Parere del Comitato delle regioni in merito alla
"Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni relativa alle comunicazioni commerciali indesiderate (spam)"

(pubblicato sulla GUCE C 318 del 22.12.2004)

IL COMITATO DELLE REGIONI,

vista la comunicazione della Commissione al Parlamento europeo, al Consiglio, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni relativa alle comunicazioni commerciali indesiderate (spam) (COM(2004) 28 def.),

vista la decisione della Commissione europea, del 22 gennaio 2004, di consultarlo in materia, conformemente al disposto dell'articolo 265, primo comma, del Trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la decisione del proprio Presidente del 5 aprile 2004 di incaricare la commissione Istruzione e cultura di elaborare un parere sull'argomento,

visto il proprio parere in merito alla comunicazione della Commissione "Seconda fase del piano pluriennale d'azione comunitario per promuovere l'uso sicuro di Internet attraverso la lotta alle informazioni di contenuto illegale e nocivo diffuse attraverso le reti globali" e alla "Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio che modifica la decisione n. 276/1999/CE che adotta un piano pluriennale d'azione comunitario per promuovere l'uso sicuro di Internet attraverso la lotta alle informazioni di contenuto illegale e nocivo diffuse attraverso le reti globali" (CdR 140/2002 fin)1,

visto il proprio parere in merito alla "Proposta di decisione del Consiglio recante adozione di un programma pluriennale (2003-2005) per il monitoraggio del piano d'azione eEurope, la diffusione della buona prassi e il miglioramento della sicurezza delle reti e dell'informazione (Modinis)" (CdR 252/2002 fin)2,

visto il proprio parere in merito alle comunicazioni della Commissione "Analisi comparativa dei progressi dell'iniziativa eEurope" e "eEurope 2005: una società dell'informazione per tutti" (CdR 136/2002 fin)3,

visto il proprio parere in merito alla "Proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio relativa a regole comuni sulle firme elettroniche" (CdR 332/98 fin)4,

visto il proprio parere in merito alla "Sesta relazione sull'attuazione del quadro normativo per le telecomunicazioni" (CdR 52/2001 fin)5,

visto il proprio parere in merito alla comunicazione della Commissione relativa al seguito riservato al Libro verde sulla tutela dei minori e della dignità umana nei servizi audiovisivi e d'informazione, corredata da una proposta di raccomandazione del Consiglio, nonché alla comunicazione della Commissione e proposta di decisione del Consiglio che adotta un Piano pluriennale d'azione comunitaria per promuovere l'uso sicuro di Internet (CdR 54/98 fin)6,

visto il proprio parere in merito alla comunicazione della Commissione "Un'iniziativa europea in materia di commercio elettronico" (CdR 350/97 fin)7,

visto il proprio parere in merito alla comunicazione della Commissione "Sicurezza delle reti e sicurezza dell'informazione: Proposta di un approccio strategico europeo" (CdR 257/2001 fin)8,

visto il proprio parere in merito alla comunicazione della Commissione "Creare una società dell'informazione sicura migliorando la sicurezza delle infrastrutture dell'informazione e mediante la lotta alla criminalità informatica: eEurope 2002" (COM(2000) 890 def. - CdR 88/2001 fin)9,

visto il proprio progetto di parere (CdR 69/2004 riv. 1), adottato in data 5 aprile 2004 dalla commissione Cultura e istruzione (Relatrice: Susie Kemp, membro del consiglio della contea del West Berkshire (UKPPE)),

considerando quanto segue:

1) Le comunicazioni commerciali indesiderate inviate per posta elettronica, anche note come spam, hanno raggiunto proporzioni inquietanti, passando dal 7 % del traffico mondiale di posta elettronica nel 2001 all'attuale 50 %.

2) Lo spam costituisce non soltanto un problema in termini di violazione della privacy, abuso dei consumatori, protezione dei minori e della dignità umana, ma anche una minaccia sul piano commerciale; esso comporta infatti costi supplementari per le imprese e un calo di produttività, rischiando altresì di intaccare la fiducia dei consumatori.

3) Nel luglio 2002 l'Unione europea ha adottato la direttiva 2002/58/CE sulla tutela della vita privata e le comunicazioni elettroniche, che introduce il principio di opt-in, ossia di consenso preliminare obbligatorio del destinatario del messaggio di posta elettronica, da recepire entro il 31 ottobre 2003.

4) Pur trattandosi di un primo passo, la legislazione da sola non è in grado di arginare il fenomeno dello spam. Perché la direttiva 2002/58/CE ottenga l'effetto desiderato sono necessarie pertanto ulteriori azioni,

ha adottato il seguente parere all'unanimità in data 16 giugno 2004, nel corso della 55a sessione plenaria.

1. Posizione del Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni

1.1 condivide la conclusione della Commissione secondo cui lo spam costituisce attualmente una delle maggiori sfide per Internet e rende pertanto necessario non solo agire con efficacia sul piano dell'applicazione delle norme e della cooperazione internazionale, ma anche convincere l'industria ad adottare soluzioni tecniche e di autoregolamentazione, nonché sensibilizzare il pubblico;

1.2 approva gli sforzi continui profusi dalla Commissione per incoraggiare il recepimento della direttiva 2002/58/CE e il sostegno offerto dalla Commissione stessa agli Stati membri;

auspica altresì che tale sostegno sia esteso ai nuovi paesi all'indomani dell'allargamento nel maggio 2004;

1.3 constata che lo spam sta provocando un calo di fiducia nelle reti d'informazione e che il volume del traffico di posta elettronica rallenta i sistemi. Trattandosi di una questione di portata transfrontaliera e internazionale, il Comitato teme che la politica comunitaria otterrà dei risultati solo con il consenso e la cooperazione delle organizzazioni internazionali e di altre potenze mondiali;

1.4 deplora che la Commissione non riconosca la capacità degli enti locali e regionali di operare da interfaccia con i cittadini in senso stretto e il pubblico in senso lato, e sollecita la Commissione a tener dovuto conto del contributo che tali enti possono offrire alla lotta allo spam;

1.5 sottolinea che gli enti locali e regionali possono essere coinvolti in questa lotta in svariati modi. Essi possono infatti svolgere un ruolo di sensibilizzazione e informazione, nonché fornire un contributo grazie, più in generale, alla loro vicinanza ai cittadini, alle organizzazioni e alle imprese;

1.6 ricorda la sua proposta di adottare misure per informare gli studenti nelle scuole sia della dimensione "sicurezza" nella società dell'informazione sia delle conseguenze dei crimini informatici;

1.7 rileva che gli enti locali e regionali rivestono una funzione di tutela del pubblico in senso lato;

1.8 riconosce che gli enti locali e regionali hanno un importante ruolo da svolgere a garanzia di uno sviluppo equilibrato della società della conoscenza e dell'informazione nell'UE, specie all'indomani dell'allargamento, allo scopo di migliorare la coesione economica e sociale nelle regioni, nelle città e nei distretti d'Europa. Essi occupano infatti una posizione ideale per assicurare il più ampio accesso possibile alle azioni comunitarie, riservando una particolare attenzione ai gruppi meno favoriti;

1.9 riconosce che le amministrazioni locali e regionali sono responsabili non solo dello sviluppo di servizi pubblici on-line, ma anche dell'introduzione delle tecnologie dell'informazione e della comunicazione nell'apprendimento lungo tutto l'arco della vita (l'alfabetismo digitale, infatti, è ormai considerato una competenza fondamentale) e nell'assistenza sanitaria. Le amministrazioni locali e regionali promuovono inoltre attivamente la sicurezza dell'informazione, lo sviluppo di servizi culturali e turistici on-line, un miglior accesso ai servizi on-line e, naturalmente, una maggior interoperabilità dei processi in seno alle amministrazioni stesse e, più in generale, tra le organizzazioni. Ritiene pertanto essenziale garantire una comunicazione elettronica efficace e senza ostacoli.

2. Raccomandazioni del Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni

2.1 chiede che si insista sul coinvolgimento attivo dei paesi candidati. Dal momento che Internet non tiene conto delle frontiere tradizionali tra paesi, le azioni adottate a livello europeo non dovrebbero limitarsi agli attuali Stati membri dell'UE. La mancanza di reti e di sistemi informatici sicuri nelle regioni meno favorite d'Europa può contribuire ad ampliare il divario digitale tra queste regioni e quelle più avanzate e securizzate;

2.2 propone di compiere uno sforzo per garantire che i maggiori produttori mondiali di software si impegnino più a fondo nella ricerca in materia di sicurezza delle reti e delle informazioni e nella sua applicazione immediata. La sicurezza dovrebbe rappresentare un aspetto prioritario per i fornitori di accesso e di servizi di telecomunicazione che operano in Europa; andrebbero inoltre potenziati i collegamenti con le attività e le organizzazioni non europee;

2.3 sollecita la Commissione ad avvalersi della capacità degli enti locali e regionali di comunicare con i cittadini: le biblioteche, i centri culturali ed altre strutture comunali, ad esempio, sono luoghi particolarmente adatti a sensibilizzare i cittadini e a fornir loro l'accesso all'informazione, in quanto offrono un contatto diretto con il pubblico, ivi compresi i gruppi meno favoriti;

2.4 propone di risolvere a livello locale molti dei problemi associati all'uso sicuro di Internet, grazie in particolare a un'azione didattica intensiva di sensibilizzazione. Gli enti locali e regionali possono fornire al pubblico informazioni su come comportarsi per combattere lo spam;

2.5 propone che le scuole, nell'ambito del compito formativo che è loro proprio, promuovano una puntuale sensibilizzazione dei giovani all'esigenza della "sicurezza" nella società dell'informazione;

2.6 propone che gli enti locali e regionali si avvalgano dei loro contatti con le organizzazioni di imprese per incoraggiarle ad adottare azioni efficaci contro lo spam;

2.7 sottolinea infine l'importanza della cooperazione a livello dell'UE e in particolare il ruolo delle amministrazioni locali e regionali quali garanti di tale cooperazione.

Bruxelles, 16 giugno 2004.

Il Presidente del Comitato delle regioni
Peter STRAUB

NOTE
1 GU C 73 del 26.3.2003, pag. 34
2 GU C 128 del 29.5.2003, pag. 19
3 GU C 128 del 29.5.2003, pag. 14
4 GU C 93 del 6.4.1999, pag. 33
5 GU C 19 del 22.1.2002, pag. 1
6 GU C 251 del 10.8.1998, pag. 51
7 GU C 180 dell'11.6.1998, pag. 19
8 GU C 107 del 3.5.2002, pag. 89
9 GU C 107 del 3.5.2002, pag. 85