15. 7. 1988, pag. 1).

(2) GU n. C 56 del 26. 2. 1993, pag.1, GU n. C 262 del 28. 9. 1993, pag. 8 e GU n. C 80 del 17. 3. 1994, pag. 12.

(3) GU n. C 20 del 24. 1. 1994, pag.85, e parere del 16 gennaio 1997 (GU n. C 33 del 3. 2. 1997).

(4) GU n. C 161 del 14. 6. 1993, pag.15.

(5) GU n. L 144 del 2. 6. 1981, pag.1. Regolamento modificato dal regolamento (CEE) n. 945/87 (GU n. L 90 del 2. 4.1987, pag. 3).

(6) Regolamento (CEE, Euratom) n.1552/89 del Consiglio, del 29 maggio 1989, recante ap- plicazione delladecisione 88/376/CEE, Euratom relativa al sistema delle risorse proprie dellaComunità (GU n. L 155 del 7. 6. 1989, pag. 1). Regolamento modificato da ultimodal rego- lamento (CE, Euratom) n. 2729/94 (GU n. L 293 del 12. 11. 1994, pag.5).

(7) Regolamento (CEE) n. 595/91 delConsiglio, del 4 marzo 1991, relativo alle irregolarità e al recupero dellesomme indebitamente pagate nell'ambito del finanziamento della politica a-gricola comune nonché all'instaurazione di un sistema d'informazione in questosettore e che abroga il regolamento (CEE) n. 283/72 (GU n. L 67 del 14. 3.1991, pag. 11).

(8) GU n. L 281 del 23. 11. 1995,pag. 31.

 

ALLEGATO

COMUNICAZIONE DEI DATI (Articolo 30,paragrafo 1)

1. Comunicazione ad altri organismipubblici

La comunicazione di dati ad organismipubblici dovrebbe essere consentita solo se, in un caso determinato:

a) esiste un chiaro obbligo oautorizzazione legale ovvero permesso dell'autorità di controllo; ovvero se

b) i dati in questione sonoindispensabili al destinatario per assolvere il proprio compito legale e nellamisura in cui il fine della raccolta o dell'elaborazione eseguita daldestinatario non sia incompatibile con quello originariamente previsto e gliobblighi legali dell'organismo che co- munica i dati non ostino a ciò.

Č inoltre eccezionalmente consentitauna comunicazione se, in un caso determinato:

a) la comunicazione à senza alcundubbio nell'interesse della persona in questione e se que- st'ultima vi haacconsentito o le circostanze consentono di ritenere inequivocabilmente che visia tale consenso; ovvero,

b) la comunicazione à necessaria perevitare un grave ed imminente pericolo.

2. Comunicazione a privati

La comunicazione di dati a privatidovrebbe essere consentita solo se, in un caso determinato, vi à un chiaroobbligo o autorizzazione legale ovvero un'autorizzazione dell'autorità dicontrol- lo.

Una comunicazione a privati àeccezionalmente consentita se, in un caso determinato:

a) la comunicazione à, senza alcundubbio, nell'interesse della persona in questione e se que- st'ultima vi haacconsentito o le circostanze permettono di ritenere inequivocabilmente che visia tale consenso; ovvero

b) la comunicazione à necessaria perevitare un grave ed imminente pericolo. 3. Comunicazione internazionale Lacomunicazione di dati ad autorità estere dovrebbe essere consentita solo se: a)esiste una chiara disposizione di legge derivante dal diritto interno ointernazionale;

b) se, in difetto di una siffattadisposizione, la comunicazione à necessaria per prevenire un grave ed imminentepericolo e nella misura in cui non si reca pregiudizio alle normative inter- nerelative alla protezione della persona interessata.

4.1. Domande di comunicazione

Fatte salve le specifichedisposizioni della legislazione nazionale o di accordi internazionali, le domandedi comunicazione di dati dovrebbero contenere indicazioni sull'organismo o laperso- na da cui provengono, nonché sul loro oggetto e motivo.

4.2. Condizioni della comunicazione

La qualità dei dati dovrebbe essereverificata, nella misura del possibile, al più tardi prima del- la lorocomunicazione. In ogni comunicazione di dati à opportuno che siano menzionate,nella misura del possibile, le decisioni giurisdizionali e le decisioni di nonluogo a procedere, e che i dati basati su opinioni o valutazioni personalisiano verificati alla fonte prima della loro comu- nicazione indicandone,inoltre, il grado di affidabilità o di esattezza.

I dati che risultino inesatti e nonaggiornati non dovrebbero essere comunicati; se sono stati trasmessi dati nonpiù validi o inesatti l'organismo emittente, per quanto possibile, dovrebbeinformare della loro non conformità tutti gli organismi destinatari ai qualisono stati trasmessi.

4.3. Garanzia relativa allacomunicazione

I dati comunicati ad altri organismi,a privati o ad autorità estere non dovrebbero essere uti- lizzati per finidiversi da quelli indicati nella domanda di comunicazione.

Qualsiasi utilizzazione per altrifini dovrebbe essere subordinata all'accordo dell'organismo e- mittente, fattosalvo il disposto dei punti da 1 a 4.2.