Parere del Comitato delle regioni in merito alla
"Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni – Il ruolo dell'eGovernment per il futuro dell'Europa"

(pubblicato sulla GUCE C 318 del 22.12.2004)

IL COMITATO DELLE REGIONI,

vista la Comunicazione della Commissione al Consiglio, al Parlamento europeo, al Comitato economico e sociale europeo e al Comitato delle regioni "Il ruolo dell'eGovernment per il futuro dell'Europa" (COM(2003) 567 def.),

vista la decisione della Commissione europea del 26 settembre 2003 di consultarlo a norma dell'articolo 265, primo comma, del Trattato che istituisce la Comunità europea,

vista la decisione del proprio Presidente del 6 novembre 2003 di incaricare la commissione Istruzione e cultura di elaborare un parere sull'argomento,

vista la dichiarazione ministeriale rilasciata al termine della Conferenza sull'eGovernment svoltasi il 7 e 8 luglio 2003 a Como,

visto il proprio parere in merito alla comunicazione della Commissione "eEurope 2005: una società dell'informazione per tutti" (CdR 136/2002 fin)1,

visto il proprio parere in merito alla Proposta di decisione del Parlamento europeo e del Consiglio relativa all'erogazione interoperabile di servizi paneuropei di e-government alle pubbliche amministrazioni, alle imprese e ai cittadini (IDABC) (CdR 247/2003 fin)2,

visto il proprio parere in merito alla comunicazione della Commissione "eEUROPE 2002: un quadro normativo comunitario per la valorizzazione delle informazioni del settore pubblico" (CdR 134/2002 fin)3,

visto il proprio progetto di parere (CdR 392/2003 riv. 2) adottato il 5 aprile 2004 dalla commissione Cultura e istruzione (relatore: Keith Brown, membro del consiglio della Contea di Clackmannanshire, Scozia (UK/AE),

considerando quanto segue:

1) L'eGovernment contribuisce non solo all'efficienza dell'amministrazione pubblica, ma anche alla democrazia, migliorando la governance e la partecipazione dei cittadini alla vita pubblica.

2) È necessario un impegno politico ad alto livello per creare strutture e servizi di eGovernment; la maggior parte delle barriere giuridiche non sono a livello europeo, ma a livello nazionale, regionale e locale.

3) L'esistenza di tradizioni e basi giuridiche diverse negli attuali e futuri Stati membri rende difficile la definizione di norme comuni per la fornitura di servizi pubblici.

ha adottato all'unanimità il 16 giugno 2004, nel corso della 55a sessione plenaria il seguente parere.

1. Osservazioni del Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni

1.1 si compiace dell'importanza che la Commissione attribuisce al ruolo dell'eGovernment per il conseguimento degli obiettivi di Lisbona e sottolinea in particolare il ruolo e il contributo degli enti locali e regionali nel promuovere e sfruttare il potenziale dell'eGovernment, considerata la gamma e l'importanza dei servizi e delle regolamentazioni che essi forniscono sia ai cittadini che alle imprese;

1.2 evidenzia le caratteristiche essenziali degli enti locali e regionali: le loro dimensioni e la loro vicinanza alle comunità locali consentono di accelerare la velocità dell'innovazione e di conoscere e comprendere le esigenze dei servizi e degli utenti, il che è di fondamentale importanza, mentre il loro impegno diretto a livello individuale e comunitario permette loro di promuovere l'acquisizione di nuove competenze e di indurre i cambiamenti comportamentali necessari per fare dell'eGovernment una realtà tangibile e benefica;

1.3 approva la descrizione fornita dell'eGovernment come combinazione di utilizzo delle TIC nel settore governativo ed amministrativo, cambiamenti organizzativi e sviluppo di nuove competenze;

1.4 evidenzia l'importanza fondamentale di creare opportunità di formazione e di sviluppo e di investire in esse per consentire alla più ampia gamma di cittadini di partecipare agli sviluppi dell'eGovernment;

1.5 sottolinea che il valore dell'eGovernment emergerà dai cambiamenti che interverranno nell'erogazione dei servizi pubblici e dal potenziamento della partecipazione dei cittadini ai processi democratici e allo sviluppo di politiche pubbliche, in altri termini dalla modernizzazione globale della fornitura di servizi pubblici e dell'interazione con i cittadini;

1.6 avverte che tali trasformazioni a tutti i livelli di governo saranno costose e necessiteranno un notevole e prolungato impegno di risorse, al quale verrà ad aggiungersi la necessità di conservare i sistemi già esistenti durante i periodi di transizione, necessità specifica dei pubblici poteri che non sussiste per gli ambienti commerciali;

1.7 osserva che per consentire un elevato livello di adozione e di interattività, è essenziale passare alla banda larga, e pertanto accoglie con favore l'invito che la Commissione rivolge a tutte le amministrazioni pubbliche a dotarsi di connessioni a banda larga entro il 2005 e ritiene che siano necessari aiuti finanziari per consentire tale trasformazione, specie in quelle aree in cui l'attuale tasso di accesso e il tasso di crescita dell'accesso sono relativamente bassi;

1.8 apprezza la distinzione operata nella comunicazione fra eGovernance e eGovernment, e ritiene che il primo concetto, più ampio e comprendente i principali servizi sociali, sia della massima rilevanza per gli interessi degli enti locali e regionali;

1.9 raccomanda l'applicazione di un quadro comune di standard di ricerca per garantire la pubblicazione della valutazione qualitativa e quantitativa di tutti i programmi e progetti significativi, consentendo così di condividere sia i successi da imitare che l'analisi franca degli insuccessi, per trarre degli insegnamenti e migliorare le pratiche future;

1.10 ritiene che il lavoro in partenariato, la creazione di consorzi e di joint ventures a tutti i livelli fra organismi pubblici e, laddove possibile, organizzazioni private, sia a livello nazionale che comunitario siano fondamentali per sfruttare l'innovazione ed evitare l'obsolescenza, per consentire il trasferimento delle buone pratiche esistenti e future e per valorizzare al massimo le risorse pubbliche;

1.11 riconosce il potenziale che ha l'eGovernment di sostenere e promuovere le peculiarità culturali, la parità di accesso ai servizi e il contributo delle diverse popolazioni delle regioni alle politiche e ai processi, riconoscendo in tal modo il ruolo unico svolto dagli enti locali e regionali; tutto ciò rende particolarmente importante il lavoro di ricerca di qualità per la definizione di pratiche inclusive;

1.12 è consapevole dell'importanza delle tecnologie che garantiscono la protezione della vita privata e la sicurezza per guadagnare la fiducia dei consumatori, ma ritiene che ciò non debba comportare l'adozione di protocolli che potrebbero irragionevolmente ostacolare il trasferimento elettronico di informazioni riguardanti determinate persone;

1.13 osserva che la comunicazione in esame fa parte di una più ampia serie di innovazioni volte alla modernizzazione, il cui impatto collettivo ha la capacità di trasformare in meglio l'interazione fra cittadini e pubblici poteri in termini di inclusione sociale, ma considera che la coesione sociale sia potenzialmente minacciata dall'isolamento che può derivare da una riduzione delle interazioni umane interpersonali e dal quale occorre guardarsi.

2. Raccomandazioni del Comitato delle regioni

Il Comitato delle regioni

2.1 raccomanda che, nel promuovere l'eGovernment, la Commissione europea si impegni a garantire prioritariamente norme comuni, a fornire un quadro per lo scambio di informazioni e un'interoperabilità efficace, a promuovere la conoscenza dei servizi paneuropei e la facilità di accesso alle informazioni sui servizi nazionali e regionali per tutti i cittadini dell'UE. Un altro aspetto prioritario concerne la sicurezza di transazioni e dati nel loro complesso. La fiducia e l'uso da parte dei cittadini sono direttamente legati alle questioni di sicurezza;

2.1 a) raccomanda alla Commissione europea di duplicare gli sforzi per coordinare, in maniera concreta ed efficace, le azioni previste dai programmi concernenti l'eGovernment, in particolare i programmi IDA, eTEN e le attività di ricerca eGOV nell'ambito del sesto programma quadro, al fine di conseguire i migliori risultati possibile e di ottimizzare gli sforzi e le risorse che l'Unione europea destina allo sviluppo dell'eGovernment;

2.1 b) raccomanda alla Commissione europea di approfondire la dimensione regionale e locale nell'ambito delle attività previste dai programmi relativi all'eGovernment;

2.2 raccomanda che i fondi pubblici degli Stati membri e i fondi strutturali dell'UE finanzino la fornitura di tecnologia a banda larga nelle aree in cui ciò potrebbe non essere commercialmente attuabile, garantendo così la disponibilità di eGovernment su tutto il territorio dell'UE e concentrandosi su quelle zone in cui l'accesso e/o il tasso di crescita dell'accesso è basso. Le specificità delle regioni, in particolare la superficie e la popolazione, devono essere tenute in debito conto al momento di definire gli aiuti pubblici necessari per una dotazione infrastrutturale atta a garantire l'accesso sull'intero territorio;

2.3 insiste sulla necessità di attribuire promuovere, almeno nella fase di transizione, corsi di formazione all'accesso all'eGovernment, nonché strutture destinate alle persone con disabilità e agli anziani e alle persone con scarso livello formativo per favorire l'e-inclusion ed eliminare ogni rischio di discriminazione;

2.4 sottoscrive l'osservazione in base alla quale l'erogazione online di un servizio non ne garantisce necessariamente l'utilizzo online e incoraggia fortemente la ricerca sia sulle preferenze e sugli ostacoli esistenti a livello della domanda relativamente a tipo di servizi e metodo di accesso, sia sulle innovazioni necessarie a livello dell'offerta, per poter individuare i canali che attireranno la più ampia gamma di utenti, appartenenti ad aree geografiche diverse e a gruppi diversi per età, sesso e situazione socioeconomica;

2.5 sottolinea la necessità di sfruttare pienamente le potenzialità delle tecnologie dell'informazione al fine di migliorare la qualità e la produttività dei servizi pubblici forniti attraverso i canali tradizionali;

2.6 raccomanda l'adozione di un protocollo in base al quale per i programmi e i progetti di eGovernment finanziati con fondi pubblici occorre rendere noti i risultati, i vantaggi ottenuti grazie all'iniziativa, ma anche gli aspetti passibili di miglioramento;

2.7 sollecita la Commissione a sostenere gli enti locali e regionali affinché forniscano servizi di eGovernment in diverse lingue dedicando una particolare attenzione alle lingue regionali e meno diffuse;

2.8 riconosce la complessità di valutare le principali iniziative in nuovi campi di attività, ma sollecita la fissazione di chiari obiettivi fin dall'inizio e una valutazione critica, aperta e completa dei risultati (sia positivi che negativi) in base a criteri quali la rilevanza, l'efficacia, l'efficienza e la funzionalità, allo scopo di consentire miglioramenti futuri.

Bruxelles, 16 giugno 2004.

Il Presidente del Comitato delle regioni
Peter STRAUB

NOTE
1 GU C 128 del 29.5.2003, pag. 14
2 GU C 73 del 23.3.2004, pag. 72
3 GU C 73 del 26.3.2003, pag. 38